Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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sabato 10 gennaio 2015

Human nature

« Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità. »  (Morpheus a Neo)

Per una volta non farò la buffona di corte e nemmeno parlerò di sesso (peccato perchè non sapete quanto l'argomento mi aumenti le visite) perchè quello che volevo dire in questo preciso istante, tanto che ho abbandonato per un attimo il lavoro cui mi stavo dedicando per venire a scrivere qui, riguarda il mio cruccio per come la società vuole annientare anzichè stimolare la vera natura delle persone e purtroppo le donne sono sempre quelle che ci rimettono di più per (dis)educazione ormai conclamata.
La religione occupa un posto di gran rilievo in tutta questa brutta storia e qui sarebbe da scrivere per ore, cosa su cui adesso sorvolo volentieri, tuttavia c'è sempre quest'alone di un'entità che ha deciso per noi e chi è fuori dagli schemi se da una parte viene ammirato (menomale), spesso è anche considerato fuori di testa, anomalo, sbagliato, inadeguato, a volte addirittura malato di mente. Di sinonimi ce ne stanno in quantità industriale, mi riguardano quindi li conosco tutti.
La cosa sensazionale è che appunto ci si può sempre svegliare, anzi risvegliare perchè quando veniamo al mondo siamo belli che svegli poi è tutto programmato per addormentarci, pian piano con pillole micidiali che si trovano in ogni dove, un vero incubo e non di quelli di cui parlo per giocare.
Bisogna essere molto bravi nell'accorgersi nel sonno di stare dormendo, ancora più bravi nel desiderare il risveglio costi quel che costi e poi continuare ad essere bravi a trovare, captare e inventare stimoli in una società malata che ci vuole assuefatti.
Il discorso sembra vecchio e banale ma qui dormono ancora tutti e di brutto, ci dormono accanto e vogliono che dormiamo con loro quindi non è affatto superato, magari.
La cosa più perversa e assurda è costituita dal fatto che un rimedio efficace, il quale dovrebbe funzionare a meraviglia costituito dall'Amore fallisce invece spesso e miseramente perchè è uno dei primi strumenti, se non il primo in assoluto, caduto nelle mani di quel dio oscuro che tutto pervade fatto di manipolazione, controllo e sottomissione.
Una citazione famosa recita: "Prova a ragionar sull'amore e perderai la ragione". Il tema certo non è facile ma almeno a me sembra piuttosto logico arrivare a capire cosa sia il contrario dell'amore e cioè l'annullamento della vera natura della persona, sia che si annulli la propria a vantaggio per esempio della coppia (o anche solo per compiacere l'altro) o quella dell'altro nel tentativo di plasmare qualcuno che rispecchi la nostra idea, sia esso un compagno di vita o un figlio. Il fatto è che per assurdo spesso non è nemmeno nostra quest'idea, sempre per via del grande sonno nel dormitorio comunale.

Le persone possono continuare a dormire per l'eternità intrappolate nel loro groviglio di rami spinosi che nemmeno la principessa Aurora sotto incantesimo, convinte che così è bello e quando non è bello almeno è la cosa giusta, oppure possono darsi da fare per mettere in pratica il risveglio dimostrando quanto la ribellione in certi casi è un diritto umano sacrosanto.

Mi sono svegliata qualche mattina fa con una canzone in testa, un pezzo che non ascolto da tempo: Human Nature, incredibile quanto sia simbolicamente piena di significato per me, l'inconscio sa cosa ti serve e te lo mette davanti, chi ha occhi per vedere e cuore per sentire può farne tesoro! Spero di essere all'altezza.

Ora mi è venuta voglia di vedere Matrix e se non c'è troppo da combattere con lo streaming lo farò.
A presto...

venerdì 13 dicembre 2013

Parole parole parole


Vi è mai capitato di non trovare le parole per descrivere appieno una sensazione o un sentimento?
Beh, io credo proprio che sia capitato un po' a tutti.

A me piace molto parlare e anche scrivere.
Ma vààà? Direte voi!
E' che ho proprio il gusto della parola e ovviamente tutto nasce perchè mi piace riflettere, tanto che spesso sto volentieri da sola così da poterlo fare sviluppando il mio pensiero con tranquillità e quando riesco anche solo mentalmente a descrivere perfettamente una sensazione provo un incredibile senso d'appagamento che quasi il piacere di averla descritta si somma a quello di averla provata facendomela tra l'altro riprovare di nuovo in maniera molto nitida. Trovare le parole mi da in effetti una sorta di piacere. 
Mi verrebbe da dire che si tratta di sensazioni talmente profonde e che per riuscire a sentirle si sia dovuto scavare a fondo ma paradossalmente sono anche molto semplici perchè genuine.
Chissà per quale motivo erano finite così in fondo facendoci faticare per riportarle alla luce, beh, ce ne sarebbe da dire, ma questo nasce come un post breve, tranquilli!

Le parole forse servono solo a fare chiarezza dentro sè e a comunicare la sensazione per il piacere di condividerla, soprattutto se questa coinvolge altre persone ma non è forse vero che a volte le parole non servono? Lo so, detta così suona come un bel luogo comune ma è vero che esiste un'esperienza tra le più grandiose in assoluto che riguarda proprio questo. Essa si manifesta in quell'attimo in cui guardando negli occhi una persona si rimane senza respiro e senza parole, così davanti a quello sguardo puro e sincero, la più aurea delle spiegazioni verbali perde tutta la sua forza essendo già tutto più che chiaro.
Detta così, non aver trovato le parole sembra essere il massimo.
Tuttavia per me è un'eterna lotta tra il piacere di comunicare verbalmente, che comunque s'intende va fatto, e lasciarmi andare alla sorpresa di provare quelle emozioni che nascono da un'intesa talmente forte che non ha bisogno d'altro che della sua essenza.

Bene, non vorrei ammazzare la vena poetica come al mio solito dicendovi che ho sonno, sto scrivendo dal letto e ho pure mal di schiena però stavo piuttosto invasata con questo pensiero e ho voluto bloggarlo con una certa immediatezza. Data la mia condizione appena descritta non riesco a capire se mi sono spiegata bene, nemmeno rileggendo il post, e quindi mi rimarrà un dubbio: potrei aver scritto una cosa veramente fichissima o una menata pazzesca.
A voi la sentenza.
Non siate troppo severi per favore!

Buona notte...

giovedì 12 dicembre 2013

Shine bright

Le mie ballerine in "Diamonds" - maggio 2013
E' ufficialmente iniziata la fomentazione che precede quel magico momento in cui vedrò le mie stelle brillare sul palco.
Come al solito sono arrivata alla fase finale piena di dubbi ma, sempre come al solito, vedendo i miei lavori coreografici interpretati dalle mie ragazze mi viene da piangere di commozione per la meraviglia che vedo.
Tutte quelle ore a spremermi il cervello per tirare fuori qualcosa di originale sono andate a buon fine, che bello! Alla faccia di chi pensa che lavorando solo di pomeriggio, la mattina possa beatamente starmene sbragata da qualche parte a grattarmi la pancia. Cosa che proprio non posso fare e non perchè non mi piaccia mai oziare, piuttosto per via di quel neo nell'ombelico e della paura che mi si stacchi....grattando!

Ero partita così bene...vogliate scusarmi, ora continuo sulla scia romantica.

Osservare dunque con quanta dedizione le mie ballerine si sono sfidate ad eseguire e ad interpretare ciò che avevo in testa è davvero commovente e lo è ogni volta di più perchè quando c'è passione e impegno, quando c'è la voglia reciproca di dare sempre di più e sempre meglio, niente può cadere nell'abitudine o rimanere in una condizione di staticità, al contrario si evolve rendendo tutto più bello.
Non è forse così che dovrebbe accadere anche in Amore?
Ehh...chi arriva a provare ciò, ha veramente un cuore grande.
(Ehh va letto con enfasi e possibilmente sospirando)!

Riconoscere la propria impronta nelle allieve che segui da anni è fantastico.
Ogni loro movimento ha qualcosa di me arricchito dalla personalità di ognuna e mentre danzano nei loro sguardi felici, intensi e appassionati vedo con quanta attenzione hanno fatto in modo che ciò accadesse. Per me ogni volta è un'emozione e le ragazze più esperte sono ormai una certezza.
Da qualche giorno ho iniziato a notare questo anche nelle scatenatissime tredicenni impegnate in una lunga coreografia su un pezzo romanticissimo che le ha coinvolte parecchio. Sono in un'età critica, spesso esuberanti e come è giusto che sia, a volte un po' insicure, lo stile che ho richiesto non è affatto facile perchè oltre alla tecnica necessita di maturità per interpretare a dovere, in più sono tantissime e la coreografia è molto elaborata quanto a disegni, figure, entrate e uscite tuttavia si sono impegnate molto e stanno riuscendo alla grande.
Come dicevo, da giorni guardandole inizio a notare qualcosa di me anche in loro e ...insomma le vedo cresciute artisticamente e non so come altro potrei dire se non che è bellissimo.
Quando perentoria ho chiesto di porre particolare enfasi in un preciso punto musicale alfine di non  "ammazzare i violini" sembravo davvero da rinchiudere in manicomio ma devono avermi capita bene perchè lì...in quel preciso punto i loro sguardi sono eccezionalmente appassionati e i movimenti maggiormente aggraziati.

Non me ne frega niente del calendario, di anni quindi che iniziano e che finiscono, per me si tratta solo di crescita, evoluzione ed esperienze e se tutta questa meraviglia chiamata vita, nella società si trova costretta a stare rinchiusa in un calendario, va bene... per adeguarmi posso dire che sono più che soddisfatta degli obiettivi portati a termine in questo 2013 e che fremo già al pensiero di quanto accadrà dopo.

Come sempre sento di aver goduto già del mio successo che per me è una cosa più intima e personale ma come è giusto che sia per noi artisti, ora sta al pubblico darci le soddisfazioni che tanto ci fanno esultare!

Adesso vado a ritirare quel cappotto bellissimo per cui ho fatto carte false e al quale, se trovo il tempo di fare delle foto adeguate, dedicherò un post nel mio fashion blog che poverino sta rischiando il letargo.

Buona giornata!
With loveeee <3
giovedì 21 novembre 2013

Pesciolini rossi e risotto all'iPod: Miranda in cucina!

Scopri l'oggetto misterioso!

Buongiorno!
Innanzitutto non ho parole per ringraziarvi, "uff... ancora!", direte voi, eh si "ancora" dico io e quindi vi ri-ringrazio per avermi seguita con tanto entusiasmo nei miei deliri post rifacimento grafico blogghereccio.
E poi si sa, vado a fasi e questa deve essere senz'altro la fase dei ringraziamenti!
Vi ricordate quella del progetto Amèlie?
Ah Ah Ah!...poveri voi, presto rivedrò quel film e allora ripartirò alla grande.

Ripassino del progetto Amèlie.












(Consiste nell'impegnarsi a vivere investendosi della missione di dedicarsi agli altri come a sé stessi coltivando tanto amore sincero e universale per raccogliere poi i frutti che inevitabilmente questo modus vivendi regala).
Ringraziandovi quindi non sono poi così fuori tema, infatti a proposito di quel progetto sto scoprendo che è davvero bello riconoscere la gratitudine e vorrei consigliare di nuovo a tutti quelli che se ne fregano o che adottano la tecnica del "non dare se non ricevi" oppure della lamentela "chi dà troppo non ottiene nulla" che non stanno proprio sul binario giusto.
Come già dissi tempo fa: chi dà riceve, è matematico, solo che non è detto che si riceva laddove si guarda ostinatamente con la visuale limitata, quella visuale ottusa che tutti abbiamo se non usiamo un po' di olio di gomito per spannare lo specchio delle illusioni.
Ammazza che metafora!
Il fatto è che bisognerebbe lasciarsi andare e abbandonare ogni aspettativa perché è lì che si inizia a ricevere.
Almeno la mia esperienza mi insegna questo. Poi, chi vivrà vedrà...

Disavventure subacquee.








Procediamo allora col fricantò randomico di ormai metà settimana e a tal proposito vi racconto la mia disavventura dell'altro ieri. Si lo so, c'è di peggio, non mi fate il sermone ma per me è stato un duro colpo. Avete presente quando al Luna Park si vince il pesciolino rosso e povera creatura te lo danno dentro una bustina piena d'acqua? Ecco, quella bustina era la tasca della mia borsa e il pesciolino era il mio iPod touch nuovo di zecca in compagnia del mio smartphone.
Bella roba eh!
Quando incredula li ho presi in mano colavano acqua tipo rubinetto dai buchi delle cuffie e io ero tra il disperato, lo scioccato e il vabbè dai non sarà nulla.
Nulla il cavolo: iPod andato e cellulare con fotocamera annacquata, ne ho ricavato un suggestivo effetto nebbia per le foto che avrei fatto d'ora in avanti, e dico avrei perché non potendo sopportare ciò, ovviamente ho provveduto al riacquisto di tali accessori soprattutto perché senza iPod al lavoro sono persa.
Tuttavia quello andato è in sala rianimazione e a proposito ora vi chiedo per la prima volta di non ridere: pare che vada messo in un sacchetto pieno di riso il quale dovrebbe assorbire l'umidità, così ci sto provando.
Che vergogna! Non posso credere che ve lo sto dicendo e aggiungo pure che ci deve stare almeno una settimana ma data la mia smania, ogni tanto vado a controllare e constato tristemente l'assenza totale di segni vitali. Spero vivamente si riprenda anche perché a casa avevo solo il carnaroli che è una qualità di riso tra le più care quindi forse funziona meglio...forse. Male che vada ho un sacchetto di riso pronto per il prossimo matrimonio da regalare a qualcuno perché grazie al cielo non mi capita mai di dover assistere a tali cerimonie dove devi andare ad annoiarti mentre aspetti che gli sposi finiscano di farsi fare le foto di cui poi non importerà niente a nessuno e che diventeranno motivo di disertazioni ad inviti a cene durante le quali si rischia di assistere allo sfoglio del terribile album dopodiché si mangia per 6/7 ore consecutive per giunta in ridicoli abiti da cerimonia che già erano ridicoli prima e da quando c'è Real time lo sono ancora di più.
E dopo questa parentesi senza virgole e quindi senza fiato tiriamo le somme e passiamo alla morale del racconto: come al solito mi uso per sperimentazioni comportamentali, quindi ho approfittato di questo guaio per testare i miei livelli di nevroticità e devo dire che mi sono meravigliata, il top è stato che di notte c'ho pure dormito sopra...e senza assumere le solite gocce!
Non invitatemi ai matrimoni per favore sennò nelle gocce dovrò farci il bagno con l'idromassaggio.
PS: scusate se quel pesce rosso animato la fa venire la nevrosi, in questo caso le gocce passiflora, biancospino e valeriana possono aiutare.


Sfinimento da genio in cucina.

Ultimamente non ho molta fantasia in cucina e questo è dovuto al fatto che in questo periodo, devo dire iniziato da un bel po', sono un po' confusa, ho troppe cose in testa e rifletto troppo sulla vita e le sue evoluzioni così vago nel mio favoloso mondo parallelo fatto di riflessioni, ispirazioni, scoperte, sogni realizzati e ancora under construction dove non c'è molto spazio per pasticciare tra i fornelli.
Durante lo scorso week-end però mi ha preso una strana frenesia e ho cucinato tante cose fantastiche che mi hanno aiutata a credere ancora nella chef che è in me, insomma se ogni tanto torna a trovarmi sono contenta. Cucino volentieri solo con la mia musica preferita in cuffia e questo ha fatto andar giù la batteria dell'iPod, così avendo impegnato tutto il mio talento in cucina ho dimenticato di ricaricarlo e durante l'ultima lezione del lunedì si è spento. Povere bimbe! Quasi tutta la lezione di classico con la maestrina che contava a cappella e questo non sarebbe stato niente se non avesse anche approfittato per rispiegare quali tempi musicali si usano per i vari esercizi dopo essersi stremata contando il 3/4 dei rond de jamb à terre. Insomma, da questo buio è iniziato il triste e prematuro declino del mio iPod, declino che l'ha visto passare dall'acqua al riso in men che non si dica.
In cucina mi sono stancata da matti e ho concluso che quell'insegnante di danza, mia conoscente, che ha smesso di ballare per via del mal di gambe e ha aperto un ristorante non deve aver fatto un bell'affare.

Bene, il fricantò è giunto al termine, con la coscienza a posto vado in cucina che oggi ho il pesto fatto da mamma che mi ha preparato quando sono andata da lei a prendere i gentili omaggi: iPod e telefonino nuovi.
Santa Mamma da Treviso!

Buon pranzo!
 
domenica 29 settembre 2013

L'Amore genera Amore

L'amore genera amore.
Date, senza pensarci, date e basta, senza timori, senza preoccuparvi di ricevere.
Ricevere non dovrebbe essere una preoccupazione altrimenti genera aspettativa e l'aspettativa uccide l'amore.
Il luogo comune secondo cui "vai a far del bene e ci si rimette sempre" è una bugia colossale ed è relativa all'aspettativa.
Bisogna saper guardare e sviluppare sensibilità, non sappiamo da dove può arrivare l'amore in cambio, chi continua a guardare dalla parte sbagliata dando retta alla sua aspettativa anzichè alla magnificenza dell'amore si perde il meglio della vita. 
Parole che mi escono così ...al termine di una domenica apparentemente banale ma profondamente ricca. Una domenica che mi ha deliziata con parole riservate a me davvero generose, il mio cuore ringrazia felice e sorride pensando a quanto donarsi non sia mai stato vano.
 
Carla
venerdì 21 giugno 2013

Reflection


 "Sapete qual è il segnale del risveglio? E' il momento in cui ci si chiede: "Sono io il pazzo, o lo sono tutti gli altri?"
Sono giunto a credere che siamo pazzi al punto che, se tutti sono d'accordo su qualcosa, quella cosa è sicuramente sbagliata!" (A. De Mello)
Più mi guardo intorno più mi sembro un'aliena o una pazza per dirla come nella citazione di qui sopra.
La programmazione mentale ha avuto -ahimè- decisamente successo però sprogrammarsi è possibile, richiede solo un po' di coraggio.

Bisogna sviluppare una certa determinazione perchè quando ti accorgi di come può essere il mondo e di quanto non sia quello che da sempre ti hanno fatto credere devi essere preparato ma questo forse è il meno, il lavorone arriva quando ti sei sprogrammato o comunque hai iniziato a farlo, perchè non è facile andare al contrario rispetto a tutti.
Detto questo non vorrei dissuadervi dall'intraprendere questo bel lavoretto quindi vi dico anche che se è  difficile poi sopravvivere alla massa, il premio per lo sforzo è la bella botta di felicità che sopraggiunge nonchè l'amore, quello vero e finalmente rivolto a sè stessi.
Vi sembra poco?
Non lo è credetemi!

Provare amore verso sè stessi non è affatto un atto da egoista, anzi, una persona che si ama riflette a meraviglia quell'amore di cui è ricoperta verso gli altri mentre una che dice di amare perchè dipende da altri o permette che altri dipendano da lei è troppo debole e genererà inevitabilmente fragilità intorno a sè nonchè paura e se c'è paura difficilmente può esserci amore. Lo so, quest'ultimo concetto è difficile da metabolizzare ma è così, ne sono certa.

A me ultimamente capita di sorridere fra me e me nell'osservare scene assurde di quotidianità dove le persone assumono questo o quel comportamento convinte che è così che si fa, non vedono alternative o sono troppo pigre anche solo per immaginare di poterle materializzare, a me invece in quel momento si apre un mondo ed è incredibile la carica che ne deriva.

La voglia di scoprire rende la vita interessante e avventurosa e davvero non so come facciano in molti a credere di aver finito gli impegni a 40 anni perchè poi...tocca ai figli.
Stranamente (e molto spesso) poi ai figli non viene concesso di esprimere al 100% il loro potenziale perchè il ricatto affettivo, il giudizio e l'aspettativa lo inducono a seguire per benino le regolette della programmazione.
Ma il discorso qui si potrebbe fare ben più lungo, quel che mi premeva l'ho espresso inizialmente.

Buona notte
Miranda (devil) Milian
domenica 24 febbraio 2013

Riflessione...



Leggo titoli di articoli, approfondisco qua e là e via via il mio pensiero si fa sempre più chiaro, per quanto spesso la strada da percorrere non sia affatto facile.

E penso che se la società fosse impostata diversamente, 
se gli individui fossero quindi liberi, 
se l'Amore non fosse ricatto affettivo, possessione, 
se non fosse un ripieno usato per colmare una carenza personale, 
se alla base ci fosse un'educazione basata sul crescere persone sicure e oneste con sé stesse, 
se la frase "i figli sono la mia unica ragione di vita" significasse che la ragione di vita deve necessariamente essere finalizzata al bene della società e non ad appesantire la simbiosi genitore-figlio che spesso invece ammala parte di essa,
se quindi significasse educarli e dar loro tutti i mezzi possibili e immaginabili perché si garantiscano, dapprima tramite noi, e poi da soli questa sacrosanta libertà, 
se si capisse che il "bene della società" va ben al di là di ciò che viene imposto da tempo,
se l’Amore fosse un diritto per tutti… 
beh oggi forse non staremmo qui a chiederci se siamo pronti per i matrimoni gay e se sia giusto o meno che questi adottino dei figli.
Forse non ci sarebbero né gay né etero ma solo persone, non esisterebbero i gay pride e i family day potrebbero essere manifestazioni accoglienti dove ogni famiglia sarebbe la benvenuta.

Le catene ce le possiamo togliere da soli, diventare complici di chi ce le serra ai polsi non è certo il regalo più bello che possiamo fare alla nostra vita. 

Quanto al credo, che ognuno professi il suo senza imporlo agli altri e che ognuno approfondisca la questione augurandosi di riscoprire sé stesso senza paura di dover rivedere totalmente il concetto di Dio che potrebbe essere decisamente diverso da ciò che da sempre si è dovuto subire.
Non apparteniamo che a noi stessi e questo è il miglior modo per donarsi agli altri. 

Carla
martedì 11 dicembre 2012

Troppo sobria la saggezza popolare, chi riceve inizi pure a dare


Ci sono persone che si lamentano continuamente perchè vittime di quel bizzarro fenomeno secondo il quale capita di dare troppo ma non si riceve niente in cambio.
In effetti la cosa è piuttosto antipatica ed è per questo che, come scrissi tempo fa, per quanto mi riguarda ho imparato a dare solamente se posso in qualche modo beneficiare di qualcosa, ma non nel senso che mi aspetti chissà che dagli altri, ma nel senso che il qualcosa me lo prendo pure da sola senza necessariamente informare il ricevente iniziale, che a questo punto diventa anche datore a sua insaputa.
Quindi se alcune persone ci chiedono qualcosa pensando di trarre vantaggio dalle nostre prestazioni in maniera subdola, bisogna fare in modo di divenire noi stessi sfruttatori.
Gentilmente e senza darlo eccessivamente a vedere.
Il proverbio dice "Chi dà troppo, nulla riceve" e a parer mio andrebbe rivisto e corretto. Basta con questa superata saggezza popolare, direi piuttosto "Chi dà troppo, si prenda pure qualcosa in cambio".


 

Alla luce del nuovo proverbio, sembrerebbe un ragionamento molto freddo, calcolato e venale ma vi assicuro che al contrario nasconde un atteggiamento compassionevole e altruista, nonchè una mente geniale.
A questo punto andrebbe rivisto anche il proverbio che recita "Chi troppo vuole, nulla stringe" che diventa più o meno "Chi troppo vuole, più ottiene".
Non ho capito perchè l'ambizione deve essere tanto sgradita ai proverbi e visto che ci sto cambierei anche "Chi dà per ricevere, non dà nulla" trasformandolo in "Chi dà per ricevere ha capito tutto e non si fa fregare".
In realtà le fregature le prendi lo stesso ma almeno non resti a bocca asciutta.
C'è da dire che nell'osservare il mio e l'altrui comportamento, faccio un sacco di scoperte e stravolgo, o forse semplicemente interpreto meglio, il significato delle parole.

Per esempio, quando mi concedo abbastanza non sento di essere egoista perchè se mi dò di più offro senz'altro di più. Si può fare molto per gli altri anche facendo per sè stessi e non solo il contrario.
E' bene concedersi quindi delle cose invece di comportarsi da martiri per pretendere poi le medaglie al valore che nessuno ha in serbo per te. A che pro? Dato che infatti non sempre sono previsti premi consistenti, ci si attacca facilmente alla lamentela insopportabile amplificata da sfoghi su forum e social network.

Anche l'amore spesso è di gran lunga frainteso: senso di appartenenza, gelosie, compromessi. Pare che più ci si incateni l'un l'altro, più si imponga il proprio volere o ci si sottometta a quello dell'altro (con l'illusione che sia il volere di entrambi) maggiore sia la capacità di amare.
Tutto ciò che limita la libertà dell'individuo invece è decisamente il contrario di amore.
Nella coppia per esempio, così come nella famiglia, il legame c'è ed è ovvio, quindi lucchetti e catene sono decisamente superflui.
Colui che ama con le catene è il vero egoista secondo me, o forse...
...è semplicemente un sadomaso!
Anche da parte di chi si definisce amante degli animali, ho sentito dire stranezze varie, tipo che una tartarughina d'acqua non dà soddisfazione perchè non ci si può fare niente, quindi non la si può coccolare nè trastullare, che ce l'hai a fare?
Allora l'amante di animali che parla così non li ama per quello che sono ma li vuole solo se può farci qualcosa di piacevole per sè stesso e quindi anche qui siamo davanti ad un soggetto egoista.
Ma vaglielo a dire a lui, che si sente una specie di San Francesco.

Non parliamo poi di quelli che parlano di amore filiale ma vogliono i figli perchè li immaginano piccoli, paffuti e carini ma che poi quando diventano adolescenti li vedono piuttosto come dei mostri capaci di distruggerti.
Che li vogliono per accrescere o migliorare il legame col partner o che usano un partner solo per averne. Allora c'è da chiedersi, perchè uno fa i figli, che non ti sta bene niente benedetta figliola?

E in effetti, pensandoci bene, ci sono diversi altri motivi:

1-per istinto di procreazione,
2-per sbaglio,
3-per proiettare insicurezze sul nascituro,
4-per sentirsi realizzati,
5-perchè sennò ti criticano e ti guardano storto facendoti sentire un/a fallito/a,
6-per dimostrare che si è fertili quindi apprezzabili e utili alla società,
7-per potersi trascurare e poter dire che intanto l'unica ragione di vita sono i figli,
8-per poter fare l'albero di Natale tutti insieme,
9-per incastrare il/la partner (generalmente questa strategia è messa in atto da una donna se l'uomo che frequenta è facoltoso e/o particolarmente irresistibile e perciò sfuggente),
10-per fare comunella con gli altri genitori e parlare continuamente di malattie e marachelle, ovviamente si fa la gara a chi ha il figlio più furbo e il pediatra degno del Nobel per la medicina.

E c'è un altro motivo ancora:
11-per unirsi a cene o feste insieme ad altre coppie procreatrici, che se sei single, quindi o sfigato/sfigata o rimorchione/rimorchiona-rubaconsorti, col cavolo che t'invitano.
E quest'ultimo sarebbe davvero un buon motivo per non fare figli, ossia "evitare 'ste feste come la peste"!

Questo doveva essere un post serio, doveva...









Miranda (devil) Milian perseverante quanto a giovinezza e stupidità

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