Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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lunedì 11 novembre 2013

Viva la mamma!


La cenetta della mamma è una cosa molto bella, nonostante mi piaccia mangiare sempre e comunque, da lei faccio abbinamenti che generalmente non amo tipo...mangiare le patate col pane!
Lei si scusa sempre per non aver avuto la forza di preparare qualcosa di speciale ma non ha ancora capito che qualsiasi cosa lei prepari, anche la più semplice delle minestre con le mele cotte per dessert (che adoro) per me è tutto più che speciale, più che un menu gourmet in un ristorante di lusso.

Mia madre mi cazzia come se avessi 15 anni, ieri iniziava a fare piuttosto freddo e vedendomi arrivare con un trench leggerino mi ha detto che ero uscita "nuda", che quel coso che indossavo era poco più che un velo da sposa (brrr) e la stoffa faceva pure un rumore "freddo"...in effetti mi sono un po' gelata più che altro per il fastidioso vento.

Non vuole che pubblichi sue foto attuali perché fa tanto l'umile ma è una gemelli come me e quindi è molto vanitosa, le piace ricordarsi come una bella morona seducente, quindi come presentazione del post ho scelto queste foto scattate per la sua patente, praticamente mai usata perché mio nonno non la lasciava guidare nonostante l'avesse ottenuta al primo colpo.
E pensare che si chiamava Guido!

Mia madre da come è partita ha stravolto la sua vita e le è andata di lusso ma sempre qualche rinuncia ha dovuto fare. Mi racconta spesso che la prima volta che ascoltò un concerto per piano e orchestra, mi pare si trattasse di Rachmaninoff, si mise a piangere di commozione. Provò a cantare, le dissero che era molto portata ed era brava anche come attrice nelle rappresentazioni amatoriali eppure non divenne un'artista tuttavia ne sposò uno e ne partorì due!

Mia madre ha 82 anni, dolori alle ossa che la annientano, un deambulatore e un tablet con il quale si connette su Instagram e clicca "mi piace" alle mie foto!

In questa foto stava per buttarmi di sotto e io penso sempre che hanno fatto tante storie per Michael Jackson quando azzardò quel gesto col pupo in braccio affacciato alla finestra salutando i fans, che allora pure mia madre se fosse stata famosa l'avrebbero messa alla gogna.
In effetti, ora che ci penso, soffro di vertigini!


Tuttora non mi soddisfa affatto la condizione della donna, sicuramente ha conquistato tanto ma ancora siamo ben lontani dalla "libertà" nel vero senso della parola e a me le parole piace usarle per quello che significano. Non è libertà rinunciare ad essere sé stesse in nome della famiglia, del lavoro, della stanchezza che ne deriva, della società giudice irreprensibile. Già da un po' ovunque vado mi capita di osservare le donne e parlando con molte di loro mi viene banalmente da pensare che siamo tutte sulla stessa barca, chi più chi meno.
Non mi riferisco a mia madre che anzi è un esempio di positività e di stravolgimento, visti i tempi, mio nonno non la faceva uscire a cena con mio padre a quasi 30 anni e con un lavoro ed è finita col fare il ricevimento di nozze a Genova sul palcoscenico pronto per Rugantino con Nino Manfredi, nozze liguri vista mare mozzafiato!
Chi mi legge sa che è un tema ricorrente nei miei post ma mi sta davvero molto a cuore e mi fa male vedere le donne che soffrono soprattutto quando accade per essersi incartate da sole in problemi che potrebbero non esistere ma che la società offre loro senza riserve. La donna è vittima di insicurezze maschili, di quelle proprie, di retaggio cattolico, di "doveri" imposti eppure se la lasciassero libera sarebbe meglio per tutti. Quando si capirà che una donna incatenata può essere solo l'illusione di una donna buona e quindi migliore sarà sempre troppo tardi ma per continuarla sulla scia dei detti popolari...meglio tardi che mai!

Miranda (devil) Milian
martedì 5 novembre 2013

Donne sistemate...per le feste!


Ogni tanto mi sovviene il seguente pensiero: ma perché noi donne abbiamo questa smania di "sistemarci"?
Si, ammettiamolo, ad un certo punto della nostra vita ci viene più o meno a tutte. E va bene, se proprio si pensa che vada fatto vorrei offrire una validissima alternativa alle attività che generalmente precedono quel giorno fatidico che ci incastra per benino.

Dunque, tanto per cominciare, invece di fare le svenevoli sposette che si eccitano per acquisti/regali INUTILI come maxischermi o servizi di piatti orripilanti che non serviranno MAI e dico MAI vorrei porre l'attenzione su un fatto ben più importante del servizio da 12.
Avete presente quella bella stanzetta che i genitori ci avevano gentilmente confezionato affinché godessimo della nostra libertà? Ci si metteva lo stereo, la libreria, la scrivania, il letto, l'armadio, il bidone portaoggetti, la tv e pure il videoregistratore. In quella cameretta la sera potevamo stare al telefono col fidanzato o con l'amica del cuore mentre oggi ci si può chattare, webcamare e sfasciarsi di autoscatti cretini fino allo sfinimento.
Ecco, vorrei sapere chi ci ha messo in testa che da un certo momento in poi la cameretta non ci serve più.
Chi l'ha detto che la vita va avanti e che ciò che abbiamo avuto noi lo avranno i nostri figli e che il nostro tempo è andato?
Ma andato dove? Che se lo acchiappo lo faccio nero e mi riprendo tutto, compreso il videoregistratore da tenere come soprammobile vintage.
Una libertà conquistata a fatica per allenarsi a fare gli adulti che tanto poi quando ci diventi va tutto all'aria, e non dico a puttane perché già sembrerebbe più divertente!
E qui mi scuso per non aver messo l'etichetta con su scritto explicit lyrics parental advisory! ;)

Insomma, invece di menarsela tanto con le gite romantiche all'Ikea, per scegliere amorevolmente tutto ciò che poi porterà inevitabilmente a discutere, bisognerebbe assicurarsi che la dimora dove si andrà a convivere sia provvista di una cameretta, così semmai si discute subito e magari si evitano passi falsi. Si, perché avrete capito a questo punto che non intendo "quella" cameretta...NOOO...non quella per i futuri figli che tanto un posto per dormire è ovvio che glielo procuri, tantomeno accenno alla cameretta per gli ospiti per i quali le nostre città dispongono di numerosi hotel e B&B, bensì la cameretta per le povere martiri addolorate altrimenti dette donne!

Una stanzetta dove la donna possa rifugiarsi quando e come vuole, direi pure con chi vuole che non è politicamente corretto (ma a me di essere corretta, specie politicamente, non frega niente quindi lo dico). Insomma la cameretta che avevamo da ragazzine e che ci siamo sudate tanto, almeno io, la rivorrei indietro. Una cameretta dove potersi anche addormentare facendo le cose che si amano, io per esempio mi addormenterei scrivendo, leggendo o magari con la mia musica preferita che va, senza preoccuparmi di spegnerla. Poi, mica avere la stanzetta vuol dire che allora non t'importa più della famiglia e nemmeno che vuoi schivare "certe" piccanti situazioni casalinghe.
Ma perché una lo dovrebbe fare solo nel letto di sera? La cameretta poi se non la chiudi a chiave è accessibile quindi...non capisco proprio perché la gente se dici una cosa simile ti guarda male come per dire "ma allora così quando gliela dai? Brutta scellerata moglie ingrata".
Ma davvero state così inguaiati che la pensate così?
E comunque pure che la si volesse chiudere a chiave non vedo il problema, anzi io la doterei pure del cartellino "Do not disturb" da apporre quando lo si ritenga opportuno, cioè sempre!

Una volta una conoscente alla quale non avevo nemmeno mai dato troppa confidenza, vedendo che dormivo con mia figlia mi guardò come si guarda una che all'improvviso diventa come la biondina de La Fabbrica di Cioccolato, quella che masticando una pasticca strana diventa tutta gonfia e viola, ecco nemmeno avessi subìto questa bizzarra trasformazione, la tipa mi guardò con gli occhi di fuori e mi disse:
"Eh no, ma...così non va bene..ma quando...ma come...ehm..." non sapeva come dirmi "ma quando te la fai una sc***ta?"
C'è da dire che non sono stata pronta perché avrei dovuto tirare fuori il mio lato sapientemente cafone e risponderle: "...ma quand'è che te la fai tu invece? Così magari la pianti di andare in giro a scassare la gente proiettando i tuoi problemi da repressa?"
Ahhh finalmente mi sono sfogata, in maniera retroattiva e probabilmente inutile ma si sa, campiamo d'illusioni!
Poi non capisco perché quando si inizia a convivere si pensa tanto all'intimità della coppia e non a quella individuale. Non che la prima non debba esserci certo che no, ma secondo me non dovrebbe avere l'esclusiva. Sarebbe importante mantenere anche l'altra e trovare un equilibrio per far in modo che la coppia non sia un'entità in cui uno toglie all'altro ma che semmai aggiunge, eh...vaglielo a dire al popolo dei due cuori e una capanna, vade retro e chiamano pure l'esorcista. Le due dolci metà, immagine assai più romantica di quella dei due interi in grado di badare a sé stessi pur vivendo in una relazione...che non vuol dire non coccolarsi e non godere della vicinanza del partner...anzi...ma lasciamo stare per ora sennò diventa complicato e mi sta venendo pure sonno.

Sicuramente in molte più furbe di me se la sono conquistata, la cameretta, ma da quanto sento parlare sono più quelle che vantano la stanzetta per stirare o per riporre i panni ad asciugare che altro, niente hobbies divertenti quindi da poter praticare immerse nella privacy, no, quelli no però c'è la stanzetta dove STIRARE!
Roba da matti!
Intendiamoci, ad avere gli spazi può essere utile per non fare tira e molla con la tavola da stiro e quant'altro ma dovendo scegliere, stanzetta per relax e cazzeggio tutta la vita.
Lo sapete che una tipa una volta mi disse che stirare le camicie del novello sposo lo trovava "erotico"?
Non so di che malattia soffrisse ma di certo era molto grave, spero davvero sia guarita nel frattempo, non l'ho più vista, diciamo che spaventata dal peso di questa affermazione iniziai ad evitarla accuratamente evitando pure di metterle la pulce nell'orecchio sul fatto che l'erotismo...è altra cosa.

E voi che la cameretta-studio ce l'avete, inutile che ridete sotto i baffi credendovi furbe e fortunate perché tanto lo so che il coraggio di dormirci non ce l'avete perché poi se i vostri figli vanno a raccontare in giro che i genitori dormono separati passate per la famiglia strana che ha problemi e che forse a breve si sfascia, anzi all'uscita di scuola vi osserveranno pure, cercando di non farsi notare per scoprire se per caso c'è qualche tresca sotto di cui venire a conoscenza.

Vabbè, ora vi lascio che come già vi ho detto stranamente ho sonno e non avendo la cameretta non posso addormentarmi dolcemente mentre scrivo.

Buonanotte

Miranda (dev...................................................................


lunedì 4 novembre 2013

Peppa Pig e altri guai esistenziali


Ho una nostalgia pazzesca dei post randomici del lunedì, quelli che io chiamo "fricantò".
Che ne è stato della mia spontaneità e dell'assenza totale di vergogna nello sciorinare cose all'apparenza inutili ma che nascondono dei concetti profondi di vita vissuta e magari ancora da vivere?
Ebbene, diamoci sotto.

Sogni.
Dunque, che io faccia dei sogni strani ma strani forte è cosa nota, che Freud dopo avermi sottoposta ad una prima seduta avrebbe deciso di aprire un agriturismo pure, ma quello di stanotte si è conquistato un posto decisamente alto nella classifica della mia attività onirica. Insomma, ero in una palestra, precisamente in sala pesi a trafficare con dei macchinari cui sono davvero poco avvezza mentre in cuffia ascoltavo le storielle di...Peppa Pig!
Si, Peppa Pig.
Allucinante! Che poi da quando le figlie sono cresciute non ci capisco niente di questi nuovi personaggi, io sono rimasta alle Winxs e semmai alla Pimpa e di Peppa Pig vedo solo tre miliardi di oggetti nei negozi: astucci, zainetti e cacchiate varie mentre ho notato che Hello Kitty è sparito dalla circolazione soppiantato da questa stramba maialina...uhm...è una maialina? Ma qui allora penso che Freud si sarebbe lasciato andare a divertenti analisi...altroché...forse avrebbe rimandato il progetto riguardante l'agriturismo!

Fusa per il fuso orario.
Purtroppo subisco ancora l'effetto del jet leg, per motivi vari soffro d'insonnia e se per caso mi addormento, poi succede che subisco l'onta dei risvegli notturni, mi impasticco di melatonina la sera e di altra roba che di giorno non mi faccia essere preda del nervosismo dovuto alla mancanza di sonno, sono una casinara e sto benedetto mondo uniformato mi sta sempre più stretto...questo devo dire aiuta la mia testa a progettare sempre strategie per trovare ancora più facilmente la strada per il paese delle meraviglie che sarebbe quella dimensione dove io mi sento felice e a mio agio.
Come vedete il tema delle favole non mi abbandona ma non vi strazierò ulteriormente con la mia immedesimazione in Biancaneve, esplorerò nuovi personaggi, ovviamente rivisti e corretti come la mia Biancaneve assassina che ho amato tanto.
Ah, giuro che questi deliri non sono l'effetto di droghe, no, non mi drogo, non potrei mai, le sostanze che produco naturalmente bastano e avanzano e poi...ce l'ho aggratis, almeno quelle ;)

Ponte scassapalle.
Che altro dire di fortemente inutile? Che è appena passato un week end con annesso ponte, di quelli che mi mettono l'angoscia al solo pensiero ma sono contenta di averlo passato al meglio delle mie possibilità e cioè vivendo un susseguirsi di sensazioni che mi hanno presa, fatta volare libera nel paese delle meraviglie, poi sbattuta giù nei meandri del sentirsi perse per poi ridonarmi le ali per volare, insomma la diagnosi è chiara: schizofrenia acuta!

Abbasso il Natale, specie se prematuramente annunciato.
Ora mi viene incontro a grandi passi il prossimo ostacolo da superare: il periodo di quelle cavolo di festività natalizie. Dire che lo odio e lo temo è dire poco e questo è un bel guaio perché non amo che qualcosa abbia un potere su di me, di solito domino gli eventi ma in questo periodo sono vulnerabile quindi devo mettermi subito all'opera per sfangarla anche stavolta. L'altro giorno alla Coin ho visto ben due alberi di Natale addobbati e nei supermercati fanno capolino i primi panettoni, ben lontani per fortuna dal reparto rasoi e lamette sennò la tentazione di tagliarmi le vene trovava fin troppo facilmente il naturale appagamento...c'è da dire che le cose che mi mettono tristezza aumentano a dismisura e davvero non riesco a capire come la maggior parte delle persone si crogioli godendo tra tanta mestizia. Spesso queste persone sono quelle che decantano la bellezza delle gioie semplici...mah...mi sa che io sono allora troppo complicata e credo che di semplice non ci sia proprio niente al mondo anche se quando con tanta fatica e lavoro su sé stessi ti sei guadagnata quello che volevi e che ti fa stare bene, si, è vero, in quei momenti tutto appare davvero semplice...molto semplice.

"Amélie sente di essere in totale armonia con sè stessa.
In quell'istante tutto è perfetto.
La mitezza del giorno, quel profumo nell'aria, il rumore tranquillo della città.
Inspira profondamente e la vita le appare semplice e limpida".
(Il Favoloso Mondo di Amelie)
Conclusione personale: la semplicità è una bella cosa ma per arrivarci la strada è complicata, soffrire per soffrire non è meglio farlo avendo come fine un livello più alto nella sfera esistenziale? Allora forse non è nemmeno sofferenza se il suo scopo è liberarti, la sofferenza vera è quella in cui le persone rimangono incartate nelle proprie illusioni desiderando ciò che non andrebbe desiderato, che non otterranno mai e che forse nemmeno esiste.

Miranda (devil) Milian

martedì 29 ottobre 2013

Lamentela prematura


Oggi vi racconto una storia triste.
Una cosa che a dire il vero potrei pure fare a meno di scrivere ma le blogger hanno questa mania di raccontarsi, che a volte uno legge e secondo me pensa: eeee ma sti cavoli!
Perchè secondo noi, anzi secondo me (non voglio mettere in mezzo le altre) si inizia sempre col raccontare una cazzata e si finisce ...che infatti era una cazzata!

Oddio, menomale che dico scemenze perchè ieri stavo proprio sul depresso, tanto che mi sono letta per bene tutti i sintomi della premenopausa scoprendo però che dei 5 o 6 che elencano sempre, ne ho solo due che caratterizzano da sempre il mio essere, quindi...non mi preoccupo, poi tutto sto prequalcosa mi mette l'ansia, quando una cosa arriva, arriva...e amen! Addirittura ho saputo che ora va di moda il prediciottesimo, una roba allucinanteeee per la quale non sprecherò un'altra parola che sia una, vi dico solo che tra i due la premenopausa è decisamente meglio della precoglionaggine espressa nel prediciottesimo e che comunque se la premenopausa precede quel mesto periodo di infertilità...beh meglio l'infertilità che mettere al mondo figli per poi fargli il video del prediciottesimo!!!

Ma torniamo a me e -ahimè- alla cosa triste, che tanto dopo il prediciottesimo sembrerà allegra e fastosa che nemmeno il carnevale di Rio, insomma ieri ho pensato con un briciolo di nostalgia a quando avevo 29 anni. Generalmente non amo recriminare le scelte fatte a scapito di altre ma un po' mi viene da immaginare la mia vita come in Sliding doors, e cioè,  vite parallele: ognuna segue un corso diverso in base alle scelte fatte, e poi?
Alla fine se una cosa doveva accadere, accade comunque e questa è una bellissima cosa ma chissà, il dubbio di cosa mi sarebbe capitato se non mi fossi buttata a capofitto in esperienze devastanti mi sorge ogni tanto, forse avrei il cuore più leggero perchè mi sono accorta che il tempo non cancella, allontana il ricordo ma un segno rimane sempre e a volte riesce a manifestarsi sottoforma di paura rovinando ciò che stai vivendo.
Vabbè, ormai è andata e ora come ora non ho dubbi, doveva andare così, del resto la crescita è un percorso che non finisce mai.

L'attimo che mi è venuto in mente appartiene come dicevo ai miei 29 anni, in quel periodo ero bellissima e radiosa eppure, ho preso il mio corpo, la mia vita e l'ho consegnati nelle mani sbagliate, perdendo di vista il fatto che questo magnifico insieme sarebbe dovuto rimanere per lo più nelle mie, di mani. Non contenta dell'abilità così dimostrata ho taciuto tutte le sofferenze di quel periodo alle persone che amavo, che amo tuttora, che mi amavano e che mi amano veramente, ho dato retta agli insegnamenti di filosofie orientali che per quanto mi abbiano supportata mi hanno anche allontanata dalle suddette persone che avrebbero meritato le mie confidenze, ho aiutato fino allo sfinimento una persona che invece meritava meno di niente e che mi ha anche derubata dei miei averi. Il mio corpo e nell'insieme la mia vita evidentemente non gli bastavano...a pagarsi la roba non servivano in effetti, anche se ad un certo punto gli si accese la lampadina su come il mio corpo potesse fruttare, ma ...c'è un limite a tutto.
A ripensarci bene non ero proprio in grado di forgiare una donna forte e autosufficiente, talmente uscii da questa storia devastata e ricordo solo che lo scopo della mia vita era rivedere la luce nei miei occhi.
Vorrei tornare indietro un istante per abbracciarmi o forse per darmi due sberle, ci devo pensare!
Forse farei tutt'e due, prima due sberle e poi l'abbraccio perchè nonostante tutto la luce nei miei occhi è riapparsa e solo grazie a me...e pure qui ce ne sarebbe da dire, ma non ho tempo ora, magari vi ammorbo domani.

Chissà perchè ho ripensato a quel momento, forse perchè ho immaginato che avere 29 anni deve essere una figata e io non ce li ho mai avuti, non me ne sono accorta ma tanto me li godo ora che è uguale, finchè me li danno me li prendo, altro che premenopausa sto in piena fase prepuberale, oggi sono pure più brava, tutto sommato la testa di una della mia esperienza con lo sconto sul fisico non è male, allora di che mi lamento dico io? Insomma cari lettori, grazie al fatto che volevo lamentarmi sul blog di ciò che non va nella mia vita in questo periodo, scegliendovi come poveri cristi martiri addolorati con l'onere di leggere il mio pianto greco ho scoperto che alla fine non è che mi debba lamentare poi tanto.

Mi sento molto solidale con le altre donne, ne vedo tante insoddisfatte (anche tra le giovanissime) o che comunque sentono di avere una vitalità che viene repressa dall'ambiente e spesso dalle persone che dovrebbero amarle. Basta schiavitù, anche quella che noi stesse senza saperlo decidiamo di vivere, siamo esseri meravigliosi in grado di spaccare il mondo, in senso buono s'intende, ma per come la società ha deciso viviamo sottotono. Usciamo allo scoperto una volta per tutte e senza paura. Come la metti la metti, i casini ci stanno nella vita, allora affrontiamoli ma intanto...non dimentichiamoci di vivere.

Se per caso vi sembro schizofrenica, tranquilli, anche io ho avuto la stessa sensazione, per il momento mi assecondo, se potete fatelo pure voi.
Grazie!

Miranda (devil) Milian

Approfondimenti interessanti: ho scelto quella foto per presentare il post perchè quando avevo 29 anni rimasi folgorata dalla bellezza di Demi Moore nel film Striptease e allora pensai bene di farmi i capelli identici a come li aveva lì, per sentirmi figa e se poi non sapete cosa sia il prediciottesimo basta andare su youtube, scrivere nella barra di ricerca "prediciottesimo" e vedere pochi secondi di qualsiasi filmato esce fuori. 
Proverete tanta paura, ma tanto è quasi Halloween ;)
Ciaoooo... 
domenica 20 ottobre 2013

Videodance. Che roba è?


Ho deciso di scrivere questo post per fare un po' di luce sulla questione confusa e spesso equivocata che riguarda la videodance presente in molte scuole di danza e che mi sta molto ma molto a cuore.
Cercherò di essere chiara e sintetica ma laddove lo ritenga necessario anche dettagliata.
Mi auguro davvero leggiate tutto fino in fondo e godiate degli approfondimenti video che meritano parecchio!

Premetto che d'ora in avanti parlerò di un aspetto della situazione italiana e di quello che è stato l'approccio con l'hip hop da parte di molti professionisti della danza, di giovanissimi interessati a tale disciplina e purtroppo di tanti che il mestiere non ce l'hanno ma se lo sono inventato.
Non è un trattato di storia dell'hip hop, sorvolerò quindi sulla questione dei neri ispano-americani del ghetto e di come la street dance sia nata tra quelle bande, darò inoltre per scontati alcuni passaggi per arrivare, spero, facilmente al cuore della situazione.

E' fondamentale però partire dal quadro di una situazione.
Circa 15 anni fa nelle scuole di danza e nelle palestre ha iniziato a farsi strada l'hip hop, con netto ritardo rispetto ad altri paesi ma non iniziamo con le lamentele, l'importante è che ci sia approdato. Prima ancora lo stile più simile all'hip hop qui da noi era il funky, che solo a nominarlo oggi sa molto di antico. Si studiava parecchio il jazz-funky televisivo, uno stile che come dice bene il nome fondeva la tecnica jazz con la frenesia e i "blocchi" del genere funky che comunque era una street dance. "Televisivo" perchè alla fine degli anni '80 e successivamente in parte negli anni '90 era il genere che impazzava in televisione quando c'erano le trasmissioni con un corpo di ballo nutrito e "fare il ballerino" era un lavoro. Coreografi come Franco Miseria si destreggiavano bene con questo stile che era veramente al massimo in quel periodo, erano i tempi di Heather Parisi per intendersi, nelle coreografie c'erano molti passi che si andavano ad apprendere negli States, passi capaci di dare una rinvigorita alle coreografie nostrane rendendole decisamente innovative.
Quindi studiare il genere televisivo era importante perchè alle audizioni veniva richiesto più di altri.

Sulla scia del funky che nel frattempo (ovviamente) era diventata anche una disciplina fitness, iniziarono ad intravedersi i primi tentativi di hip hop e anche qui il fitness ha allungato quelle lunghe mani spacciandolo per roba sua, arrivarono anche i "brevetti di istruttore hip hop" e questa sequenza di parole che inizia con "brevetti", passa per "istruttore" e finisce con "hip hop" mi fa venire decisamente i brividi. L'hip hop è uno stile di vita, è qualcosa che non può essere racchiuso in un brevetto, è qualcosa di incredibilmente intrinseco ad un'anima che percependo un testo significativo, un ritmo travolgente fa sua la musica traducendola in passi. Come cavolo può tutta questa meraviglia essere spiegata in un corso di breve durata, tenuto per lo più da gente che non ha mai ballato veramente e che non è mai stata a contatto con questa situazione?
Personalmente sono dell'idea che un professionista lo debba apprendere direttamente da chi non solo è bravo ma da chi l'hip hop lo incarna, da chi nascendo in quei luoghi come artista sia capace di farti assaporare la vera essenza e farti respirare quella pura atmosfera, insomma va assorbito da chi ne possiede il flavour. Lo scopo del post non è parlare della mia formazione ma non posso non citare il  mio primo maestro, un grande: Gus.
Guardatelo qui e ditemi se non è qualcosa di eccezionale:


Tuttavia molti ballerini e gruppi italiani lo sapevano fare e anche bene. Lo dico perchè non sembri che qui ci siano solo incapaci, vero è che ci sono molti furbi!

Nel frattempo la danza televisiva entrava in crisi, morivano i corpi di ballo e molti si avvicinavano all'hip hop perchè era innovativo e anche perchè lo si spacciava per meno tecnico rispetto alla modern dance che in quel periodo serviva pure meno visto che c'era poco lavoro. Così alla categoria dei ballerini che si destreggiavano bene tra il classico e il modern-jazz si aggiunse quella di chi praticava l'hip hop che però non aveva la possibilità di poter lavorare in un corpo di ballo come era accaduto per i colleghi e non solo perchè c'era meno lavoro ma anche perchè in Italia quel genere, a livello professionale era ed è tuttora molto ma molto poco considerato. In altri paesi, anche piuttosto vicini come ad esempio la Francia ci sono cantanti Hip Hop e RNB che hanno al loro seguito dei ballerini impegnati per video clip, concerti, serate e ospitate televisive, qui non si usa. Sicuramente qualche compagnia italiana ha reso onore a questo stile ma di certo non è bastata a far crescere l'hip hop come genere per un ballerino professionista.

Ma torniamo all'argomento che stavo trattando...

Nel frattempo artisti di fama mondiale e di grande talento hanno divulgato l'hip hop a livello commerciale che non sempre è sinonimo di bassa qualità e così non solo una coreografia su Missy Elliot o 2Pac veniva considerata hip hop ma anche qualcosa che fosse ispirato allo stile di Justin Timberlake o Jennifer Lopez, tanto per citarne un paio e rendere l'idea. Molti ballerini ovviamente lo sentivano uno stile più vicino al loro modo di ballare e insegnarlo era divertente perchè ci si poteva sbizzarrire con canzoni che piacevano un po' a tutti e con costumi che non fossero basati sui soliti pantaloni JTB oversize.

A questo punto, spesso per differenziarsi dai colleghi più fedeli all'hip hop di un certo tipo alcuni hanno iniziato a proporsi come insegnanti di videodance, per specificare che il loro stile era più simile a quello che si vedeva nei video di questi artisti che non a quello proveniente dalle strade statunitensi frequentate dagli ispano-americani.
Tuttavia, si può dire senza dubbio che il  poppin' e il lockin', elementi base della danza hip hop sono assolutamente presenti in stili come quello di Justin Timberlake (ma non solo), quindi quel particolare modo di ballare in quei video è a tutti gli effetti hip hop.
Non ha senso perciò parlare di videodance ma lo ha parlare di hip hop, di stili magari differenti, di old e new school ma sempre di hip hop si tratta.

Come al solito poi la situazione degenera, si altera, si vizia e prende una piega totalmente diversa così troppo spesso ultimamente videodance è diventato sinonimo di una danza non ben precisata e insegnata da gente senza arte nè parte o da professionisti che non si aggiornano, rimangono ancorati ai tempi andati (sempre se vi hanno fatto parte) i quali credono dall'alto della loro esperienza artistica che scimmiottare Beyoncè sia un gioco da ragazzi, è allora che giovani allieve spendono soldi per non imparare niente e per dimostrare al saggio di fine anno come sia divertente sculettare e passeggiare avanti e indietro su un palcoscenico senza un briciolo di stile.
Questa situazione, credetemi è assai diffusa.
Un costumino sfizioso, due botte di bacino a casaccio, un sorrisetto ammiccante: fatta la videodance.
E hanno pure la coscienza a posto perchè si differenziano dai loro colleghi insegnanti e coreografi hip hop.
Nei casi più tristi alcuni praticano invece una misera imitazione di quello che secondo loro sarebbe il vero hip hop ma dato che è fatto male, blando e più facile allora lo chiamano videodance e davvero non si è capito bene perchè.
Quindi Videodance=danza di serie B, un hip hop meno meno insomma.
Ebbene non è affatto così, se vogliamo usare questo termine usiamolo pure ma almeno che videodance si faccia.

Ora, per avvalorare la mia tesi, vorrei dimostrare con una selezione di filmati quanto "lo stile dei video" non sia per niente facile.
Avrei voluto scaricare i video e fare dei piccoli montaggi per usare solo le piccole parti necessarie alla dimostrazione ma ci vuole davvero troppo tempo e non ne ho, godeteveli per intero quindi se ne avete voglia o andate al cuore della situazione se volete solo verificare al volo con i vostri occhi quel che sto cercando di dire e di condividere.

Per iniziare, questa è Beyoncè nel making of del video Why don't you love me, osservate bene il coreografo!


Non è incredibilmente fantastico?
Possiamo immaginare quanto tempo e quanta dedizione ci vogliano per far proprio uno stile simile che sicuramente molti come lui hanno nel sangue ma che molti come noi con costanza, impegno, forza di volontà e tanta passione possiamo interiorizzare.

E ora il making of di Where have you been con l'interprete Rihanna e la sua coreografa Hi Hat:


Quei ballerini stanno forse dimostrando di ballicchiare alla bell'e meglio qualcosa di indefinito?
E' o non è danza perfettamente eseguita e anche molto complessa?
In questo caso c'è da aggiungere che lo stile di Rihanna ha influenze RNB e Reggae cosa da non sottovalutare poi se si vogliono usare certi pezzi perchè il genere musicale andrebbe a mio avviso un minimo rispettato e se stravolto che sia per un motivo artistico preciso e non perchè da incompetenti si è solo capaci di banalizzare.
Queste influenze sono evidenti anche in Cockiness:


Pochi passetti ben definiti capaci nella loro intensità di stupire.
A me fanno impazzire...decisamente!

Inutile dire quanto poi Justin Timberlake sia eccezionale insieme ai suoi fantastici ballerini nel video clip di My Love (e non solo). Ovviamente lo stile dei video viene riportato anche nelle coreografie degli show di questi artisti come si evince da questo live:


Ehhh...Justin ha il suo perchè!
Un gran perchè ;)

E ora veniamo ad un altro artista con la A maiuscola, ballerino (ma anche regista e coreografo) nei concerti e nei video clip di Rihanna, Beyoncè, Jennifer Lopez e molte altre star di questo calibro.
Ballerino di un 'eleganza pazzesca, semplicemente perfetto eppure... decisamente hip hop: Bryan Tanaka!


Mi lascia sempre senza parole quindi non dirò altro a riguardo, credo che anche a voi sarà bastato guardarlo e sono sicura che non riuscite ancora a chiudere la bocca!

Bene, avrei potuto postare altri mille video e citare altri nomi ma ho scelto quello che per me rappresenta il top senza sottovalutare nessuno altrettanto meritevole perchè la sintesi era necessaria.

Per concludere vorrei solo ricordare una persona, non una persona qualunque ma un artista geniale che ha realizzato video incredibilmente belli ...sebbene anche detta così sia alquanto riduttivo: Michael Jackson!
Non sono forse stati i suoi video tra i primi a far impazzire per un certo genere?

Dopo aver nominato Michael Jackson la parola videodance dovrebbe iniziare a farci abbastanza schifo!

Spero di aver umilmente chiarito un concetto fondamentale e cioè che la videodance è hip hop che viene finalmente divulgato grazie ai video e alle performance di grandi artisti quindi  non è il caso di fare distinzioni, chi fa hip hop può tranquillamente destreggiarsi tra un rap di Eminem e una sfiziosa Beyoncè col cuore in pace!
Tuttavia passi chi usa questa parola solo per spiegare meglio ai non addetti ai lavori di che si tratta ma chi la usa per ingannare o perchè non sa nemmeno cosa stia facendo, non ci piace per niente!

Ho scritto solo parole dettate dalla mia diretta esperienza come ballerina, coreografa e insegnante e dall'osservazione del lavoro di colleghi. Fare lezione con alcuni di questi artisti al top per me è stato fondamentale per apprendere non solo la tecnica ma anche questi concetti.
L'esperienza di cui parlo non è quella di una che dall'alto in basso guarda chi ne ha meno con aria di superiorità ma di una che dal basso guarda sempre in alto per andare avanti e questo comporta sempre sfide (con me stessa e mai con gli altri), fatica, momenti di sconforto ma sicuramente anche momenti di euforia e quindi di vittoria.
Ho usato video presi da youtube che indubbiamente è fonte di divulgazione preziosa ma le mie ricerche e i miei studi si basano ovviamente sulla conoscenza diretta, su una base reale di qualcosa che poi con i video si può solo approfondire.
Non voglio che adesso mi battiate le mani per questa saggia rivelazione ma...ho ritenuto fosse meglio specificare!

Allora siete pronti?
Tutti in pista con la videodance!!!

Carla Di Toro AKA Miranda (devil) Milian
 


domenica 29 settembre 2013

L'Amore genera Amore

L'amore genera amore.
Date, senza pensarci, date e basta, senza timori, senza preoccuparvi di ricevere.
Ricevere non dovrebbe essere una preoccupazione altrimenti genera aspettativa e l'aspettativa uccide l'amore.
Il luogo comune secondo cui "vai a far del bene e ci si rimette sempre" è una bugia colossale ed è relativa all'aspettativa.
Bisogna saper guardare e sviluppare sensibilità, non sappiamo da dove può arrivare l'amore in cambio, chi continua a guardare dalla parte sbagliata dando retta alla sua aspettativa anzichè alla magnificenza dell'amore si perde il meglio della vita. 
Parole che mi escono così ...al termine di una domenica apparentemente banale ma profondamente ricca. Una domenica che mi ha deliziata con parole riservate a me davvero generose, il mio cuore ringrazia felice e sorride pensando a quanto donarsi non sia mai stato vano.
 
Carla
venerdì 27 settembre 2013

Missiva personale al tizio pastaiolo

Caro signor Brambilla...ah no ... Brambilla è quello della famiglia che va in vacanza, tu invece sei quello della famiglia felice che fa colazione sempre insieme, mai di fretta e di buon umore, Barilla dunque.
Ricominciamo da capo allora.
Caro signor Barilla ma che minchiate vai dicendo? Ognuno può fare quello che gli pare basta che non infastidisce gli altri?
Ebbene, sapessi quanto mi infastidisce quella tua presaperilculo di pubblicità lobotomizzante! Si caro Barilla lo so che si tratta di puro lavaggio del cervello per far credere quel che è giusto e di conseguenza ciò che non lo è. Inculcare un'immagine alfine di rendere sbagliato e odioso cio' che da quella immagine viene escluso. Certo, sarà pure opera dei campioni mondiali di marketing (qui in Italia comunque bastavano i dilettanti regionali) fatto sta che pubblicizzano d'accordo con te i tuoi prodotti, tra l'altro di bassa qualità.
A me la tua famigliola rincitrullita e anche piuttosto ebete fa rabbrividire.
Il bello della famiglia? Certo che esiste ma non ha niente a che vedere con quella ridicola farsa.
Molti non ce l'hanno una famiglia o ce l'hanno diversa dal target: ci sono i separati per esempio, i vedovi o i singles e non dico i gay perchè comunque essendo persone fanno già parte delle suddette categorie senza doverne per forza specificare un'altra.
E poi anche i singles ridono a colazione (sembra il titolo di un film) e spesso i giovani papà che inzuppano i biscottini ridendo insieme ai loro marmocchi, vorrebbero inzuppare il biscottino come magari il single ha fatto di recente con una simpatica amica, per questo ride pure lui anche se non lo vede nessuno. E che dire della mogliettina? Quella della tua famigliola s'intende, che appena si ritrova finalmente sola, sapessi quanto se la ride con le amiche su facebook a parlar di gnocchi.
E non quelli di Giovanni Rana!

Che esagerazione! Qualcuno dirà, invece quegli spot così apparentemente innocenti sono esattamente parte del piano che riguarda la programmazione mentale della popolazione.
Plagio bello e buono insomma.
Dove c'è la famigliola con dei bambini è tutto giusto, ci si sente al sicuro, si è indotti quindi a comprare, ecco perchè anche sui manifesti di un magazzino che vende articoli per il bricolage c'è raffigurato questo allegro quadretto.
Ma che bello pasticciare facendo da soli i lavori di casa!
L'abbiamo fatto tutti diamine ma bisogna per forza rincretinirsi immedesimandoci negli spot?
Certo! E loro lo sanno.
Mi viene in mente una vecchia pubblicità proprio della Barilla in cui un papà metteva una mano in tasca all'aeroporto e ci trovava un fusillo (crudo per fortuna). Ce l'aveva messo la sua bambina, bella e tenera tanto da far diventare Erode un educatore di asilo nido. Il papà si commuoveva con gran partecipazione di pubblico. (Va detto che era anche un gran figo).
La società deve continuare ad essere impostata così perchè fa comodo in alti ambiti (soprattutto Altissimi) e chi produce meglio che si adegui e collabori alla sopravvivenza della specie lobotomizzata  per evitare di essere ostacolato da chi può decidere le sue sorti.
E troppo ci sarebbe da dire...

Ma torniamo a te caro Barilla, vorrei ricordarti che se ci tieni a non infastidire gli altri, potresti allora porre maggiore attenzione agli ingredienti che metti nelle schifezze da far mangiare ai bambini delle allegre famigliole? Sai, sono incappata nei tuoi pangoccioli una volta e ti dirò: gonfiano la pancia che è una bellezza e la pancia gonfia INFASTIDISCE alquanto!
Non vorrei cadere dalla padella alla brace: scappare dalla tua famiglia felice per correre dalla  Marcuzzi nell'aspirare alla sua ...pancia felice.
Sicuramente grazie alla tua acuta intelligenza avrai capito che questa era solo una stupida battuta perchè la tua pasta Barilla, Miranda non se la pilla (come la sora Camilla) e non compra nemmeno un biscottino del tuo squallido mulino...che poi è quello che ci hai autorizzati a fare, ecco, a tal proposito ...un'ultima cosa: non  ti dovevi disturbare, ci si arrivava da soli ma devo dire che comprare pasta di un'altra marca col tuo benestare fa sentire più con la coscienza a posto, anche se io non la compravo comunque per via della bassa qualità.

Spero tanto che te la prendi in saccoccia tanto da esultare se ci dovessi trovare un fusillo perchè sarà il tuo unico pasto e dato che il fusillo è Barilla mangerai poco e pure male.
Forse è una punizione troppo cattiva però e io, si sa, sono tanto buona allora ti auguro di sognare tutte le notti, per almeno un anno, di ballare la samba al gay pride con indosso solo delle mutande con scritto Barilla sul sedere, attorniato da energumeni con un bel pacco (e non di pasta) nelle loro di mutande i quali ti si avvicinano al grido di: DOVE C'È BARILLA C'È CASA!


Miranda (devil) Milian 

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