Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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mercoledì 5 settembre 2012

Caro diario...

Io imparruccata nell'interpretazione di Bonazza Forever!

Caro diario...ehm...cioè... cari amici,
la smanettona informatica che alberga in me si sente in dovere di darvi qualche informazione riguardo quest'ultima trovata di facebook tanto gradita: il DIARIO!
Magari sono cose che già conoscete ma, in caso contrario, Miranda non può e non deve abbandonarvi in un momento così delicato.
I cambiamenti ti segnano, lo so bene, desidero solo aiutarvi a superare al meglio questa fase.

Dunque, per iniziare sappiate che con l'avvento del diario, la privacy, che dicono essere migliorata, è andata a farsi benedire, tutto ciò che commentate o che vi piace va a finire nel riquadro aggiornamenti visibile ai vostri amici che a questo punto possono andare a vedere cosa avete commentato e accedere ad informazioni di gente che non si ha tra le amicizie.

Per esempio, io sono amica di Tizio Peppinello e vedo che ha commentato la foto di Bonazza Forever, presa dalla curiosità vado col mouse sopra quell'informazione e-paf-mi si apre la foto di Bonazza Forever in reggiseno e slip davanti allo specchio del bagno di casa sua (o di qualcun altro) col cellulare in mano mentre fa la linguaccia o manda un bacio.
E non crediate che sia finita qui perchè cliccando su quella foto, se Bonazza non ha impostato la privacy relativa all'album (e non l'ha fatto) io me lo posso scorrere tutto facendomi un po' di fattarelli suoi. Magari giudicando pure i gusti in merito alla lingerie indossata per i set fotografici, spesso troppo pacchiana a dire il vero.
Mentre se fossi un uomo potrei fare altro e sorvolare sulla superflua biancheria di dubbio gusto.
Gli uomini sono pratici e non perdono tempo, è una virtù, bisogna prenderne atto!

Ora, Miranda  l'ha spiegato col suo stile ma ragionandoci bene, pensiamo a quanti ragazzini/e hanno oggi un profilo facebook e in mano a quanti malintenzionati possono arrivare le loro informazioni, che siano  foto, pensieri, notizie circa la loro abitazione o i posti che frequentano.
Insomma, a me fa gelare il sangue e a voi?

Poi l'immagine di copertina è pubblica e non si può configurare diversamente, quindi sarà visibile a tutti gli iscritti di facebook e probabilmente anche a chi vi cerca su google. Tipo: ex ancora gelosi/e o semplici impiccioni/e ma anche persone che magari vi cercano per motivi professionali e che a quel punto si potrebbero trovare davanti a goliardiche rappresentazioni dei vostri momenti di svago.
A riguardo bisognerebbe andarci piano secondo me anche con immagini di bambini.
Poi ognuno si sa, fa come vuole e ha i suoi buoni motivi, ma poi non dite che non ve l'ho detto!

Adesso dicono (non ho capito "chi" lo dice ma comunque qualcuno lo fa) che è possibile impostare la privacy sui post e nasconderli dal diario ma, attenzione, spariscono dal diario ma rimangono visibili  nella home page dei vostri amici, quindi sono nascosti per modo di dire.
Noi siamo facilitati a comprendere questo misterioso fatto perchè in Italia, come ben sappiamo, è ammesso l'uso improprio dei vocaboli.
Vedi per esempio "prescrizione" che oggi significa "assoluzione".

Già Milena Gabanelli nel corso di una puntata di Report, spiegò bene come anche la parola gratis sia usata impropriamente nel caso di facebook.
Quando clicchiamo "mi piace" su una pagina di un noto marchio per esempio, i nostri dati verranno acchiappati e usati a scopo di marketing, quindi l'azienda relativa ci guadagnerà grazie alle informazioni che noi possiamo fornire e pure il simpatico Zuckerberg si mette in tasca qualcosa.
Anche in base a quanti "mi piace" si può ottenere un guadagno.

Lui  sa che ci ha messo in mano uno strumento diabolico capace di farci sentire vicini a parenti lontani spesso oltreoceano (io non ce l'ho purtroppo) o ad amici che non vedevamo da tempo e che non si ha tempo di frequentare, ci ha reso più semplice e veloce il modo di comunicare anche in ambiti professionali, inoltre possiamo gestire facilmente la pubblicità delle nostre attività e chi lo desidera può addirittura rimorchiare senza sosta.
Facebook può farti sentire in compagnia qualora ci  si trovasse soli e sconsolati e permette di gratificare il bisogno di esprimersi, che per carità, non è una debolezza, siamo umani e non c'è niente di male.
Ma tutto questo è davvero gratis? No, in cambio noi gli forniamo i nostri dati che rimarranno in loro possesso per molti anni anche dopo la nostra eventuale cancellazione. Quindi tutto ciò che è nel nostro profilo-diario anche se eliminato da noi, rimarrà nei loro server.

Ogni tanto gira una voce che vuole metterci in allerta: pare che le immagini personali possano essere usate per inserzioni pubblicitarie senza il nostro consenso. Immagini sulle quali perdiamo qualsiasi diritto ceduto automaticamente a facebook.
Ora, che ciò avvenga  mi pare improbabile ma i dati sono certamente a loro disposizione.

Quanti ragazzini magari cliccano "mi piace" sulla pagina del loro marchio di abbigliamento preferito o di un alimento gustoso che amano mangiare, beh questi marchi pagano signor Facebook & Co per avere i dati degli utenti e li usano quindi allo scopo di ideare prodotti, decidere prezzi e indirizzarsi verso una categoria di persone piuttosto che un'altra. Non dico che sia una cosa per forza sbagliata al 100% ma alla fine cosa ci facciano di preciso con questi dati e quanto la cosa possa giovarci anzichè danneggiarci non è chiara.
Almeno a me.
Che poi contribuisco a far guadagnare gli altri senza vedere un centesimo, non mi sta nemmeno bene, già mi è capitato nel mio lavoro, figuriamoci che voglia ho di farlo anche tramite facebook.
Quindi ci vado con parsimonia a clicchettare in giro.

Insomma, esprimendo apprezzamento per la pagina di un marchio, diamo in mano dati e informazioni utili alla ditta in questione. E se questa fosse annoverata tra quelle che non rispettano le norme sui diritti dei lavoratori? E che andrebbe quindi boicottata?
Ma uno che ne sa.
Immaginiamo un ragazzino cui piace una merendina, che sta a casa annoiato davanti al pc, vede l'immagine di una cosa che apprezza e clicca "mi piace". Basta un secondo, è un gioco, e poi, che male c'è?
Intanto quei disgraziati ci guadagnano.
E questo è un altro aspetto.

Poi si aggiungono un'altra serie di disagi pratici. Avete notato che ora mentre scorrete il mal concepito diario a due colonne e state focalizzando l'attenzione a destra, d'improvviso la notizia va a finire a sinistra? O anche da sinistra passa repentinamente a destra?
In perfetto stile politico itagliano!

Nel diario virtuale si possono inserire immagini ed eventi da pubblicare di anno in anno a partire dalla propria nascita e aggiungendo a seguire altre notizie su di noi come l'anno del diploma, della laurea, il nome della scuola frequentata, la nascita dei propri figli, l'anno di assunzione in un dato posto di lavoro.
Tutte informazioni che non fanno che arricchire di dettagli il nostro profilo, cioè evidenziare meglio chi siamo e questo serve a loro per gli scopi sopracitati, non certo a noi.
Personalmente preferisco rimandare ad un sito professionale le persone interessate a me per motivi di lavoro, non sono quindi tipo da "seguimi su facebook", mi farebbe sentire spiata e purtroppo un po' lo sono avendo ceduto al re dei social network.

Ah, un'ultima cosa, personalizzando la privacy relativa ad un post non  è per niente detto che la persona bannata ne sia esclusa. Una volta scrissi una battuta cattivella per ridere su Totti, bannai una super tifosa che se le tocchi Totti o il figlio è uguale, così per evitare inutili e futili discussioni ho fatto in modo di nascondere a lei quell'aggiornamento di stato...beh: fu la prima a commentare!

Per oggi è tutto, se mi dovesse venire in mente dell'altro non mancherò di condividerlo con voi!
A presto...

Miranda devil Milian

Note: Tizio Peppinello e Bonazza Forever sono nomi di fantasia inventati lì per lì dall'autrice (cioè io) qualsiasi riferimento a persone realmente esistenti è puramente casuale.

Il riferimento a Milena Gabanelli è esclusivamente relativo al capoverso in cui è nominata.

Interessanti approfondimenti utili per conoscere marchi e multinazionali che sfruttano personale spesso minorenne, che distruggono l'ambiente e affamano interi paesi potete trovarli nelle seguenti pubblicazioni:

"Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere" di Klaus Werner Lobo
"Guida al consumo critico" AA VV





martedì 4 settembre 2012

Grateful


Oggi lì, dove tutto andrà meglio, mi hanno chiamata "professoressa".
Mi sono commossa.
Talmente commossa che non riesco ad esprimere altro.


A presto...
Carla

lunedì 3 settembre 2012

Abbatti il toy boy, vinci una milf


Pochi giorni fa ho saputo che ora va di moda il MILF, cioè quando un ragazzo ci prova con una over 40.
Sono cascata dalle nuvole perchè non sapevo di che si trattasse.
Oggi ho scoperto che le quattordicenni sanno cosa sia il MILF.
E' triste accorgersi di quanto stai indietro, e di brutto pure.

Ora, del toy-boy lo sapevo, tra Madonna e  Alessandra Martines (50) che è passata da Claude Lelouch a uno di 29 anni, una si fa pure una cultura, ma il MILF mi ha colto impreparata.

MILF è un acronimo e vuol dire Mother I Like F..... (quella parola cn "ck" in mezzo)  e la spacciano per una moda, ma può essere una "moda" con chi andare?
Tipo, vanno i pois, i colori pastello, i jeans scoloriti e le donne di quarant'anni circa.
Per me è molto importante aggiungere quel circa.
Concedetemelo!

Dunque sono in voga la donna Milf e il toy-boy ma pure le trentenni che sposano gli ultra settantenni, insomma sembra una gran confusione eppure una cosa mi pare chiara e cioè che da tutta questa storia la quarantennecirca ci guadagna parecchio:
1-è ricercata dai ragazzi giovani operativi nella MILF,
2-può a questo punto avere un toy boy,
3-l'ultrasettantenne che sposa la trentenne stesse zitto che può farsela andare più che bene visto che ha sempre una quarantina di anni in meno. Ma qui la nostra milf può scegliere e dire al tizio di tenersi tranquillamente la sua trentenne, perchè non solo è avvenente ma anche molto generosa.

A questo punto si aggiungono orde di coetanei circa che: o lottano contro i toy boy e i seguaci della setta MILF per riconquistare la over 40 (a proposito mi è venuta l'idea per un video gioco) o si dovranno accontentare di ragazzette giovani.
Poveretti!
Se non altro le giovincelle, avranno molto bisogno di essere consolate dai nefasti esiti del gioco che le vede totalmente escluse.

Inoltre il beneficio per la quarantennecirca di oggi è particolarmente vantaggioso, infatti può dire di essersi trovata, nel corso della sua esistenza, a vivere sempre il suo momento di gloria e ora, una volta giunta all'età tanto temuta, guarda un po', va addirittura di gran moda e come si suol dire, non sa a chi dare i resti!

Miranda devil Milian
40 enne (circa)

sabato 1 settembre 2012

Miranda e il blog del buonumore


Ieri sera ho rivisto Julie & Julia con la strepitosissima Meryl Streep.

A parte che è un bel film, mi piace poi vedere come la ragazza che interpreta la blogger diventa via via sempre più nota e quindi ricercata come autrice.

Non nascondo che, tanto per sognare, ogni tanto penso che sarebbe divertente se ciò accadesse, non so per esempio potrebbe essere allettante diventare la Sophie Kinsella italiana.
Visto che tra l'altro le mie mosse da maniaca dello shopping sono assai più strategiche rispetto alle buffe, simpatiche quanto assurde trovate di Becky Bloomwood, l'audace protagonista dei suoi celebri I love shopping.
Anzi inviterei Sophie (pseudonimo di Madeleine) a leggere il mio blog dove potrebbe trovare interessanti spunti per arricchire il suo personaggio, al fine di renderlo ancora più shophaolic.
A tal proposito dovrò provvedere presto alla sua traduzione in lingua inglese.

Sono vanitosa, non lo nego, ma mai in nessun caso presuntuosa, quindi non nutro tali aspettative e i motivi a riguardo sono tanti, primo tra i quali il fatto che non avrei tempo di scrivere.
E già detto questo...
Certo con la prospettiva di fare soldi, in effetti si potrebbe trovare un rimedio: potrei beneficiare di assistenti e quant'altro, magari all'occorrenza anche di ancelle.
Un altro motivo perchè ciò non potrà mai accadere è che sono lenta a scrivere.
Si: leggo rileggo, correggo, uno strazio.
Non credo che la prospettiva di un libro ogni dieci anni potrebbe essere un'idea.
Beh si, pessima, ma lo è.
Poi, ho scoperto come "bloggare" sia un piacevole hobby senza pretese, che mi ha aiutato addirittura ad uscire dall'attacco di panico.
Ne ho avuto uno solo ma ho impiegato sei mesi ad uscirne completamente, quindi il fatto che sia stato un caso isolato non ne sminuisce gli effetti.
Inoltre, fatto non trascurabile, di scrittrici italiane brave sul genere Kinsella (e spesso ancor più talentuose della stessa) ce ne sono già diverse, nessuno quindi credo, senta la mancanza dei miei ipotetici-patetici libri.
Sapere però che qualcuno li acquisterebbe o comunque li gradirebbe mi basta.
C'è da dire pure, che io sono seria e do molta importanza alla formazione, non vorrei fare come quelle che solo perchè hanno partecipato ad un concorso di miss qualcosa si sentono poi in dovere di rivendicare il diritto di fare le attrici.
Bisognerà pur studiare da qualche parte e partecipare a corsi e stages.
Dalla mia, come formazione ho all'attivo solo la seguente cosa: avevo nove come voto in italiano scritto e orale alle superiori e la prof era molto contenta di me.
Beh, mi sa che non basta!
Anche le basi come comica le ho impiantate all'epoca della scuola, visto che i miei professori, spesso non sapendo che pesci prendere, dicevano alla classe: "...se fate i bravi finiamo la lezione cinque minuti prima, così Carla ci farà le imitazioni!"
Come per magia nessuno più fiatava.
Adesso capisco quanto sia stata sfruttata, tuttavia era un segnale che avrei dovuto captare al volo, invece non ho mai intrapreso una carriera  che esaltasse queste mie, chiamiamole doti, se non per un brevissimo periodo in cui mi si presentò l'occasione di sostituire l'attrice della compagnia in cui ballavo.
In quell'occasione collaborai anche alla stesura dei testi, ci fu addirittura una soffiata e a Domenica In copiarono una mia battuta.
Il direttore artistico della compagnia si infuriò mentre io, ingenuamente, mi sentii fiera!
Del resto facevo lo stesso anche a scuola di danza. Le mie compagne di corso oggi mi raccontano quanto  avessi piacevolmente animato i camerini prima e dopo le lezioni, spesso e volentieri anche durante.
Pare che piombassi esuberante nello spogliatoio, munita del mio giubbetto di jeans pieno di spillette tra cui il trendissimo smile e da lì si iniziasse a ridere e a dar di matto.

Ma torniamo all'attività di blogger. Nel film che vi dicevo, la ragazza dà molta importanza al numero di commenti relativi ai post, e se io dovessi valutare questo elemento dovrei chiuderla qui. Vengo a conoscenza in altro modo dell'indice di gradimento del mio blog, quindi non ho nessuna smania circa questo argomento, non spingo e non incremento tale attività in nessun modo e insomma, mi piace scrivere, leggere altri blog che trovo interessanti che parlino di cucina, filosofia, quotidiano o chissà che altro non importa, la trovo in ogni caso un'attività piacevole.

Potrei pure guadagnarci, ma questo vorrebbe dire che all'apertura del mio blog ci si troverebbe davanti ad annunci pubblicitari e inserzioni di ogni tipo. Potrebbe accadere che nel mio spazio sul web quindi, vengano pubblicizzati prodotti di qualche ditta di cui non condivido i comportamenti per esempio. In questo caso sarebbe poco serio da parte mia, per non dire incoerente, quindi non credo proprio che lo farò mai.
Ah...comunque se un giorno, visitando il mio blog vi dovesse apparire la pubblicità  del poker on line, delle pasticche per diventare più fighi o peggio della Pellegrini che degusta pavesini o di Geppy Cucciari che si fa convincere dalla Marcuzzi ad ingurgitare quintali di yogurth, vuol dire che sono proprio caduta in disgrazia.
Quindi per favore, siate comprensivi!
Ancor più in disgrazia di me rimane comunque la Cucciari che da anni tenta di sgonfiarsi con activia, ma mi pare di capire, senza risultato.
Ho nominato già diversi prodotti e dovrei in effetti iniziare a pretendere un compenso, allora per annullare l'effetto pubblicità di detti articoli posso dire che quei biscotti che mangia la Pellegrini quando non nuota, cioè sempre d'ora in avanti, io li compro al discount che sono uguali, quanto agli yogurth sopracitati non li compro proprio, perchè se mi sgonfio un altro po' sparisco.
Consumo però i probiotici, sempre del discount simpaticamente ribattezzato con un nomignolo buffo da un signorotto alquanto confuso. E si perchè si chiamava Top dì, poi trasformato in Todis, questo non c'ha capito più niente, così parlando al cellulare disse che stava facendo la spesa al Tip e Top!
Ora per me questo è il suo insostituibile nome.

In questi giorni sto stravolgendo diverse cosette molto importanti nella mia vita, ma mi mancava Miranda, cioè me in azione sul blog del buonumore, come lo chiama l'amica che mi ha ispirato questo pseudonimo.
Ammetto che lo pseudonimo fa molto scrittore, anche se per finta.
Se devo giocare lo voglio fare in tutto e per tutto, del resto lo sottolineo sempre che per me il divertirsi è affare serio.

Per spiegare il perchè dello pseudonimo, riporto una piccola parte dell'intervista che concederò non appena mi verrà richiesta:

L'autrice ci accoglie nella terrazza della sua casa romana, ci offre un drink con stuzzichini e ci concede un po' del suo prezioso tempo.

-Carla, posso darle del tu?

-Ma certo, nessun problema!

- Ti ringrazio, allora inizierei subito. Perchè ti firmi Miranda Devil Milian?

-Beh è stata un'amica tempo fa, Angela (mamma di una sua allieva, perchè l'autrice è anche maestra di danza ndr) mi ha fatto notare quanto io sembri un mix tra Miranda Priestley de Il diavolo veste Prada (guarda caso personaggio interpretato ancora da Meryl Streep ndr) e Er Monnezza (Tomas Milian).

Insomma una tipa raffinata, autoritaria sul lavoro ma che se te ce deve mannà lo fa senza sinonimi o riserve di sorta.



Ora devo tornare ad urgenti lavori per l'inizio della mia attività, che qui si sta smuovendo di tutto e di più.

Grazie a tutti quelli che leggono i miei post.
Sappiate che rendete più divertente nonchè più gratificante il mio giocare a fare la scrittrice.

A presto...
Miranda Devil Milian
(Carla)
mercoledì 29 agosto 2012

Silenzio stampa!


Mi è venuto un dubbio, forse mi sto comportando da maleducata.
Mi spiego: se hai un blog e sai che viene letto, che fai, entri in silenzio stampa così senza dire niente, senza un minimo di avviso?

Eccomi quindi, a riferirvi che sono in un momento in cui ho davvero tanto da dire ma che nello stesso tempo è meglio che ancora resti con la bocca cucita, non per una fuga di notizie che non mi preoccupa per niente ma per poter finalmente parlare quando le idee e soprattutto i fatti saranno più chiari.

A volte il silenzio è prudenza, riflessione, è complice di un grande cambiamento e quello sta decisamente avvenendo.

Diciamo che ho preso delle decisioni in merito a quanto esposto qui e che la dignità e il voler alzare la qualità della mia vita stanno gridando a gran voce i propri diritti, anzi stanno furiosamente spezzando le catene, stanno sradicando la presa di una colla viscida e appiccicosa lasciandomi volare in ambienti che più mi si addicono.
E' una sensazione di libertà assoluta, che seppur tra mille timori mi rende già vittoriosa!

Chi mi conosce sa, non solo quanto ami la danza, ma quanto essa sia la mia linfa vitale eppure, nemmeno questo può nulla di fronte a certe cose.

A presto...

Carla
sabato 18 agosto 2012

Pipistrelli e stelle cadenti, la lunga notte di una piccola hacker


Manomettere il sistema dello smartphone per me è stato elettrizzante quasi quanto comprarsi delle bellissime scarpe col tacco.
Non credevo che il trafficare con aggeggi informatici potesse prendermi a tal punto, eppure, nonostante vanti dei precedenti di tutto rispetto, da oggi posso dichiararmi a tutti gli effetti una smanettona!

Senza che mi dilungo coi dettagli, sappiate che è stata tostissima, è da ieri che studio cose complicatissime, in tutte le salse e su tre miliardi di siti, che m'imbatto in impicci i quali d'un tratto sembrano risolversi gettandomi subito dopo nello sconforto aprendomi le porte, anzi i portoni, per condurmi verso ulteriori sconfinati orizzonti, quasi a dirmi: eh eh eh credevi mica fosse così facile?!

Oggi a Roma la temperatura era maggiore di quella che di solito si può trovare all'inferno. Diciamo che in casa del diavolo è un autunno mite in confronto, tipo ottobrata romana per capirsi, ma io caparbia avevo l'obiettivo da raggiungere e così armata di cavetti, computer, schede di memoria e ventilatore mi sono messa sotto ugualmente. Più che altro ero smaniosa di dimostrare a tutti i costi che per avere un telefono più performante non devi necessariamente rottamarlo seminuovo lamentandoti per aver fatto un acquisto sbagliato. Comprarne quindi un altro molto più costoso, indebitandoti pure fino al collo con operatori telefonici dediti allo strozzinaggio mascherato da grande occasione. Non ti devi però nemmeno rassegnare pensando che se non te lo puoi permettere devi fare a meno di certi optional. Ma puoi andare a fondo della questione e metterti in condizione di fare quello che per impostazione obbligata non ti è permesso.
Un invito a nozze per me!

Smanetta che ti smanetta, studia e ristudia, ad un certo punto mi sembrava di scoppiare per il caldo e la fatica, mi sentivo come quelle ampolline magiche contenenti liquido colorato che le stringi in mano e col calore quello sale sempre più su fino a bollire.
Queste qui:












quelle che te le regalavano e quando a casa invitavi delle amichette per parlare di ragazzi mentre ci si strafogava di pane e nutella, si stava tutte con 'sti attrezzi in mano a stupirsi nel vederle bollire. Sembravamo devote impazzite davanti al sangue di San Gennaro.
Si rideva nel misurare i relativi bollori e io ci rimanevo sempre di schifo perchè avendo perennemente le mani gelate non ero in grado di offrire performance degne di nota. 
Eppure...
Vabbè...

Insomma, per non fare la fine dell'ampollina miracolosa e giungere con tutta me stessa all'ebollizione dovuta a Caligola (che non è un vigoroso amante ma un altro scassascatole di anticiclone) ho fatto un break nel tardo pomeriggio in cui mi sono concessa un bagno rilassante, tipo spa fai da te.

Ho buttato nella vasca due cucchiai di miele, due di succo di limone, un po' di bagnoschiuma, ho acceso pure un paio di candele profumate e le ho sistemate per bene ai bordi davanti a me. Però dato che viste così, frontalmente e allineate facevano un effetto vagamente funebre le ho risistemate in maniera asimmetrica sugli scalini di accesso in vasca.
Che in effetti si prestano.
Molto meglio, decisamente.
Così, dinanzi a me ho lasciato libera la visuale. Questa a sua volta mi ha fatto riflettere sul fatto che non è molto bello farsi il bagno mentre fissi lo stendino a torretta, seppur chiuso e abbandonato in attesa della riapertura invernale (per niente prossima) del cantanapoli-arredamento d'interni e cioè panni stesi su torre vagante in giro per casa.
Ad allietare il momento però, al centro di quella parte di parete sempre nascosta (a meno che non ti fai un bagno) dietro lo stendino, campeggiava l'adesivo di Effy, l'efelante di Winnie the Pooh che fa il bagnetto.
(Si dice proprio efelante, non è stata una svista).
Fa sempre sorridere Effy!
Piaceva molto a mia figlia, e ancora di più a me, quindi sta lì da un bel po'.
E ce lo voglio ancora per molto tempo, quindi, guai a chi lo tocca :)

Uscita dalla vasca rilassata, profumata di miele e limone, con la pelle liscia e vellutata come pesca mi sono rimessa a smanettare con schede, ripartizioni, memorie, rom e ram (che non sono altri personaggi dei cartoni tipo Cip e Ciop) lasciando al dopo cena l'emozione dell'esito finale, quando, con discrete palpitazioni, avrei dato gli ultimi click consapevole che sarebbero potute accadere solo tre cose: la uno, la due o la tre.

La uno-sfasciavo il telefono definitivamente (o quasi) a questo punto si riteneva necessario l'intervento di smanettoni professionisti di fronte ai quali avrei fatto una magra figura, e non solo perchè ho la taglia 40.
(Mio marito è molto più che uno smanettone professionista ma l'orgoglio e il doverlo distogliere dalle sue importanti attività per sistemare i miei pasticci sono fattori che mi avrebbero resa frustrata a vita).

La due-dopo aver lavorato tanto, qualche cosa poteva non funzionare per via di qualche incompatibilità lasciando tutto come prima cioè tutto a posto e niente in ordine.
(Forse questa situazione è addirittura peggio del portare il telefono dallo sfasciacarrozze).

La tre-sarei diventata la padrona indiscussa del sistema e così... via libera, d'ora in avanti me lo giostro come mi pare e piace.

Ringraziando il cielo è andata alla grande, dedizione e pazienza hanno vinto, così, dopo qualche avvisaglia di pericolo al solo scopo di accrescere la suspence facendomi tremare, ho conquistato padronanza del sistema. Ora, a dire il vero e a giochi fatti, mi sento anche piuttosto su di giri.
Ci sono indubbiamente attività più avvincenti nella vita che ti possono far sentire un dio, come buttarsi col paracadute, fare surf su onde oceaniche gigantesche, portare una barca a vela nella tempesta e arrivare sani e salvi al porticciolo, del resto anche ballare sulle punte per rimanere negli ambiti di mia competenza, ma smanettare con successo al computer ha questo potere esaltante...mah...va a capire...

Ringrazio il cielo anche perchè mi ha appena regalato la visuale di una deliziosa stellina cadente, così mentre scrivevo qui dalla terrazza, ho alzato gli occhi e -paf- l'ho vista. Quest'anno non avevo avuto occasione di vederle e quindi sono oltremodo contenta.

Beh, è arrivato decisamente il momento di andare a dormire, sono le 4.25 a.m. e anche se si sta una favola in terrazza, il mal di schiena per le ore di coreografia dell'altro ieri si sta facendo sentire, inoltre i versetti dei pipistrelli svolazzanti mi mettono un po' d'ansia.

Miranda la smanettona

PS: Il protagonista del titolo, cioè l' hacker, è un personaggio di pura fantasia e non ha nulla a che vedere con fatti che potrebbero accadere d'ora in avanti. Non entrerò nei vostri profili facebook, nè nelle vostre caselle di posta elettronica, non leggerò le vostre mail nè mi impiccerò degli inciuci che vi riguardano. Tantomeno andrò a mettere il muso in situazioni ben più delicate che richiederebbero altro che un paio di giorni di studio e un bagno al miele.
Se qualcuno volesse però investire nel mio talento offrendomi una degna formazione e un futuro dove poter fare il bagno nelle monete come zio Paperone, sono disposta ad impegnarmi per imparare a fare tutte le cose che ho appena descritto dicendo che non le avrei fatte.

venerdì 10 agosto 2012

All'alba vincerò!


Le cose semplici della vita sono le più belle.

Tornare a casa, ammirare il cielo al tramonto quando calde tonalità esplodono tra i rami degli alberi incendiando gli archi dell'acquedotto romano di sfumature arancio, rosso e violetto fino a spegnersi nella frescura del verde parco: che spettacolo suggestivo, direi unico!

Emozionante questo mix di storia e paesaggio, esaltante rendersi conto di cosa sia capace la natura, questa meravigliosa natura di cui noi siamo parte!

Ehi, ma che ci avete creduto?

Beh lo ammetto, stavo rientrando a casa al tramonto e si, tutto quel che ho descritto qui sopra c'era davvero, ma la cosa sensazionale, che rendeva tutto più bello, stava nel portabagagli, si, finalmente loro erano lì dentro!

Come loro chi?
Le scarpe delle meraviglie!
Quelle di cui vi ho parlato con infinito amore e tanta enfasi qui.  

Non sono proprio quelle immortalate nelle foto del post di ieri però, quelle le vado a prendere domani, sempre per via del fatto che indugiare, creare aspettativa e aumentare la suspence sono fattori che rendono più eccitante il momento fatidico dell'appagamento del desiderio.

Quindi NO al tutto e subito ma assolutamente SI al tutto un po' per volta, che poi con 'sto sistema ci scappa sempre qualcosa in più.
Fidatevi!






Addirittura può risultare oltremodo intrigante l'atto di portare furtivamente in casa l'oggetto della discordia. Pertanto mi capita di rientrare con fare piuttosto guardingo e una volta constatato che nessuno mi ha notata, di iniziare cautamente la manovra: mi accuccio e apro pian pianino il cassettone all'ingresso, cercando sempre di non fare troppo rumore con le buste e a quel punto (rullo di tamburi) ci spalmo dentro il nuovo paio di scarpe.
Nel vederle scomparire al suo interno mi capita di sussurrare frasi strampalate del tipo: ciao belle! Tranquille che più tardi in un attimo di calma vengo a trovarvi, così, tanto per prendere coscienza del fatto che siete mie.

Oggi dunque, mi sono decisa.
Dopo il fallimento di ieri, dovevo darmi una mossa, così, dopo aver passato un paio d'ore dal parrucchiere con l'amichetta che non vedevo da quasi due mesi, quella con cui praticamente convivo, mentre l'operazione di taglio del mio caschetto era terminata, nell'attesa che lo shatush sulla testa di lei facesse presa (è una specie di tinta progressiva che va di moda ora) tra una chiacchiera e l'altra, il pensiero correva sempre da quelle scarpette maledette. Allora ho pensato che una volta fuori di lì avrei potuto farci di nuovo un salto, ma non prima di aver dato una sbirciatina in un altro negozietto che non frequento da un po'.
E così ho fatto, lì ho provato un paio di scarpe favolose, turchesi, sempre con plateau e tacco altissimo mentre alla radio Vasco cantava "...non metti mai niente di particolare, solo per farti guardare..."
beh, se non mi guardano con queste c'è di che preoccuparsi.
Comunque niente da fare, pure con quelle ai piedi, il pensiero volava dalle altre, nell'altro centro commerciale, che guarda caso era di strada, quindi, tanto valeva.
Andarci.
E di corsa pure!

Come una forsennata corro al parcheggio, stavolta gratis, per partire verso l'unica meta possibile.
La brama mi ha distratto al punto che una volta entrata in macchina, anzichè azionare l'aria condizionata ho acceso i fari e poi anche fisiologicamente iniziavo ad avere delle strane alterazioni, quali senso di soffocamento e accelerazione della deglutizione, forse anche il cuore batteva più forte.

Arrivata a destinazione quasi di corsa, anzi senza il quasi, di corsa e basta, man mano che mi avvicinavo alla preda rallentavo, quasi a non voler mostrare quell'esagerato e ardente desiderio che mi stava consumando, non sia mai che davanti alle altre clienti-maniache mi manifestassi per...
si diciamolo pure: per quella che sono.
Cioè una come loro, anzi, una peggio di loro.
Infatti non ho visto nessuna fotografarsi i piedi con aria sognante, per non dire da ebete, e scommetto che nessuna, a notte inoltrata, stia documentando con ardore il misfatto su un blog. 
In quel momento ero solo una che senza ritegno si sarebbe, di lì a poco, avventata su quelle scatole magiche con impeto vergognoso e senza un minimo di decoroso controllo.

Eccole lì dunque, schierate, a dire il vero un po' sottosopra visto l'orario di chiusura, i numeri 35/36 da una parte e poi i 40/41 dall'altra.
Come è noto gli ultimi saldi sono a beneficio esclusivo di sole due categorie di donne:
cenerentole con piedi poco sviluppati 















e anastasie fettone!














Due modelli, tra i più belli in assoluto mi hanno irretita, così un paio sono già nel mio cassettone, l'altro come vi dicevo prima, vi giungerà domani.
Se tutto va secondo i miei piani.
E cosi sarà.

Certo, un'altra agguerrita 36 potrebbe fare prima di me, innamorarsene e portarmele via ma io cercherò di batterla sul tempo, mi alzerò presto, prenderò il mio coupon-sconto ottenuto oggi e...
domani
all'alba...
vincerò!

Miranda (Devil) Milian

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