Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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sabato 3 gennaio 2015

Lo Schiaccianoci e le strane voci

Oggi al Teatro dell'Opera ho visto la versione satanica de Lo Schiaccianoci. In diversi momenti  l'orchestra si fermava e una voce inquietante gorgogliava parole che non si capivano bene, sará la mia mania di vedere il diavolo dappertutto ma che si trattasse di messaggi subliminali non me lo leva dalla testa nessuno. All'entrata di Re Topo che parlottava come Topo Gigio mi è venuto tanto da ridere ma non per schernire è che io amo Topo Gigio e ho immaginato che all'improvviso dicesse la fatidica frase: "ma cosa mi dici maai", invece non l'ha pronunciata.
Ridevo anche per la scritta sul palco (molto laterale) da dove assistevo allo spettacolo la quale recitava: vietato sporgersi dal parapetto ma se non mi sporgevo non vedevo quindi l'ho fatto e quel coso in effetti mi si conficcava puntualmente nel petto, parandomelo.
Beh, ha fatto il dovere suo!

Ho visto tanti giovani ballerini davvero molto molto bravi e poi un eccellente primo ballerino che anche se giovane come uomo, ha danzato oggi il suo ultimo spettacolo perché va in pensione. Questo bel momento di grande commozione mi ha fatto pensare che non ci saranno più momenti del genere perché la professione del ballerino che è un artista ma anche un lavoratore con sacrosanti diritti, sta morendo, quindi è stato particolarmente bello e toccante.
Penso ai giovani talenti italiani che forse non conosceranno mai la magia del palcoscenico ma se gli va bene le illusioni dei reality in tv invece li consumeranno a meraviglia...a meno che non preparino una bella valigia e montino su un aereo che li faccia volare più in alto possibile anche una volta atterrati!

Miranda (devil) Milian 

PS: Bello spettacolo. Viva il Teatro dell'Opera!

Nel selfie da sinistra: io esaltata come sempre, la mia amata sorella che lavora lì in Teatro e che sta provando a fare la faccia da selfie e la mia dolcissima figlia Claudia.

venerdì 15 marzo 2013

Nessun dorme (ma sarebbe ora). Il prologo

Dedicata a V. V. ;)

Ho deciso, su suggerimento di una carissima persona che conobbi in quegli anni, di scrivere una serie di post sulla meglio gioventù, cioè su di me, su quella parte di vita trascorsa lavorando al Teatro dell'Opera.
Non so quanto sarà lunga la serie perchè ce n'è da raccontare, diciamo che forse quando la notizia giungerà all'ufficio stampa di Beautiful cominceranno a tremare per il timore di perdere il primato e per farmi concorrenza faranno di tutto per riassumerLo.
Eh?
Ma come chi!
Lui, il beautiful per eccellenza: Ridge!
Per i più ignoranti (nel senso che ignorano) Ridge non è più nel cast della nota soap perchè dopo anni secoli di onorata carriera si è preso il lusso di chiedere un aumento e non glielo hanno concesso.
Roba da matti!
Secondo me è una scusa che hanno mandato in giro perchè non sono abbastanza coraggiosi da ammettere la verità. Molto semplicemente gli sceneggiatori non sapevano più con chi farlo accoppiare perchè per quanto allargata sia la famiglia Forrester ha pure dei limiti umani quindi, finite le madri, le figlie, le nipoti, ormai troppo in là con l'età per fare il toy-boy con le nonne, mica poteva iniziare a recitare a 60 anni! Quindi, non vedendo altra soluzione all'orizzonte, l'hanno licenziato.
Povero.
E fu così che anche Ridge conobbe la crisi.
C'è da dire che 60 anni se li porta davvero bene, mia madre dice che è perchè non ha mai lavorato e forse ha ragione, lui non è un attore che interpreta ruoli, lui è Ridge ... e basta.
A proposito, l'avete visto a "Ballando con le stelle"? Gareggiava col busto di Milly Carlucci: facevano a chi era più ri(d)gido!




La gara si è conclusa con un meritatissimo pari merito.

Ma torniamo al Tempio della lirica e ai miei 18/22 anni.
Suddividerò i post in puntate che chiamerò atti, perchè ci sta meglio trattandosi di opere, non vi pare?
Direi che questo potrebbe essere quindi il degno prologo, quanto agli atti, tranquilli perchè non vi tedierò ma elargirò le solite bighellonate alla Miranda, preparate ordunque i pop corn o il caffè (questo dicono di fare i miei lettori manco fosse un cine-blog) e prometto che vi farò amare l'Opera.
Se già non l'amate s'intende.
A questo punto, reintegrato Ridge e aumentato il lavoro alla biglietteria del Teatro in questione, credo che inizierò a pretendere le dovute percentuali sugli incassi.

Sacri numi le due son giunte già, e domani ad alzarsi chi ce la fa? 
E lucean le stelle, la luna è sorta, mi appropinquo a dormir che son stanca morta.

Detto ciò, se ancora non amate l'opera...beh...vi capisco, verranno tempi migliori.
Intanto buona notte.

Miranda (devil) Milian ex ballerina lirica (non sghignazzate, è una categoria che esiste davvero come attesta la mia iscrizione al collocamento).



mercoledì 2 gennaio 2013

Voglio essere Amélie Poulain


Mi manca scrivere e sfogarmi sul blog.
Fosse per me lo farei tutti i giorni.
"Fosse per me". Che stupidaggine! E per chi dovrebbe essere se sono io a scrivere?
Il fatto è che quando prenderei a sberle qualcuno la mia vena ironica va a farsi un giro non autorizzato e senza di lei non riesco proprio ad esprimermi.
Ora cercherò di dipanare la nebbia dovuta a questo stato d'animo e di raccontarvi qualcosa, prima che mi arrivino i cazziatoni amichevoli (ma non troppo) delle persone che mi usano (affettuosamente) come giullare di corte.
Per non sbagliare mi butterò su quel che in gergo si chiama post randomico e che io chiamo fricantò.
Dunque iniziamo.
Ah si, è iniziato il 2013!
E chi se lo aspettava?
No, no...non per la storia dei Maya, era solo una battuta scema.





Personalmente non ho mai troppo da recriminare sull'anno passato nè da chiedere a quello nuovo, sono di norma piuttosto soddisfatta. Ovvio, ci sono alti e bassi, situazioni brutte e trasformazioni positive, a volte queste ultime tardano ad arrivare allora mi preoccupo ma non smetto mai di nuotare vigorosamente contro corrente, l'importante è non essere dei falliti, perchè quello si che sarebbe un guaio.
Per abitudine dò sempre maggior peso alle cose belle affinchè illuminino quelle brutte, così facendo, il male della vita si prende una bella fregatura e perde un pochino i suoi poteri nei miei confronti.
Certo che a pensarci bene in questi ultimi tempi sono stata attaccata parecchio, e che ad attaccarmi siano state persone malvagie è comprensibile ma che lo abbiano fatto anche persone che credevo amiche benevole è stato un duro colpo.
Offesa e calpestata perchè ciò che ho fatto di bene non è stato apprezzato a discapito di aspettative che non erano affatto dovute. Sapete, non è stato per niente gradevole e anzi, mi ha urtato di brutto.
"Dare è anche un po' ricevere". Balle!
Ho già scritto qualcosa a riguardo e che le persone si approfittino di questo non mi piace per niente e se dare vuol dire ricevere bastonate è un'ingiustizia e basta.

Ieri sera ho rivisto il mio film preferito in assoluto "Le fabuleux destin d'Amélie Poulain" tradotto in "Il favoloso mondo di Amélie". Questa graziosa ragazza era destinata a rendere felice il prossimo compiendo gesti incredibilmente compassionevoli dettati dal cuore e rimanendo delicatamente nascosta nell'osservarne le bellissime conseguenze. Ciò rendeva certamente il suo mondo migliore.
Al termine di questo film mi capita sempre di voler essere come Amélie, inizio così ad escogitare piani cercando di capire come poter iniziare quest'attività di sorridente, silenziosa e serena benefattrice.
E già ci sarebbe da ridire perchè per quanto riguarda il "sorridente" ci siamo, per il "serena" mi posso impegnare, ma "silenziosa"...non ce la posso proprio fare!
Tutto sommato però potrei rimanere delusa, perchè quello è solo un film, del resto mi è capitato tante volte di essere buona con chi anzichè far tesoro dei miei gesti poi, mi ha solo dato addosso. Chissà, forse ho sbagliato qualcosa e comunque credo che avere lo stesso taglio di capelli di Amélie non basti.
Certo che no!
Non entro nel dettaglio ma veramente nel caso cui ho accennato prima ho dato davvero tanto ed il risultato è stato che ci si aspettava di più, come se non mi fossi spremuta fino all'inverosimile. Il fatto è che le persone che accettano il bene e sanno goderne nella giusta misura sono rare. Non parliamo di quanto siano rare quelle che sanno anche dimostrare un po' di gratitudine, malheureusement sono sempre di più quelle che si adagiano sulla tua generosità iniziando a pretendere. Magari inconsapevolmente e senza cattiveria, ma il risultato non cambia, quindi metto inconsapevoli e cattivi alla stessa stregua.
Ecco, forse nel 2013 mi aspetto di diventare più solerte nel capire di che pasta siano fatte certe persone, eviterò così di cadere nelle loro trappole, che poi non sono mai loro ma proprie, cioè mie. Eh si, perchè di avvisaglie ne avevo avute ma mi sono fidata, sperando in una crescita che non è avvenuta.
Diciamo che è un mio fallimento, lo ammetto. Spesso sono capace di prevedere gli sviluppi di una mia azione, altre volte accecata, pur capendo che potrei cadere e farmi male, imprudente mi butto.
E così è stato.
Amen!

Che altro potrei dirvi? Che mi manca molto il teatro per esempio. L'altra sera sono andata all'Opera a vedere il balletto e come al solito guardandomi intorno ho pensato che era bello quando potevo vedere quella meraviglia tutti i giorni, poi mi hanno sommersa di frasi gentili e complimenti che mi hanno commossa e avrei voluto abbracciare tutti ma proprio tutti, anche il direttore d'orchestra che mi ha fatto un sorriso galante e che forse aveva la bacchetta magica. Comunque, quando lo frequentavo (il teatro, non il direttore d'orchestra ;)  potevo constatare che anche lì ci stavano i cattivi, come quella tipa invidiosa che andava in giro a dire bugie tipo che avevo la cellulite.
Vorrei tanto rivederla per poterle regalare un barattolo di Somatoline e dirle: "Tieni nasona, spalmatela sul cervello"!
Ma ora non vorrei si sprogrammasse la modalità Amèlie sulla quale sono impostata da ieri sera, era tanto per dire che anche in un posto magico e meraviglioso ci sono le magagne e quella era pure all'acqua di rose. La mia fortuna non è stare o meno in un posto, ma averne goduto e poterne assaporare ancora l'essenza con la giusta dose di sensibilità. E questo è grandioso.
Beh, a questo punto ho partorito pensieri talmente poetici che faticherò a firmarmi Miranda, ma ormai se devo giocare alla scrittrice con tanto di pseudonimo lo farò fino in fondo. Del resto se Miranda era acida e stronzetta, lo era solo per trasmettere al meglio la disciplina e per infondere una dedizione assoluta per il lavoro, il tutto con lo scopo di creare persone di successo. Vabbè, è vero, era un tantinello esagerata e alla fine la sua adepta si licenzia pure per correre dal suo amore, ma non senza averle riservato un ultimo sguardo attento, quasi affettuoso e sicuramente pieno di gratitudine.
Stasera mi sa che rivedrò "Il diavolo veste Prada", così tra Serendipity, Amélie e le gesta di Miranda ho fatto l'en plein dei miei filmetti smielati da femminuccia e posso finire le vacanze contenta.
A proposito di vacanze, non ho ancora fatto i compiti e mi ritrovo all'ultimo momento a dover montare coreografie ed esercizi sulle nuove musiche. Domattina mi impongo un bel ritiro di clausura.
In cuffia perchè avrò casa affollata.







In conclusione, forse non sono così rozza e materiale come credo, ma a volte mi ci sento osservando cosa dicono e scrivono le altre donne, tuttavia sono convinta che non ci sia niente di male nell'essere moderatamente, ma che dico, anche sfrenatamente concrete: non potete capire quanto si possa essere sensibili e romantiche comunque e quanto non rinnegando certe pulsioni si possa vedere meglio e oltre, e qui mi viene in mente Buzz Lightyear con il suo Verso l'infinito e oltre!

Siii, voglio essere anche un po' come Buzz Lightyear che combatte i cattivi volando verso l'infinito e oltre.
Perdonatemi, ma commediole romantiche a parte, sono fresca della serie completa di Toy Story e poi vi avevo avvisato che si trattava di un fricantò. E del fricantò c'è davvero fin troppo: voglio essere Amélie, ma anche Buzz Lightyear e mi firmo Miranda.
AAA Psichiatra cercasi!
Ma pure qui ho da dire la mia e cito il noto motto che circola tra noi donne superficiali e frivole che volano verso l'infinito e oltre:

"Shopping is cheaper than a psychiatric"

Traduco, anche se credo basti un po' di inglese scolastico per capire cosa significhi e cioè che lo shopping è più economico dello psichiatra!

Ora vado a svegliare mia figlia perchè è arrivato un momento fondamentale per lei, quello che una tenera fanciulla aspetta da anni con trepidazione: andiamo a comprare le prime scarpette da punta!

Buon anno da...
Miranda (devil) Milian


domenica 22 gennaio 2012

Aspasia for ever


Alla fine ce l'ho fatta, ho ottenuto due biglietti di platea per il Candide di Bernstein al Teatro dell'Opera!

Dunque le mie sensazioni:

-Voltaire è Voltaire.
-Wayne Marshall è un grande, poi sul podio ci sta da urlo e la maglietta nera al posto della camicia è fighissima! (E anche lui è fighissimo).
-Il coro che sulla scena nel finale saluta la collega infortunata, occasionalmente spettatrice...veramente carino, chissà che emozione per lei.
-La miglior ballerina in scena, anche l'unica che attirava lo sguardo, è nata nel mio stesso anno...tanto per dire.
-Bernstein mi piace sempre tantissimo.
-Le quattro donne figuranti speciali che ballavano mi hanno ricordato tanto qualcuna :)
(tre di loro sono ballerine, la prima a sinistra no, e infatti si vedeva)!
-Anche il primo ballerino a sinistra, nella scena del tango, non andava molto a tempo, anzi andava decisamente in controtempo chissà, forse era quella parte della scena che sconclusionava un po' il tutto o forse una serata storta. Comunque tanto rispetto per chi era sul palcoscenico, va a sapere le situazioni che si creano, gli imprevisti che possono capitare, ne so qualcosa.
-Le violiniste che mi chiamano e mi chiedono se sia io e poi parliamo con gran piacere sono bellissime e mi emozionano tanto.
-La buca però, anche se si chiama giustamente così e c'è un motivo perchè sia così, è troppo profonda e ogni volta per parlare con i musicisti, sporgendomi verso il basso, sono costretta ad assumere posizioni irriverenti che non si addicono ad una signora.
-Una violinista in particolare, ho notato, ha buttato l'occhio sulla mia borsetta, anche un'altra volta mi fece i complimenti per un'altra mia borsetta, prima o poi le farò una sorpresa!
-Ho ancora avuto la sensazione di perdermi nei meandri del teatro nella "zona artisti" e ogni volta mi riprometto di non indossare scarpe col tacco alto per poter andare un po' più spedita. L'eterno conflitto tra glamour e praticità.
-La voce del direttore di scena che dà segnali e annuncia il chi è di scena...mmm..non per niente, sarà un bravo ragazzo... ma ...non mi piace sentirla, per ovvi motivi s'intende :(
-Tutti quelli che mi corrono dietro chiedendomi se io sia la figlia di mi fanno sentire più vicino papà, quindi li adoro.
Piccola parentesi che non c'entra col Candide, mi dicono che quando c'è il Maestro Oren sul podio e si sente confusione in palcoscenico, si mette ad invocare il nome di mio padre, ovviamente in prova,  per chiedere che sia fatto silenzio, beh, vorrei essere il primo violino per stargli a tiro e baciarlo..ma... baciarlo proprio magari no, insomma però in quel momento provo una gran simpatia per lui!
-Il bar interno è troppo trendy ora e troppo piccolo, comunque mi ricorda il gossip dei vent' anni. Quella scala che non c'è più manca moltissimo e dovrebbero rimettercela.
-Vedere tutte le facce conosciute, immaginare che quelle persone hanno passato tanti anni lì dentro, penso che sia bellissimo portare avanti l'arte in quel magnifico teatro, vivendo gioie e dolori sempre insieme, anche se so che sicuramente questa convivenza non è sempre rose e fiori ma immaginarlo è bello. Magari si scannano però lasciatemi sognare!
-La porta a battente sulla sinistra della buca dell'orchestra mi attira come una calamita, da lì faceva sempre capolino papà quando andavo a vedere qualche opera in cui non partecipavo e ci starei le ore, mi metterei proprio seduta lì sulle scalette, con la testa appoggiata alla balaustra e gli occhi chiusi, lasciandomi trasportare dalla musica e dai ricordi.

Quando mi ritrovo lì rido e sorrido, come sempre del resto, e sono eccessivamente euforica, un po' per natura un po' perchè fuori controllo: non riesco a gestire le emozioni che quel luogo mi suscita. Speriamo di non fare troppe figuracce ma non credo, la cosa bella infatti è che questa euforia la condivido con chi è in sintonia con me, quindi...

Insomma ovunque mi sento una ragazzina, al Teatro dell'Opera invece è come se all'improvviso mi piombasse addosso tutta la mia vita e sentissi solo in quel momento gli anni che ho.
Beh ora non pensate che siano poi così tanti, ma un po' di tempo comunque è passato.

La cosa mi destabilizza perchè non sono nostalgica ma neanche mi lascia indifferente questa situazione e un po' forse, si,  mi piacerebbe avere la possibilità di rivivere almeno un giorno dei miei vent' anni, un giorno solo. Ridevo, scherzavo, mi esaltavo, mi divertivo, non avevo pensieri, mi dimenticavo addirittura di andare a ritirare i soldi della paga. Odiavo indossare costumi che non mi valorizzavano e mi piaceva troppo quando invece ne indossavo altri bellissimi con i quali mi sentivo una dea.
Non crediate che sia esagerata: con un vestito da Aspasia nel Faust o da principessa egizia nell'Aida si fa presto a sentirsi delle dee!
Dio quanto ho amato partecipare a quel Faust, col vestito tutto bello dorato e le calze a rete,  vorrei andare sul muro delle scalette che portavano giù ai camerini e scriverci sopra come fanno i ragazzini delle medie, per lasciare qualcosa che imprima per sempre cosa sia stato per me quello spettacolo. Ma non sarebbe per sempre perchè alla prima ristrutturazione verrebbe cancellato tutto, quindi eviterò di farmi arrestare per atti vandalici.

Ripensandoci bene però, oggi a distanza di anni cosa faccio? Rido, mi diverto, i pensieri ce l'ho ma ce l'avevo pure allora solo che i problemi di prima ora mi sembrano stupidaggini, per quanto riguarda i soldi dello stipendio poi, mi fanno i bonifici quindi non mi devo ricordare di andarli a prendere e comunque...me ne ricorderei!

Oggi tra l'altro mi capita di ballare vestita da matta in hot pants paillettati, tutta in lurex con gli occhiali a cuore, per dire, roba che altro che a vent'anni ...però...la dimensione così fatata in cui precipito quando metto piede in quel teatro è davvero speciale.
Lo so non è la prima volta che lo dico, sopportatemi per favore ^_^
So che lo farete eh eh eh!

I miei vent'anni sono stati bellissimi ma una cosa è importante: che oggi io possa ricordarli e gioire di quello che ho costruito con le mie mani anche sulla base di quei momenti.
Andare all'Opera con mia figlia più grande significa che non sono più una ventenne ma che ho una ricchezza meravigliosa da portare lì, dove sono in parte cresciuta.
Oggi ogni tanto la guardavo osservare la scena e mi emozionavo tantissimo, in quel momento come in un film con effetti speciali, un turbinio di immagini della mia vita mi passavano nella mente.
Io do valore a tutto, amo il mio passato lì dentro mentre un altro passato lo amo un po' meno ma è servito anche quello e poi soprattutto amo il mio presente e una delle gioie più grandi del mio presente era seduta lì in platea accanto a me.

Ah, dimenticavo: lo spettacolo mi è piaciuto tantissimo!

Carla

PS: Ho notato, rileggendolo, che ho iniziato questo post con stile spavaldo e canzonatorio ma l'ho terminato coi lacrimoni da romanticona, proprio come ho fatto oggi durante la visione del Candide!

La diciannovenne Aspasia!
domenica 15 gennaio 2012

Candidamente ingenua


Al Teatro dell'Opera in scena un qualcosa che poteva folgorarmi, ma io che faccio? Aspetto, tanto stanno tutti lì ad attendere che io mi ricordi che forse è il caso di assicurarmi i posti per tempo.

Che rosicata, uffa, forse ero convinta che quando l'altra sera volevo acquistare i biglietti on line per il Candide comparisse la scritta:

"Gentilissima signora Di Toro non c'è fretta, lei che è stata in assoluto la migliore ancella e principessa egizia che il nostro umile teatro ricordi, faccia pure con comodo, sappiamo quanto lei potrebbe apprezzare un simile spettacolo per mille e mille motivi, da Bernstein a Voltaire, dalle tecniche video alla messa in scena tutta. Per questo noi abbiamo lasciato invenduti alcuni biglietti proprio per favorirLa...stia pure comoda che La passiamo a prendere in limousine con annesso aperitivo. I biglietti li troverà nel vano portaoggetti del sedile rosa vellutato alla sua destra, saranno sigillati in busta con ceralacca e le sue iniziali saranno incise in oro 24 carati.
Ci dica solo, se vuole essere così cortese, quando le è più pratico raggiungerci.
Porti con Lei chiunque desideri accompagnarLa.

Distinti saluti
il Teatro dell'Opera di Roma prostrato ai suoi piedi e onorato per il suo interesse".

Il mio amato Voltaire unito alla musica di Bernstein, cioè io li amo tutt'e due alla follia, me li mettono in scena all'Opera, il teatro che una volta era casa mia e io, me ne accorgo tardi...lasciamo stare che mi sono troppo innervosita e nemmeno i capelli alla Welma Kelly ora possono fare niente :(

Carla 

PS: Più che ingenua avrei dovuto scrivere stupida, ma nel titolo, suona male.

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