Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

Image Slider

Visualizzazione post con etichetta il favoloso mondo di Amelie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta il favoloso mondo di Amelie. Mostra tutti i post
domenica 9 febbraio 2014

Keep calm and besciamella


Scrivere su un blog è proprio come tenere un diario.
Ogni tanto rileggo ciò che ho scritto tempo fa e mi accorgo di quanto ci si possa evolvere e anche in fretta, ci sono cose in effetti, che oggi sento in maniera decisamente diversa. Ad esempio prima mi arrabbiavo con chi mi faceva del male, avevo voglia di imprecare, di essere cattiva con chi a mio giudizio meritava tale trattamento, ora non più, il giudizio l'ho pian piano lasciato andare, ossia a volte ci riesco altre volte meno, cerco di metterlo in pratica solo per gioco soprattutto per non abbandonare la mia ironia senza la quale nella maggior parte dei casi non riuscirei ad esprimermi. A pensarci bene sono stata coerente eppure dico sempre di non essere capace a progettare nulla perchè le cose mi vengono spontanee senza pensarci troppo, invece ho perseguito l'obiettivo. Quando mi comportavo così ero irascibile, mi identificavo con il problema e con la rabbia che esso provocava in me, scrivevo anche di quanto questo atteggiamento fosse sbagliato: io non ero la rabbia che provavo e identificarmi con essa non faceva che alimentare il disagio. Ho provato con fatica ad abbandonarla e in effetti la mia condizione è andata migliorando se non all'istante, quasi. Certo per risolvere i problemi ci vuole tempo ma viverli con distacco è senza dubbio un buon inizio.

Era il progetto Amèlie!
Quel film mi delizia sempre e sarei capace di vederlo altre migliaia di volte tanto mi mette il buonumore. Lei così buona, serena e dedita agli altri, capace di attirare a sè l'amore che merita solo perchè ne dà senza riserve e senza aspettative. Ok è un personaggio e forse l'ho idealizzato troppo ma mi piace tanto e poi sono una sognatrice creativa, condizione che mi salva spesso e volentieri dalle intemperie della vita.
Bisognerebbe sognare tutti e di più.
Chi osa nei sogni a mio avviso si allena ad osare nella vita reale e poi per quanto mi riguarda, spesso sento che le due vite si compenetrano fino a confondersi e alla fine forse tutta questa differenza non c'è o comunque non è così marcata.

Ci sono momenti in cui nonostante le preoccupazioni e i problemi assalgano la mia mente mi ritrovo a sorridere immersa in uno stato di estrema serenità, in quei momenti, strano a dirsi, mi sento felice e forse è proprio in quegli istanti che percepisco che la felicità è un mezzo e non un fine.

Ieri per un istante ho provato questa sensazione e ho pensato a tutto questo mentre con fare maniacale rimestavo la besciamella, si, mi sono sentita come Amèlie quando prova soddisfazione infilando la mano nel sacco delle lenticchie, era una cosa che non capivo eppure mescolare e far cadere quella crema bianca dal cucchiaio al tegamino mi ha collocata in una dimensione diversa, strana, piacevole...datemi pure della pazza, non sarete i primi e nemmeno gli ultimi... spero!


Ora mi è venuta voglia di preparare un budino, forse solo per sentirmi appagata nell'osservare la consistenza del cioccolato fuso che cola dal cucchiaio al tegamino ripetutamente. Non mi piace la cucina e credo proprio si possa dire non rientrerà mai nei miei interessi ma ripensando anche a quando preparai un'ottima crema pasticcera andando perfettamente a tempo con il violino di Jean Luc Ponty...beh devo iniziare a pensare che è un'attività con degli aspetti positivi che non avevo mai preso in considerazione.

Sento a questo punto che devo tranquillizzarvi e forse anche tranquillizzarMi: la soddisfazione che provo comprando una borsa o un paio di scarpe difficilmente verrà abbattuta dalla besciamella o dal cioccolato, possono convivere entrambe dentro me e andare anche molto ma molto d'accordo!

Per concludere vi lascio al violino di Ponty ottimo per preparare creme sublimi, lui somiglia un po' a Chuck Norris ma non ci fate caso, aprite le orecchie e soprattutto l'anima...



Fantastico vero?
Sebbene abbia parecchio da trafficare con il mio fashion blog Maestrina Style, voglio tornare presto qui...aspettatemiii ciaoooo!



giovedì 21 novembre 2013

Pesciolini rossi e risotto all'iPod: Miranda in cucina!

Scopri l'oggetto misterioso!

Buongiorno!
Innanzitutto non ho parole per ringraziarvi, "uff... ancora!", direte voi, eh si "ancora" dico io e quindi vi ri-ringrazio per avermi seguita con tanto entusiasmo nei miei deliri post rifacimento grafico blogghereccio.
E poi si sa, vado a fasi e questa deve essere senz'altro la fase dei ringraziamenti!
Vi ricordate quella del progetto Amèlie?
Ah Ah Ah!...poveri voi, presto rivedrò quel film e allora ripartirò alla grande.

Ripassino del progetto Amèlie.












(Consiste nell'impegnarsi a vivere investendosi della missione di dedicarsi agli altri come a sé stessi coltivando tanto amore sincero e universale per raccogliere poi i frutti che inevitabilmente questo modus vivendi regala).
Ringraziandovi quindi non sono poi così fuori tema, infatti a proposito di quel progetto sto scoprendo che è davvero bello riconoscere la gratitudine e vorrei consigliare di nuovo a tutti quelli che se ne fregano o che adottano la tecnica del "non dare se non ricevi" oppure della lamentela "chi dà troppo non ottiene nulla" che non stanno proprio sul binario giusto.
Come già dissi tempo fa: chi dà riceve, è matematico, solo che non è detto che si riceva laddove si guarda ostinatamente con la visuale limitata, quella visuale ottusa che tutti abbiamo se non usiamo un po' di olio di gomito per spannare lo specchio delle illusioni.
Ammazza che metafora!
Il fatto è che bisognerebbe lasciarsi andare e abbandonare ogni aspettativa perché è lì che si inizia a ricevere.
Almeno la mia esperienza mi insegna questo. Poi, chi vivrà vedrà...

Disavventure subacquee.








Procediamo allora col fricantò randomico di ormai metà settimana e a tal proposito vi racconto la mia disavventura dell'altro ieri. Si lo so, c'è di peggio, non mi fate il sermone ma per me è stato un duro colpo. Avete presente quando al Luna Park si vince il pesciolino rosso e povera creatura te lo danno dentro una bustina piena d'acqua? Ecco, quella bustina era la tasca della mia borsa e il pesciolino era il mio iPod touch nuovo di zecca in compagnia del mio smartphone.
Bella roba eh!
Quando incredula li ho presi in mano colavano acqua tipo rubinetto dai buchi delle cuffie e io ero tra il disperato, lo scioccato e il vabbè dai non sarà nulla.
Nulla il cavolo: iPod andato e cellulare con fotocamera annacquata, ne ho ricavato un suggestivo effetto nebbia per le foto che avrei fatto d'ora in avanti, e dico avrei perché non potendo sopportare ciò, ovviamente ho provveduto al riacquisto di tali accessori soprattutto perché senza iPod al lavoro sono persa.
Tuttavia quello andato è in sala rianimazione e a proposito ora vi chiedo per la prima volta di non ridere: pare che vada messo in un sacchetto pieno di riso il quale dovrebbe assorbire l'umidità, così ci sto provando.
Che vergogna! Non posso credere che ve lo sto dicendo e aggiungo pure che ci deve stare almeno una settimana ma data la mia smania, ogni tanto vado a controllare e constato tristemente l'assenza totale di segni vitali. Spero vivamente si riprenda anche perché a casa avevo solo il carnaroli che è una qualità di riso tra le più care quindi forse funziona meglio...forse. Male che vada ho un sacchetto di riso pronto per il prossimo matrimonio da regalare a qualcuno perché grazie al cielo non mi capita mai di dover assistere a tali cerimonie dove devi andare ad annoiarti mentre aspetti che gli sposi finiscano di farsi fare le foto di cui poi non importerà niente a nessuno e che diventeranno motivo di disertazioni ad inviti a cene durante le quali si rischia di assistere allo sfoglio del terribile album dopodiché si mangia per 6/7 ore consecutive per giunta in ridicoli abiti da cerimonia che già erano ridicoli prima e da quando c'è Real time lo sono ancora di più.
E dopo questa parentesi senza virgole e quindi senza fiato tiriamo le somme e passiamo alla morale del racconto: come al solito mi uso per sperimentazioni comportamentali, quindi ho approfittato di questo guaio per testare i miei livelli di nevroticità e devo dire che mi sono meravigliata, il top è stato che di notte c'ho pure dormito sopra...e senza assumere le solite gocce!
Non invitatemi ai matrimoni per favore sennò nelle gocce dovrò farci il bagno con l'idromassaggio.
PS: scusate se quel pesce rosso animato la fa venire la nevrosi, in questo caso le gocce passiflora, biancospino e valeriana possono aiutare.


Sfinimento da genio in cucina.

Ultimamente non ho molta fantasia in cucina e questo è dovuto al fatto che in questo periodo, devo dire iniziato da un bel po', sono un po' confusa, ho troppe cose in testa e rifletto troppo sulla vita e le sue evoluzioni così vago nel mio favoloso mondo parallelo fatto di riflessioni, ispirazioni, scoperte, sogni realizzati e ancora under construction dove non c'è molto spazio per pasticciare tra i fornelli.
Durante lo scorso week-end però mi ha preso una strana frenesia e ho cucinato tante cose fantastiche che mi hanno aiutata a credere ancora nella chef che è in me, insomma se ogni tanto torna a trovarmi sono contenta. Cucino volentieri solo con la mia musica preferita in cuffia e questo ha fatto andar giù la batteria dell'iPod, così avendo impegnato tutto il mio talento in cucina ho dimenticato di ricaricarlo e durante l'ultima lezione del lunedì si è spento. Povere bimbe! Quasi tutta la lezione di classico con la maestrina che contava a cappella e questo non sarebbe stato niente se non avesse anche approfittato per rispiegare quali tempi musicali si usano per i vari esercizi dopo essersi stremata contando il 3/4 dei rond de jamb à terre. Insomma, da questo buio è iniziato il triste e prematuro declino del mio iPod, declino che l'ha visto passare dall'acqua al riso in men che non si dica.
In cucina mi sono stancata da matti e ho concluso che quell'insegnante di danza, mia conoscente, che ha smesso di ballare per via del mal di gambe e ha aperto un ristorante non deve aver fatto un bell'affare.

Bene, il fricantò è giunto al termine, con la coscienza a posto vado in cucina che oggi ho il pesto fatto da mamma che mi ha preparato quando sono andata da lei a prendere i gentili omaggi: iPod e telefonino nuovi.
Santa Mamma da Treviso!

Buon pranzo!
 
lunedì 4 novembre 2013

Peppa Pig e altri guai esistenziali


Ho una nostalgia pazzesca dei post randomici del lunedì, quelli che io chiamo "fricantò".
Che ne è stato della mia spontaneità e dell'assenza totale di vergogna nello sciorinare cose all'apparenza inutili ma che nascondono dei concetti profondi di vita vissuta e magari ancora da vivere?
Ebbene, diamoci sotto.

Sogni.
Dunque, che io faccia dei sogni strani ma strani forte è cosa nota, che Freud dopo avermi sottoposta ad una prima seduta avrebbe deciso di aprire un agriturismo pure, ma quello di stanotte si è conquistato un posto decisamente alto nella classifica della mia attività onirica. Insomma, ero in una palestra, precisamente in sala pesi a trafficare con dei macchinari cui sono davvero poco avvezza mentre in cuffia ascoltavo le storielle di...Peppa Pig!
Si, Peppa Pig.
Allucinante! Che poi da quando le figlie sono cresciute non ci capisco niente di questi nuovi personaggi, io sono rimasta alle Winxs e semmai alla Pimpa e di Peppa Pig vedo solo tre miliardi di oggetti nei negozi: astucci, zainetti e cacchiate varie mentre ho notato che Hello Kitty è sparito dalla circolazione soppiantato da questa stramba maialina...uhm...è una maialina? Ma qui allora penso che Freud si sarebbe lasciato andare a divertenti analisi...altroché...forse avrebbe rimandato il progetto riguardante l'agriturismo!

Fusa per il fuso orario.
Purtroppo subisco ancora l'effetto del jet leg, per motivi vari soffro d'insonnia e se per caso mi addormento, poi succede che subisco l'onta dei risvegli notturni, mi impasticco di melatonina la sera e di altra roba che di giorno non mi faccia essere preda del nervosismo dovuto alla mancanza di sonno, sono una casinara e sto benedetto mondo uniformato mi sta sempre più stretto...questo devo dire aiuta la mia testa a progettare sempre strategie per trovare ancora più facilmente la strada per il paese delle meraviglie che sarebbe quella dimensione dove io mi sento felice e a mio agio.
Come vedete il tema delle favole non mi abbandona ma non vi strazierò ulteriormente con la mia immedesimazione in Biancaneve, esplorerò nuovi personaggi, ovviamente rivisti e corretti come la mia Biancaneve assassina che ho amato tanto.
Ah, giuro che questi deliri non sono l'effetto di droghe, no, non mi drogo, non potrei mai, le sostanze che produco naturalmente bastano e avanzano e poi...ce l'ho aggratis, almeno quelle ;)

Ponte scassapalle.
Che altro dire di fortemente inutile? Che è appena passato un week end con annesso ponte, di quelli che mi mettono l'angoscia al solo pensiero ma sono contenta di averlo passato al meglio delle mie possibilità e cioè vivendo un susseguirsi di sensazioni che mi hanno presa, fatta volare libera nel paese delle meraviglie, poi sbattuta giù nei meandri del sentirsi perse per poi ridonarmi le ali per volare, insomma la diagnosi è chiara: schizofrenia acuta!

Abbasso il Natale, specie se prematuramente annunciato.
Ora mi viene incontro a grandi passi il prossimo ostacolo da superare: il periodo di quelle cavolo di festività natalizie. Dire che lo odio e lo temo è dire poco e questo è un bel guaio perché non amo che qualcosa abbia un potere su di me, di solito domino gli eventi ma in questo periodo sono vulnerabile quindi devo mettermi subito all'opera per sfangarla anche stavolta. L'altro giorno alla Coin ho visto ben due alberi di Natale addobbati e nei supermercati fanno capolino i primi panettoni, ben lontani per fortuna dal reparto rasoi e lamette sennò la tentazione di tagliarmi le vene trovava fin troppo facilmente il naturale appagamento...c'è da dire che le cose che mi mettono tristezza aumentano a dismisura e davvero non riesco a capire come la maggior parte delle persone si crogioli godendo tra tanta mestizia. Spesso queste persone sono quelle che decantano la bellezza delle gioie semplici...mah...mi sa che io sono allora troppo complicata e credo che di semplice non ci sia proprio niente al mondo anche se quando con tanta fatica e lavoro su sé stessi ti sei guadagnata quello che volevi e che ti fa stare bene, si, è vero, in quei momenti tutto appare davvero semplice...molto semplice.

"Amélie sente di essere in totale armonia con sè stessa.
In quell'istante tutto è perfetto.
La mitezza del giorno, quel profumo nell'aria, il rumore tranquillo della città.
Inspira profondamente e la vita le appare semplice e limpida".
(Il Favoloso Mondo di Amelie)
Conclusione personale: la semplicità è una bella cosa ma per arrivarci la strada è complicata, soffrire per soffrire non è meglio farlo avendo come fine un livello più alto nella sfera esistenziale? Allora forse non è nemmeno sofferenza se il suo scopo è liberarti, la sofferenza vera è quella in cui le persone rimangono incartate nelle proprie illusioni desiderando ciò che non andrebbe desiderato, che non otterranno mai e che forse nemmeno esiste.

Miranda (devil) Milian

lunedì 22 aprile 2013

Valzer d'Amelie


Bene, eccomi qui.
Vi sono mancata?
Beh non per vantarmi ma ad una persona credo proprio di si. Il fatto è che mi sto impegnando seriamente al fine di sperimentare una felicità assoluta che non dipenda da niente e da nessuno (una roba pressochè assurda ma auspicabile e soprattutto mi intriga) quindi questa persona mi perdonerà se non scrivendo per qualche giorno ho voluto che provasse un senso di felicità che non dipendesse dai miei post!
Angela, l'ho fatto per te.




Tuttavia ieri in tarda serata ho provato a scrivere ben tre post ma ero troppo stranita e confusa per via della SPM (sindrome strazio pre mestruale) quindi non ho pubblicato niente perchè pur avendo espresso aurei pensieri non mi sentivo pronta a condividerli alla faccia della spontaneità che credevo mi contraddistinguesse.

Mi sentivo proprio a pezzi quindi ho assunto il "minerale dei miracoli" vale a dire il magnesio supremo che mi serve per alleviare lo stress psico-fisico, in più ho letto in un articolo che avrebbe donato un effetto istantaneo nel combattere la SPM.
Certo che faccio le scoperte dell'acqua calda, da che mondo è mondo 'sta cosa si sa, ma credendo di avere i super poteri non assumo mai integratori e comunque è proprio in acqua calda che va sciolto: un'esperienza traumatizzante.
A conferma della sua validità però stamattina mi sono svegliata con un senso di leggerezza, le note del valzer d'Amelie in testa e quella sua espressione (di Amelie) tanto buona e serena quanto appagata, questa per intenderci che già pubblicai vista la mia adorazione per il personaggio. Solo che invece di avere accanto un tipo innamorato perso di me che rimane incantato a bocca aperta ogni volta che gli passo davanti ero abbarbicata ad un cuscino e al lenzuolo con le ballerine di Degas disegnate, quello morbidissimo che mi piace trastullare. Come si dice, meglio che un dito in un occhio! Ma sono talmente maldestra in questo periodo che ho rischiato anche quello.
Ho pensato che sarebbe stato bello recarmi in un mercato per infilare la mano in un sacco di legumi ma non sapendo dove poter praticare questa piacevole attività e avendo altro da fare ho scacciato via questo pensiero.
Ora che ci penso sotto casa mia c'è un piccolo mercato e c'è pure un signorotto che ha proprio un banco di legumi, quel signorotto che fa molta tenerezza a mia figlia tanto che vorrebbe sempre comprargli qualcosa anche se non serve. Una volta l'ho visto bere super alcoolici di mattina in canottiera intima in piena estate e inveire contro una che con la macchina era passata sfrecciando tra i banchi. Beh aveva ragione ma gliene ha dette certe da far impallidire er monnezza, quindi non so se mi fa tenerezza e poi il mercato di Amelie è più romantico, il mio non regge il confronto.

La felicità assoluta che non dipende da niente e da nessuno.
Magari eh!
Io ci credo che deve essere così e l'impegno ce lo metto ma non è enough (scusate ma adoro questa parola e cercavo un pretesto per usarla) per esempio ci sono un sacco di cose da cui dipendo.

Quelle frivole:
-i capelli lisci
-le borse
-le scarpe
-i leggings
-il gel sulle unghie
-i bikini nuovi ad ogni stagione
-la ceretta

Quelle profonde:
-alcuni libri
-il silenzio (che raramente mi circonda)
-la danza (ma è il mio lavoro e forse non conta)
-varie ed eventuali che non sto a dire.

Sono inoltre ostacolata dalle mie ossessioni maniacali pertanto ho bisogno, o meglio mi illudo di aver bisogno di un certo "ordine" per stare bene.
Vi porto un esempio citando parte di un pensiero che mi colpì, non ricordo di chi fosse, mi pare di una coreografa che non conosco, diceva che tutte le cose belle spettinano: fare l'amore spettina, ballare spettina, togliersi i vestiti spettina, volare spettina, tuffarsi in mare spettina, baciare una persona appassionatamente spettina.
La ragazza che citò questo pensiero aggiunse il suo, attraverso il quale espresse una certa determinazione a voler vivere spettinata.
Rimasi colpita perchè in un istante mi sono osservata e ho visto una maniaca del pettine. Io amo essere pettinata e mi sembra di odiare tutto ciò che destabilizza questa condizione, mi sistemo addirittura i capelli prima di addormentarmi. Riflettendoci bene mi sono accorta che invece è nei momenti in cui sono spettinata, ecco ...è proprio in quei momenti che mi sento veramente libera e felice.
Sarà una cretinata ma questa metafora tricologica mi ha fatto pensare e io amo riflettere partendo da ogni spunto, dal più banale a quello più elevato.

Si usa citare il mantra del giorno, io propongo la sfida del giorno.
Ecco la mia: cercare di non dipendere da un pettine.
Sono anche sfacciatamente fortunata perchè piove, c'è vento e devo ballare due ore in più del solito col mio ballerino preferito e si tratta pure di una coreografia piuttosto scatenata.
Non prometto niente perchè ho i capelli che difficilmente si scompongono ma giuro che impegnerò tutte le mie forze per sentirmi a mio agio anche con qualche ciuffo per aria.
Poi passerò al prossimo livello: essere fashionista ma felice.

Buon lunedì col valzer d'Amelie


Miranda (devil) Milian




mercoledì 16 gennaio 2013

Progetto Amèlie, il via alla sperimentazione


Sto attraversando una fase molto particolare e pensavo... ma quante se ne passano di fasi eh?!

Io ne ho passate, uh se ne ho passate, a volerle raccontare tutte, altro che blog dovrei scrivere.
Tranquilli non le racconterò e se un giorno dovessi farlo, insomma ...è il blog del buonumore, mi firmo Miranda incurante di quanto la mia stravaganza rasenti il comico, non mi dilungherò certo in tragedie greche, sebbene abbiano il loro fascino.

Come immagino sappiate, ultimamente ho subìto un bel po' di attacchi e inevitabilmente sono stata parecchio agitata. Ebbene, ora sto beneficiando del distacco che ho provocato tra me e le faccende/persone negative che mi giravano fin troppo attorno e sono davvero delle belle sensazioni quelle che sto provando.
Inoltre inizio a sentirmi come Amèlie Poulain, cioè tanto buona che alla fine tutto quel buono le si ritorce contro regalandole amore e altre cose belle.

Intendiamoci, io sono sempre sorridente e allegra ma anche un po' acidella e spocchiosetta mentre il progetto Amèlie prevede che sorriso e allegria si abbinino piuttosto a dolcezza e bontà, sempre (o quasi) e comunque. Molti mi dicono che sono buona e dolce ma...onestamente il dolce non capisco dove lo vedano, ma se lo vedono dovrà pur esserci da qualche parte, quindi ci voglio credere, il fatto è che lo vorrei vedere pure io. Il progetto Amèlie serve anche a questo scopo e in realtà è un po' più complesso perciò non mancherò di approfondire. Tuttavia posso già dirvi che di recente mi viene proprio spontaneo stamparmi in faccia quel sorriso alla Amèlie, quello di quando ha il cucchiaio in mano per capirci, cliccate qui se non ve lo ricordate, per poi regalarlo a tutti ma proprio tutti (il sorriso non il cucchiaio) e pensate che mi esce spontaneo pure quando mi raccontano delle malelingue su di me.
E si che sorrido, tanto c'ho ragione io!

Ma ci sarà pur qualcosa che non mi piace di questa francesina? Dunque...in effetti non amo le sue scarpe e nemmeno la gonnellona lunga, addosso a lei stanno d'incanto ma io non mi ci vedo, vorrei se possibile mantenere gli adorati leggings e le scarpe un po' più cool, mi riuscirebbe meglio il gironzolare sorridendo per la città. A proposito di look, in questi giorni in cui mi sento così angioletto etereo e sentimentale ho avuto modo di notare quanto essere così sia certamente appagante ma che ci crediate o no, è ancora più appagante se nel contempo si mantiene un certo entusiasmo per la scelta degli outfit dimostrando sempre e comunque dedizione per vestiti, scarpe e borse. Sempre sorridendo s'intende e manifestando gratitudine nei confronti del guardaroba, evitando la solita lamentela del "non ho niente da mettermi" perchè se i cassetti straripano qualcosa da indossare deve pur esserci. Piuttosto è vero che con la serenità nel cuore e il sorriso sulle labbra si compra con maggior attenzione, così ciò che entra a far parte del nostro guardaroba è davvero ciò che ci piace e di cui abbiamo bisogno. Inoltre sarà più facile decidere cosa indossare mentre si è in pace con sè stesse, pace questa da non confondere con quella dei sensi, che invece vanno tenuti belli svegli e piuttosto in subbuglio. Sennò...come dire....ci siamo capite.

In conclusione...




















... ecco, cercherò di evitare il vaso! 

Buona notte e sappiate che forse...parlerò ancora di Amèlie, al di là del progetto che porta il suo nome :)

Miranda (devil angel) Milian

mercoledì 2 gennaio 2013

Voglio essere Amélie Poulain


Mi manca scrivere e sfogarmi sul blog.
Fosse per me lo farei tutti i giorni.
"Fosse per me". Che stupidaggine! E per chi dovrebbe essere se sono io a scrivere?
Il fatto è che quando prenderei a sberle qualcuno la mia vena ironica va a farsi un giro non autorizzato e senza di lei non riesco proprio ad esprimermi.
Ora cercherò di dipanare la nebbia dovuta a questo stato d'animo e di raccontarvi qualcosa, prima che mi arrivino i cazziatoni amichevoli (ma non troppo) delle persone che mi usano (affettuosamente) come giullare di corte.
Per non sbagliare mi butterò su quel che in gergo si chiama post randomico e che io chiamo fricantò.
Dunque iniziamo.
Ah si, è iniziato il 2013!
E chi se lo aspettava?
No, no...non per la storia dei Maya, era solo una battuta scema.





Personalmente non ho mai troppo da recriminare sull'anno passato nè da chiedere a quello nuovo, sono di norma piuttosto soddisfatta. Ovvio, ci sono alti e bassi, situazioni brutte e trasformazioni positive, a volte queste ultime tardano ad arrivare allora mi preoccupo ma non smetto mai di nuotare vigorosamente contro corrente, l'importante è non essere dei falliti, perchè quello si che sarebbe un guaio.
Per abitudine dò sempre maggior peso alle cose belle affinchè illuminino quelle brutte, così facendo, il male della vita si prende una bella fregatura e perde un pochino i suoi poteri nei miei confronti.
Certo che a pensarci bene in questi ultimi tempi sono stata attaccata parecchio, e che ad attaccarmi siano state persone malvagie è comprensibile ma che lo abbiano fatto anche persone che credevo amiche benevole è stato un duro colpo.
Offesa e calpestata perchè ciò che ho fatto di bene non è stato apprezzato a discapito di aspettative che non erano affatto dovute. Sapete, non è stato per niente gradevole e anzi, mi ha urtato di brutto.
"Dare è anche un po' ricevere". Balle!
Ho già scritto qualcosa a riguardo e che le persone si approfittino di questo non mi piace per niente e se dare vuol dire ricevere bastonate è un'ingiustizia e basta.

Ieri sera ho rivisto il mio film preferito in assoluto "Le fabuleux destin d'Amélie Poulain" tradotto in "Il favoloso mondo di Amélie". Questa graziosa ragazza era destinata a rendere felice il prossimo compiendo gesti incredibilmente compassionevoli dettati dal cuore e rimanendo delicatamente nascosta nell'osservarne le bellissime conseguenze. Ciò rendeva certamente il suo mondo migliore.
Al termine di questo film mi capita sempre di voler essere come Amélie, inizio così ad escogitare piani cercando di capire come poter iniziare quest'attività di sorridente, silenziosa e serena benefattrice.
E già ci sarebbe da ridire perchè per quanto riguarda il "sorridente" ci siamo, per il "serena" mi posso impegnare, ma "silenziosa"...non ce la posso proprio fare!
Tutto sommato però potrei rimanere delusa, perchè quello è solo un film, del resto mi è capitato tante volte di essere buona con chi anzichè far tesoro dei miei gesti poi, mi ha solo dato addosso. Chissà, forse ho sbagliato qualcosa e comunque credo che avere lo stesso taglio di capelli di Amélie non basti.
Certo che no!
Non entro nel dettaglio ma veramente nel caso cui ho accennato prima ho dato davvero tanto ed il risultato è stato che ci si aspettava di più, come se non mi fossi spremuta fino all'inverosimile. Il fatto è che le persone che accettano il bene e sanno goderne nella giusta misura sono rare. Non parliamo di quanto siano rare quelle che sanno anche dimostrare un po' di gratitudine, malheureusement sono sempre di più quelle che si adagiano sulla tua generosità iniziando a pretendere. Magari inconsapevolmente e senza cattiveria, ma il risultato non cambia, quindi metto inconsapevoli e cattivi alla stessa stregua.
Ecco, forse nel 2013 mi aspetto di diventare più solerte nel capire di che pasta siano fatte certe persone, eviterò così di cadere nelle loro trappole, che poi non sono mai loro ma proprie, cioè mie. Eh si, perchè di avvisaglie ne avevo avute ma mi sono fidata, sperando in una crescita che non è avvenuta.
Diciamo che è un mio fallimento, lo ammetto. Spesso sono capace di prevedere gli sviluppi di una mia azione, altre volte accecata, pur capendo che potrei cadere e farmi male, imprudente mi butto.
E così è stato.
Amen!

Che altro potrei dirvi? Che mi manca molto il teatro per esempio. L'altra sera sono andata all'Opera a vedere il balletto e come al solito guardandomi intorno ho pensato che era bello quando potevo vedere quella meraviglia tutti i giorni, poi mi hanno sommersa di frasi gentili e complimenti che mi hanno commossa e avrei voluto abbracciare tutti ma proprio tutti, anche il direttore d'orchestra che mi ha fatto un sorriso galante e che forse aveva la bacchetta magica. Comunque, quando lo frequentavo (il teatro, non il direttore d'orchestra ;)  potevo constatare che anche lì ci stavano i cattivi, come quella tipa invidiosa che andava in giro a dire bugie tipo che avevo la cellulite.
Vorrei tanto rivederla per poterle regalare un barattolo di Somatoline e dirle: "Tieni nasona, spalmatela sul cervello"!
Ma ora non vorrei si sprogrammasse la modalità Amèlie sulla quale sono impostata da ieri sera, era tanto per dire che anche in un posto magico e meraviglioso ci sono le magagne e quella era pure all'acqua di rose. La mia fortuna non è stare o meno in un posto, ma averne goduto e poterne assaporare ancora l'essenza con la giusta dose di sensibilità. E questo è grandioso.
Beh, a questo punto ho partorito pensieri talmente poetici che faticherò a firmarmi Miranda, ma ormai se devo giocare alla scrittrice con tanto di pseudonimo lo farò fino in fondo. Del resto se Miranda era acida e stronzetta, lo era solo per trasmettere al meglio la disciplina e per infondere una dedizione assoluta per il lavoro, il tutto con lo scopo di creare persone di successo. Vabbè, è vero, era un tantinello esagerata e alla fine la sua adepta si licenzia pure per correre dal suo amore, ma non senza averle riservato un ultimo sguardo attento, quasi affettuoso e sicuramente pieno di gratitudine.
Stasera mi sa che rivedrò "Il diavolo veste Prada", così tra Serendipity, Amélie e le gesta di Miranda ho fatto l'en plein dei miei filmetti smielati da femminuccia e posso finire le vacanze contenta.
A proposito di vacanze, non ho ancora fatto i compiti e mi ritrovo all'ultimo momento a dover montare coreografie ed esercizi sulle nuove musiche. Domattina mi impongo un bel ritiro di clausura.
In cuffia perchè avrò casa affollata.







In conclusione, forse non sono così rozza e materiale come credo, ma a volte mi ci sento osservando cosa dicono e scrivono le altre donne, tuttavia sono convinta che non ci sia niente di male nell'essere moderatamente, ma che dico, anche sfrenatamente concrete: non potete capire quanto si possa essere sensibili e romantiche comunque e quanto non rinnegando certe pulsioni si possa vedere meglio e oltre, e qui mi viene in mente Buzz Lightyear con il suo Verso l'infinito e oltre!

Siii, voglio essere anche un po' come Buzz Lightyear che combatte i cattivi volando verso l'infinito e oltre.
Perdonatemi, ma commediole romantiche a parte, sono fresca della serie completa di Toy Story e poi vi avevo avvisato che si trattava di un fricantò. E del fricantò c'è davvero fin troppo: voglio essere Amélie, ma anche Buzz Lightyear e mi firmo Miranda.
AAA Psichiatra cercasi!
Ma pure qui ho da dire la mia e cito il noto motto che circola tra noi donne superficiali e frivole che volano verso l'infinito e oltre:

"Shopping is cheaper than a psychiatric"

Traduco, anche se credo basti un po' di inglese scolastico per capire cosa significhi e cioè che lo shopping è più economico dello psichiatra!

Ora vado a svegliare mia figlia perchè è arrivato un momento fondamentale per lei, quello che una tenera fanciulla aspetta da anni con trepidazione: andiamo a comprare le prime scarpette da punta!

Buon anno da...
Miranda (devil) Milian


Custom Post Signature

Custom Post  Signature