Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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lunedì 19 settembre 2011

Perchè le idee migliori mi vengono di notte?


Mi sveglio alle 4 del mattino pensando a come organizzare al dettaglio la giornata e mi ritrovo a ripassare coreografie nella vasca da bagno mentre faccio la doccia...e siamo solo a settembre!
Auguri Maestrina :)
Più in là continuerò a svegliarmi nel cuore della notte con strategiche idee coreografiche, di punto in bianco mi ritroverò seduta sul letto con in mente il costume perfetto o il passo mancante,
l'adrenalina inizierà a salire e riprendere sonno sarà pura utopia.
Di notte mi piacerebbe tanto dormire
ma a quanto pare è il momento in cui il mio picco creativo è alle stelle,
detta così credo sia del tutto normale quindi.
Buona notte!

Carla
domenica 18 settembre 2011

L'amore ai tempi del gettone

E' un po' di tempo che osservando come comunicano i ragazzini oggi mi viene da sorridere pensando a come comunicavo io ieri. Non che questo ieri sia così remoto ma la tecnologia ultimamente ha decisamente volato stravolgendo significativamente il mondo delle connessioni umane a distanza.

A parte i social network e l'uso-abuso che ne fanno ma quello è un altro lunghissimo discorso, anche il poter comunicare col cellulare ovunque e in qualsiasi momento è sensazionale. Cioè, mi spiego, quando eri fidanzata, la cosa più tragica ai tempi miei era che poi non sempre le vacanze le passavi col ragazzo e senza cellulare vi immaginate che cosa poteva essere? Era un vuoto che poteva essere colmato solo in piccolissima parte da un macchingegno che oggi sembra appartenere alla preistoria: il telefono a gettone.

 Questo apparecchio pur presentando dei limiti era davvero l'unica ancora di salvezza. Innanzitutto ti potevi sentire solo se uno dei due poteva chiamare l'altro a casa, previo appuntamento telefonico il quale creava una certa ansia di per sè e poi anche per via dei genitori che magari eri a tavola e non gradivano che ti alzassi per andare al telefono, c'era imbarazzo perchè era auspicabile una telefonata intima, ma, senza cordless avvenivano traslochi telefonici assurdi col quel filo a tortiglione che rendevamo sempre più elastico per poterlo far arrivare in un'altra stanza un po' più  appartata dove comunque non potevi chiudere la porta, pena il trancio del filo stesso. Oltretutto più di tanto non si poteva stare perchè chi chiamava col gettone se ne doveva procurare una bella manciata che il telefono pubblico succhiava a velocità supersonica e poi...quando doveva andar giù l'ultimo, provocando un tonfo che ti toglieva il respiro, avevi qualche secondo in cui ti si annebbiava la mente e di tutto quello che avresti voluto dire... niente: il buio! Ovviamente subentrava una certa frustrazione perchè terminata la comunicazione di punto in bianco così, come una pugnalata al cuore, ti venivano tutte le frasi ad effetto che avresti tanto desiderato pronunciare per dimostrare tutto l'amore che provavi ma, nello stesso tempo, avrebbero dovuto renderti distaccata quanto bastava per non opprimerlo e sentirti così realizzata e perfetta: capace di far sentire il tuo fidanzato desiderato ma libero. Io almeno ero così, ci provavo o recitavo la parte di chi volevo diventare boh, poi ci sono pure quelle che al telefono facevano il pianto greco e poi, caduto l'ultimo gettone, si davano addosso per aver fatto la figura delle frignone.
Frignone proprio con la I, significa piagnucolone!

A questo punto partiva il conto alla rovescia per la prossima telefonata che non è detto avvenisse subito il giorno dopo...eh eh troppa grazia!

Mettiamoci pure che i gettoni con quei solchetti che andavano inseriti correttamente nelle fessurine dell'apparecchio telefonico non erano nemmeno tanto facili da usare e così gli ostacoli si andavano ad accumulare, perchè era ovvio che parlare d'amore mentre inserivi nervosamente 'ste terribili monete pesanti e arzigogolate nella parte alta del telefono, ti pare che non ne cadeva qualcuno per terra? E allora acrobazie e pose imbarazzanti per raccoglierli mantenendo la cornetta all'orecchio, ma perchè imbarazzanti? Dunque lo scenario era il seguente:
Estate, baretto frequentatissimo nelle ore serali (la sera le interurbane costavano meno) i cellulari e internet erano due parole sconosciute, quindi? Tutti a far la fila per telefonare con quell'unico, oggi astruso apparecchio, pertanto per quanto abbassassi la voce, ti girassi di spalle, il fatto che stessi spudoratamente facendo la miciona, gattona, sbrodolona era più che evidente e quello che dicevi, in qualsiasi modo vogliamo metterla, si sentiva! Ogni tanto subentrava un barlume di senso di colpa verso i facenti parte della fila, allora ti voltavi e facevi un cenno di scuse che veniva contracambiato da un gesto nevrotico, il quale ti faceva capire che non erano disposti ad aspettare ancora molto, che stress!

L'alternativa era la SIP cioè un centro adibito solo alla telefonia con delle cabine munite di porte a battente piuttosto insonorizzate dove al prezzo della telefonata facevi anche la sauna, ma almeno eri stata qualche minuto sola con lui e ti saresti portata dentro quelle parole sussurrate per tutta la sera e la giornata seguente.

Oggi se per due secondi l'applicazione per chattare con lo smartphone non dovesse funzionare, scatti d'ira e crisi di panico attanagliano migliaia di ragazzini che vedono sgretolarsi davanti a sè la tristissima possibilità di non poterlo/poterla sentire per i prossimi 5 minuti! E poi ci si può videochiamare.... O_O

Credevo che questo modo di vivere togliesse l'enfasi e quel gusto dell'attesa che alimenta le emozioni di un rapporto, invece vedo che continuano a sopravvivere, non so come sia possibile ma l'amore si adegua a tutto ed evidentemente trova nuove strategie per sorprendere.

Carla
lunedì 12 settembre 2011

Primo giorno di lezione: Mamma mia...che brave!

Oggi primo giorno di danza dopo le vacanze, chiamato all'appello il corso Modern-Jazz Intermedio: tutte presenti in sala sedute a gambe incrociate ad aspettare con entusiasmo e allegria l'inizio della lezione. Dai loro visini eccitati traspariva un mix perfetto di disciplina ed eccitazione. Attimi questi in cui pensi: cavolo ho realizzato davvero qualcosa! Poi inizia la lezione tra arrugginimenti muscolari e assestamenti vari e mi riscopro a spiegare la tecnica di nuovi passi complessi con un'energia inaudita e a fine classe, la coreografia: 
Mamma mia! ...e...mamma mia, già sincronizzate e a tempo come se provassero da giorni, io esaltata come sempre...e pensare che fino a ieri mi sentivo uno straccetto incapace di muovere un dito, le passioni fanno miracoli, la danza è una magia!
Carla
domenica 11 settembre 2011

Non c'è niente da fare... la danza è la mia linfa vitale!

Ho provato e riprovato, a staccarmi un po' dalla danza, nel senso che...non so al mare, che amo esageratamente, mi guardavo intorno e pensavo che tutto sommato lo amo più della danza, oppure a far finta di poterne fare a meno...della danza intendo, perchè questa passione a volte è causa della mia gioia ma anche di enormi sacrifici. Racconto spesso delle rinunce fatte da piccola o da adolescente, niente gite scolastiche, niente settimane bianche, niente feste, odio e frustrazione per le sopraggiunte forme femminili spesso inibite dal rigore della figura della ballerina classica, ma mai che pensi alle rinunce di oggi, e si perchè la cosa non si ferma, in nome della danza e della forma fisica che devi preservare, i sacrifici continuano e menomale che non ingrasso perchè dal momento che mi piace molto mangiare e adoro i dolci dovrei aggiungere l'elemento dieta alla lista dei sacrifici!
Comunque non ci sono riuscita, sto soffrendo molto il caldo e sento che la mia forma fisica non è al 100%, ultimamente mi sembrava pure di non avere troppa voglia di riprendere a lavorare ma l'idea che domani iniziano di nuovo le mie lezioni in cui mettere in pratica tutte le idee che mi gironzolano per la testa condividendo l'entusiasmo trascinante dei miei allievi già mi fa sentire alla grande...quella sala, la magia che si crea tra la musica e i nostri passi, non potrà mai accadere che io non senta la danza come necessaria e assoluta linfa vitale!
Carla
domenica 17 luglio 2011

Il lago dei cigni



 

Emozionarsi come una bambina nel vedere gli affascinanti cigni intrecciarsi in magiche e fluttuanti diagonali, esattamente come una bambina che magari, dopo una serata come quella trascorsa sere fa a Caracalla, decide di voler fare la ballerina!
Io però la ballerina l'ho già fatta e per certi versi continuo a farla, è stato bello, molto bello, soprattutto perchè ero in un teatro dove un tempo mi sentivo a casa mia, dove papà ha lavorato per tanti anni da ex danzatore come direttore di scena, un teatro dove ho vissuto momenti magici ed indimenticabili, dove sono nate le mie aspirazioni, dove anche se non lo sapevo stavo costruendo quello che volevo, dove ho imparato molto, per anni ho evitato di frequentarlo, per timore di provare emozioni che non avrei saputo gestire, come se lì entrassi in una dimensione fuori dal tempo e quindi destabilizzante.
Sono contenta invece di essermi sfidata e averci portato le mie figlie che devono assolutamente beneficiare di questa opportunità: vedere, ascoltare per infine sentire con l'anima le meravigliose sensazioni che uno spettacolo del genere è in grado di trasmettere!

Carla


martedì 26 aprile 2011

La Danzatrice (Khalil Gibran)



make sparkles

Questa poesia di Gibran rivela nel finale una grande verità ed è stata fondamentale in un certo periodo per me, per il mio lavoro, per le mie sfide...




Per un giorno, la corte del principe invita una danzatrice
accompagnata dai suoi musicisti.

Ella fu presentata alla corte,
poi danza davanti al principe
al suono del liuto, del flauto e della chitarra.

Ella danza la danza delle stelle e quella dell'universo;
poi ella danza la danza dei fiori che vorticano nel vento.
E il principe ne rimane affascinato.

Egli la prega di avvicinarsi.
Ella si dirige allora verso il trono
e s'inchina davanti a lui.
E il principe domanda:

"Bella donna, figlia della grazia e della gioia, da dove viene la tua arte?
Come puoi tu dominare la terra a l'aria nei tuoi passi,
l'acqua e il fuoco nel tuo ritmo?"

La danzatrice s'inchina di nuovo davanti al principe e dice:

"Vostra Altezza, io non saprei rispondervi,
ma so che:

L'Anima del filosofo veglia nella sua testa.
L'anima del poeta vola nel suo cuore.
L'Anima del cantante vibra nella sua gola.
Ma l'anima della danzatrice pulsa in tutto il suo essere
."    

(K. Gibran) 
sabato 16 aprile 2011

Risposta a Kledi Kadiu



Caro Kledi, hai proprio ragione: in Italia questa è un'epoca buia per la danza, un periodo in cui non ci sono più ricche trasmissioni con nutriti corpi di ballo, non ci sono più le prime ballerine televisive che avevano alle spalle anni di danza classica accademica, e se vogliamo allargare il discorso non ci sono più nemmeno alcune delle più prestigiose compagnie di ballo di fondazioni liriche, il perchè è noto.
Tu sottolinei che “soprattutto il popolo italiano” è ignorante in materia di danza...beh..a parte la piccola e insignificante parentesi che apro per informarti che la danza classica è nata proprio qui, su una cosa devo darti ragione, il popolo italiano non ne capisce molto, ma... aspetta, solo una parte di popolo, quella che crede tu sia un gran ballerino, che conosce te ma non sa chi è Roberto Bolle, che conosce te ma non ha mai visto la variazione di Le Corsaire interpretata da Michail Baryshnikov, che conosce te ma non ha mai messo piede in un teatro, che si scandalizza perchè La Scala di Milano ha rifiutato la tua collega Ambeta ma non ha mai visto danzare Alessandra Ferri o Sylvie Guillem, che non sa che i veri bravi e grandi danzatori hanno l'agenda impegnata per anni e contratti con i più prestigiosi teatri d'Italia e del mondo, non ballano certo nei reality, dove invece si aprono le porte appunto, a quelli che da questi teatri sono stati più volte scartati.
Ma torniamo al periodo buio, come darti torto, è vero non può che definirsi buio un periodo in cui la danza appare miseramente spogliata della sua anima in trasmissioni lobotomizzanti che hanno lanciato personaggi come te, che di arte ne trasmettono ben poca...sai, la danza quella disciplina di cui ti ritieni evidentemente dotto, viste le tue arroganti parole, non si riduce ad un insieme di passi e tecnica dove forse te la cavi ancora discretamente, ma consiste soprattutto nel sentir pulsare dentro di sè un'arte che poi si è in grado di trasmettere... emozionando. Poco adatti a questo scambio di vibrazioni mi sembrano quindi quei programmi dove si mettono in scena farse volgari e pacchiane, colpevoli appunto di aver reso più che buio questo periodo ...e non solo per la danza.
Nel tuo altezzoso discorso dici che forse ultimamente va meglio, il periodo ti pare un po' meno buio, dobbiamo forse ringraziare te e nostra signora Maria dei miracoli?
Affermi che fino a dieci anni fa, guarda caso più o meno quando è iniziato Amici, la gente non era a conoscenza della figura del ballerino professionista, enfatizzi quel mai, per sottolineare che non c'è mai stato un periodo d'oro, lo sai che invece ben più di dieci anni fa, qui in Italia, già negli anni '60 e '70 c'erano trasmissioni come Canzonissima, Studio 1, Teatro 10, Milleluci, giusto per citarne alcune, in cui si dava molto spazio ad apprezzatissime coreografie? Per la loro rappresentazione erano creati appositamente scenografie e costumi che venivano cambiati ripetutamente anche nel corso della stessa puntata!
Ammirando questi balletti, caro Kledi, si notavano eccellenti doti tecniche in tutti i numerosi ballerini e spesso la danza classica veniva introdotta contaminando sapientemente quella jazz.
Ma ora passiamo al teatro perchè ho una piccola cosa da dire: nel 1964 la commedia musicale "Rugantino" con Nino Manfredi approdava a...Broadway! Si caro Kledi dal Sistina di Roma a Broadway, New York, il tempio del musical, dove per tre settimane ottenne il tutto esaurito! Come chiamarli se non tempi d'oro questi? Che soddisfazione per i ballerini della compagnia, ne so qualcosa, papà era tra i solisti!
Vedi, il problema di questa parte d'Italia ignorante è che non solo ti fanno ballare, ma ti fanno pure parlare, così se già c'era ignoranza in materia di arte, danza e teatro, dopo aver ascoltato te...la situazione non può che peggiorare, e poi dovresti osservare rispetto per un paese che ti ha ospitato rendendoti ricco e famoso, per il solo semplice motivo che si beve tutto quello che di scarso gli propinano.
Tu devi ringraziare proprio quel popolo ignorante perchè se ignorante non fosse stato, tu saresti ora un povero signor nessuno, come comunque sei per me e per i moltissimi che la pensano come me.
Ti ricordo che i danzatori dei grandi teatri lirici non vengono fotografati d'estate sugli yachts e non mi risulta che qualcuno, tra primi ballerini ed étoile, abbia aperto da giovanissimo una scuola con la presunzione di chiamarla Academy (povero Platone) come hai fatto tu, che se non eri qui in Italia, terra di questo popolo ignorante a quest'ora ti era andata di lusso se potevi comprartici un panino...dal panettiere.
Carla

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