Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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domenica 9 febbraio 2014

Keep calm and besciamella


Scrivere su un blog è proprio come tenere un diario.
Ogni tanto rileggo ciò che ho scritto tempo fa e mi accorgo di quanto ci si possa evolvere e anche in fretta, ci sono cose in effetti, che oggi sento in maniera decisamente diversa. Ad esempio prima mi arrabbiavo con chi mi faceva del male, avevo voglia di imprecare, di essere cattiva con chi a mio giudizio meritava tale trattamento, ora non più, il giudizio l'ho pian piano lasciato andare, ossia a volte ci riesco altre volte meno, cerco di metterlo in pratica solo per gioco soprattutto per non abbandonare la mia ironia senza la quale nella maggior parte dei casi non riuscirei ad esprimermi. A pensarci bene sono stata coerente eppure dico sempre di non essere capace a progettare nulla perchè le cose mi vengono spontanee senza pensarci troppo, invece ho perseguito l'obiettivo. Quando mi comportavo così ero irascibile, mi identificavo con il problema e con la rabbia che esso provocava in me, scrivevo anche di quanto questo atteggiamento fosse sbagliato: io non ero la rabbia che provavo e identificarmi con essa non faceva che alimentare il disagio. Ho provato con fatica ad abbandonarla e in effetti la mia condizione è andata migliorando se non all'istante, quasi. Certo per risolvere i problemi ci vuole tempo ma viverli con distacco è senza dubbio un buon inizio.

Era il progetto Amèlie!
Quel film mi delizia sempre e sarei capace di vederlo altre migliaia di volte tanto mi mette il buonumore. Lei così buona, serena e dedita agli altri, capace di attirare a sè l'amore che merita solo perchè ne dà senza riserve e senza aspettative. Ok è un personaggio e forse l'ho idealizzato troppo ma mi piace tanto e poi sono una sognatrice creativa, condizione che mi salva spesso e volentieri dalle intemperie della vita.
Bisognerebbe sognare tutti e di più.
Chi osa nei sogni a mio avviso si allena ad osare nella vita reale e poi per quanto mi riguarda, spesso sento che le due vite si compenetrano fino a confondersi e alla fine forse tutta questa differenza non c'è o comunque non è così marcata.

Ci sono momenti in cui nonostante le preoccupazioni e i problemi assalgano la mia mente mi ritrovo a sorridere immersa in uno stato di estrema serenità, in quei momenti, strano a dirsi, mi sento felice e forse è proprio in quegli istanti che percepisco che la felicità è un mezzo e non un fine.

Ieri per un istante ho provato questa sensazione e ho pensato a tutto questo mentre con fare maniacale rimestavo la besciamella, si, mi sono sentita come Amèlie quando prova soddisfazione infilando la mano nel sacco delle lenticchie, era una cosa che non capivo eppure mescolare e far cadere quella crema bianca dal cucchiaio al tegamino mi ha collocata in una dimensione diversa, strana, piacevole...datemi pure della pazza, non sarete i primi e nemmeno gli ultimi... spero!


Ora mi è venuta voglia di preparare un budino, forse solo per sentirmi appagata nell'osservare la consistenza del cioccolato fuso che cola dal cucchiaio al tegamino ripetutamente. Non mi piace la cucina e credo proprio si possa dire non rientrerà mai nei miei interessi ma ripensando anche a quando preparai un'ottima crema pasticcera andando perfettamente a tempo con il violino di Jean Luc Ponty...beh devo iniziare a pensare che è un'attività con degli aspetti positivi che non avevo mai preso in considerazione.

Sento a questo punto che devo tranquillizzarvi e forse anche tranquillizzarMi: la soddisfazione che provo comprando una borsa o un paio di scarpe difficilmente verrà abbattuta dalla besciamella o dal cioccolato, possono convivere entrambe dentro me e andare anche molto ma molto d'accordo!

Per concludere vi lascio al violino di Ponty ottimo per preparare creme sublimi, lui somiglia un po' a Chuck Norris ma non ci fate caso, aprite le orecchie e soprattutto l'anima...



Fantastico vero?
Sebbene abbia parecchio da trafficare con il mio fashion blog Maestrina Style, voglio tornare presto qui...aspettatemiii ciaoooo!



lunedì 22 aprile 2013

Valzer d'Amelie


Bene, eccomi qui.
Vi sono mancata?
Beh non per vantarmi ma ad una persona credo proprio di si. Il fatto è che mi sto impegnando seriamente al fine di sperimentare una felicità assoluta che non dipenda da niente e da nessuno (una roba pressochè assurda ma auspicabile e soprattutto mi intriga) quindi questa persona mi perdonerà se non scrivendo per qualche giorno ho voluto che provasse un senso di felicità che non dipendesse dai miei post!
Angela, l'ho fatto per te.




Tuttavia ieri in tarda serata ho provato a scrivere ben tre post ma ero troppo stranita e confusa per via della SPM (sindrome strazio pre mestruale) quindi non ho pubblicato niente perchè pur avendo espresso aurei pensieri non mi sentivo pronta a condividerli alla faccia della spontaneità che credevo mi contraddistinguesse.

Mi sentivo proprio a pezzi quindi ho assunto il "minerale dei miracoli" vale a dire il magnesio supremo che mi serve per alleviare lo stress psico-fisico, in più ho letto in un articolo che avrebbe donato un effetto istantaneo nel combattere la SPM.
Certo che faccio le scoperte dell'acqua calda, da che mondo è mondo 'sta cosa si sa, ma credendo di avere i super poteri non assumo mai integratori e comunque è proprio in acqua calda che va sciolto: un'esperienza traumatizzante.
A conferma della sua validità però stamattina mi sono svegliata con un senso di leggerezza, le note del valzer d'Amelie in testa e quella sua espressione (di Amelie) tanto buona e serena quanto appagata, questa per intenderci che già pubblicai vista la mia adorazione per il personaggio. Solo che invece di avere accanto un tipo innamorato perso di me che rimane incantato a bocca aperta ogni volta che gli passo davanti ero abbarbicata ad un cuscino e al lenzuolo con le ballerine di Degas disegnate, quello morbidissimo che mi piace trastullare. Come si dice, meglio che un dito in un occhio! Ma sono talmente maldestra in questo periodo che ho rischiato anche quello.
Ho pensato che sarebbe stato bello recarmi in un mercato per infilare la mano in un sacco di legumi ma non sapendo dove poter praticare questa piacevole attività e avendo altro da fare ho scacciato via questo pensiero.
Ora che ci penso sotto casa mia c'è un piccolo mercato e c'è pure un signorotto che ha proprio un banco di legumi, quel signorotto che fa molta tenerezza a mia figlia tanto che vorrebbe sempre comprargli qualcosa anche se non serve. Una volta l'ho visto bere super alcoolici di mattina in canottiera intima in piena estate e inveire contro una che con la macchina era passata sfrecciando tra i banchi. Beh aveva ragione ma gliene ha dette certe da far impallidire er monnezza, quindi non so se mi fa tenerezza e poi il mercato di Amelie è più romantico, il mio non regge il confronto.

La felicità assoluta che non dipende da niente e da nessuno.
Magari eh!
Io ci credo che deve essere così e l'impegno ce lo metto ma non è enough (scusate ma adoro questa parola e cercavo un pretesto per usarla) per esempio ci sono un sacco di cose da cui dipendo.

Quelle frivole:
-i capelli lisci
-le borse
-le scarpe
-i leggings
-il gel sulle unghie
-i bikini nuovi ad ogni stagione
-la ceretta

Quelle profonde:
-alcuni libri
-il silenzio (che raramente mi circonda)
-la danza (ma è il mio lavoro e forse non conta)
-varie ed eventuali che non sto a dire.

Sono inoltre ostacolata dalle mie ossessioni maniacali pertanto ho bisogno, o meglio mi illudo di aver bisogno di un certo "ordine" per stare bene.
Vi porto un esempio citando parte di un pensiero che mi colpì, non ricordo di chi fosse, mi pare di una coreografa che non conosco, diceva che tutte le cose belle spettinano: fare l'amore spettina, ballare spettina, togliersi i vestiti spettina, volare spettina, tuffarsi in mare spettina, baciare una persona appassionatamente spettina.
La ragazza che citò questo pensiero aggiunse il suo, attraverso il quale espresse una certa determinazione a voler vivere spettinata.
Rimasi colpita perchè in un istante mi sono osservata e ho visto una maniaca del pettine. Io amo essere pettinata e mi sembra di odiare tutto ciò che destabilizza questa condizione, mi sistemo addirittura i capelli prima di addormentarmi. Riflettendoci bene mi sono accorta che invece è nei momenti in cui sono spettinata, ecco ...è proprio in quei momenti che mi sento veramente libera e felice.
Sarà una cretinata ma questa metafora tricologica mi ha fatto pensare e io amo riflettere partendo da ogni spunto, dal più banale a quello più elevato.

Si usa citare il mantra del giorno, io propongo la sfida del giorno.
Ecco la mia: cercare di non dipendere da un pettine.
Sono anche sfacciatamente fortunata perchè piove, c'è vento e devo ballare due ore in più del solito col mio ballerino preferito e si tratta pure di una coreografia piuttosto scatenata.
Non prometto niente perchè ho i capelli che difficilmente si scompongono ma giuro che impegnerò tutte le mie forze per sentirmi a mio agio anche con qualche ciuffo per aria.
Poi passerò al prossimo livello: essere fashionista ma felice.

Buon lunedì col valzer d'Amelie


Miranda (devil) Milian




giovedì 17 gennaio 2013

Le basi del progetto Amèlie e l'autolavaggio del cervello


Amélie sente di essere in totale armonia con sè stessa.
In quell'istante tutto è perfetto.
La mitezza del giorno, quel profumo nell'aria, il rumore tranquillo della città.
Inspira profondamente e la vita le appare semplice e limpida.
(Il favoloso mondo di Amèlie)
Alla luce di alcune letture interessanti cui mi sono dedicata di recente ho deciso di aprire un autolavaggio ... del cervello, cioè trasformo i pensieri dannosi mentre mi infondo quasi di continuo quelli piacevoli come fossero messaggi subliminali, me li confeziono per bene con ciò che mi serve e vai col tango.
Le letture non suggerivano di fare precisamente così ma mi hanno fortemente ispirata.
Un libro che ho gradito particolarmente, almeno in parte, è stato "Programmazione mentale" di Eldon Taylor, il sottotitolo è dal lavaggio del cervello al libero pensiero e qui infatti volevo arrivare, a questo libero pensiero che molto spesso s'illude di esser tale ma alla fine è sempre asservito, anche se per alcuni casi lo è meno che in altri. Per esempio il pensiero di un maniaco della tv che segue i quiz del pre serale con Carlo Conti, i programmi mediaset e le telenovelas di rete 4 è sicuramente più schiavizzato del mio, quanto meno io gioco a sgama il tranello e mi diverto ad individuare cosa vogliono farti credere, pensare e infine farti diventare. Ora non dico che il mio pensiero sia campione assoluto di libertà, perchè in fondo ci sono quelle piccole cose cui non desidero rinunciare e che se continuano a condizionarmi non mi disturbano affatto, tuttavia sono piuttosto innocue, anche se a volte un po' dispendiose, ma credo di essere abbastanza equilibrata. Mi rendo conto che essere libera, incondizionata, profonda e spirituale con una Gucci in spalla e fresche di ceretta può non essere facile ma non vedo perchè non debba essere possibile.
Mi sa che questa frase l'ho già scritta, se è così due sono le cose: uno, ci credo profondamente e due, sono rimbambita.
Come si evince da questi frivoli pensieri c'è sempre qualcosa che sfugge alla mia sorveglianza, ma almeno ci lavoro su e mi diverto pure. Ho sempre pensato che usarsi per sperimentare il comportamento  umano sia una figata e per me così è la vita, in continua crescita. Sperimentare, studiare continuamente, fallire, ripartire, godersi le vittorie e se queste dovessero essere consistenti tirarsela pure un po'. Ogni tanto nel laboratorio salta per aria qualcosa ma tutto può essere utile per rivedere e migliorare la pozione, insomma non bisogna sperare di arrivare troppo presto ad un punto morto dove ti siedi e hai raggiunto tutti gli obiettivi. Da una parte sembra ovvio ma guardate che è pieno di gente che ragiona così, che aspetta la manna dal cielo e non muove un passo per dargli una scrollata a 'sto cielo che magari poi la manna viene giù.

Mi sto togliendo di nuovo le catene che mi metto da sola e in effetti basta un attimo e tutto si stravolge. Che poi lo sapevo pure ma spesso a mettere in pratica ce ne vuole, poi mettiamoci che io sono un po' di coccio e la faccenda si complica. L'importante è che queste catene si spezzino perchè una volta libera sarà difficile che qualcuno riesca a richiudere i lucchetti, volando più in alto i bruttoni rimangono fregati e incollati rasoterra nelle loro bassezze e pure lo stress, che spesso mi procuro senza motivo lo lascio volentieri laggiù.
Tra il volare più in alto, magari un tot di metri sopra il cielo, e i lucchetti, ciò che mi viene in mente ora è agghiacciante ma fate finta di niente, come non detto!

Ci saranno sempre gli alti e bassi ma più ci si rafforza più gli alti avranno la possibilità di ridersela alla faccia dei bassi.
Intanto la prima settimana di sperimentazione del progetto sta finendo, lo stress è diminuito, i vestiti e le scarpe grazie ai saldi sono aumentati e io sono pure meno svampita, molto meno direi.

Domani scriverò un semplice elenco per riepilogare le fasi del progetto Amèlie, ammesso che a qualcuno freghi qualcosa, ma vi assicuro che è grandioso e ne sono piuttosto infervorata, soprattutto perchè nel metterlo in atto non bisogna dar retta a nessuno se non a sè stessi.

Miranda (devil) Milian
mercoledì 16 gennaio 2013

Progetto Amèlie, il via alla sperimentazione


Sto attraversando una fase molto particolare e pensavo... ma quante se ne passano di fasi eh?!

Io ne ho passate, uh se ne ho passate, a volerle raccontare tutte, altro che blog dovrei scrivere.
Tranquilli non le racconterò e se un giorno dovessi farlo, insomma ...è il blog del buonumore, mi firmo Miranda incurante di quanto la mia stravaganza rasenti il comico, non mi dilungherò certo in tragedie greche, sebbene abbiano il loro fascino.

Come immagino sappiate, ultimamente ho subìto un bel po' di attacchi e inevitabilmente sono stata parecchio agitata. Ebbene, ora sto beneficiando del distacco che ho provocato tra me e le faccende/persone negative che mi giravano fin troppo attorno e sono davvero delle belle sensazioni quelle che sto provando.
Inoltre inizio a sentirmi come Amèlie Poulain, cioè tanto buona che alla fine tutto quel buono le si ritorce contro regalandole amore e altre cose belle.

Intendiamoci, io sono sempre sorridente e allegra ma anche un po' acidella e spocchiosetta mentre il progetto Amèlie prevede che sorriso e allegria si abbinino piuttosto a dolcezza e bontà, sempre (o quasi) e comunque. Molti mi dicono che sono buona e dolce ma...onestamente il dolce non capisco dove lo vedano, ma se lo vedono dovrà pur esserci da qualche parte, quindi ci voglio credere, il fatto è che lo vorrei vedere pure io. Il progetto Amèlie serve anche a questo scopo e in realtà è un po' più complesso perciò non mancherò di approfondire. Tuttavia posso già dirvi che di recente mi viene proprio spontaneo stamparmi in faccia quel sorriso alla Amèlie, quello di quando ha il cucchiaio in mano per capirci, cliccate qui se non ve lo ricordate, per poi regalarlo a tutti ma proprio tutti (il sorriso non il cucchiaio) e pensate che mi esce spontaneo pure quando mi raccontano delle malelingue su di me.
E si che sorrido, tanto c'ho ragione io!

Ma ci sarà pur qualcosa che non mi piace di questa francesina? Dunque...in effetti non amo le sue scarpe e nemmeno la gonnellona lunga, addosso a lei stanno d'incanto ma io non mi ci vedo, vorrei se possibile mantenere gli adorati leggings e le scarpe un po' più cool, mi riuscirebbe meglio il gironzolare sorridendo per la città. A proposito di look, in questi giorni in cui mi sento così angioletto etereo e sentimentale ho avuto modo di notare quanto essere così sia certamente appagante ma che ci crediate o no, è ancora più appagante se nel contempo si mantiene un certo entusiasmo per la scelta degli outfit dimostrando sempre e comunque dedizione per vestiti, scarpe e borse. Sempre sorridendo s'intende e manifestando gratitudine nei confronti del guardaroba, evitando la solita lamentela del "non ho niente da mettermi" perchè se i cassetti straripano qualcosa da indossare deve pur esserci. Piuttosto è vero che con la serenità nel cuore e il sorriso sulle labbra si compra con maggior attenzione, così ciò che entra a far parte del nostro guardaroba è davvero ciò che ci piace e di cui abbiamo bisogno. Inoltre sarà più facile decidere cosa indossare mentre si è in pace con sè stesse, pace questa da non confondere con quella dei sensi, che invece vanno tenuti belli svegli e piuttosto in subbuglio. Sennò...come dire....ci siamo capite.

In conclusione...




















... ecco, cercherò di evitare il vaso! 

Buona notte e sappiate che forse...parlerò ancora di Amèlie, al di là del progetto che porta il suo nome :)

Miranda (devil angel) Milian

mercoledì 2 gennaio 2013

Voglio essere Amélie Poulain


Mi manca scrivere e sfogarmi sul blog.
Fosse per me lo farei tutti i giorni.
"Fosse per me". Che stupidaggine! E per chi dovrebbe essere se sono io a scrivere?
Il fatto è che quando prenderei a sberle qualcuno la mia vena ironica va a farsi un giro non autorizzato e senza di lei non riesco proprio ad esprimermi.
Ora cercherò di dipanare la nebbia dovuta a questo stato d'animo e di raccontarvi qualcosa, prima che mi arrivino i cazziatoni amichevoli (ma non troppo) delle persone che mi usano (affettuosamente) come giullare di corte.
Per non sbagliare mi butterò su quel che in gergo si chiama post randomico e che io chiamo fricantò.
Dunque iniziamo.
Ah si, è iniziato il 2013!
E chi se lo aspettava?
No, no...non per la storia dei Maya, era solo una battuta scema.





Personalmente non ho mai troppo da recriminare sull'anno passato nè da chiedere a quello nuovo, sono di norma piuttosto soddisfatta. Ovvio, ci sono alti e bassi, situazioni brutte e trasformazioni positive, a volte queste ultime tardano ad arrivare allora mi preoccupo ma non smetto mai di nuotare vigorosamente contro corrente, l'importante è non essere dei falliti, perchè quello si che sarebbe un guaio.
Per abitudine dò sempre maggior peso alle cose belle affinchè illuminino quelle brutte, così facendo, il male della vita si prende una bella fregatura e perde un pochino i suoi poteri nei miei confronti.
Certo che a pensarci bene in questi ultimi tempi sono stata attaccata parecchio, e che ad attaccarmi siano state persone malvagie è comprensibile ma che lo abbiano fatto anche persone che credevo amiche benevole è stato un duro colpo.
Offesa e calpestata perchè ciò che ho fatto di bene non è stato apprezzato a discapito di aspettative che non erano affatto dovute. Sapete, non è stato per niente gradevole e anzi, mi ha urtato di brutto.
"Dare è anche un po' ricevere". Balle!
Ho già scritto qualcosa a riguardo e che le persone si approfittino di questo non mi piace per niente e se dare vuol dire ricevere bastonate è un'ingiustizia e basta.

Ieri sera ho rivisto il mio film preferito in assoluto "Le fabuleux destin d'Amélie Poulain" tradotto in "Il favoloso mondo di Amélie". Questa graziosa ragazza era destinata a rendere felice il prossimo compiendo gesti incredibilmente compassionevoli dettati dal cuore e rimanendo delicatamente nascosta nell'osservarne le bellissime conseguenze. Ciò rendeva certamente il suo mondo migliore.
Al termine di questo film mi capita sempre di voler essere come Amélie, inizio così ad escogitare piani cercando di capire come poter iniziare quest'attività di sorridente, silenziosa e serena benefattrice.
E già ci sarebbe da ridire perchè per quanto riguarda il "sorridente" ci siamo, per il "serena" mi posso impegnare, ma "silenziosa"...non ce la posso proprio fare!
Tutto sommato però potrei rimanere delusa, perchè quello è solo un film, del resto mi è capitato tante volte di essere buona con chi anzichè far tesoro dei miei gesti poi, mi ha solo dato addosso. Chissà, forse ho sbagliato qualcosa e comunque credo che avere lo stesso taglio di capelli di Amélie non basti.
Certo che no!
Non entro nel dettaglio ma veramente nel caso cui ho accennato prima ho dato davvero tanto ed il risultato è stato che ci si aspettava di più, come se non mi fossi spremuta fino all'inverosimile. Il fatto è che le persone che accettano il bene e sanno goderne nella giusta misura sono rare. Non parliamo di quanto siano rare quelle che sanno anche dimostrare un po' di gratitudine, malheureusement sono sempre di più quelle che si adagiano sulla tua generosità iniziando a pretendere. Magari inconsapevolmente e senza cattiveria, ma il risultato non cambia, quindi metto inconsapevoli e cattivi alla stessa stregua.
Ecco, forse nel 2013 mi aspetto di diventare più solerte nel capire di che pasta siano fatte certe persone, eviterò così di cadere nelle loro trappole, che poi non sono mai loro ma proprie, cioè mie. Eh si, perchè di avvisaglie ne avevo avute ma mi sono fidata, sperando in una crescita che non è avvenuta.
Diciamo che è un mio fallimento, lo ammetto. Spesso sono capace di prevedere gli sviluppi di una mia azione, altre volte accecata, pur capendo che potrei cadere e farmi male, imprudente mi butto.
E così è stato.
Amen!

Che altro potrei dirvi? Che mi manca molto il teatro per esempio. L'altra sera sono andata all'Opera a vedere il balletto e come al solito guardandomi intorno ho pensato che era bello quando potevo vedere quella meraviglia tutti i giorni, poi mi hanno sommersa di frasi gentili e complimenti che mi hanno commossa e avrei voluto abbracciare tutti ma proprio tutti, anche il direttore d'orchestra che mi ha fatto un sorriso galante e che forse aveva la bacchetta magica. Comunque, quando lo frequentavo (il teatro, non il direttore d'orchestra ;)  potevo constatare che anche lì ci stavano i cattivi, come quella tipa invidiosa che andava in giro a dire bugie tipo che avevo la cellulite.
Vorrei tanto rivederla per poterle regalare un barattolo di Somatoline e dirle: "Tieni nasona, spalmatela sul cervello"!
Ma ora non vorrei si sprogrammasse la modalità Amèlie sulla quale sono impostata da ieri sera, era tanto per dire che anche in un posto magico e meraviglioso ci sono le magagne e quella era pure all'acqua di rose. La mia fortuna non è stare o meno in un posto, ma averne goduto e poterne assaporare ancora l'essenza con la giusta dose di sensibilità. E questo è grandioso.
Beh, a questo punto ho partorito pensieri talmente poetici che faticherò a firmarmi Miranda, ma ormai se devo giocare alla scrittrice con tanto di pseudonimo lo farò fino in fondo. Del resto se Miranda era acida e stronzetta, lo era solo per trasmettere al meglio la disciplina e per infondere una dedizione assoluta per il lavoro, il tutto con lo scopo di creare persone di successo. Vabbè, è vero, era un tantinello esagerata e alla fine la sua adepta si licenzia pure per correre dal suo amore, ma non senza averle riservato un ultimo sguardo attento, quasi affettuoso e sicuramente pieno di gratitudine.
Stasera mi sa che rivedrò "Il diavolo veste Prada", così tra Serendipity, Amélie e le gesta di Miranda ho fatto l'en plein dei miei filmetti smielati da femminuccia e posso finire le vacanze contenta.
A proposito di vacanze, non ho ancora fatto i compiti e mi ritrovo all'ultimo momento a dover montare coreografie ed esercizi sulle nuove musiche. Domattina mi impongo un bel ritiro di clausura.
In cuffia perchè avrò casa affollata.







In conclusione, forse non sono così rozza e materiale come credo, ma a volte mi ci sento osservando cosa dicono e scrivono le altre donne, tuttavia sono convinta che non ci sia niente di male nell'essere moderatamente, ma che dico, anche sfrenatamente concrete: non potete capire quanto si possa essere sensibili e romantiche comunque e quanto non rinnegando certe pulsioni si possa vedere meglio e oltre, e qui mi viene in mente Buzz Lightyear con il suo Verso l'infinito e oltre!

Siii, voglio essere anche un po' come Buzz Lightyear che combatte i cattivi volando verso l'infinito e oltre.
Perdonatemi, ma commediole romantiche a parte, sono fresca della serie completa di Toy Story e poi vi avevo avvisato che si trattava di un fricantò. E del fricantò c'è davvero fin troppo: voglio essere Amélie, ma anche Buzz Lightyear e mi firmo Miranda.
AAA Psichiatra cercasi!
Ma pure qui ho da dire la mia e cito il noto motto che circola tra noi donne superficiali e frivole che volano verso l'infinito e oltre:

"Shopping is cheaper than a psychiatric"

Traduco, anche se credo basti un po' di inglese scolastico per capire cosa significhi e cioè che lo shopping è più economico dello psichiatra!

Ora vado a svegliare mia figlia perchè è arrivato un momento fondamentale per lei, quello che una tenera fanciulla aspetta da anni con trepidazione: andiamo a comprare le prime scarpette da punta!

Buon anno da...
Miranda (devil) Milian


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