Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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mercoledì 12 novembre 2014

C'era una volta...e (purtroppo) ci sta ancora!

Miei adorati!
Si, vi adoro va bene???
Qualcosa in contrario???
Ssshh, parlo a bassa voce perché col fatto che sono diventata scaramantica e superstiziosa preferisco non farmi sentire troppo ma volevo dirvi che "forse" (meglio non allargarsi) ho scoNFITTO IL WOODOO!!!
Cavolo noo, mi è scappato di urlare, è che sono troppo contenta ma talmente tanto che il mal di schiena mi sembra una sciocchezza e vi dirò: non ha nemmeno intaccato le mie doti farfallose danzerine, anzi sento che il tocco della danza è sempre benefico.
Bene, ora che vi ho tranquillizzati sul mio stato di salute fisica non potrò fare altrettanto per quanto riguarda la salute mentale che si sa, è andata via già da tempo, però possiamo almeno passare all'argomento del post: il Principe Azzurro!


Argomento che richiederebbe lunghe riflessioni divise per capitoli ma direi che si può pure evitare di dargli tutta questa importanza. A tal proposito vorrei iniziare con una citazione della trentenne baby-sitter di un mio piccolo allievo:
"A noi, con 'sta storia del Principe Azzurro c'hanno rovinato".
Come darle torto?

E quanto si prodiga un certo tipo di letteratura femminile nell'indicare la strada per trovarlo o ad insegnare alle donne a starne alla larga comunque sia, gli si dà un'importanza davvero eccessiva. Il problema è che c'hanno divise per categorie (c'hanno) da una parte le romantiche che vogliono innamorarsi ricambiate e dall'altra le mign...insomma quelle là che vogliono solo sfruttare il malcapitato o solo divertirsi un po' a corte, anche facendo a meno della corte. Una donna che, pur con tutte le sue debolezze si sforza di sapere il fatto suo, che almeno dovrebbe essere suo invece lo decide spesso e volentieri qualcun'altro, una insomma che sia lontana dagli stereotipi non ci sta, ossia ci sta pure ma è bella nascosta ed esce solo col favore delle tenebre, anche a mezzogiorno s'intende e a capo scoperto ma nascosta nell'anima altrimenti la tartassano.
E questa sarebbe la donna libera dei tempi nostri? 

"Il Principe Azzurro è un bastardo", "Come inciampare nel Principe Azzurro", "Il Principe Azzurro è gay" questi alcuni titoli di interessanti testi, al loro interno si possono leggere ottimi consigli su come darla, a chi e perchè e anche quando.
Mai una volta avessi visto qualcosa di analogo per i maschi, tipo "La Principessa è una bastarda", "Come inciampare nella Principessa", "La Principessa è lesbica". Beh, maschio e femmina sono due mondi così diversi che la cosa mi pare anche ovvia e ce lo spiega bene l'autore de "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere", libro che avevo iniziato a leggere ma poi mi pareva banale così ho lasciato perdere e ora non posso fare nemmeno uno straccio di recensione. Posso solo dire che siamo svantaggiate ancora una volta perchè Marte pare sia un pianeta con possibilità di vita mentre Venere proprio no, sarà per questo che allora per sfregio rendiamo la vita impossibile pure agli altri?





Se esistesse la versione per uomini di quei libri, i titoli sarebbero tutti accompagnati da dei sottotitoli:
"La Principessa è una bastarda" non lasciarti intimorire e approfittane!
"Come inciampare nella Principessa" e una volta sopra di lei come braccarla per farne ciò che vuoi!
"La Principessa è lesbica" quindi aspetta che s'incontri con la sua partner e goditi la scena! 
Se volete vedere il guardone cliccate qui.

Insomma, gli uomini vincono c'è poco da fare, sono pratici e a noi ci manca la praticità perchè pure che ce l'abbiamo (perchè ce l'abbiamo questo è certo) sta inchiavardata sotto macigni di sovrastrutture e come se non bastasse dobbiamo pure far finta che non c'è, sempre perchè dobbiamo vivere nascoste, siamo così, come dice la Mannoia, dolcemente complicate, l'hanno deciso, che ci possiamo fare?
Fregarcene?
Sarebbe già un buon inizio!

Lo so, sono acida inside e ora non fate battute scontate, sarò sempre acida, che sia in un certo senso soddisfatta (capisci a me) o meno!

domenica 24 febbraio 2013

Riflessione...



Leggo titoli di articoli, approfondisco qua e là e via via il mio pensiero si fa sempre più chiaro, per quanto spesso la strada da percorrere non sia affatto facile.

E penso che se la società fosse impostata diversamente, 
se gli individui fossero quindi liberi, 
se l'Amore non fosse ricatto affettivo, possessione, 
se non fosse un ripieno usato per colmare una carenza personale, 
se alla base ci fosse un'educazione basata sul crescere persone sicure e oneste con sé stesse, 
se la frase "i figli sono la mia unica ragione di vita" significasse che la ragione di vita deve necessariamente essere finalizzata al bene della società e non ad appesantire la simbiosi genitore-figlio che spesso invece ammala parte di essa,
se quindi significasse educarli e dar loro tutti i mezzi possibili e immaginabili perché si garantiscano, dapprima tramite noi, e poi da soli questa sacrosanta libertà, 
se si capisse che il "bene della società" va ben al di là di ciò che viene imposto da tempo,
se l’Amore fosse un diritto per tutti… 
beh oggi forse non staremmo qui a chiederci se siamo pronti per i matrimoni gay e se sia giusto o meno che questi adottino dei figli.
Forse non ci sarebbero né gay né etero ma solo persone, non esisterebbero i gay pride e i family day potrebbero essere manifestazioni accoglienti dove ogni famiglia sarebbe la benvenuta.

Le catene ce le possiamo togliere da soli, diventare complici di chi ce le serra ai polsi non è certo il regalo più bello che possiamo fare alla nostra vita. 

Quanto al credo, che ognuno professi il suo senza imporlo agli altri e che ognuno approfondisca la questione augurandosi di riscoprire sé stesso senza paura di dover rivedere totalmente il concetto di Dio che potrebbe essere decisamente diverso da ciò che da sempre si è dovuto subire.
Non apparteniamo che a noi stessi e questo è il miglior modo per donarsi agli altri. 

Carla

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