Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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martedì 9 luglio 2013

Sexyback


Basta silenzi.
Dio quanto mi siete mancati e che bello sapere di avere qualche anima pia che ti legge e potersi permettere frasi come questa: "mi siete mancati".
Sono stata un po' giù di corda e quando mi sento così non riesco a scrivere perchè mi sto un po' antipatica inoltre ho avuto un forte mal di schiena che ancora a tratti mi porto dietro, ed è ovvio perchè la schiena appunto sta dietro tant'è che in inglese si dice back. Scrivere col mal di schiena è quasi impossibile e quel po' che si riesce a fare arreca un nervoso che non vi dico per via che non trovi mai una posizione che si avvicini quanto più possibile al comodo. Avrei voluto fare la battuta circa il non poter bloggare perchè stavo bloGGata con la schiena ma c'è già un blog che si chiama così quindi niente plagio, qui tutta roba very original 100% by Miranda la Maestrina!

A dire il vero avevo iniziato un post dove volevo parlarvi della gluteoplastica ma non l'ho portato a termine causa una tristezza infinita provocatami dall'argomento e nello specifico nell'immaginare tutte queste donne che pare vadano dal chirurgo estetico chiedendo un sedere come quello di Belen. Poi ho dato un'occhiata alle immagini di chi si è rifatta il fondoschiena e mi è venuta ancora più tristezza perchè questi sederi fanno scena ma quella curvatura che parte già da un centimetro sotto la vita esplodendo quasi subito in una mongolfiera dalle dimensioni spropositate non so come mai, ma mi ha messo una certa ansia, tipo che se mi venisse un sedere così all'improvviso mi metterei a piangere dalla disperazione.
Il troppo struppia è un detto che non viene più preso in considerazione, almeno da chi si rifà il sedere.
Mi sono anche documentata e nell'articolo che ho letto c'era scritto che -ahimè- per le europee non è così comune avere un sedere perfetto al contrario delle latino-americane che evidentemente sono più fortunate.
Ecco perchè si dice "avere culo"!
A causa di questa disgrazia le europee si entusiasmano all'idea delle protesi nel sedere, idea che poi spesso viene concretizzata accendendo un mutuo.
Credo che al pensiero di avere dei corpi estranei lì dentro non potrei più sedermi per timore di combinare qualche guaio infatti nell'articolo c'era pure scritto che purtroppo chi si sottopone alla costosa gluteoplastica corre dei rischi in diversi casi irreversibili, si ma...niente di che, sentite un po' che roba:
1) asimmetria dei glutei,
2) rottura delle protesi,
3) doversi sottoporre a vari interventi nel corso degli anni... e questo nella migliore delle ip(r)otesi!

Allora mi chiedo, quando devi andare in giro col sedere storto, forse rotto (che non è una bella cosa) e andartelo a rifare più volte non è meglio farsene una ragione? Di non avercelo come Belen?
No, deve essere perfetto per attirare quei maschi di cui dopo ci si lamenta con le amiche.
Ah Ah Ah!
Ma questa è solo una mia idea, ovviamente ognuna può fare del proprio corpo quel che vuole.
Frase politically correct per eccellenza ma meglio specificare così non si arrabbia nessuno anche perchè oltre alle sventurate presso il cui sedere l'operazione non riesce, ci saranno altri casi di ragazze che grazie ad un intervento perfettamente riuscito potranno godere di un promontorio da paura. Esse vivranno delle vite realizzate e felici tanto da diventare storte altrove a furia di rigirarsi ad ammirarselo nello specchio.
Se poi a molte -ahimè- qualcosa va storto (e ci va in tutti i sensi) si sa, non tutte le ciambelle riescono col buco!
Dunque, vi ho parlato di gluteoplastica.

Io invece dovrei farmi fare un intervento che mi faccia passare la voglia di fare shopping perchè in questo periodo tra tessere sconto e saldi è un vero delirio. Se esistessero delle pasticche capaci di annientare quel desiderio irrefrenabile...non che le assumerei ma almeno in casi estremi potrei contare su un rimedio.
Oggi ne ho combinata una proprio da maniaca, munita di busta della spesa al braccio, nell'imboccare la scala mobile al centro commerciale mi sono andati gli occhi su un paio di scarpe col tacco dello stesso/identico/spiccicato colore di una borsa e di una gonna che ho, quindi mi è toccato entrare in negozio e provarle. La busta della spesa per terra in un angolo carica di pasta De Cecco in offerta era decisamente poco fashion ma menomale che avevo con me anche il borsone di danza capace di dare un tocco di classe alla mesta situazione da Sex & the city by Tor Vergata.
C'è anche da dire che purtroppo i nomi dei quartieri romani non aiutano, ne esce uno stile gravemente compromesso che ha bisogno di tutto il nostro impegno per risollevarsi.
Insomma non sarò brasiliana ma ho avuto c**o: al quarto giorno di saldi il 36 ce l'avevano e quelle scarpe erano super scontate.
Adesso non rimane che trovare in saldo un autista perchè sia guidare che camminare con quelle ai piedi non sarà un'impresa facile.

Miranda (devil) Milian


mercoledì 24 aprile 2013

Scarpette a colazione



Svegliarsi a mezzogiorno e pensare alle cose frivole, lo ammetto è molto bello.

Chi legge e non mi conosce potrebbe pensare che non ho problemi e che sono una scema (chi mi conosce lo sa già che sono scema e amen).




Beh io metto in atto la strategia del chi se ne frega e vado avanti a dire e scrivere quello che mi pare!

Ebbene si, in questo periodo mi sto godendo appieno la bellissima sensazione del sentire vicine poche persone ma buone e sono troppo contenta di  non dare potere a quelle "cattive", potere di agire nei miei confronti. Attenzione non vuol dire che non lo faranno più, sono sempre lì e i danni fatti per il momento non si possono cancellare ma io posso decidere quanto peso hanno sulla bilancia della mia vita.
Che metafora allucinante, perdonatemi ma è davvero ciò che sento, io posso dare loro un potere ma posso anche toglierglielo e non importa se per un periodo più o meno lungo gli è stato da me concesso, così come gliel'ho dato, ora gliel'ho negato!
Non è fantastico? Si può fare, lo possiamo fare tutti sempre e comunque.

Non bisognerebbe identificarsi con la sofferenza o il gesto malevolo di qualcuno perchè in questo modo noi stessi gli attribuiamo un valore che non ha e soprattutto il potere di farci del male e di andare quindi ad alimentare una cosa che poi è brutta non solo per noi ma per tutti. Che meraviglia sentirsi parte del tutto, l'ho provata ora questa sensazione, è durata un nanosecondo ma mi ha deliziata!

Insomma vista così la lotta della vita assume un aspetto quasi, se non del tutto divertente.

Cenerentola a mezzanotte perde la scarpetta e io a mezzogiorno sogno quella scarpetta dorata da più di 1000 Euro che starebbe benissimo col mio vestito blu e oro...ma ne troverò sicuramente altre, altrettanto belle e con uno zero in meno!



Buona giornata :)
Miranda (devil) Milian 
lunedì 15 ottobre 2012

Scarpette da sogno


Ti iscrivi a danza classica e già sogni quel giorno, sai che te lo dovrai sudare, che dovrai aspettare anni e dedicarti al massimo per arrivarci, ma quando quel momento è alle porte sei al settimo cielo.
La maestra ti ha spiegato come sceglierle e come cucire i nastrini ma soprattutto ti ha preparato a dovere perchè una volta indossate quelle scarpette, tu possa salirci e muovere i primi passi correttamente.
Sono davvero le scarpe più belle che ci siano.Adoro quelle fashion col tacco, colorate, nere, con fibbiette, cinturini, borchiette ma...il fascino emanato dalle scarpette da punta non ha pari.

Quando sono nuove sono lucidissime e luminose, quando sono consumate portano i segni di un lavoro duro ma bellissimo.
Diventano parte di te, non le senti più nonostante spesso e volentieri le vesciche che provocano sono dolorosissime. Capita di osservarle una volta tolte e vedendo quei segni lasciati dalle ferite non puoi credere che fino a poco fa ti ci destreggiavi abilmente.
Le ballerine classiche sembrano farfalle eppure devono sopportare faticosissimi sforzi senza darlo a vedere e spesso dietro i loro sorrisi ci sono le vesciche che pulsano, ma che come per incanto sotto i riflettori si anestetizzano.

Quando vedo le mie allieve della danza jazz venire alla lezione di classico con il sorriso sulle labbra e una gran voglia di sfidarsi sugli aspetti più complessi, credo che gran parte del mio scopo di maestra l'abbia raggiunto proprio lì, in quei volti talmente affascinati da un'arte così meravigliosa da non pensare minimamente alla fatica e al dolore.

Da bambina le scarpette da punta sono oggetto di fantasie emozionanti, da allieva un sogno divenuto realtà, man mano diventano sempre più uno strumento di lavoro e ancora più in là parte del tuo essere una danzatrice professionista.
Si consumano facilmente, devono essere sempre ammorbidite al punto giusto, ci vuole grande cura quindi  per quelle da usare in scena ma anche per preservare al massimo con strategie e accorgimenti, quelle per la lezione o le prove.

Mi piacerebbe ora aggiungere una mirandata, ma forse non è il caso, vorrei lasciare questo post così come è, immerso nella poesia di queste magiche scarpette, magari potrei raccontarvi della ballerina che per prima danzò un intero balletto sulle punte, cioè Maria Taglioni nel 1832 in La Sylphide, ma poi se non ci metto quel tocco di Miranda non mi sento io...ebbene...eccovi l'aneddoto.
Tempo addietro ho avuto modo di assistere ad una scena pietosa, la protagonista era una tizia tutta silicone e abiti attillati la quale implorava l'estetista di risistemarle l'unghia dell'alluce che era rimasta malamente spezzata in un incidente domestico.
La ferita era profonda e l'estetista saggiamente si è rifiutata di metterci mano, la tipa a questo punto ha sclerato di brutto, era disperata perchè avrebbe dovuto aspettare qualche giorno e nell'attesa portare un cerotto. Il problema non era il dolore per l'infiammazione, che avrebbe addirittura voluto peggiorare con l'applicazione del gel, ma l'effetto anti estetico del cerotto sull'alluce che fuorisciva dallo zatterone (comunque già raccapricciante di suo).
Un cerotto sull'alluce?
Una tragedia!
E' importante sottolineare, a difesa della tizia sclerata, che anche lei col fisico ci lavora, quindi capirete che mentre per una ballerina avere i piedi incerottati sia la norma, per una che svolge, in vesti modernissime, il lavoro più antico del mondo non va bene per niente.
Ho provato ad incoraggiarla facendola riflettere, del resto un cerotto sul piede per tre giorni non è la fine del mondo, ma mi si è rivoltata contro al pari di una belva, ho temuto che le scoppiassero le labbra e quindi di essere spazzata via non solo dalla sua furia ma anche dai pezzi di plastica che mi sarebbero piovuti addosso a raffica (ne aveva tanti ovunque) mi sono spaventata moltissimo, quindi ho capito che probabilmente se una donna di oltre 40 anni (che -ahimè-è pure madre) non può tollerare un cerotto sul piede, ci deve essere un motivo. Così mi son fatta gli affari miei pensando sorridente ai miei inestetismi da piede che tollero fin troppo volentieri.
Non lavoro più  quotidianamente sulle punte da un po' quindi questi problemini sono sicuramente più lievi ma l'altro giorno, dopo averci fatto qualche passo  mi sono provocata una bella vescichetta, beh è successo che poi me la guardavo quasi con soddisfazione...avrei preferito non averla certo, ma è la naturale conseguenza di una cosa talmente bella da cambiare totalmente il punto di vista del senso estetico, come i calli all'interno delle mani dovuti agli anni di sbarra, lì dove portavi il solito anellino cui eri tanto affezionata da non toglierlo mai.
Ora non pensate che siamo delle befanette bitorzolute, ma di sicuro qualche segno del nostro duro lavoro, più o meno, lo portiamo tutte, da ragazzina indossare i sandali o andare al mare con i piedi scoperti era piuttosto imbarazzante ma adesso un cerotto sul piede non mi crea nessun disagio.
Sarò mica matta?

Miranda (devil) Milian

Ecco come nasce una scarpetta da punta



venerdì 10 agosto 2012

All'alba vincerò!


Le cose semplici della vita sono le più belle.

Tornare a casa, ammirare il cielo al tramonto quando calde tonalità esplodono tra i rami degli alberi incendiando gli archi dell'acquedotto romano di sfumature arancio, rosso e violetto fino a spegnersi nella frescura del verde parco: che spettacolo suggestivo, direi unico!

Emozionante questo mix di storia e paesaggio, esaltante rendersi conto di cosa sia capace la natura, questa meravigliosa natura di cui noi siamo parte!

Ehi, ma che ci avete creduto?

Beh lo ammetto, stavo rientrando a casa al tramonto e si, tutto quel che ho descritto qui sopra c'era davvero, ma la cosa sensazionale, che rendeva tutto più bello, stava nel portabagagli, si, finalmente loro erano lì dentro!

Come loro chi?
Le scarpe delle meraviglie!
Quelle di cui vi ho parlato con infinito amore e tanta enfasi qui.  

Non sono proprio quelle immortalate nelle foto del post di ieri però, quelle le vado a prendere domani, sempre per via del fatto che indugiare, creare aspettativa e aumentare la suspence sono fattori che rendono più eccitante il momento fatidico dell'appagamento del desiderio.

Quindi NO al tutto e subito ma assolutamente SI al tutto un po' per volta, che poi con 'sto sistema ci scappa sempre qualcosa in più.
Fidatevi!






Addirittura può risultare oltremodo intrigante l'atto di portare furtivamente in casa l'oggetto della discordia. Pertanto mi capita di rientrare con fare piuttosto guardingo e una volta constatato che nessuno mi ha notata, di iniziare cautamente la manovra: mi accuccio e apro pian pianino il cassettone all'ingresso, cercando sempre di non fare troppo rumore con le buste e a quel punto (rullo di tamburi) ci spalmo dentro il nuovo paio di scarpe.
Nel vederle scomparire al suo interno mi capita di sussurrare frasi strampalate del tipo: ciao belle! Tranquille che più tardi in un attimo di calma vengo a trovarvi, così, tanto per prendere coscienza del fatto che siete mie.

Oggi dunque, mi sono decisa.
Dopo il fallimento di ieri, dovevo darmi una mossa, così, dopo aver passato un paio d'ore dal parrucchiere con l'amichetta che non vedevo da quasi due mesi, quella con cui praticamente convivo, mentre l'operazione di taglio del mio caschetto era terminata, nell'attesa che lo shatush sulla testa di lei facesse presa (è una specie di tinta progressiva che va di moda ora) tra una chiacchiera e l'altra, il pensiero correva sempre da quelle scarpette maledette. Allora ho pensato che una volta fuori di lì avrei potuto farci di nuovo un salto, ma non prima di aver dato una sbirciatina in un altro negozietto che non frequento da un po'.
E così ho fatto, lì ho provato un paio di scarpe favolose, turchesi, sempre con plateau e tacco altissimo mentre alla radio Vasco cantava "...non metti mai niente di particolare, solo per farti guardare..."
beh, se non mi guardano con queste c'è di che preoccuparsi.
Comunque niente da fare, pure con quelle ai piedi, il pensiero volava dalle altre, nell'altro centro commerciale, che guarda caso era di strada, quindi, tanto valeva.
Andarci.
E di corsa pure!

Come una forsennata corro al parcheggio, stavolta gratis, per partire verso l'unica meta possibile.
La brama mi ha distratto al punto che una volta entrata in macchina, anzichè azionare l'aria condizionata ho acceso i fari e poi anche fisiologicamente iniziavo ad avere delle strane alterazioni, quali senso di soffocamento e accelerazione della deglutizione, forse anche il cuore batteva più forte.

Arrivata a destinazione quasi di corsa, anzi senza il quasi, di corsa e basta, man mano che mi avvicinavo alla preda rallentavo, quasi a non voler mostrare quell'esagerato e ardente desiderio che mi stava consumando, non sia mai che davanti alle altre clienti-maniache mi manifestassi per...
si diciamolo pure: per quella che sono.
Cioè una come loro, anzi, una peggio di loro.
Infatti non ho visto nessuna fotografarsi i piedi con aria sognante, per non dire da ebete, e scommetto che nessuna, a notte inoltrata, stia documentando con ardore il misfatto su un blog. 
In quel momento ero solo una che senza ritegno si sarebbe, di lì a poco, avventata su quelle scatole magiche con impeto vergognoso e senza un minimo di decoroso controllo.

Eccole lì dunque, schierate, a dire il vero un po' sottosopra visto l'orario di chiusura, i numeri 35/36 da una parte e poi i 40/41 dall'altra.
Come è noto gli ultimi saldi sono a beneficio esclusivo di sole due categorie di donne:
cenerentole con piedi poco sviluppati 















e anastasie fettone!














Due modelli, tra i più belli in assoluto mi hanno irretita, così un paio sono già nel mio cassettone, l'altro come vi dicevo prima, vi giungerà domani.
Se tutto va secondo i miei piani.
E cosi sarà.

Certo, un'altra agguerrita 36 potrebbe fare prima di me, innamorarsene e portarmele via ma io cercherò di batterla sul tempo, mi alzerò presto, prenderò il mio coupon-sconto ottenuto oggi e...
domani
all'alba...
vincerò!

Miranda (Devil) Milian
giovedì 9 agosto 2012

Saran belli gli occhi neri, saran belli gli occhi blu, ma le scarpe...


Post frivolo.
Lettore avvisato mezzo salvato!
Ma il frivolo per me è parte del serio, i due elementi devono compenetrarsi per generare una vita quanto più gratificante possibile.
Fine delle scuse per giustificare il fatto che sto per parlare di scarpe.

A nove giorni dal rientro vacanziero ho passato la mattinata al centro commerciale con la scusa della spesa, tipo, arrivo al centro commerciale ore 10.03 (come testimonia il cartellino), inizio spesa al supermercato ore 13.00 circa.

In quelle tre ore di vuoto sono stata rapita dagli alieni che mi hanno catapultata in giro per vetrine. Io non volevo ma non potevo mica opporre resistenza, gli alieni quando si straniscono sono capaci di tutto, anche di farti comprare scarpe, vestiti, borse e accessori vari contro la tua volontà.
Sono terribili, tu non vuoi, dici che ne hai già tanti e che sarebbe una spesa superflua ma loro insistono e ti minacciano e tu, terrorizzata, ti ritrovi a cedere.
Tuo malgrado.

Non mi era mai capitato di pagare cinque euro per il parcheggio. Ho annullato subito l'operazione credendo si trattasse di un errore, poi ho letto per bene il regolamento e ho scoperto che invece aveva ragione quella macchinetta infernale, l'unica funzionante di tutto il centro, quella a due km dal mio posteggio: tre ore e mezza o frazione fanno cinque euro!

Urca!

Beh però c'è da dire che non mi hanno fatto pagare le ulteriori tre ore spese per raggiungere l'unica cassa automatica funzionante, mentre nel mio portabagagli i surgelati erano messi a dura prova dai quaranta gradi di temperatura africana di passaggio per l'ennesima volta qui a Roma.

Vabbè, tutta colpa di quelle maledette scarpe che ho guardato e riguardato e poi ho fatto altre cose ma dopo aver posato delle buste in macchina, tanto per sentirmi più leggera e più agile per la prova, sono tornata da loro e le ho riguardate: tutte firmate, a metà prezzo e tutte del mio numero, il 36.
Per l'occasione mi stava bene pure il 35 così avevo pure una certa scelta a disposizione.
(Non sono una nana ma ho i piedi piccoli).
Scarpe immettibili per la vita di tutti i giorni ovviamente, a meno che non hai occasione di fare la superfiga 24h su 24.
Tacchi vertiginosi, colori eccentrici e plateau altissimo, scarpe fantastiche, di quelle che bisogna averle, così, non tanto per metterle, ma sapere di possederle ti fa sentire meglio.
Più sicura.
Più figa.
Più tosta.
Più una che osa e non come quelle che si provano scialbi sandaletti bassi e pratici, molto simpatici, davvero spiritosi, e così via con tutta un'altra serie di aggettivi adatti a giustificare lo scarso senso del fashion che emanano.
A tal proposito c'è una frase di un filmetto comico anni '60 che mi fece troppo ridere, diceva:
Gonna lunga e tacchi bassi non ispiran grandi spassi!

Ah Ah Ah!
Come dargli torto!

Insomma, tra una puntatina e l'altra nel reparto calzature, sono salita al piano superiore per distrarmi e dopo aver comprato una borsa della stessa marca delle scarpe e sempre a metà prezzo, mi è andato l'occhio su una vetrina, al centro della quale troneggiava un manichino con indosso una maglietta che riportava una scritta rosa fluo la qual diceva:

 (Cenerentola è la prova che un nuovo paio di scarpe possono cambiare la tua vita)

Sarà un segno degli dei?
Mi sono detta.

Qualcuno mi sta forse dicendo: Va' e compra quelle scarpe, sciocca di una donna, ancora non hai capito? Sono a metà prezzo, del tuo numero, dei tuoi colori preferiti, cosa fai ancora quassù ...scendi ordunque ai piani inferiori, laddove alberga il diavolo, e prendile: sono lì per te! 

Ho anche immaginato una specie di Zeus lanciafulmini mentre materializzava scarpe luminescenti direttamente dall'Olimpo, fissandomi con i suoi occhi dannatamente magnetici e nel contempo provocatori.

(Finirà 'sto caldo prima o poi, portandosi via relativi deliri e allucinazioni, si, finirà, voglio crederci).

Che bello però, a Cenerentola le nuove scarpe l'hanno cambiata davvero la vita, eccome!
Certo, sempre che ti piaccia sfracassarti di noia dentro un castello a fare niente, tant'è che in Cenerentola 2, in pochi lo sanno, si veste male come quando lavava per terra comandata a bacchetta dalla matrigna cattiva, va a fare la spesa al mercato, sta simpatica ai poveracci e fa pure pace con le sorellastre.
Magnanima, umile e in ciabatte, quindi ... no, dio delle scarpe non mi freghi, non le comprerò, ma dato che un'altra visitina in quel reparto non costa niente, dopo cinque minuti eccomi di nuovo lì, davanti a quegli attrezzi infernali.
Precisamente questi:

Ma perchè questo tentennare?
Questo prova e riprova, sali e scendi?
Diciamo che un po' fa parte del gioco, crea suspence, rende l'atto dello shopping più trasgressivo.
Lo faccio o non lo faccio?
Insomma fa proibito, quindi, desiderabile.
E questa è la spiegazione che rende più affascinante il mio indugiare, la realtà però è anche un'altra, quella poco avvincente e decisamente terra terra, cioè che a metà prezzo di un prezzo alto sono comunque costose, poi inizi a pensare che vuoi essere saggia e se sai che non le metterai quasi mai è come se costassero di più, poi non è tanto il potersele permettere o meno, il fatto è che poi comunque non potrei permettermi l'autista che mi ci scarrozzi in giro.

Maledettissime!
Non erano nemmeno tanto scomode, anzi, ma un conto è alzarsi dalla poltroncina del reparto scarpe e raggiungere  lo specchio posto a un paio di metri e un conto è camminarci nel senso proprio di... camminarci.

Ah, quello specchio!
Deve averne viste delle belle.
Se ne sta lì zitto zitto mentre tu ti ci piazzi subito davanti, se ti va bene, sennò devi aspettare che qualcuna prima di te si tolga presto dalle scatole e appena sei in pole position, in una frazione di secondo -paf- ti riflette con le scarpe delle meraviglie ai piedi mentre immagini la prima volta che le indosserai.
Fugace momento questo, in cui ti si paleseranno dinanzi una o più delle seguenti situazioni-opzioni:

1-qualcuno che te le guarderà con invidia (spesso trattasi di donne facenti parte della categoria vorrei ma non posso).

2-Qualcuno che le guarderà maliziosamente (uomini che pensano a una cosa sola, cioè nè più nè meno a quello cui stai pensando tu che l'hai indossate col chiaro intento di suscitare tal pensiero).

3-Lo sguardo di tua figlia che prima ancora che pronunci la frase: "Belle! Me le presti?" verrà fulminata dalla tua di frase, che suonerà più o meno così: "Scordatelo!"

4-Poi c'è  l'amica complice che approverà, ti sosterrà e ti elogerà nemmeno avessi deciso di partire con i tuoi risparmi alla volta di nobili cause tipo tutti uniti contro l'abbattimento delle sequoie, salva un albero, salva una vita!

5-Infine vedrai anche tuo marito nell'atto di scuotere la testa pronunciando, con gli occhi al cielo, la seguente affermanzione: "Quelle scarpe sono sbagliate e ti rovineranno la schiena!"

Uffa il solito guastafeste.
Ma non potevi appannarti specchio del cavolo?

Non dimentichiamoci però che a tutto c'è rimedio quindi, basta immaginare le situzioni-opzioni in un ordine diverso, facile no?
Diciamo che è bene partire dal punto 5, ovviamente, e lasciare per ultimi il punto 1 che fa molto stronza che guarda beffarda dall'alto e il punto 2 in cui la stronza dimostra di sapere il fatto suo e di avere gli uomini in pugno.
Non dispiacetevi per le altre, il cuore di stronza sta tutto lì: ce l'ho solo io. punto.
La compassione non è contemplata.

Ora non so come sia passata a dare consigli non richiesti ma dato che ci siamo, se non vi ci sentite, così stronze (scusate l'ennesima parola esplicita, vi avverto ne seguiranno altre) ricordatevi che c'è sempre chi pensa a voi, come ad esempio gli autori di questi preziosi libri:

Forte eh!
E' pure la versione aggiornata, che non lo sapevate che le stronze si evolvono?
Se bisogna diventare stronze, e sia.
Ma attenzione, purchè aggiornate alla versione più recente, sennò si sballa il sistema operativo e va tutto a puttane!
Ma tanto è proprio là che vogliono andare a parare, o no?

Lo ammetto, quel libro in foto è mio, l'ho comprato tempo fa, così per ridere, voglio vedere di che tratta precisamente, scoprire se l'autrice la pensa come me e soprattutto verificare alla fine chi tra le due sia più aggiornata.


Ma c'è anche questo:

e poi torniamo a quel che dicevo pure io, e cioè che:

Vabbè, ora che abbiamo tutti gli strumenti per diventare delle irresistibili dominatrici, giungo alle conclusioni.
Stamattina è andata a finire che dopo aver rimirato le scarpe più belle che potessi vedere senza acquistarle, ho comprato una camicia per mio marito mentre per me, borsa a parte, un libro di Cecelia Ahern, uno smalto rosa-lilla da Kiko a € 2,50 e queste:


poi la sfigata sarebbe Cenerentola!

Miranda (Devil) Milian

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