Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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lunedì 3 novembre 2014

Bacchetta la tetta

Attirati dal titolo siete di nuovo qua eh!
Beh, non potrò sempre fare certe allusioni ma oggi l'argomento ci sta tutto, infatti il succo della questione che vado ad esporvi riguarda l'emancipazione della donna e il fatto che questa dovrebbe andare ben oltre la possibilità di pubblicare foto in topless.
Chi mi conosce bene sa quanto mi stia a cuore l'argomento, non il topless che evito pure accuratamente per non rovinarmi le tette ma il sacrosanto diritto della donna di essere libera, emancipata e quindi non schiava e sottomessa.
Dato che in altri paesi le donne le carcerano o addirittura le ammazzano perchè giocano a pallavolo, perchè "forse" hanno tradito il marito-padrone e per diversi altri motivi inesistenti allora qui ci sembra di essere libere, qui come in altri paesi all'apparenza meno misogini. La realtà è che la donna ha ancora molta strada da fare e finchè crede di poter combattere solo mostrando un paio di tette per me non andrà molto lontano, la lotta è ben più profonda e andrebbe combattuta con molte altre "armi" che probabilmente abbiamo già a disposizione ma ancora non ne siamo troppo consapevoli, o meglio fanno di tutto per allontanarci da questa consapevolezza.

Torno sull'argomento perchè ho appena letto un articolo in cui una conduttrice/attrice di non ricordo dove (credo anglosassone) si è incazzata con il social Instagram colpevole di averle censurato una foto che la ritraeva in topless a cavallo. Con questa immagine voleva solo dimostrare di avere un corpo migliore di Putin (mai vittoria fu più facile) il quale aveva precedentemente pubblicato una sua foto a torso nudo su di un cavallo, spettacolo deprimente cui mi è toccato assistere pur non essendo una sua follower.
Da qui si è scatenato l'inferno perchè Putin brutto e coi capezzoli flaccidi al vento ha ottenuto il via libera mentre lei con le sue belle tettine -sbang- censurata perchè è donna e quindi provoca. Capisco le sue ragioni sulla libertà d'espressione e sui diritti di proprietà dell'immagine ma comprendo anche le ragioni di un social network che si nasconde (perchè poi lascia pubblicare ben peggio) dietro la giustificazione di voler proteggere le minorenni molto presenti su Instagram che potrebbero forse imitarla dandosi così in pasto ai pedofili, cosa che per altro già fanno pubblicando foto che non verranno mai censurate dove vestite molto minimal e con atteggiamenti seducenti imitano la loro beniamina Miley Cyrus rendendosi decisamente più provocanti di una cavallerizza con le tette al vento, che come soggetto hot è pure un bel po' demodè, diciamolo!

Io sono donna (sapevatelo) eppure la nudità femminile non mi disturba, non sono ossessionata dall'uso che si fa del corpo femminile purchè non ci siano contenuti volgari o in qualche modo offensivi ma l'argomento è complesso perchè una bella donna, nuda e magra in una pubblicità viene ritenuta offensiva per le donne in sovrappeso quindi la questione è davvero delicata e le reazioni a riguardo sono molto soggettive.

In diversi paesi sono religione e stato ad ammazzare le donne colpevoli di crimini inesistenti, qui sono i loro uomini ad ucciderle per gli stessi crimini inesistenti, quindi il risultato non cambia, la donna viene maltrattata e spesso uccisa perchè non obbedisce. Sotto sotto poi c'è sempre di mezzo il retaggio religioso ma la differenza è che qui, almeno in questo caso, si agisce in privato. Una società malata e perversa è alla base di tutto ciò, gli uomini insicuri e retrogradi che uccidono per eccesso di gelosia presi dal senso di possessione che li illude di avere potere sono le prime vittime, subito dopo vengono le loro mogli, compagne, fidanzate.
Come ripeto l'argomento è davvero molto complesso quindi ci ritorno su a rate, quello che voglio dire qui ed ora è che non riesco a capire come si può credere di combattere tutto 'sto casino con le tette.

Sicuramente anche non essere libere di poter pubblicare una foto simile può essere vissuta come una restrizione ma mi sembra il problema minore e anzi mi pare che di tette se ne vedano fin troppe in giro.

Poi resta il fatto (che non me lo leva dalla testa nessuno) che quando vuoi pubblicare certe cosucce è perchè vuoi che te le guardino e, a meno che non siete sceme, lo sapete benissimo che agli uomini delle vostre battaglie, lì per lì, in quel preciso istante, non gliene frega molto, o anche se gli frega intanto si godono la visuale gentilmente offerta, perchè è così e basta, è la tanto amata e decantata natura, quindi carissime paladine dei diritti della donna, spogliatevi quanto vi pare e ammettete una volta tanto che siete vanitose, che non ci sta niente di male, ma perchè perchè e perchè bisogna sempre nascondersi dietro una nobil causa non lo capirò mai, mai e poi mai.
Contro l'anoressia? Nude.
Contro la legge sull'aborto? Nude.
Addirittura si sono spogliate contro Berlusconi! Ma quello non aspettava altro, che vi dice la testa? E' come andare a manifestare contro le pellicce in pelliccia, o contro il maltrattamento animali prendendo a calci un gatto o contro la disoccupazione cantando in coro: voja de lavorà saltame addosso!
Insomma, non era proprio il caso ma sta smania di strip evidentemente acceca. 

Io non faccio una tragedia per il fatto che un uomo possa pubblicare una foto a petto nudo e io no, forse perchè non c'ho mai pensato di pubblicarla...forse ci dovrei pensà...chissà, ma onestamente non me ne importa niente o meglio non è che mi senta repressa per questo però una cosa mi dà fastidio lo ammetto, quando d'estate i maschi possono girare in città senza maglietta mentre a noi in bikini ci farebbero la multa per oltraggio al pudore o malcostume, che poi i miei costumi non sono male per niente e quindi ci sarebbe pure da discutere, tuttavia in questo caso lo trovo un fatto di decenza e di igiene perchè un bel tipo a petto nudo profumato e deodorato non disturberebbe per le strade, mentre un altro sciatto e poco attento all'igiene farebbe meglio a starsene a casa vestito, con le serrande abbassate e le finestre chiuse così non inquina.

Bene, come sapete mi occupo del mondo fashion nell'altro blog (che mi permetto di pubblicizzare segnalandovi il link larmadiodimiranda.blogspot.com)  tuttavia vorrei dare qui qualche consiglio per le attiviste dalla tetta facile perchè ora con l'arrivo del freddo protestare in topless diventa difficilino e allora ecco un modello di Jean Paul Gaultier indossato da Madonna piena di grazia, anzi... piena di grazie! Il pancino e le gambe saranno fasciati al calduccio così come anche i piedi dentro gli anfibi tipo Dr. Martens che tra l'altro oggi rivanno tanto di moda:


Ovviamente quando la manifestazione sarà finita ci si potrà rimettere la giacca...

...con due bei tagli davanti che non sia mai che 'ste tette non abbiano modo di sgusciare fuori in qualche modo, poi tutta 'sta fatica andrebbe sprecata, come niente ci ritolgono pure il diritto di voto, tanto...per quello che vale!

Torneremo sull'argomento tette e affini quando se ne ripresenterà l'occasione, per ora



sabato 8 marzo 2014

Che sia libertà ma quella vera


Le donne sono sempre un po' schiave. 
Incatenate ad un sistema che seppur progredito le relega a ruoli ben precisi dai quali discostarsi non è buona cosa. 
Senza dover fare necessariamente paragoni guardando sempre a chi sta peggio per sentirsi fortunate, noi donne comuni poco possiamo fare per togliere il burqa o peggio le pietre dalle teste delle nostre compagne di altre terre ma tanto per cominciare, partendo dal nostro metro quadro potremmo raggiungere mete che ci consentirebbero una vita migliore. 
Crediamo di essere libere perchè possiamo metterci la minigonna, quella stessa minigonna che diventa complice di delinquenti che se poi ci stuprano...ce la siamo cercata! 
Eppure nonostante questa "libertà" troppe donne ancora subiscono ricatti affettivi tra le quattro mura di casa da parte di chi dice di amarle, e questo avviene nelle "migliori famiglie", nelle peggiori si arriva a violenze fisiche gravi e troppe donne credendosi deboli, quando il debole è lui, nemmeno hanno il coraggio di denunciare l'aggressore; troppe donne si identificano solo attraverso il giudizio del partner; troppe donne si sentono una nullità se non hanno un uomo su cui appoggiarsi; troppe donne ammazzate da uomini insicuri e malati e troppe ancora se ne potrebbero dire. 

Dovremmo fregarcene di inutili auguri e darci da fare per noi, noi per prime. 
Cresciamo senza paura perchè l'evoluzione è un nostro diritto e chi vuole inibirla non desidera il nostro bene. Certo, gli auguri potrebbero essere un gesto carino, soprattutto se ad essi seguisse un appoggio concreto alla nostra lotta e questi ben vengano, peccato che spesso provengano da coloro che sono poi i primi a provare disagio davanti ad una donna libera mentalmente e a essere capaci solo di giudizi infelici espressi a tutela della loro blanda e spesso nulla virilità.

Le donne non sono il sesso debole, mettiamocelo in testa!


Carla (Miranda)
martedì 19 novembre 2013

Ringraziamenti


Buongiornoooo!
Come sono eccitata, non vedevo l'ora di scrivere sul blog con la grafica nuova che ho finito di elaborare ieri sera sul tardi (molto tardi). Il fatto è che ieri mattina ho avuto per l'ennesima volta problemi con il computer e quindi mi trovo costretta a rimandare al martedì il post randomico del lunedì che anzi, verrà rimandato ancora perché oggi vorrei inaugurare il nuovo blog-vestitino con dei dovuti e sentiti ringraziamenti.
Si, lo so che si scrivono al termine di un libro e questo è solo un blog, nemmeno terminato poi, ma come lo pseudonimo, i ringraziamenti fanno molto scrittrice e dato che il mio blog non ha nessuna intenzione di terminare e vivrà finchè vivrò,  facciamo che ogni tanto ringrazio qualcuno.

Dunque iniziamo.

Ringraziamenti.
Ringrazio tutti quelli che mi leggono e che mi ci hanno fatta credere. Non sto scherzando, scrivere mi fa bene e avevo deciso di farlo comunque, sapere poi che qualcuno legge mi fa ancora meglio, mi libera da molte sensazioni spiacevoli e mi ha addirittura aiutato ad uscire dagli attacchi di panico, perciò GRAZIE!
Sottinteso che mi piace scrivere anche quando non sto sotto a un treno.

Ringrazio Angela per avermi suggerito inconsapevolmente lo pseudonimo che adoro.

Ringrazio Giorgia alias Blackswan che con il suo entusiasmo mi spinge a osare sempre più soprattutto nell'altro blog, Maestrina Style, quello fashion dove sperimentiamo collaborazioni di outfit (io) con nail art e make up (lei).

Ringrazio le altre blogger che seguo, in particolare Francesca, l'Araba Fenice che al contrario di me è un angelo biondo. Scrive in qualsiasi stato d'animo si trovi e quando sta giù fa in modo che questo non costituisca un freno all'apertura verso gli altri, quindi la ringrazio per i suoi incoraggiamenti sia diretti che indiretti.

Ringrazio tutte quelle donne con le quali, partendo dal blog, nascono degli scambi più o meno profondi ma comunque sempre interessanti, quindi tutte quelle donne che si sfidano.
Come sapete mi sta molto a cuore la nostra emancipazione mentale e quindi avverto tanta solidarietà con le donne che lottano per ottenerla in questo mondo che ci vuole schiave, dove più dove meno, spiace dirlo, un po' lo siamo sempre.
Prima o poi lo istituisco un movimento femminile alternativo!

Ringrazio ovviamente anche quelli che vengono da Marte, cioè gli uomini che leggono il mio blog perché anche con loro nascono degli scambi spesso piuttosto divertenti...beh ora non pensate che il mio blog sia un sito ambiguo per incontri....c'è scambio e scambio eh!
Oh intendiamoci, se poi volete incontrarvi qui fate pure, potrei citare:
"galeotto fu il libro blog e chi lo scrisse...quel giorno più non vi leggemmo avante" (Dante feat. Miranda)

...ecco a proposito, incontratevi e intrecciatevi come vi pare però continuate a leggerlo, mi raccomando, che oggi come oggi una cosa non esclude l'altra!

Ed ora non ultime ringrazio mia figlia Roberta per le sue preziose collaborazioni grafiche in particolare stavolta per la diavoletta del logo e mia sorella la quale mi ha appena mandato un messaggio esprimendo disappunto per il mio mancato post randomico del lunedì (altrimenti detto fricantò).
L'ho sempre detto: anche se mi leggesse solo lei, andrebbe bene comunque!

Ah e ringrazio pure mamma. Mi ha appena scritto che le piace la foto "col dito in bocca"...si vede che le fa pensare a quando ero piccola!

E voi? Non mi dite che ancora non l'avete mai letto!
Beh, è il vostro momento. Forza dateci sotto, ho scritto più di 300 post quindi qualcosa che fa al caso vostro lo troverete di sicuro!

Ohh...se ho dimenticato qualcuno, grazie comunque a tutti!

Ora devo montare un paio di coreografie anche piuttosto complicate e mi trovo costretta a salutarvi. Mi dispiace se eravate affezionati alla vecchia immagine ma dopo tre anni ho voluto dare un'impronta personale e adeguata a come mi sento, come blogger intendo, insomma ci sto dentro che è una bellezza e mi festeggio così, colpa vostra che (come ripeto) mi ci avete fatto credere!

lunedì 11 novembre 2013

Viva la mamma!


La cenetta della mamma è una cosa molto bella, nonostante mi piaccia mangiare sempre e comunque, da lei faccio abbinamenti che generalmente non amo tipo...mangiare le patate col pane!
Lei si scusa sempre per non aver avuto la forza di preparare qualcosa di speciale ma non ha ancora capito che qualsiasi cosa lei prepari, anche la più semplice delle minestre con le mele cotte per dessert (che adoro) per me è tutto più che speciale, più che un menu gourmet in un ristorante di lusso.

Mia madre mi cazzia come se avessi 15 anni, ieri iniziava a fare piuttosto freddo e vedendomi arrivare con un trench leggerino mi ha detto che ero uscita "nuda", che quel coso che indossavo era poco più che un velo da sposa (brrr) e la stoffa faceva pure un rumore "freddo"...in effetti mi sono un po' gelata più che altro per il fastidioso vento.

Non vuole che pubblichi sue foto attuali perché fa tanto l'umile ma è una gemelli come me e quindi è molto vanitosa, le piace ricordarsi come una bella morona seducente, quindi come presentazione del post ho scelto queste foto scattate per la sua patente, praticamente mai usata perché mio nonno non la lasciava guidare nonostante l'avesse ottenuta al primo colpo.
E pensare che si chiamava Guido!

Mia madre da come è partita ha stravolto la sua vita e le è andata di lusso ma sempre qualche rinuncia ha dovuto fare. Mi racconta spesso che la prima volta che ascoltò un concerto per piano e orchestra, mi pare si trattasse di Rachmaninoff, si mise a piangere di commozione. Provò a cantare, le dissero che era molto portata ed era brava anche come attrice nelle rappresentazioni amatoriali eppure non divenne un'artista tuttavia ne sposò uno e ne partorì due!

Mia madre ha 82 anni, dolori alle ossa che la annientano, un deambulatore e un tablet con il quale si connette su Instagram e clicca "mi piace" alle mie foto!

In questa foto stava per buttarmi di sotto e io penso sempre che hanno fatto tante storie per Michael Jackson quando azzardò quel gesto col pupo in braccio affacciato alla finestra salutando i fans, che allora pure mia madre se fosse stata famosa l'avrebbero messa alla gogna.
In effetti, ora che ci penso, soffro di vertigini!


Tuttora non mi soddisfa affatto la condizione della donna, sicuramente ha conquistato tanto ma ancora siamo ben lontani dalla "libertà" nel vero senso della parola e a me le parole piace usarle per quello che significano. Non è libertà rinunciare ad essere sé stesse in nome della famiglia, del lavoro, della stanchezza che ne deriva, della società giudice irreprensibile. Già da un po' ovunque vado mi capita di osservare le donne e parlando con molte di loro mi viene banalmente da pensare che siamo tutte sulla stessa barca, chi più chi meno.
Non mi riferisco a mia madre che anzi è un esempio di positività e di stravolgimento, visti i tempi, mio nonno non la faceva uscire a cena con mio padre a quasi 30 anni e con un lavoro ed è finita col fare il ricevimento di nozze a Genova sul palcoscenico pronto per Rugantino con Nino Manfredi, nozze liguri vista mare mozzafiato!
Chi mi legge sa che è un tema ricorrente nei miei post ma mi sta davvero molto a cuore e mi fa male vedere le donne che soffrono soprattutto quando accade per essersi incartate da sole in problemi che potrebbero non esistere ma che la società offre loro senza riserve. La donna è vittima di insicurezze maschili, di quelle proprie, di retaggio cattolico, di "doveri" imposti eppure se la lasciassero libera sarebbe meglio per tutti. Quando si capirà che una donna incatenata può essere solo l'illusione di una donna buona e quindi migliore sarà sempre troppo tardi ma per continuarla sulla scia dei detti popolari...meglio tardi che mai!

Miranda (devil) Milian
martedì 29 ottobre 2013

Lamentela prematura


Oggi vi racconto una storia triste.
Una cosa che a dire il vero potrei pure fare a meno di scrivere ma le blogger hanno questa mania di raccontarsi, che a volte uno legge e secondo me pensa: eeee ma sti cavoli!
Perchè secondo noi, anzi secondo me (non voglio mettere in mezzo le altre) si inizia sempre col raccontare una cazzata e si finisce ...che infatti era una cazzata!

Oddio, menomale che dico scemenze perchè ieri stavo proprio sul depresso, tanto che mi sono letta per bene tutti i sintomi della premenopausa scoprendo però che dei 5 o 6 che elencano sempre, ne ho solo due che caratterizzano da sempre il mio essere, quindi...non mi preoccupo, poi tutto sto prequalcosa mi mette l'ansia, quando una cosa arriva, arriva...e amen! Addirittura ho saputo che ora va di moda il prediciottesimo, una roba allucinanteeee per la quale non sprecherò un'altra parola che sia una, vi dico solo che tra i due la premenopausa è decisamente meglio della precoglionaggine espressa nel prediciottesimo e che comunque se la premenopausa precede quel mesto periodo di infertilità...beh meglio l'infertilità che mettere al mondo figli per poi fargli il video del prediciottesimo!!!

Ma torniamo a me e -ahimè- alla cosa triste, che tanto dopo il prediciottesimo sembrerà allegra e fastosa che nemmeno il carnevale di Rio, insomma ieri ho pensato con un briciolo di nostalgia a quando avevo 29 anni. Generalmente non amo recriminare le scelte fatte a scapito di altre ma un po' mi viene da immaginare la mia vita come in Sliding doors, e cioè,  vite parallele: ognuna segue un corso diverso in base alle scelte fatte, e poi?
Alla fine se una cosa doveva accadere, accade comunque e questa è una bellissima cosa ma chissà, il dubbio di cosa mi sarebbe capitato se non mi fossi buttata a capofitto in esperienze devastanti mi sorge ogni tanto, forse avrei il cuore più leggero perchè mi sono accorta che il tempo non cancella, allontana il ricordo ma un segno rimane sempre e a volte riesce a manifestarsi sottoforma di paura rovinando ciò che stai vivendo.
Vabbè, ormai è andata e ora come ora non ho dubbi, doveva andare così, del resto la crescita è un percorso che non finisce mai.

L'attimo che mi è venuto in mente appartiene come dicevo ai miei 29 anni, in quel periodo ero bellissima e radiosa eppure, ho preso il mio corpo, la mia vita e l'ho consegnati nelle mani sbagliate, perdendo di vista il fatto che questo magnifico insieme sarebbe dovuto rimanere per lo più nelle mie, di mani. Non contenta dell'abilità così dimostrata ho taciuto tutte le sofferenze di quel periodo alle persone che amavo, che amo tuttora, che mi amavano e che mi amano veramente, ho dato retta agli insegnamenti di filosofie orientali che per quanto mi abbiano supportata mi hanno anche allontanata dalle suddette persone che avrebbero meritato le mie confidenze, ho aiutato fino allo sfinimento una persona che invece meritava meno di niente e che mi ha anche derubata dei miei averi. Il mio corpo e nell'insieme la mia vita evidentemente non gli bastavano...a pagarsi la roba non servivano in effetti, anche se ad un certo punto gli si accese la lampadina su come il mio corpo potesse fruttare, ma ...c'è un limite a tutto.
A ripensarci bene non ero proprio in grado di forgiare una donna forte e autosufficiente, talmente uscii da questa storia devastata e ricordo solo che lo scopo della mia vita era rivedere la luce nei miei occhi.
Vorrei tornare indietro un istante per abbracciarmi o forse per darmi due sberle, ci devo pensare!
Forse farei tutt'e due, prima due sberle e poi l'abbraccio perchè nonostante tutto la luce nei miei occhi è riapparsa e solo grazie a me...e pure qui ce ne sarebbe da dire, ma non ho tempo ora, magari vi ammorbo domani.

Chissà perchè ho ripensato a quel momento, forse perchè ho immaginato che avere 29 anni deve essere una figata e io non ce li ho mai avuti, non me ne sono accorta ma tanto me li godo ora che è uguale, finchè me li danno me li prendo, altro che premenopausa sto in piena fase prepuberale, oggi sono pure più brava, tutto sommato la testa di una della mia esperienza con lo sconto sul fisico non è male, allora di che mi lamento dico io? Insomma cari lettori, grazie al fatto che volevo lamentarmi sul blog di ciò che non va nella mia vita in questo periodo, scegliendovi come poveri cristi martiri addolorati con l'onere di leggere il mio pianto greco ho scoperto che alla fine non è che mi debba lamentare poi tanto.

Mi sento molto solidale con le altre donne, ne vedo tante insoddisfatte (anche tra le giovanissime) o che comunque sentono di avere una vitalità che viene repressa dall'ambiente e spesso dalle persone che dovrebbero amarle. Basta schiavitù, anche quella che noi stesse senza saperlo decidiamo di vivere, siamo esseri meravigliosi in grado di spaccare il mondo, in senso buono s'intende, ma per come la società ha deciso viviamo sottotono. Usciamo allo scoperto una volta per tutte e senza paura. Come la metti la metti, i casini ci stanno nella vita, allora affrontiamoli ma intanto...non dimentichiamoci di vivere.

Se per caso vi sembro schizofrenica, tranquilli, anche io ho avuto la stessa sensazione, per il momento mi assecondo, se potete fatelo pure voi.
Grazie!

Miranda (devil) Milian

Approfondimenti interessanti: ho scelto quella foto per presentare il post perchè quando avevo 29 anni rimasi folgorata dalla bellezza di Demi Moore nel film Striptease e allora pensai bene di farmi i capelli identici a come li aveva lì, per sentirmi figa e se poi non sapete cosa sia il prediciottesimo basta andare su youtube, scrivere nella barra di ricerca "prediciottesimo" e vedere pochi secondi di qualsiasi filmato esce fuori. 
Proverete tanta paura, ma tanto è quasi Halloween ;)
Ciaoooo... 
venerdì 8 marzo 2013

Libera e bella




Nonostante il titolo scemo che mi è venuto di getto e che richiama ad un vecchio spot pubblicitario della lacca per capelli, questo è un post serio.
Perdonatemi perchè devo andare a lavoro e non ho tempo di pensare a qualcosa di meglio.

A tutte le donne auguro oggi come ogni giorno di avere sempre la forza di lottare e di impegnarsi per conquistare sempre maggiori diritti partendo da sé stesse. E il primo diritto dovrebbe essere quello di sentirsi libera di raggiungere la sua vera identità. 

In tanti paesi le donne sono ancora considerate esseri inferiori rispetto all’uomo, vengono condannate a morte per futili motivi e le colpe relative non vengono nemmeno verificate, in più molte subiscono da piccole l’atrocità della mutilazione ai genitali. Qui si potrebbe stare meglio perché qualche straccio di diritto lo abbiamo ottenuto e in confronto a quegli orrori ci sembra di stare bene, invece siamo ancora ben lontani dalla figura di una donna libera e rispettata. Luoghi comuni, annullamento del sé, bassa autostima, vivere all’ombra dell’uomo e della famiglia, compiacere gli altri, tutto ciò spesso caratterizza la vita delle donne illudendole che sia giusto così e poco si può fare. Detto questo, mi auguro veramente di cuore che tutte noi possiamo invece riflettere su chi siamo veramente, su ciò che vogliamo, su cosa sia giusto per noi sulla base di una consapevolezza ben lontana dagli stereotipi che la società ci ha incollato addosso. E per stereotipo non intendo solo la donna magra, bella e spogliata che tanto preoccupa ma anche standard altrettanto capaci di affondare l’immagine femminile come quello della donna insicura e compiacente che annulla il suo vero sé a favore degli altri, quello che le attribuisce punti in più solo se vive un rapporto di coppia concedendo così all’uomo il potere di donarle valore, quello che la fa sentire in dovere nei confronti della società di adeguarsi a comportamenti che non le sono congeniali, quello della donna che non si ama e che permette ad un uomo di maltrattarla, quella donna cioè convinta di non meritare di meglio e anche quella che crede di essere una brava mamma perché non pensa mai a sé stessa per star dietro ai figli. Quest'ultima poi la trovo una grossa scusa per giustificare trascuratezze varie. 

Noi e solo noi abbiamo il potere di darci il valore che gli altri potranno solo riconoscere ma nulla potranno fare per rafforzarlo tantomeno per togliercelo. Tutto parte da noi, una società basata su una donna sicura ed emancipata sul serio, di sicuro non combatterebbe quotidianamente con un fenomeno come il femminicidio o quello della vergogna a denunciare violenze. E se è ovvio che il violento va condannato è altrettanto ovvio che va condannato un sistema che continua a relegarci nell'angoletto con l'appellativo di "sesso debole".
Femministe in rivolta nude per strada non servono, servono donne che ogni giorno lottano per diventare sicure e consapevoli.

Mi auguro che le donne riflettano sempre più su quanto ognuna possa fare per sé stessa e di conseguenza per la società, che abbandonino la paura capace di rinchiuderle in una gabbia sicura che invece di sicuro non ha proprio nulla, perchè vivere una vita da illuse e morire senza mai essersi conosciute è una cosa che va evitata assolutamente. Noi siamo molto più di quello che vogliono farci credere e dobbiamo sviluppare il coraggio per superare questa paura e andare oltre.

Mi auguro quindi ancora che tutte noi donne ci assumiamo la responsabilità d'ora in avanti di sviluppare il coraggio necessario per toglierci la maschera e svelare al mondo chi siamo, vale la pena faticare e stare anche male pur di essere noi stesse piuttosto che faticare comunque e stare male uguale a forza di essere chi non siamo. 
La fatica da sopportare sta tutta nel togliersi le sovrastrutture che nostro malgrado ci ritroviamo addosso pesanti come blocchi di marmo e che continuiamo a tollerare per ereditarietà, non le abbiamo volute,  non le abbiamo chieste ma sono lì, se ce le scolliamo di dosso però ad attenderci c'è una leggerezza talmente bella e desiderabile tanto da incoraggiare il cammino, passo dopo passo, verso la vera libertà.
Ci si preoccupa tanto dei chili superflui ma mai di queste tonnellate opprimenti e anch'esse del tutto superflue.

Mica lo so quanto sono pronta a tutto questo e non so nemmeno se ne sarò capace, ma ora che ho visto oltre sento che devo andare...come minimo, dopo tutto ciò che ho appena scritto!

A proposito di 8 marzo, mi pare di non aver visto in giro pubblicità di feste sceme, ma niente niente ce le siamo levate di mezzo?
Beh allora si che c'è da festeggiare!

Miranda (devil) Milian
giovedì 2 agosto 2012

Medaglia d'oro al valore della Donna


Poco fa sono uscita un attimo per comprare la frutta,
era l'ora più calda,
sento una vocetta,
mi volto e vedo la postina,
molto probabilmente precaria e in sostituzione del solito addetto che gira nel quartiere.
Era seduta all'ombra, sul muretto con un fascio di lettere in mano e un carrello con altrettante buste di lettere, parlava al telefono e implorava i figli chiedendo di non litigare, con voce dolcissima e parole delicate diceva di non litigare altrimenti lei non sarebbe riuscita a lavorare serena.

Io questa tipa non la conosco ma lì per lì ho percepito tante cose tra cui l'amore, la dedizione, il sacrificio, la fortuna di avere un lavoro.
Magari non c'entra niente fare paragoni ma senza nulla togliere a chi ricopre un ruolo di spicco nella società (in maniera onesta) queste donne sono veramente "eroine" o "regine" (per usare un termine tanto in voga) anche se fanno solo ciò che sentono giusto. Non atlete divette e spocchione, non prostitute parlamentari e starlette televisive che guadagnano troppo a scapito di queste altre donne comuni, queste donne vere che pagano con enormi sacrifici anche per i loro lussi.

Su quelle riviste cretine tipo Chi, Verissimo e compagnia bella perchè non parlano anche di queste Donne invece di raccontarci con chi va a letto Balotelli, che la Gregoraci è incinta o che Belen insulta la cameriera ...sarebbe sicuramente più "verissimo".

Grazie al cielo, spesso, le donne sono molto diverse da quelle proposte dalle suddette riviste, e non solo fisicamente, questo dovrebbero capire le tante che si dannano davanti alle immagini di corpi perfetti in bikini adagiati su costosi natanti di imprenditori o calciatori. 

Ma poi che tiratura avrebbe un giornale simile in un popolo di lobotomizzati? Lontano dall'inutilissimo e deleterio gossip ma vicino alle donne che si ammazzano per dare ai figli un futuro migliore?

Meglio sognare con le vite patinate degli evasori fiscali e delle belle impossibili (in realtà possibilissime in base al reddito, rigorosamente stellare del viscido di turno) che dipingere un quadro reale per capire a fondo e fare qualcosa quindi in piena consapevolezza.

Per usare una metafora in linea col periodo, che medaglia d'oro meritano queste donne? Le donne che ringraziano il cielo di essere state chiamate per un lavoretto, anche se temporaneo, e che nel contempo hanno il cuore stritolato per via dei figli piccoli a casa da gestire a distanza.

Le medaglie d'oro sportive vanno ai migliori nella loro disciplina. Punto.
Chi fa meglio la vince (errori di giuria  a parte). Nella vita di tutti i giorni spesso invece chi fa meglio la perde continuamente contribuendo a farla vincere sempre agli stessi che non fanno niente, se non fregarti, per conquistarla.

Anche le madri comuni, non famose, non plurimedagliate quando non lavorano (ma anche quando lavorano) sono le mamme dei loro figli e magari preparano qualcosa di meglio di un kinder per merenda!

Carla
venerdì 13 aprile 2012

Dear Jane


Certe cose si sanno, ma poi leggi o ripensi ad un libro che descrive quella società, vedi un particolare film e si riaccende l'ira focosa.
Almeno la mia, verso questa di società e verso molte mie simili che la popolano e purtroppo la rappresentano.

Ai tempi di Jane Austen le donne ricamavano, cucinavano, erano dedite esclusivamente ad attività legate alla casa e alla famiglia. Se ne stavano lì ad aspettar proposte di cui, a parer delle famiglie, dovevano andar fiere, non potevano sposare chi amavano, lavorare era sconveniente e quasi peccaminoso, le più colte erano mal giudicate, tutto combinato, deciso a tavolino, gente che si arrogava il diritto di sapere cosa fosse meglio per loro, in nome del decoro le fanciulle da marito non potevano parlare da sole con un uomo che non fosse un familiare o un legittimo pretendente. Dalla donna, o meglio dal futuro marito, spesso non amato, dipendeva la serenità economica della sua famiglia, così, presa dai sensi di colpa il più delle volte era costretta a cedere e le madri, che avevano sofferto della stessa situazione, la imponevano alle figlie.
Era così e basta.
Però le giovinette si appassionavano alla lettura, coltivavano spesso desideri di emancipazione, soffrivano per le ingiustizie.
Oggi si appassionano alla tv spazzatura dove sono rappresentate miseramente, deteriorano le loro fresche menti, che andrebbero plasmate tramite ben altre attività, inibendole sui social network, subiscono ignare le ingiustizie e in molte sperano di far carriera dimostrando il niente e mostrando il tutto. Cosa questa, che mai come ora sta dimostrando i suoi frutti in termini economici.
E pensare che in questi tempi le donne avrebbero potuto finalmente far valere le loro qualità intellettive senza rinunciare ad una femminilità disinvolta ed emancipata.
Che peccato!

Ho notato un altro aspetto che riguarda il concetto secondo il quale sposarsi e avere quindi uno che ti abbia chiesto in moglie, sia auspicabile per essere considerate nella società. Condizione ancora ben radicata. Tuttora sono numerose le donne disposte a sacrificarsi una vita pur di avere un uomo accanto (o di farsi vedere con un uomo accanto) si sviliscono ma quasi mai se ne accorgono, e quante volte, troppe, il loro uomo si dimostra immeritevole così a sua volta insicuro e subdolo, trova la famosa America sposando una donna che non aspettava altro di diventare la sua ombra.
La cosa che proprio non mi piace è che frequentemente, per scarsa autostima e retaggio culturale, le donne accettano più facilmente un matrimonio poco convincente piuttosto che osare una vita indipendente, che in un futuro magari più lontano, comunque, non escluderebbe una relazione sentimentale anche seria e duratura.
E pensare che oggi ci stanno di nuovo togliendo tutto e noi dovremmo a gran voce  riconquistarci tutti i diritti  e acquisirne pure di nuovi, conducendo in prima fila una lotta senza pari.

Mi viene da dire che chi ha il pane non ha i denti, forse un po' ordinaria come conclusione, ma davanti alla saggezza dei vecchi proverbi e vista l'ora (00:40) mi ci congedo a cuor leggero.

Carla

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