Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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sabato 15 marzo 2014

Meglio sole...


"Tu sogna e spera fermamente, dimentica il presente e il sogno realtà diverrà". (Cenerentola)

Dedicato a C.

Poco fa chattando con una mia giovanissima allieva ho avuto ancora una volta l'occasione di riflettere sulla trasformazione che è avvenuta in me nel corso degli anni, a come partendo da una condizione di bambina timida ma determinata sono diventata più o meno la donna che volevo (capelli lisci compresi)!!!

Sentirsi sole in un'età critica perchè non uniformate, spesso porta alla sofferenza così accade che se da una parte si grida per far sentire la propria voce dall'altra si ricevono solo schiaffi. Da ragazzina non ricordo di aver ricevuto schiaffi, quelli sono stata brava a farmeli dare da grande ma sorvoliamo che è meglio.
Avevo talmente tanta passione per ciò che impegnava totalmente la mia vita che anche se i coetanei non mi capivano, sinceramente ora che ci penso, me ne fregavo abbastanza.
Nel periodo precedente e durante i primi anni del liceo invece ricordo di aver passato molto tempo da sola, amavo stare da sola, spesso la solitudine la ricercavo perchè se non trovavo gente che mi capiva, me la inventavo (ero già matta).
Mi chiudevo in cameretta e pensavo, riflettevo, inventavo, creavo, fantasticavo, sognavo.
Sola non mi sentivo poi tanto sola, sapersi fare compagnia è bellissimo mentre non saperlo fare può danneggiare sia noi sia chi ci sta vicino.
Sono d'accordo con la teoria che può sembrare ostica da mandar giù, secondo la quale non si può imparare a stare con gli altri se non si sa stare soli e non si può nemmeno amare qualcuno se non sappiamo stare da soli o amare noi stessi.
Vista così direi che la solitudine è una palestra per lo stare piacevolmente in compagnia.

Il fatto è che non possiamo credere di darci un valore solo attraverso l'altrui parere.
Lo scambio ci deve essere e può essere interessante ma non si dovrebbe dare necessariamente maggior rilievo a ciò che proviene dall'esterno.
E' bello sapere di poter contare su qualcuno ma questa cosa la si può apprezzare davvero nella meraviglia della sua essenza solo se sappiamo anche stare soli, se al contrario siamo troppo dipendenti è inevitabile crollare spesso e volentieri.

La solitudine non è triste, al contrario è una condizione dove si possono provare sensazioni profonde e fondamentali capaci di farci sperimentare la felicità.
L'isolamento è un'altra cosa e quello invece si che è triste e andrebbe combattuto.

Spesso in cameretta mi ci faceva stare mio padre per punizione, diceva che in questo modo avrei potuto riflettere sulle mie mancanze (l'educazione di una volta era così) in realtà riflettere sulle mie mancanze per me significava scrivere in quattro e quattr'otto una letterina dove mi ripromettevo di "fare la brava" e il resto del tempo lo passavo a fantasticare.
Mi piaceva moltissimo e ora che ci penso devo aver combinato qualche marachella appositamente per farmi dare la punizione e conquistarmi così un'oretta in santa pace chiusa in camera.
Come dicevo, quei momenti mi hanno insegnato molto perchè entravo profondamente in contatto con me stessa e poi mi hanno resa particolarmente creativa, cosa che attualmente è fondamentale per il mio lavoro.
Così oggi pur essendo una persona estremamente socievole amo ancora passare dei momenti in solitudine per approfondire il legame con me stessa e poi anche per sognare in libertà.
Sognare mi piace sempre e lo faccio esattamente come farebbe un bambino, credendo poi ciecamente che ciò che sogno si realizzerà.

Non è sbagliato sfidarsi e cercare il contatto anche in terreni difficili ma se proprio non si ottengono risposte per me meglio lasciar perdere per un po', forzare qualcuno pur di non stare soli non mi sembra una buona idea, perchè mendicare? A quel punto meglio una sana solitudine capace di far maturare qualcosa di buono.

Ho esordito ironicamente affermando di "essere diventata...la donna che volevo" e devo dire che mi sono fatta ridere da sola, come sempre del resto, ovviamente con ciò non voglio dire che mi sento perfetta ma che la base del mio essere è sicuramente qualcosa che avevo chiaro in mente ma che sento di aver conquistato a fatica. Una base su cui spesso poggiano dei casini terribili ma io sto sempre lì sotto, pronta ad intervenire, sarà per questo che la ragazza cui sto dedicando il post mi descrive come forte, coraggiosa e determinata, deve avere la capacità di sgamarmi quando sto nascosta e queste qualità mi sembrano invisibili.

Del resto una persona che si dedica totalmente fin da piccola a discipline come la danza o la musica non può che essere determinata e coraggiosa. Mi piace pensare che se sono diventata un carrarmato è grazie alla scuola accademica e alla sbarra quotidiana.
Noi sappiamo il perchè!

Un abbraccio a te C. e a tutti voi!

giovedì 12 dicembre 2013

Shine bright

Le mie ballerine in "Diamonds" - maggio 2013
E' ufficialmente iniziata la fomentazione che precede quel magico momento in cui vedrò le mie stelle brillare sul palco.
Come al solito sono arrivata alla fase finale piena di dubbi ma, sempre come al solito, vedendo i miei lavori coreografici interpretati dalle mie ragazze mi viene da piangere di commozione per la meraviglia che vedo.
Tutte quelle ore a spremermi il cervello per tirare fuori qualcosa di originale sono andate a buon fine, che bello! Alla faccia di chi pensa che lavorando solo di pomeriggio, la mattina possa beatamente starmene sbragata da qualche parte a grattarmi la pancia. Cosa che proprio non posso fare e non perchè non mi piaccia mai oziare, piuttosto per via di quel neo nell'ombelico e della paura che mi si stacchi....grattando!

Ero partita così bene...vogliate scusarmi, ora continuo sulla scia romantica.

Osservare dunque con quanta dedizione le mie ballerine si sono sfidate ad eseguire e ad interpretare ciò che avevo in testa è davvero commovente e lo è ogni volta di più perchè quando c'è passione e impegno, quando c'è la voglia reciproca di dare sempre di più e sempre meglio, niente può cadere nell'abitudine o rimanere in una condizione di staticità, al contrario si evolve rendendo tutto più bello.
Non è forse così che dovrebbe accadere anche in Amore?
Ehh...chi arriva a provare ciò, ha veramente un cuore grande.
(Ehh va letto con enfasi e possibilmente sospirando)!

Riconoscere la propria impronta nelle allieve che segui da anni è fantastico.
Ogni loro movimento ha qualcosa di me arricchito dalla personalità di ognuna e mentre danzano nei loro sguardi felici, intensi e appassionati vedo con quanta attenzione hanno fatto in modo che ciò accadesse. Per me ogni volta è un'emozione e le ragazze più esperte sono ormai una certezza.
Da qualche giorno ho iniziato a notare questo anche nelle scatenatissime tredicenni impegnate in una lunga coreografia su un pezzo romanticissimo che le ha coinvolte parecchio. Sono in un'età critica, spesso esuberanti e come è giusto che sia, a volte un po' insicure, lo stile che ho richiesto non è affatto facile perchè oltre alla tecnica necessita di maturità per interpretare a dovere, in più sono tantissime e la coreografia è molto elaborata quanto a disegni, figure, entrate e uscite tuttavia si sono impegnate molto e stanno riuscendo alla grande.
Come dicevo, da giorni guardandole inizio a notare qualcosa di me anche in loro e ...insomma le vedo cresciute artisticamente e non so come altro potrei dire se non che è bellissimo.
Quando perentoria ho chiesto di porre particolare enfasi in un preciso punto musicale alfine di non  "ammazzare i violini" sembravo davvero da rinchiudere in manicomio ma devono avermi capita bene perchè lì...in quel preciso punto i loro sguardi sono eccezionalmente appassionati e i movimenti maggiormente aggraziati.

Non me ne frega niente del calendario, di anni quindi che iniziano e che finiscono, per me si tratta solo di crescita, evoluzione ed esperienze e se tutta questa meraviglia chiamata vita, nella società si trova costretta a stare rinchiusa in un calendario, va bene... per adeguarmi posso dire che sono più che soddisfatta degli obiettivi portati a termine in questo 2013 e che fremo già al pensiero di quanto accadrà dopo.

Come sempre sento di aver goduto già del mio successo che per me è una cosa più intima e personale ma come è giusto che sia per noi artisti, ora sta al pubblico darci le soddisfazioni che tanto ci fanno esultare!

Adesso vado a ritirare quel cappotto bellissimo per cui ho fatto carte false e al quale, se trovo il tempo di fare delle foto adeguate, dedicherò un post nel mio fashion blog che poverino sta rischiando il letargo.

Buona giornata!
With loveeee <3
sabato 7 dicembre 2013

La verità sulla maestra di danza

La maestra di danza, in questo caso la Maestrina!

Le bambine pensano che la maestra di danza sia una specie di genio particolarmente superdotato, una sorta di maga, di stella fatata che sa tutto, si ricorda tutto e soprattutto può rispondere a 54.852 domande contemporaneamente.
Mentre ti stai concentrando su come spiegare una parte tecnica o coreografica complicata, le bambine credono che tu abbia bisogno di aiuto, e infatti lo avresti, vorresti che facessero silenzio invece loro iniziano a darti dei suggerimenti e delle dritte che devo dire spesso non sono affatto da buttar via. Tuttavia il tasso di acidità che spesso mi contraddistingue fa in modo che me ne esca con frasi del tipo: bambine silenzio! Sono 20 anni che faccio questo mestiere, so quello che devo fare, vorrei solo che mi lasciaste riflettere in pace.
Poi a fine lezione mi pento, così cerco di spiegare amorevolmente che avere ottomila coreografie in testa non è cosa facile da gestire e lodo i loro sforzi premiando il getto creativo che comunque hanno esteriorizzato senza timori.
Le bambine credono di poterti trovare preparata all'istante con una domanda a bruciapelo chiamandoti anche nel cuore della notte per il semplice fatto che hai inventato tu le coreografie.
Per fortuna non lo fanno ma ora che ci penso in chat si.
Loro si domandano che tipo di casa abbia la loro maestra e allora ogni tanto fanno delle scommesse sottobanco e si divertono a vedere quanto c'abbiano indovinato tempestandomi di domande appena metto piede in sala. Hanno fantasticato che io avessi una casa a tre piani, con ampio giardino e un divano tutto bianco, un grande letto rotondo, un'enorme vasca da bagno in camera da letto, la servitù e altre cose molto fiche. C'erano pure circa trenta gatti ma per quanto mi piacciano direi che sono troppi.
La maestra di danza non è una pop-star... ma loro non lo sanno.
La maestra di danza ha le unghie da far restare incantati, tutto ciò che ha nella borsa è sorprendente e anche il suo banalissimo Samsung con cover camouflage rosa è di un bello da lasciare senza parole.
 
Le bambine dicono cose bellissime alla maestra di danza, cose come queste:
 
-Beata te che sei bella e hai trovato marito. Sei stata fortunata! E questa la dice lunga sull'associazione che si fa grazie all'educazione distorta, e poi... hanno trovato marito certe cozze prima di me che lascia perde...(come diciamo noi a Roma).
Che sia una fortuna poi, è tutto da vedere!
 
-Da grande voglio essere come te. Cosa che non auguro a nessuno perchè essere come me è troppo impegnativo e forse non serve a niente.
 
-Da grande voglio fare la ballerina e la scrittrice. Questo lo ha detto una che segue il mio blog e crede che io sia una scrittrice, come del resto credo anche io.
 
-Sei la maestra più bella e più brava del mondo. E qui, niente da dire, hanno ragione!
 
Secondo loro la maestra di danza è come una Dea, una farfalla, un fiore che non appassisce mai e suscitare questa sensazione è davvero bello ma è ora di dire la verità, ovvero cosa si nasconde dietro questa meraviglia.
 
La maestra di danza.
(Cioè io). 
Trattasi di una tizia che deve mischiare questo mondo di sogni e fantasia che è la danza con le attività concrete di tutti i giorni.
Spesso, anzi sempre, i due aspetti sono in conflitto e creano confusione mentale, nervosismo e frustrazione.
La sera torna a casa che sembra uno straccio con l'adrenalina a mille, difficile da smaltire se non trova un ambiente tranquillo e adeguatamente confortevole, soffre spesso d'insonnia e se si addormenta si sveglia schizzata al ritmo dell'ultima canzone usata. La maestra di danza sembra una povera matta che con gesti enfatici a mo' di direttore d'orchestra canta, conta ed emette gemiti strani per far meglio assorbire ora un ritmo ora un altro. Si arrampica sulle sedie per fotografare le sue ballerine dall'alto rischiando di fracassarsi qualcosa ma dato che l'esaltazione è al top, non può certo rinunciare e val la pena rimetterci una gamba.
La maestra di danza è una che seppur vanta numerose foto artistiche non resiste al fascino del selfie e quando arriva con largo anticipo in sala se ne scatta un bel po', fregandosene del cartello con su scritto "locale sottoposto a videosorveglianza".
La maestra di danza ha eccellenti doti creative ma un cervello piuttosto nella norma, forse anche leggermente al di sotto, nonostante ciò lavora fisicamente per ore e ore al giorno da quando era bambina; prepara a casa il materiale coreografico inventando passi e disegni attingendo spesso al suo tempo libero; decide i costumi per saggi e spettacoli provvedendo anche all'acquisto quindi ritira i soldi previo comunicato scritto, stampato, fotocopiato e imbustato da lei; si sforza di tirare fuori passi già archiviati nella sua mente per spiegarli alle allieve che sono state assenti; idea e sviluppa tutto il saggio-spettacolo di fine anno facendone pure la regia e quando arriva quella serata sente che tutto il suo lavoro si materializzerà di lì a poco sul palco e quando ciò accade si meraviglia di come tutto fili liscio, di come evidentemente i suoi lavaggi del cervello sulla disciplina siano andati a buon fine e poi...si commuove osservando con quanto amore le sue stelle realizzano ciò che prima era solo immaginazione dentro la sua testa.
Cavolo che bella cosa ma che dico bella, è strameravigliosa!
 
Eppure la maestra di danza deve sopportare che le vengano rivolte frasi tipo:
-Ma oltre a insegnare danza che lavoro fai? Non credo chiedano ad un banchiere se oltre a lavorare in banca la mattina faccia un altro lavoro.
 
-Bello, lavori solo il pomeriggio! Certo, che ne sanno loro...
 
-Ah ma prima di insegnare hai fatto la ballerina proprio vera! No, l'ho fatta per finta, era tutto un gioco come fate voi adesso, che siete tutti fotomodelli sui social network!
 
-Ma insegni in un posto solo? Diciamo che io insegno in un posto solo dove ho 9 corsi con allievi che vanno dai 5 ai 25 anni e poi negli altri posti ci mando un clone!
 
La maestra di danza spesso amerebbe essere compresa dal mondo intero e forse anche dagli abitanti di altre galassie ma poi capisce che l'importante è essere capite da chi conta per lei, dato che poi la madre dei cretini è sempre incinta se ne frega pure delle loro infelici esternazioni.

Fare la maestra di danza per me è anche una salvezza contro i casini della vita perché avere tante creature di età diverse che amano ciò che gli trasmetti e che si fidano di te, ti fa sentire realizzata.  Questa è la spinta che più stimola la mia testa.
Il talento c'entrerà pure, perché in giro vedo certe strafalcionerie ma poi...c'è tutto questo che... evidentemente ho meritato e quindi ora me lo tengo stretto!

domenica 20 ottobre 2013

Videodance. Che roba è?


Ho deciso di scrivere questo post per fare un po' di luce sulla questione confusa e spesso equivocata che riguarda la videodance presente in molte scuole di danza e che mi sta molto ma molto a cuore.
Cercherò di essere chiara e sintetica ma laddove lo ritenga necessario anche dettagliata.
Mi auguro davvero leggiate tutto fino in fondo e godiate degli approfondimenti video che meritano parecchio!

Premetto che d'ora in avanti parlerò di un aspetto della situazione italiana e di quello che è stato l'approccio con l'hip hop da parte di molti professionisti della danza, di giovanissimi interessati a tale disciplina e purtroppo di tanti che il mestiere non ce l'hanno ma se lo sono inventato.
Non è un trattato di storia dell'hip hop, sorvolerò quindi sulla questione dei neri ispano-americani del ghetto e di come la street dance sia nata tra quelle bande, darò inoltre per scontati alcuni passaggi per arrivare, spero, facilmente al cuore della situazione.

E' fondamentale però partire dal quadro di una situazione.
Circa 15 anni fa nelle scuole di danza e nelle palestre ha iniziato a farsi strada l'hip hop, con netto ritardo rispetto ad altri paesi ma non iniziamo con le lamentele, l'importante è che ci sia approdato. Prima ancora lo stile più simile all'hip hop qui da noi era il funky, che solo a nominarlo oggi sa molto di antico. Si studiava parecchio il jazz-funky televisivo, uno stile che come dice bene il nome fondeva la tecnica jazz con la frenesia e i "blocchi" del genere funky che comunque era una street dance. "Televisivo" perchè alla fine degli anni '80 e successivamente in parte negli anni '90 era il genere che impazzava in televisione quando c'erano le trasmissioni con un corpo di ballo nutrito e "fare il ballerino" era un lavoro. Coreografi come Franco Miseria si destreggiavano bene con questo stile che era veramente al massimo in quel periodo, erano i tempi di Heather Parisi per intendersi, nelle coreografie c'erano molti passi che si andavano ad apprendere negli States, passi capaci di dare una rinvigorita alle coreografie nostrane rendendole decisamente innovative.
Quindi studiare il genere televisivo era importante perchè alle audizioni veniva richiesto più di altri.

Sulla scia del funky che nel frattempo (ovviamente) era diventata anche una disciplina fitness, iniziarono ad intravedersi i primi tentativi di hip hop e anche qui il fitness ha allungato quelle lunghe mani spacciandolo per roba sua, arrivarono anche i "brevetti di istruttore hip hop" e questa sequenza di parole che inizia con "brevetti", passa per "istruttore" e finisce con "hip hop" mi fa venire decisamente i brividi. L'hip hop è uno stile di vita, è qualcosa che non può essere racchiuso in un brevetto, è qualcosa di incredibilmente intrinseco ad un'anima che percependo un testo significativo, un ritmo travolgente fa sua la musica traducendola in passi. Come cavolo può tutta questa meraviglia essere spiegata in un corso di breve durata, tenuto per lo più da gente che non ha mai ballato veramente e che non è mai stata a contatto con questa situazione?
Personalmente sono dell'idea che un professionista lo debba apprendere direttamente da chi non solo è bravo ma da chi l'hip hop lo incarna, da chi nascendo in quei luoghi come artista sia capace di farti assaporare la vera essenza e farti respirare quella pura atmosfera, insomma va assorbito da chi ne possiede il flavour. Lo scopo del post non è parlare della mia formazione ma non posso non citare il  mio primo maestro, un grande: Gus.
Guardatelo qui e ditemi se non è qualcosa di eccezionale:


Tuttavia molti ballerini e gruppi italiani lo sapevano fare e anche bene. Lo dico perchè non sembri che qui ci siano solo incapaci, vero è che ci sono molti furbi!

Nel frattempo la danza televisiva entrava in crisi, morivano i corpi di ballo e molti si avvicinavano all'hip hop perchè era innovativo e anche perchè lo si spacciava per meno tecnico rispetto alla modern dance che in quel periodo serviva pure meno visto che c'era poco lavoro. Così alla categoria dei ballerini che si destreggiavano bene tra il classico e il modern-jazz si aggiunse quella di chi praticava l'hip hop che però non aveva la possibilità di poter lavorare in un corpo di ballo come era accaduto per i colleghi e non solo perchè c'era meno lavoro ma anche perchè in Italia quel genere, a livello professionale era ed è tuttora molto ma molto poco considerato. In altri paesi, anche piuttosto vicini come ad esempio la Francia ci sono cantanti Hip Hop e RNB che hanno al loro seguito dei ballerini impegnati per video clip, concerti, serate e ospitate televisive, qui non si usa. Sicuramente qualche compagnia italiana ha reso onore a questo stile ma di certo non è bastata a far crescere l'hip hop come genere per un ballerino professionista.

Ma torniamo all'argomento che stavo trattando...

Nel frattempo artisti di fama mondiale e di grande talento hanno divulgato l'hip hop a livello commerciale che non sempre è sinonimo di bassa qualità e così non solo una coreografia su Missy Elliot o 2Pac veniva considerata hip hop ma anche qualcosa che fosse ispirato allo stile di Justin Timberlake o Jennifer Lopez, tanto per citarne un paio e rendere l'idea. Molti ballerini ovviamente lo sentivano uno stile più vicino al loro modo di ballare e insegnarlo era divertente perchè ci si poteva sbizzarrire con canzoni che piacevano un po' a tutti e con costumi che non fossero basati sui soliti pantaloni JTB oversize.

A questo punto, spesso per differenziarsi dai colleghi più fedeli all'hip hop di un certo tipo alcuni hanno iniziato a proporsi come insegnanti di videodance, per specificare che il loro stile era più simile a quello che si vedeva nei video di questi artisti che non a quello proveniente dalle strade statunitensi frequentate dagli ispano-americani.
Tuttavia, si può dire senza dubbio che il  poppin' e il lockin', elementi base della danza hip hop sono assolutamente presenti in stili come quello di Justin Timberlake (ma non solo), quindi quel particolare modo di ballare in quei video è a tutti gli effetti hip hop.
Non ha senso perciò parlare di videodance ma lo ha parlare di hip hop, di stili magari differenti, di old e new school ma sempre di hip hop si tratta.

Come al solito poi la situazione degenera, si altera, si vizia e prende una piega totalmente diversa così troppo spesso ultimamente videodance è diventato sinonimo di una danza non ben precisata e insegnata da gente senza arte nè parte o da professionisti che non si aggiornano, rimangono ancorati ai tempi andati (sempre se vi hanno fatto parte) i quali credono dall'alto della loro esperienza artistica che scimmiottare Beyoncè sia un gioco da ragazzi, è allora che giovani allieve spendono soldi per non imparare niente e per dimostrare al saggio di fine anno come sia divertente sculettare e passeggiare avanti e indietro su un palcoscenico senza un briciolo di stile.
Questa situazione, credetemi è assai diffusa.
Un costumino sfizioso, due botte di bacino a casaccio, un sorrisetto ammiccante: fatta la videodance.
E hanno pure la coscienza a posto perchè si differenziano dai loro colleghi insegnanti e coreografi hip hop.
Nei casi più tristi alcuni praticano invece una misera imitazione di quello che secondo loro sarebbe il vero hip hop ma dato che è fatto male, blando e più facile allora lo chiamano videodance e davvero non si è capito bene perchè.
Quindi Videodance=danza di serie B, un hip hop meno meno insomma.
Ebbene non è affatto così, se vogliamo usare questo termine usiamolo pure ma almeno che videodance si faccia.

Ora, per avvalorare la mia tesi, vorrei dimostrare con una selezione di filmati quanto "lo stile dei video" non sia per niente facile.
Avrei voluto scaricare i video e fare dei piccoli montaggi per usare solo le piccole parti necessarie alla dimostrazione ma ci vuole davvero troppo tempo e non ne ho, godeteveli per intero quindi se ne avete voglia o andate al cuore della situazione se volete solo verificare al volo con i vostri occhi quel che sto cercando di dire e di condividere.

Per iniziare, questa è Beyoncè nel making of del video Why don't you love me, osservate bene il coreografo!


Non è incredibilmente fantastico?
Possiamo immaginare quanto tempo e quanta dedizione ci vogliano per far proprio uno stile simile che sicuramente molti come lui hanno nel sangue ma che molti come noi con costanza, impegno, forza di volontà e tanta passione possiamo interiorizzare.

E ora il making of di Where have you been con l'interprete Rihanna e la sua coreografa Hi Hat:


Quei ballerini stanno forse dimostrando di ballicchiare alla bell'e meglio qualcosa di indefinito?
E' o non è danza perfettamente eseguita e anche molto complessa?
In questo caso c'è da aggiungere che lo stile di Rihanna ha influenze RNB e Reggae cosa da non sottovalutare poi se si vogliono usare certi pezzi perchè il genere musicale andrebbe a mio avviso un minimo rispettato e se stravolto che sia per un motivo artistico preciso e non perchè da incompetenti si è solo capaci di banalizzare.
Queste influenze sono evidenti anche in Cockiness:


Pochi passetti ben definiti capaci nella loro intensità di stupire.
A me fanno impazzire...decisamente!

Inutile dire quanto poi Justin Timberlake sia eccezionale insieme ai suoi fantastici ballerini nel video clip di My Love (e non solo). Ovviamente lo stile dei video viene riportato anche nelle coreografie degli show di questi artisti come si evince da questo live:


Ehhh...Justin ha il suo perchè!
Un gran perchè ;)

E ora veniamo ad un altro artista con la A maiuscola, ballerino (ma anche regista e coreografo) nei concerti e nei video clip di Rihanna, Beyoncè, Jennifer Lopez e molte altre star di questo calibro.
Ballerino di un 'eleganza pazzesca, semplicemente perfetto eppure... decisamente hip hop: Bryan Tanaka!


Mi lascia sempre senza parole quindi non dirò altro a riguardo, credo che anche a voi sarà bastato guardarlo e sono sicura che non riuscite ancora a chiudere la bocca!

Bene, avrei potuto postare altri mille video e citare altri nomi ma ho scelto quello che per me rappresenta il top senza sottovalutare nessuno altrettanto meritevole perchè la sintesi era necessaria.

Per concludere vorrei solo ricordare una persona, non una persona qualunque ma un artista geniale che ha realizzato video incredibilmente belli ...sebbene anche detta così sia alquanto riduttivo: Michael Jackson!
Non sono forse stati i suoi video tra i primi a far impazzire per un certo genere?

Dopo aver nominato Michael Jackson la parola videodance dovrebbe iniziare a farci abbastanza schifo!

Spero di aver umilmente chiarito un concetto fondamentale e cioè che la videodance è hip hop che viene finalmente divulgato grazie ai video e alle performance di grandi artisti quindi  non è il caso di fare distinzioni, chi fa hip hop può tranquillamente destreggiarsi tra un rap di Eminem e una sfiziosa Beyoncè col cuore in pace!
Tuttavia passi chi usa questa parola solo per spiegare meglio ai non addetti ai lavori di che si tratta ma chi la usa per ingannare o perchè non sa nemmeno cosa stia facendo, non ci piace per niente!

Ho scritto solo parole dettate dalla mia diretta esperienza come ballerina, coreografa e insegnante e dall'osservazione del lavoro di colleghi. Fare lezione con alcuni di questi artisti al top per me è stato fondamentale per apprendere non solo la tecnica ma anche questi concetti.
L'esperienza di cui parlo non è quella di una che dall'alto in basso guarda chi ne ha meno con aria di superiorità ma di una che dal basso guarda sempre in alto per andare avanti e questo comporta sempre sfide (con me stessa e mai con gli altri), fatica, momenti di sconforto ma sicuramente anche momenti di euforia e quindi di vittoria.
Ho usato video presi da youtube che indubbiamente è fonte di divulgazione preziosa ma le mie ricerche e i miei studi si basano ovviamente sulla conoscenza diretta, su una base reale di qualcosa che poi con i video si può solo approfondire.
Non voglio che adesso mi battiate le mani per questa saggia rivelazione ma...ho ritenuto fosse meglio specificare!

Allora siete pronti?
Tutti in pista con la videodance!!!

Carla Di Toro AKA Miranda (devil) Milian
 


martedì 9 aprile 2013

1, 2 e 3...Pas de bourrée!

Biancaneve baciata dal sole

Che meravigliosa giornata!
Lo so che non starò tutti i giorni così a 3000 ma quando ci sto me la voglio proprio godere.
E poi è sempre merito di come ci poniamo e se credo di essermi sempre impegnata in questo senso è anche vero che cerco continuamente nuove vie per migliorare, quindi è merito mio, il caso o roba simile c'entrano poco e allora... evviva me!
Bisogna provocare non subire.

La sala di danza era avvolta da una luce calda proveniente dalle grandi finestre che facevano filtrare un sole meraviglioso, ho ballato e preparato coreografie per ore con tutti i tipi possibili immaginabili di scarpe, anche quelle col tacco glitterate per la mia versione di Cenerentola che è fashion e scatenata, poi ballare sulle punte provoca sempre un'emozione unica quindi maestrina Biancaneve danzerà con quelle.
Attualmente non mi capita spesso di ballarci e oggi, prima di iniziare, non sapevo ancora cosa avrei combinato con quelle scarpette dannatamente affascinanti ma appena lanciata nel primo pas de bourrée mi sono sentita trasportare in quella dimensione perfetta che è davvero difficile da descrivere così il resto è venuto da sè.
A fine giornata ho toccato terra con le airforce per ballare la dancehall a ritmo RNB e ora ho un gran mal di gambe, per non parlare dei piedi ma è un male piacevolissimo.
L'ho già detto che sono un po' masochista e quindi sentire fisicamente i postumi di un'attività che mi appassiona non mi disturba.
Il fatto è che sono stata malino in questi ultimi due mesi e l'allenamento era un po' calato ma ora vediamo di tirarci su per benino!

Che cosa ho avvertito chiaramente oggi?
Di essere in armonia con l'universo.
A forza di crederci e di desiderarlo, si finisce col riuscirci!

Maestrina Ballerina

lunedì 18 marzo 2013

La bisbetica (in)domata. Prossimamente al cinema


Lo so, devo scrivere i post sul Teatro dell'Opera ma mica ho detto che li avrei sfornati tutti di seguito. Intanto stasera pensando al cortometraggio "Lei e l'altra" per cui ho fatto le coreografie che andrà in concorso al prossimo David di Donatello, mi è venuta in mente la serata dell'anteprima nazionale alla Casa del Cinema di Roma, in cui con le mie ballerine ho aperto la presentazione col balletto dal vivo.

E fin qui mi sono destreggiata con gran maestria.
Finita la performance invece ho dato prova del mio essere diva, perchè ce l'ho proprio nel dna, da quando mi atteggiavo all'Opera perchè anche se stavo tra corifee e figuranti avevo il contratto da ballerina lirica/mimo e beneficiavo perciò della paga maggiorata più contributi EMPALS (che adesso mi sbatto) in quanto mi facevano danzare.
In realtà non sapevo di essere un'atteggiona lirica ma così m'hanno detto di recente.
Invidiosoni che non sono (e non erano) altro.

Per tornare al cinema, ditemi voi che ne potevo sapere io delle anteprime, delle prime, dei fotografi e dei giornalisti. In teatro nessuno mi era mai corso dietro per una foto e per quanto abbia visto o immaginato sono stata colta alla sprovvista.

Ma come ho potuto scambiare un giornalista di una nota testata per un maniaco acchiappa minorenni?

In tuta, con una fotocamera da si e no trenta euro, dopo l'esibizione ci si fionda addosso un tale per fotografarci e per sapere i nostri nomi, io che avevo nel corpo di ballo un paio di  minorenni (era solo una ma ho calcato la mano per spaventarlo) ed essendo una maestrina responsabile, non convinta di ciò che stesse accadendo gli ho dato il cordoglio tutta la sera chiedendogli di cancellare le foto che nel frattempo era riuscito a scattarci.

Cominciai a dubitare sulla mia malafede quando notai che altri, tra cui l'autrice dei brani della colonna sonora e attori vari, si facevano tranquillamente fotografare rilasciando informazioni su informazioni. Nonostante ciò, niente, non c'era verso, insistevo a rompergli l'anima per ottenere la rimozione delle foto dalla scheda così quando lui mi rispose che non le sapeva cancellare tornai sui miei passi e anzi, mi convinsi sempre più circa la sua natura di maniaco infiltrato.
Ti pare che un giornalista non sa cancellare le immagini da una fotocamera?
Poveraccio, sicuramente non sapeva più cosa fare per scollarsi di dosso una matta vestita in simil pelle con hot pants paillettati, cappello glitterato e occhiali a forma di cuore modello Lolita.
Per convincerlo gli ho intimato che mia figlia era minorenne così lui strabuzzando gli occhi esclamò: "Ehhh...cosaaa? Tua figlia? Ma perchè quanti anni hai?"
Beh, la mia risposta fu molto vaga e sta di fatto che mi sentii molto lusingata. Decisi così di non togliere gli occhiali lolitesi e pian piano iniziai a ricredermi. Non si sa per quanto tempo sono andata avanti a scusarmi via messaggi ed ogni volta il tizio si è dimostrato gentilissimo tanto da inviarmi anche le foto.
Addirittura senza che io ne facessi parola si giustificò dicendomi che indossava la tuta perchè nel pomeriggio aveva giocato a calcetto.
Che bisbetica indomata!
Ma sarò scema?
La risposta è si.

A fine serata raccontai l'accaduto all'amica della produzione la quale mi disse: "Tranquilla, quello è un giornalista che ha mandato la Marchesa!"
La Marchesaaaa?
Cavolo è vero, quella sera il parterre era in gran parte di sangue blu e io tra attori, prìncipi, baroni e marchesi inseguita dai giornalisti facevo la preziosa!
Manco Marylin ...ma cercate di capire, dovevo ballare, guidare il gruppo in una situazione nuova e in una location a noi sconosciuta, mi sentivo responsabile delle ragazze, avevo il ginocchio infiammato, la mia prima maestra di danza era in platea insomma ero così emozionata e super indaffarata che non sapevo più nemmeno come mi chiamassi poi però l'ho letto nei titoli di coda e me lo sono ricordato!
Metteteci pure che il regista voleva l'effetto sorpresa e questo ci costrinse a rimanere in costume nascoste dietro un pannello davanti alle toilettes e lontane dalla sala. Avevo il terrore che si dimenticassero di avvisarci per tempo e di sentir quindi partire la musica a tradimento.
Sono lunghi attimi di puro panico, credetemi!

Fino a tarda notte io e le mie belle ballerine abbiamo riso sull'episodio girovagando per Roma alla ricerca del cornetto by night e di un litro di latte per la mattina dopo nei bar in chiusura.

Che meraviglia! Quella sera ho ballato davanti alla maestra che mi ha formata, con le mie figlie e parte delle mie allieve che mi cresco da quando avevano 5 o 6 anni ammazzandomi pure dalle risate per le mie performances fuori dal palco.
So' stata forte, altrochè, e menomale che ho lottato a testa alta contro tutto ciò che mi remava contro. Questo ad oggi è il premio che mi tengo stretta.

Se ripenso a quell'ex cognata, sorella di quell'ex della discordia la quale mi consigliava caldamente di lasciare la danza per cercare un lavoro "vero". Menomale che chiunque si sia permesso di mettersi tra me e la danza è stato sempre allontanato dalla mia vita, a volte a fatica ma l'importante è esserci riuscita.

Anche un episodio del genere ha in sé un gran significato per me e davvero non posso credere di aver messo le basi per tutto questo mentre mi sentivo caduta in miseria, sfigata e quindi anche un po' disperata.
Il fatto è che il lavoro duro fatto con passione e sincerità viene sempre premiato, deve essere per quello che è andata così!

Appena mi gira vi faccio piangere un po' e scriverò dunque di quel periodo, quello di Miranda genere drammatico, tanto l'ho superato e la comica resta sempre a portata di mano. Non vorrei mai che vi andassero per traverso i pop corn.

Vi voglio bene!

Ah se mi adocchiate in qualche serata mondana, legatemi e imbavagliatemi.

Miranda (devil) Milian matta da legare



sabato 9 marzo 2013

Greatest love of all

Io, secondo Eva, una mia allieva di 6 anni!

Sono agitata per lo stage col coreografo delle star che tra poco avverrà nella mia dance studio very yeah...la scuola sta a cinque minuti di macchina da casa mia, alle 5 vorrei essere lì e alle 3.20 mi stavo già vestendo.
Mannaggia sono elettrica e dato che sono pure stanchina avrei potuto riposarmi ma non riesco a rilassarmi quindi cari amici vi scrivo, così mi distraggo un po' e dato che siete molto lontani più forte vi scriverò!
Ah Ah Ah aiutooo il delirio mi assale.
Se potete, non fateci caso!

Dunque butto giù cose a caso, tanto per iniziare oggi c'è il sole, fa caldo, sembra primavera, io sono uscita col giubbetto leggero e in macchina me lo sono pure tolto, insomma una mattina fantastica.
Lo so che ora tornerà il freddo, la pioggia e che quindi la bella stagione si farà desiderare, ma intanto gli anticipi sono più che graditi e io sto finalmente molto ma molto meglio.

Mi bruciano un po' gli occhi e stasera dopo lo stage devo uscire per il live dei 2Cellos, forse dopo un'ora di hip hop sfrenato dovrò struccarmi e ritruccarmi, cosa che ho già fatto una volta oggi, il che farà peggiorare la situazione. Magari chiamo Silvio e chiedo un consiglio per i disturbi agli occhi!

Ve l'ho già detto che i bambini sono fantastici? La lezione principianti, l'ultima del venerdì e della settimana (perchè tanto per ricordarlo lavoro tutti i giorni) è pesantina perchè anche i bimbi sono stanchi ma sempre pieni di curiosità ed entusiasmo. Sono fantastici e mi arricchiscono sempre di gesti semplici, schietti e incredibilmente profondi. Hanno lo sguardo a 360°, sono capaci di cogliere ogni sfumatura di un discorso o di un fenomeno, captano subito ciò che non conoscono e anzichè fuggire vogliono approfondire. hanno una logica da far paura e sgamano ogni nostra furbata per raggirare ostacoli che non sappiamo affrontare. Sono già grandi quando nascono ma  crescendoli in questo mondo contorto fatto di inutili formalità e indottrinamenti glielo si fa scordare.
Ieri mi hanno dato l'ennesima prova di ciò e capisco sempre meno i colleghi che non amano trasmettere la loro Arte ai più piccoli, se è vero che ci vuole pazienza è anche vero che passare del tempo con loro è davvero prezioso e per quanto l'insegnante sei tu, loro sono capaci di dare a te più di quanto si creda, è uno scambio meraviglioso. Però non siamo tutti uguali e va bene così.

Ieri una piccola allieva mi ha dedicato pure un ritratto, che voglio di più?

Ora vado a riconsiderare gli outfit che ho improvvisato sul letto e a cercare il collirio per stasera.
Grazie per la compagnia, mi sento coccolata e... amata e ...considerata...vabbè mi sto allargando comunque sempre grazie per seguire i miei deliri.
Come premio vi dedico questo splendore, una voce unica capace di creare magia e suscitare sensazoni incredibili che qui ben esprime la meraviglia che sono i bambini.

Greatest love of all- Whitney Houston


Miranda (devil) Milian

martedì 5 marzo 2013

Maestrina Ballerina tutti i giorni ...e pure di mattina!





Bisogna considerare perduto ogni giorno nel quale non si abbia ballato almeno una volta.
(F. Nietzsche)

Eccomi di nuovo qui col post randomico-fricantò tipico di quando ho avuto troppo da fare per trovare il tempo di scrivere e di quando vorrei dire tante cose ma non so da dove cominciare allora la butto in caciara per (ri)rompere il ghiaccio.

Dunque, inizialmente vorrei chiarire una cosa: io lavoro TUTTI i giorni. Non si è capito perchè una scuola di danza dovrebbe lavorare solo un paio di volte alla settimana o forse tre e non si è capito perchè TUTTI, o quasi, si stupiscono del fatto che insegno TUTTI i giorni.
Gli stupiti: "Ma quando ci sei se volessi passare a trovarti a danza?"
Io: "Sono lì tutti i pomeriggi!"
Loro: "EHH???? TUTTI i pomeriggi?"
Sempre loro in alternativa: "AHH ...tutti i giorni???"
L'espressione è come a dire "Però! Allora lavori (quasi) per davvero!"
Ma se sapete che ci sono corsi propedeutici, principianti, intermedi, avanzati e professionali di tre stili di danza diversi mi spiegate come cavolo farei secondo voi a incastrarli tutti insieme in un paio di volte? Vediamo, mentre una fa i piquè sulle punte, intanto una piccolina è a terra a fare su e giù con i piedini, alla sua destra c'è una che si dimena con l'hip hop mentre a sinistra un'altra svolazza su una ballata di Beyoncè.
Io mi immagino su di un podio con la bacchetta a dirigere il tutto in piena confusione travolta da capogiri di forte intensità.
Oppure in effetti potrei aumentare il numero di ore al giorno per lavorare solo due volte a settimana ma ammettiamo pure che si potesse fare una cialtroneria del genere, la sera sarei il doppio morta di come sono abitualmente e amen, tanto a loro che gli frega, io so' quella che si diverte!
Si perchè è vero che fare un lavoro che piace è bellissimo come è vero che questa occupazione ha diversi aspetti che divertono, ma insegnanti e coreografi non sono proprio come degli animatori e alla domanda: "ma tu di mattina non lavori?" La risposta è "SI!" La mattina lavoro anche cinque ore per elaborare lezioni e coreografie e il fatto che non esco alle 7.30 per recarmi in un angusto luogo non significa che non combino niente.
Scusate lo sfogo, ma è da quando ho otto anni che mi sacrifico: studiare sui mezzi pubblici, niente gite, niente settimane bianche, pochissime feste, me la sarò guadagnata quell'oretta in più che dormo la mattina?

Poi, rimanendo in ambito, è capitato che qualcuno mi incontri al centro commerciale o al supermercato e mi dica: "Che strano vederti qui, tu che balli sempre!"
Beh, vi dò una notizia: le ballerine comprano vestiti, borse, scarpe e pure il cibo che poi cucinano e -zac- mangiano pure!
Però non voglio essere cattiva ora, e forse questa cosa mi piace. E' bello che ti considerino un essere etereo che quasi sfugge ai volgari limiti terreni. Del resto le ballerine sono una categoria a parte, ci sono le donne e poi ci sono le ballerine. Questo l'ho capito l'altro giorno mentre mi facevo scattare delle foto sulle punte a Villa Borghese. C'erano due signorotti carucci carucci seduti a chiacchierare su di una panchina, sembravano quei simpatici pensionati da vignetta, a un certo punto uno di loro mi guarda e trasalendo esclama: "Ma non posso crederci! Proprio adesso raccontavo al mio amico di quando anni fa conobbi una ballerina, mi giro e...ne vedo una!"
Beh, che carino!

Che altro dire, il febbraio tragico è terminato e marzo è iniziato decisamente meglio, non sono il tipo che si piange addosso ma in quel mese malandrino somatizzo sempre qualcosa e faccio una fatica insormontabile ad andare avanti, così mi capita di aspettarne la fine quasi con lo spumante in mano pronta a stappare alla mezzanotte del 28 per accogliere il marzo salvatore tra urla e lacrime di gioia.

Sabato prossimo ho lo stage importante col coreografo delle star che viene in esclusiva per la mia scuola, così -udite udite- lavorerò anche di sabato e poi la sera andrò a sentire (e vedere) live due violoncellisti da paura che aspetto con trepidazione da quando ho visto un video dove suonano Smooth criminal di Michael Jackson strapazzando i loro meravigliosi strumenti con gran maestria. E pensare che volevo buttare quella rivista, poi ho deciso di sfogliarla così sono venuta a conoscenza del loro concerto a Roma, pure vicino casa mia, al Circolo degli Artisti. Visto il posto posso vestirmi fricchettona style, decisamente comoda quindi e pronta per l'assalto sul palco soprattutto alla prima nota di Smooth.
Eh Eh Eh! No dai, scherzo, mi comporterò come si conviene però sappiate che non sto nella pelle!

Ah, nel frattempo tra una svolazzata e l'altra, rigorosamente quotidiane, mia figlia si è laureata con 110 e lode e io mi sono divertita a confezionare bomboniere a forma di tocco! Così lontana da battesimi, comunioni e matrimoni finalmente mi sono dilettata in questa spassosa arte manuale!

Vi lascio con Luka Sulic e Stjepan Hauser belli integri prima dell'assalto...




Miranda (devil) Milian


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