Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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lunedì 11 agosto 2014

Incubo di una notte di mezza estate

Storiella della buonanotte partorita in una notte di mezza estate con luna gigante, stelle cadenti e sindrome premestruale.

L'ultimo capitolo della saga cinematografica de Lo Squalo sarà girato interamente a Ostia.

Titolo: Lo Squalo 5.
Sottotitolo: La grande cocomerata.
Produzione: Medusa films.
Sinossi: Uno squalo, stanco della solita routine capisce che non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare sono cose che non fanno per lui e così attirato da un coupon che per pochi soldi prometteva 'menu di pesce e cocomerata all you can eat a Ostia' decide di affrontare il lungo viaggio alla scoperta di nuovi lidi. Giunto in prossimità della meta, nota subito qualcosa di diverso dai soliti panorami, ad esempio ci sono pochissimi atleti che sembrano giocare al surf su piste amatoriali e poi ci sono orde di femmine con indosso quelli che lui non sa essere i famosissimi bikini lovers raffiguranti qualcosa di familiare che aveva già potuto osservare da qualche parte. Ah si, sul coupon aveva già visto le figure dei cocomeri e così, credendo di aver diritto finalmente al suo pasto si avventa sulle avvenenti bagnanti constatando da subito che, le italiane o meglio, le romane hanno in effetti una marcia in più, se non altro per lo stile!
Il bagnino brizzolato e nero come un tizzo le salverà uccidendo il povero squalo dapprima abbagliandolo col giallo fluo del suo perizoma e poi infliggendogli il colpo di grazia col remo del pattino di salvataggio. La penultima scena commuoverà non poco lo spettatore concentrandosi sugli occhi tristi dello squalo, stanco di lottare, puntati sull'ultima cosa che vedrà prima di morire: un lupo tatuato sul braccio del bagnino con su scritto per sempre la maGGica. "Chi me l'ha fatto fa' de venì qua" penserà il malcapitato e un attimo dopo passerà a miglior vita mentre il pubblico ormai lo amerà alla follia e vorrebbe veder morto il tamarro bay watch de noantri.
Nell'ultima scena il bagnino dovrà vedersela con pescatori, animalisti e ambientalisti inviperiti e accorsi numerosi in spiaggia con petizioni da far firmare. Qualche politico ha subito approfittato della confusione per promuovere un paio di porcate ma forse di più o semplicemente per farsi vedere, che torna sempre utile.
Durante la sigla finale, come se niente fosse o anche tutto è bene quel che finisce bene, si balla in spiaggia (una coreografa sul set sarà indispensabile) nell'attesa di sedersi all'enorme tavolata organizzata dalla pro loco: spaghetti alla verdesca per tutti e cocomerata, stavolta per davvero, offerta dal comune coi soldi dei cittadini.
Pezzo forte della colonna sonora sarà l'ultimo della Pausini: "La tengo como todas" ...la mutanda con l'anguria s'intende ma l'inventrice di tale mutanda interverrà scocciata rivendicando la croce tatuata che la distingue là ...dove non batte il sole, si sarebbe detto un tempo e dove ora invece batte di tutto! 

Con l'accapigliarsi delle due vip smutandate in mutande ci addentriamo nella magica atmosfera che solo i reality sanno creare e a questo punto augurarvi sogni d'oro si fa davvero difficile ma io lo farò comunque!

Buonanotte e sogni d'oro.
Miranda (devil) Milian

giovedì 7 agosto 2014

A volte ritornano

Rullo di tamburi... è tornata la Maestrinaaaa!!!

Per lo meno qui perchè dal trafficare con gli outfit sul fassshion blog non se n'è mai andata. Diciamo che qualche frottola e qualche pensiero filosofico riesco a infilarli pure in mezzo ai vestiti e con la fatica e il tempo necessari per fare le foto, i collage, trucco e parrucco poi va a finire che non ce la faccio a fare una capatina di qua ma è dal 26 aprile che non ci scrivo niente e questo non è assolutamente possibile tantomeno giustificabile in alcun modo, quindi a costo di darci giù pesante con delle fesserie allucinanti, lo farò.

Uhm... vediamo un po', siii ci sono:  festeggerò il mio rientro sul mio primo amatissimo blog (che non abbandonerò mai e poi mai) con le specialità della casa e cioè liste e fricantò!
Fricantò, concedetemi la ridondanza della spiegazione vista la mia lunga assenza, sta per randomico ed è una parola che usava spesso mia nonna Carlotta per indicare miscugli culinari.

Dunque iniziamo rompendo il ghiaccio con una breve lista:

Cinque cose brutte che si vedono e/o sentono al mare con relativi rimedi.

1- Penniche sul lettino.
Fate in modo che quel caffè di cui sicuramente fate incetta faccia effetto e quindi rimandate il sonnellino a quando sarete chiusi fra le quattro mura di casa vostra, se proprio non resistete almeno assumete posizioni quanto più possibili gradevoli.

2- Mamme isteriche.
Dovreste smetterla di sgridare frustrando i vostri pargoli dettando regole di continuo che servono solo a dimostrare quanto proiettate sui figli le vostre insicurezze e quantomeno, prima di lanciarvi in erudite spiegazioni, approfondite argomenti quali l'alta e bassa marea per esempio, fenomeni che non sono caratterizzati da una diversa quantità d'acqua nel mare o le bollicine che spesso sono dovute alla poseidonia e non allo sporco.

3- Coppie litigiose che ripetono "amò" ogni due parole.
Se avete fatto questo enorme danno di accoppiarvi, fate in modo che la cosa non vada a pesare anche sul prossimo. Ve ne saremmo di un grato che non si può quantificare tanto è immenso.

4- Radioline stridule.
Esultate in nome del progresso: hanno inventato le cuffiette! Certo se non le usate però continuerete a scassarci le orecchie con cose che magari, vi siete mai chiesti? Non ci va di sentire!

5- Riviste di discutibile spessore.
E' incredibile come, con un po' di impegno certe notizie potrebbero non suscitarvi la benchè minima curiosità. Insomma non riesco a capire cosa diamine ve ne freghi della vita privata di calciatori e conduttrici. Ma possibile che ci siete cascati così in tantiiii?

La cosa bella è che quest'anno di tutte queste cose ho visto e/o sentito solo la numero uno, un pochino la tre mentre la cinque faccio finta di non vederla.

Proprio per ingannare il tempo in spiaggia, ho letto un articolo su L'Internazionale di questo mese che descriveva attraverso l'incredibile viaggio e quindi l'esperienza diretta di due giornalisti, come alcuni cittadini di Timbuctù abbiano salvato da un incendio appiccato alla biblioteca da gruppi islamici, gran parte dei manoscritti antichi, documenti unici e quindi preziosissimi per tramandare la storia della loro civiltà. I due giornalisti hanno affrontato un viaggio che dire faticoso è dire poco, attraversando fiumi per giorni e giorni in fatiscenti imbarcazioni, scoprendo a poco a poco non solo paesaggi ma tutto ciò che caratterizza quella lontana società partendo dal Mali e giungendo infine a Timbuctù, città in cui si pensa regni l'analfabetismo, città che invece ha saputo gestire un'emergenza simile a salvaguardia della sua cultura. Il trasloco dei manoscritti è avvenuto in condizioni che rasentavano l'impossibile col rischio che si danneggiassero e quel che è peggio con rischi per la vita stessa qualora questi coraggiosi cittadini fossero stati scoperti.

Beh, qui nel regno del progresso c'è gente che appicca il fuoco al proprio cervello, il quale una volta bruciato smette, ahimè, di funzionare correttamente, perdendo dapprima tutta la sua naturale elasticità e poi via via si incartapecorisce mettendosi a lavorare su questioni di interesse nullo come ad esempio la vita privata di una valletta televisiva tra video porno e pannolini del figlioletto o le prodezze in camera da letto del portiere della nazionale di calcio. Sarebbe anche bello se le suddette questioni non servissero a niente, invece sono molto utili per iniziare un regresso che spesso non si arresta portando infine l'essere umano a non essere più niente se non un automa obbediente responsabile in prima persona dei danni che ci tocca subire tutti.

Ma non incolpiamoli poverini, che nemmeno questo serve, dicono che vogliono rimanere a dormire e infatti non danno cenni di risveglio tranne che quando urlano: GOOOOAL ma quell'urlo, che sveglierebbe anche un ghiro in letargo dall'altra parte del mondo, è invece il momento in cui dormono di più.
Chi è sveglio illumini il proprio piccolo ambiente senza scaldarsi tanto che la storia insegna che anni di lotte e di conquiste vanno a scatafascio con pochi anni di reality e promesse fatte ad arte.

Bene, ho la coscienza più che a posto e vado a dormire molto ma molto contenta perchè non vedrò più scritto nella pagina di gestione del blog: Maestrina Ballerina - ultimo post tre mesi fa e vi saluto pure alla vecchia maniera con un video. Si tratta della scena finale del film Gli Aristogatti, dove la fantastica squadra formata da mici e topolini incastra il cattivissimo Edgard chiudendolo in un baule e spedendolo a Timbuctù.
Oggi per punirlo avrebbero dovuto chiuderlo in un baule insieme ad una collezione infinita di Novella 3000 e Verissimo e spedirlo su una Costa Crociere capitanata immaginerete da chi.

Buonanotte!


sabato 26 aprile 2014

Romanticismo a 30° (con previsioni di aumento della temperatura)

Ogni tanto è bene tornare al primo amore, nel senso che preferite s'intende ma ora io per primo amore volevo dire che avevo voglia di tornare al mio primo blog che non abbandonerò mai e poi mai per mille motivi.

E allora eccomi di nuovo qui a filosofeggiare tra il randomico e il tematico ma già la sto facendo troppo complicata quindi facciamo che vi racconto un po' di cose alla fricantò come facevo un tempo e via.

Dunque, mia madre è stata operata al ginocchio e ho passato una settimana (ma forse di più) in preda all'angoscia, saperla alla sua età sotto i ferri ...insomma devo ammetterlo ho avuto paura che le accadesse qualcosa. Il giorno dell'intervento ero con mia sorella e l'ho seguita fino fuori la sala operatoria col borsone di danza in spalla. Mentre camminavo velocemente, perchè il portantino doveva essere un ex campione olimpico, mi chiedevo dove volessi andare con quella borsa appresso, a lavorare forse?
La scuola accademica mi ha rovinata.
Va bene la disciplina ma io davanti al lavoro sto sull'attenti che nemmeno un generale davanti all'esercito così ho chiamato l'assistente e mi sono fatta sostituire per rimanere lì ad aspettare l'esito dell'intervento.
Esito: mamma è uscita ridendo!
Non è stata proprio una passeggiata ma ora sta decisamente meglio, quindi tutto bene e posso tornare a concentrarmi su problemi di minore entità capaci di creare comunque discreti disagi tipo che forse mi si è rotta la lavatrice.
A volte fa lo sciopero della centrifuga e funziona solo quando determinata affermo che andrò a comprarne una nuova, secondo me ha un'anima, la cosa strana è che io ho sempre riconosciuto il suo alto valore quindi non vedo perchè debba avercela con me. Probabilmente è perchè sa quanto ami stendere i panni in terrazza mentre rifletto davanti a Roma caput mundi e quindi se devo strizzarli a mano, la permanenza in terrazza dura di più.
Ma si, deve essere così, come ho fatto a non capirlo? E' un gesto d'amore!
Ah, l'amore!

Ne conosco altre forme, oltre quello tra me e l'elettrodomestico appena nominato ma ora mi viene da ridere pensando alla protagonista di quella menata delle sfumature di grigio che dopo l'orgasmo si sentiva sbattuta come in lavatrice. Lessi una recensione dove venivano citate le parti più salienti del bestseller, ribadisco che non ho letto quel libro. C'è da dire che ho tanto criticato questo passaggio ma mi viene doppiamente da ridere riflettendo sul fatto che la tipa non ha poi tutti i torti, quindi l'associazione amore-sesso-lavatrice in un certo senso torna.
Dicevo, ne conosco altre forme d'amore e sto diventando oltremodo romantica, ovvero ci sono dei timidi tentativi di manifestare questa condizione insita in me ma ben chiusa a chiave, una chiave che non ricordo mai dove nascondo ed è una sensazione stranissima, se tra un po' apprezzerò anche la poesia scriverò la Metamorfosi 2, roba da far impallidire Kafka.
Sia chiaro conservo il mio alleato lato diabolico senza il quale non potrei vivere e ne sono felicissima se non altro perchè l'idea di cambiare pseudonimo renderebbe alquanto confusa la mia immagine di blogger.
Il top del romanticismo l'ho raggiunto sere fa quando ho scambiato un Ryanair in atterraggio a Ciampino per un'enorme stella cadente.
Non so se esserne felice, forse si.
Non mi trovavo al'aeroporto altrimenti sarei da rinchiudere per visioni e allucinazioni varie ma abito in prossimità, per capirci quando gli aerei passano sopra casa mia aprono il carrello.
 
Insomma il mio cammino dentro me procede a grandi passi ma senza fretta ed è un viaggio che mi appassiona, ogni tanto sono sola ogni tanto mi accompagna qualcuno, a volte è avventuroso ed entusiasmante, altre volte più faticoso ma è sempre bello.
Che profondità d'animo eh!? Menomale che il Ryanair in collaborazione con la lavatrice mi aiutano a stemperare questa botta altrimenti destabilizzante.
Comunque ho sempre più la sensazione che l'Amore viene sempre (o quasi) confuso con un suo parente lontano, talmente lontano che ora che ci penso non gli è nemmeno parente.

Bene, è stata una sveltina di post ma ne avevo voglia.
Tornerò presto, ho già dei programmi ...dai 30° per delicati a quelli più caldi solo per resistenti o ...molto sporchi!

Che sia una notte di atterraggi o di centrifughe, fate voi!

Mentre decidete vi auguro buonanotte con uno dei quadri più romantici che siano mai stati realizzati.




giovedì 10 aprile 2014

Attente all'uomo Vero


Mi viene tanto da ridere quando sento parlare alcune donne o anche quando leggo ciò che scrivono, tutte (o quasi) sanno chi è l'uomo vero.
Beate a loro!
Una si sta tanto a scervellare e invece la risposta è di un'ovvietà disarmante: l'uomo vero può essere chiunque!
Mi rendo conto che detta così non si capisce granchè ma ora tento di spiegarmi meglio.

Dunque, se la tipa in questione è cicciottella l'uomo vero è quello che predilige le donne in carne e le magre gli fanno proprio schifo;
se è rifatta, l'uomo vero sarà quello che predilige le rifatte perchè a detta loro se le può permettere;
se non si è ritoccata nulla, l'uomo vero è colui che il solo pensiero di sfiorare una tetta siliconata lo fa rabbrividire;
se è tatuata, l'uomo vero ama i tatuaggi a guarnizione di un corpo femminile e prende per rammollito bigotto chi non li gradisce;
se è tettona, l'uomo vero va in visibilio per i davanzali particolarmente in fiore;
se è mooolto depilata, all'uomo vero piace di più eccetera eccetera;
se è una donna che "la ceretta questa sconosciuta" l'uomo vero preferisce ...blàblàblàblà (quest'ultima parte non ha passato il visto censura e va interpretata, ringrazio per lo sforzo).

A nessuna viene in mente che forse è una risposta un po' di comodo e che soprattutto la loro esperienza sarà pure importante ma non costituisce verità assoluta davanti all'immensità di ciò che esiste al mondo per quanto riguarda le dinamiche dei rapporti.

Poi c'è da dire che siamo sempre tristemente al solito punto e cioè che in base al cosiddetto uomo vero (a ognuna il suo) la donna costruisce la sua immagine. Ovvio che piacere e quindi essere desiderate è bello ma in tutto e per tutto davanti a ogni critica o difficoltà, la donna spesso risponde: agli uomini piace così!
Cosa piace veramente alla donna per sè stessa è un fatto del tutto secondario e non datemi dell'esagerata perchè residui di sottomissione che dovrebbe essere fatto arcaico e superato ce ne sono continuamente ovunque.

Insomma, ora che siamo grandi e che dovremmo aver superato sciocchi timori cadiamo da sole nella trappola dell'uomo vero...aridatece l'uomo nero!


sabato 15 marzo 2014

Meglio sole...


"Tu sogna e spera fermamente, dimentica il presente e il sogno realtà diverrà". (Cenerentola)

Dedicato a C.

Poco fa chattando con una mia giovanissima allieva ho avuto ancora una volta l'occasione di riflettere sulla trasformazione che è avvenuta in me nel corso degli anni, a come partendo da una condizione di bambina timida ma determinata sono diventata più o meno la donna che volevo (capelli lisci compresi)!!!

Sentirsi sole in un'età critica perchè non uniformate, spesso porta alla sofferenza così accade che se da una parte si grida per far sentire la propria voce dall'altra si ricevono solo schiaffi. Da ragazzina non ricordo di aver ricevuto schiaffi, quelli sono stata brava a farmeli dare da grande ma sorvoliamo che è meglio.
Avevo talmente tanta passione per ciò che impegnava totalmente la mia vita che anche se i coetanei non mi capivano, sinceramente ora che ci penso, me ne fregavo abbastanza.
Nel periodo precedente e durante i primi anni del liceo invece ricordo di aver passato molto tempo da sola, amavo stare da sola, spesso la solitudine la ricercavo perchè se non trovavo gente che mi capiva, me la inventavo (ero già matta).
Mi chiudevo in cameretta e pensavo, riflettevo, inventavo, creavo, fantasticavo, sognavo.
Sola non mi sentivo poi tanto sola, sapersi fare compagnia è bellissimo mentre non saperlo fare può danneggiare sia noi sia chi ci sta vicino.
Sono d'accordo con la teoria che può sembrare ostica da mandar giù, secondo la quale non si può imparare a stare con gli altri se non si sa stare soli e non si può nemmeno amare qualcuno se non sappiamo stare da soli o amare noi stessi.
Vista così direi che la solitudine è una palestra per lo stare piacevolmente in compagnia.

Il fatto è che non possiamo credere di darci un valore solo attraverso l'altrui parere.
Lo scambio ci deve essere e può essere interessante ma non si dovrebbe dare necessariamente maggior rilievo a ciò che proviene dall'esterno.
E' bello sapere di poter contare su qualcuno ma questa cosa la si può apprezzare davvero nella meraviglia della sua essenza solo se sappiamo anche stare soli, se al contrario siamo troppo dipendenti è inevitabile crollare spesso e volentieri.

La solitudine non è triste, al contrario è una condizione dove si possono provare sensazioni profonde e fondamentali capaci di farci sperimentare la felicità.
L'isolamento è un'altra cosa e quello invece si che è triste e andrebbe combattuto.

Spesso in cameretta mi ci faceva stare mio padre per punizione, diceva che in questo modo avrei potuto riflettere sulle mie mancanze (l'educazione di una volta era così) in realtà riflettere sulle mie mancanze per me significava scrivere in quattro e quattr'otto una letterina dove mi ripromettevo di "fare la brava" e il resto del tempo lo passavo a fantasticare.
Mi piaceva moltissimo e ora che ci penso devo aver combinato qualche marachella appositamente per farmi dare la punizione e conquistarmi così un'oretta in santa pace chiusa in camera.
Come dicevo, quei momenti mi hanno insegnato molto perchè entravo profondamente in contatto con me stessa e poi mi hanno resa particolarmente creativa, cosa che attualmente è fondamentale per il mio lavoro.
Così oggi pur essendo una persona estremamente socievole amo ancora passare dei momenti in solitudine per approfondire il legame con me stessa e poi anche per sognare in libertà.
Sognare mi piace sempre e lo faccio esattamente come farebbe un bambino, credendo poi ciecamente che ciò che sogno si realizzerà.

Non è sbagliato sfidarsi e cercare il contatto anche in terreni difficili ma se proprio non si ottengono risposte per me meglio lasciar perdere per un po', forzare qualcuno pur di non stare soli non mi sembra una buona idea, perchè mendicare? A quel punto meglio una sana solitudine capace di far maturare qualcosa di buono.

Ho esordito ironicamente affermando di "essere diventata...la donna che volevo" e devo dire che mi sono fatta ridere da sola, come sempre del resto, ovviamente con ciò non voglio dire che mi sento perfetta ma che la base del mio essere è sicuramente qualcosa che avevo chiaro in mente ma che sento di aver conquistato a fatica. Una base su cui spesso poggiano dei casini terribili ma io sto sempre lì sotto, pronta ad intervenire, sarà per questo che la ragazza cui sto dedicando il post mi descrive come forte, coraggiosa e determinata, deve avere la capacità di sgamarmi quando sto nascosta e queste qualità mi sembrano invisibili.

Del resto una persona che si dedica totalmente fin da piccola a discipline come la danza o la musica non può che essere determinata e coraggiosa. Mi piace pensare che se sono diventata un carrarmato è grazie alla scuola accademica e alla sbarra quotidiana.
Noi sappiamo il perchè!

Un abbraccio a te C. e a tutti voi!

sabato 8 marzo 2014

Che sia libertà ma quella vera


Le donne sono sempre un po' schiave. 
Incatenate ad un sistema che seppur progredito le relega a ruoli ben precisi dai quali discostarsi non è buona cosa. 
Senza dover fare necessariamente paragoni guardando sempre a chi sta peggio per sentirsi fortunate, noi donne comuni poco possiamo fare per togliere il burqa o peggio le pietre dalle teste delle nostre compagne di altre terre ma tanto per cominciare, partendo dal nostro metro quadro potremmo raggiungere mete che ci consentirebbero una vita migliore. 
Crediamo di essere libere perchè possiamo metterci la minigonna, quella stessa minigonna che diventa complice di delinquenti che se poi ci stuprano...ce la siamo cercata! 
Eppure nonostante questa "libertà" troppe donne ancora subiscono ricatti affettivi tra le quattro mura di casa da parte di chi dice di amarle, e questo avviene nelle "migliori famiglie", nelle peggiori si arriva a violenze fisiche gravi e troppe donne credendosi deboli, quando il debole è lui, nemmeno hanno il coraggio di denunciare l'aggressore; troppe donne si identificano solo attraverso il giudizio del partner; troppe donne si sentono una nullità se non hanno un uomo su cui appoggiarsi; troppe donne ammazzate da uomini insicuri e malati e troppe ancora se ne potrebbero dire. 

Dovremmo fregarcene di inutili auguri e darci da fare per noi, noi per prime. 
Cresciamo senza paura perchè l'evoluzione è un nostro diritto e chi vuole inibirla non desidera il nostro bene. Certo, gli auguri potrebbero essere un gesto carino, soprattutto se ad essi seguisse un appoggio concreto alla nostra lotta e questi ben vengano, peccato che spesso provengano da coloro che sono poi i primi a provare disagio davanti ad una donna libera mentalmente e a essere capaci solo di giudizi infelici espressi a tutela della loro blanda e spesso nulla virilità.

Le donne non sono il sesso debole, mettiamocelo in testa!


Carla (Miranda)
domenica 23 febbraio 2014

Mirandomica


Posa da assumere durante un'ecografia

E' tempo di scrivere un post randomico, mi verrà in mente qualcosa dopo che mi sono spremuta tutta per il titolo?
Non ci sono dubbi: si!
Dunque...

Sanità
Ho dovuto fare un'ecografia all'inguine e poco prima di entrare nello studio avevo capito che quello lì fuori con la moto e la faccia da macellaio era l'ecografista.
Attimi di terrore.
Niente contro i macellai sia chiaro ma era un omaccione e non so perchè mi ha dato l'idea che i macellai debbano necessariamente essere di tale stazza e fattezza (mamma quante zeta!).
Dovete sapere che per deformazione professionale non riesco proprio a stare sdraiata su un lettino a mo' di stoccafisso, così durante l'esame mi partivano spontaneamente posizioni da "bellezze al bagno", la prima è stata quella classica con la gamba piegata, subito dopo ho pensato: ma che fai scema, così lo provochi! Allora mi sono rimessa a stoccafisso ma -paf- sempre spontaneamente mi è partito un braccio che è salito fino ad avvolgere la testa e allora mi sono detta: santoddio piantala! Ma il culmine è stato quando ho fatto quel gesto di mandare una parte dei capelli a coprire metà volto che fa tanto donna del mistero...ecchecavolo pure questo no, ma come mi viene?
Niente, mi sono rimessa a stoccafisso e mi sono imposta di rimanerci, una fatica terribile tanto la trovo una roba innaturale ma ce l'ho fatta.
Al termine ho letto sul responso il cognome del dottore: Carni!

Ho dovuto fare anche le analisi del sangue. Una volta ritirata la risposta, ho aperto subito la busta per controllare se avessi qualche infiammazione in corso e -ommioddiooo- sono rimasta senza fiato: ves alle stelle e glicemia altissima. Col cuore in gola ho acceso il computer per cercare qualche informazione su internet, intanto mi sono fatta una doccia ipotizzando il testamento e cercando di capire come distribuire i corsi di danza alle varie assistenti.
Uscita dalla doccia ho ricevuto una telefonata: la segretaria dello studio medico mi informava che il responso delle analisi in mio possesso non era il mio bensì di una diabetica. Inoltre non dovevo spendere 87,00 Euro ma solo 82,00, e questo è stato il vero notizione: ben cinque Euro da spendere in superalcoolici per festeggiare il fatto che posso continuare a sfondarmi di dolci!

Emozioni
Mi sono iscritta su facebook ad un gruppo di amaracord di chiavaresi, papà lo era e un po' anche io visto che a Chiavari ci passavo i mesi interi dalla nascita all'adolescenza. Ho potuto scambiare due parole con chi ha vissuto con papà da ragazzino e mi hanno anche inviato foto di lui che non avevo mai visto.
E' stato emozionante!
In questo periodo mi sento 100% chiavarese e forse, io che odio il calcio, inizierò a tifare Entella!
Beh, no, non esageriamo ma come squadra mi sta sicuramente più simpatica della Roma e pure della Lazio nonchè della Juve e di tutte le altre grandi di questa gran rottura di palle chiamata campionato di calcio!

Sanremo
Non pervenuto.

Politica
Non ce la faccio più di vedere la faccia di Renzi.

Sabato infernale
Sabato prossimo ho uno spettacolo dove partecipo come coreografa e come presentatrice e sto entrando nel panico per le cose cui devo pensare. Il sabato che era ieri invece l'ho passato interamente girando tutto il giorno per risolvere la questione relativa ai costumi per uno dei due balletti, la disperazione mi stava consumando perchè oltre a non trovare niente di adatto ho visto cose dell'altro mondo che mi hanno dato conferma circa il fatto che quell'altro mondo non è affatto meglio di questo.
1. Ho visto le vie più brutte di Roma vestite a festa con bancarelle di salumi, formaggi, orecchini, porchetta e vestiti dozzinali.
2. Ho visto una bambina mascherata da Biancaneve, era bionda e con la coda. Sacrilegio! Datemi una mela avvelenta...presto!
3. Ho visto padri vestiti da Jay-Z e non erano mascherati.
4. Ho visto i vigili non farmi la multa per un pelo, così ho ringraziato di aver rimandato l'appuntamento per la ceretta.
5. Ho sentito madri ripetere migliaia di volte la frase: non correre che poi sudi!
Diamine, la odio, è come dire a una macchina: non partire che poi si scalda il motore e si accende la ventola.
6. Ho sofferto un caldo allucinante perchè la temperatura era tropicale ma del mare nemmeno l'ombra. L'unica cosa che potesse lontanamente, ma mooolto lontanamente far pensare al mare è stato il "Gran caffè Hawaii" in via di Tor Pignattara ma l'odore dei salumi e formaggi in esposizione me l'ha fatto subito dimenticare.
Passo dopo passo mi ripetevo: finirà 'sta giornata abbi fede e sorridi che domani non solo è un altro giorno ma è pure domenica.

Alla fine di questo estenuante pomeriggio, ma proprio alla fine, ho trovato finalmente ciò che cercavo e mentre immaginavo le mie ballerine in hot pants simil pelle, cappellino paiellettato e maglietta piena di bocche da bacio (che vanno tanto di moda) mi sentivo quasi svenire perchè non stavo nemmeno molto bene, allora ho pensato che la passione ti porta a fare cose davvero incredibili.

Adesso vado a scrivere qualcosa da dire nel discorso iniziale che aprirà questo festival di danza, si, l'han chiamato festival così anche io ad una settimana da Sanremo presenterò un festival.
Chissà quante cose potrei fare se mi pagassero quanto alla Lucianina!
Mamma mia quando quel faccia lessa di Fazio la chiama Lucianina mi viene un prurito alle mani, sarà meglio che ora non ci penso perchè ho finito il gel lenitivo all'aloe vera.

Buona domenicaaaa!


 

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