Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

domenica 22 gennaio 2012

Aspasia for ever


Alla fine ce l'ho fatta, ho ottenuto due biglietti di platea per il Candide di Bernstein al Teatro dell'Opera!

Dunque le mie sensazioni:

-Voltaire è Voltaire.
-Wayne Marshall è un grande, poi sul podio ci sta da urlo e la maglietta nera al posto della camicia è fighissima! (E anche lui è fighissimo).
-Il coro che sulla scena nel finale saluta la collega infortunata, occasionalmente spettatrice...veramente carino, chissà che emozione per lei.
-La miglior ballerina in scena, anche l'unica che attirava lo sguardo, è nata nel mio stesso anno...tanto per dire.
-Bernstein mi piace sempre tantissimo.
-Le quattro donne figuranti speciali che ballavano mi hanno ricordato tanto qualcuna :)
(tre di loro sono ballerine, la prima a sinistra no, e infatti si vedeva)!
-Anche il primo ballerino a sinistra, nella scena del tango, non andava molto a tempo, anzi andava decisamente in controtempo chissà, forse era quella parte della scena che sconclusionava un po' il tutto o forse una serata storta. Comunque tanto rispetto per chi era sul palcoscenico, va a sapere le situazioni che si creano, gli imprevisti che possono capitare, ne so qualcosa.
-Le violiniste che mi chiamano e mi chiedono se sia io e poi parliamo con gran piacere sono bellissime e mi emozionano tanto.
-La buca però, anche se si chiama giustamente così e c'è un motivo perchè sia così, è troppo profonda e ogni volta per parlare con i musicisti, sporgendomi verso il basso, sono costretta ad assumere posizioni irriverenti che non si addicono ad una signora.
-Una violinista in particolare, ho notato, ha buttato l'occhio sulla mia borsetta, anche un'altra volta mi fece i complimenti per un'altra mia borsetta, prima o poi le farò una sorpresa!
-Ho ancora avuto la sensazione di perdermi nei meandri del teatro nella "zona artisti" e ogni volta mi riprometto di non indossare scarpe col tacco alto per poter andare un po' più spedita. L'eterno conflitto tra glamour e praticità.
-La voce del direttore di scena che dà segnali e annuncia il chi è di scena...mmm..non per niente, sarà un bravo ragazzo... ma ...non mi piace sentirla, per ovvi motivi s'intende :(
-Tutti quelli che mi corrono dietro chiedendomi se io sia la figlia di mi fanno sentire più vicino papà, quindi li adoro.
Piccola parentesi che non c'entra col Candide, mi dicono che quando c'è il Maestro Oren sul podio e si sente confusione in palcoscenico, si mette ad invocare il nome di mio padre, ovviamente in prova,  per chiedere che sia fatto silenzio, beh, vorrei essere il primo violino per stargli a tiro e baciarlo..ma... baciarlo proprio magari no, insomma però in quel momento provo una gran simpatia per lui!
-Il bar interno è troppo trendy ora e troppo piccolo, comunque mi ricorda il gossip dei vent' anni. Quella scala che non c'è più manca moltissimo e dovrebbero rimettercela.
-Vedere tutte le facce conosciute, immaginare che quelle persone hanno passato tanti anni lì dentro, penso che sia bellissimo portare avanti l'arte in quel magnifico teatro, vivendo gioie e dolori sempre insieme, anche se so che sicuramente questa convivenza non è sempre rose e fiori ma immaginarlo è bello. Magari si scannano però lasciatemi sognare!
-La porta a battente sulla sinistra della buca dell'orchestra mi attira come una calamita, da lì faceva sempre capolino papà quando andavo a vedere qualche opera in cui non partecipavo e ci starei le ore, mi metterei proprio seduta lì sulle scalette, con la testa appoggiata alla balaustra e gli occhi chiusi, lasciandomi trasportare dalla musica e dai ricordi.

Quando mi ritrovo lì rido e sorrido, come sempre del resto, e sono eccessivamente euforica, un po' per natura un po' perchè fuori controllo: non riesco a gestire le emozioni che quel luogo mi suscita. Speriamo di non fare troppe figuracce ma non credo, la cosa bella infatti è che questa euforia la condivido con chi è in sintonia con me, quindi...

Insomma ovunque mi sento una ragazzina, al Teatro dell'Opera invece è come se all'improvviso mi piombasse addosso tutta la mia vita e sentissi solo in quel momento gli anni che ho.
Beh ora non pensate che siano poi così tanti, ma un po' di tempo comunque è passato.

La cosa mi destabilizza perchè non sono nostalgica ma neanche mi lascia indifferente questa situazione e un po' forse, si,  mi piacerebbe avere la possibilità di rivivere almeno un giorno dei miei vent' anni, un giorno solo. Ridevo, scherzavo, mi esaltavo, mi divertivo, non avevo pensieri, mi dimenticavo addirittura di andare a ritirare i soldi della paga. Odiavo indossare costumi che non mi valorizzavano e mi piaceva troppo quando invece ne indossavo altri bellissimi con i quali mi sentivo una dea.
Non crediate che sia esagerata: con un vestito da Aspasia nel Faust o da principessa egizia nell'Aida si fa presto a sentirsi delle dee!
Dio quanto ho amato partecipare a quel Faust, col vestito tutto bello dorato e le calze a rete,  vorrei andare sul muro delle scalette che portavano giù ai camerini e scriverci sopra come fanno i ragazzini delle medie, per lasciare qualcosa che imprima per sempre cosa sia stato per me quello spettacolo. Ma non sarebbe per sempre perchè alla prima ristrutturazione verrebbe cancellato tutto, quindi eviterò di farmi arrestare per atti vandalici.

Ripensandoci bene però, oggi a distanza di anni cosa faccio? Rido, mi diverto, i pensieri ce l'ho ma ce l'avevo pure allora solo che i problemi di prima ora mi sembrano stupidaggini, per quanto riguarda i soldi dello stipendio poi, mi fanno i bonifici quindi non mi devo ricordare di andarli a prendere e comunque...me ne ricorderei!

Oggi tra l'altro mi capita di ballare vestita da matta in hot pants paillettati, tutta in lurex con gli occhiali a cuore, per dire, roba che altro che a vent'anni ...però...la dimensione così fatata in cui precipito quando metto piede in quel teatro è davvero speciale.
Lo so non è la prima volta che lo dico, sopportatemi per favore ^_^
So che lo farete eh eh eh!

I miei vent'anni sono stati bellissimi ma una cosa è importante: che oggi io possa ricordarli e gioire di quello che ho costruito con le mie mani anche sulla base di quei momenti.
Andare all'Opera con mia figlia più grande significa che non sono più una ventenne ma che ho una ricchezza meravigliosa da portare lì, dove sono in parte cresciuta.
Oggi ogni tanto la guardavo osservare la scena e mi emozionavo tantissimo, in quel momento come in un film con effetti speciali, un turbinio di immagini della mia vita mi passavano nella mente.
Io do valore a tutto, amo il mio passato lì dentro mentre un altro passato lo amo un po' meno ma è servito anche quello e poi soprattutto amo il mio presente e una delle gioie più grandi del mio presente era seduta lì in platea accanto a me.

Ah, dimenticavo: lo spettacolo mi è piaciuto tantissimo!

Carla

PS: Ho notato, rileggendolo, che ho iniziato questo post con stile spavaldo e canzonatorio ma l'ho terminato coi lacrimoni da romanticona, proprio come ho fatto oggi durante la visione del Candide!

La diciannovenne Aspasia!
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