Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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martedì 9 luglio 2013

Sexyback


Basta silenzi.
Dio quanto mi siete mancati e che bello sapere di avere qualche anima pia che ti legge e potersi permettere frasi come questa: "mi siete mancati".
Sono stata un po' giù di corda e quando mi sento così non riesco a scrivere perchè mi sto un po' antipatica inoltre ho avuto un forte mal di schiena che ancora a tratti mi porto dietro, ed è ovvio perchè la schiena appunto sta dietro tant'è che in inglese si dice back. Scrivere col mal di schiena è quasi impossibile e quel po' che si riesce a fare arreca un nervoso che non vi dico per via che non trovi mai una posizione che si avvicini quanto più possibile al comodo. Avrei voluto fare la battuta circa il non poter bloggare perchè stavo bloGGata con la schiena ma c'è già un blog che si chiama così quindi niente plagio, qui tutta roba very original 100% by Miranda la Maestrina!

A dire il vero avevo iniziato un post dove volevo parlarvi della gluteoplastica ma non l'ho portato a termine causa una tristezza infinita provocatami dall'argomento e nello specifico nell'immaginare tutte queste donne che pare vadano dal chirurgo estetico chiedendo un sedere come quello di Belen. Poi ho dato un'occhiata alle immagini di chi si è rifatta il fondoschiena e mi è venuta ancora più tristezza perchè questi sederi fanno scena ma quella curvatura che parte già da un centimetro sotto la vita esplodendo quasi subito in una mongolfiera dalle dimensioni spropositate non so come mai, ma mi ha messo una certa ansia, tipo che se mi venisse un sedere così all'improvviso mi metterei a piangere dalla disperazione.
Il troppo struppia è un detto che non viene più preso in considerazione, almeno da chi si rifà il sedere.
Mi sono anche documentata e nell'articolo che ho letto c'era scritto che -ahimè- per le europee non è così comune avere un sedere perfetto al contrario delle latino-americane che evidentemente sono più fortunate.
Ecco perchè si dice "avere culo"!
A causa di questa disgrazia le europee si entusiasmano all'idea delle protesi nel sedere, idea che poi spesso viene concretizzata accendendo un mutuo.
Credo che al pensiero di avere dei corpi estranei lì dentro non potrei più sedermi per timore di combinare qualche guaio infatti nell'articolo c'era pure scritto che purtroppo chi si sottopone alla costosa gluteoplastica corre dei rischi in diversi casi irreversibili, si ma...niente di che, sentite un po' che roba:
1) asimmetria dei glutei,
2) rottura delle protesi,
3) doversi sottoporre a vari interventi nel corso degli anni... e questo nella migliore delle ip(r)otesi!

Allora mi chiedo, quando devi andare in giro col sedere storto, forse rotto (che non è una bella cosa) e andartelo a rifare più volte non è meglio farsene una ragione? Di non avercelo come Belen?
No, deve essere perfetto per attirare quei maschi di cui dopo ci si lamenta con le amiche.
Ah Ah Ah!
Ma questa è solo una mia idea, ovviamente ognuna può fare del proprio corpo quel che vuole.
Frase politically correct per eccellenza ma meglio specificare così non si arrabbia nessuno anche perchè oltre alle sventurate presso il cui sedere l'operazione non riesce, ci saranno altri casi di ragazze che grazie ad un intervento perfettamente riuscito potranno godere di un promontorio da paura. Esse vivranno delle vite realizzate e felici tanto da diventare storte altrove a furia di rigirarsi ad ammirarselo nello specchio.
Se poi a molte -ahimè- qualcosa va storto (e ci va in tutti i sensi) si sa, non tutte le ciambelle riescono col buco!
Dunque, vi ho parlato di gluteoplastica.

Io invece dovrei farmi fare un intervento che mi faccia passare la voglia di fare shopping perchè in questo periodo tra tessere sconto e saldi è un vero delirio. Se esistessero delle pasticche capaci di annientare quel desiderio irrefrenabile...non che le assumerei ma almeno in casi estremi potrei contare su un rimedio.
Oggi ne ho combinata una proprio da maniaca, munita di busta della spesa al braccio, nell'imboccare la scala mobile al centro commerciale mi sono andati gli occhi su un paio di scarpe col tacco dello stesso/identico/spiccicato colore di una borsa e di una gonna che ho, quindi mi è toccato entrare in negozio e provarle. La busta della spesa per terra in un angolo carica di pasta De Cecco in offerta era decisamente poco fashion ma menomale che avevo con me anche il borsone di danza capace di dare un tocco di classe alla mesta situazione da Sex & the city by Tor Vergata.
C'è anche da dire che purtroppo i nomi dei quartieri romani non aiutano, ne esce uno stile gravemente compromesso che ha bisogno di tutto il nostro impegno per risollevarsi.
Insomma non sarò brasiliana ma ho avuto c**o: al quarto giorno di saldi il 36 ce l'avevano e quelle scarpe erano super scontate.
Adesso non rimane che trovare in saldo un autista perchè sia guidare che camminare con quelle ai piedi non sarà un'impresa facile.

Miranda (devil) Milian


sabato 8 giugno 2013

Il vangelo secondo Miranda


Stamattina ho fatto una cosa fichissima che non faccio mai: mi sono vista un film!
Che trasgressione eh!? Eppure per me lo è stata e come tale me la sono goduta.
Che film ho visto?
Il diavolo veste Prada.
Mi piace tantissimo e tempo fa mi ci sono pure ispirata per una coreografia.

Non starò a dire quant'è superlativa Meryl Streep nell'interpretazione di Miranda Priestly e quanto i dialoghi siano azzeccati e divertenti ma dirò come alcune cose le abbia assaporate in base alla mia evoluzione di pensiero.

Sono diversamente sensibile e cioè mi sono commossa quando Miranda vede per la prima volta Andy vestita bene, giuro con le lacrimucce proprio, poi mi sono commossa pure alla fine quando la vede andar via per la sua strada e sa di averla persa come assistente ma sa anche di averle insegnato molto. Non mi sono commossa invece quando si rimette col fidanzato e gli dice: "...avevi ragione tu, ho concesso troppo e ho trascurato te, la famiglia, gli amici..."
Ecco, secondo me questo è un finale politically correct perchè onestamente, per quanto quel ragazzo è proprio un bel tipo si è infine  rivelato per quello che voleva accanto la sempliciotta vestita male con cui smangiucchiare un toast in tuta e ciabatte davanti alla tv e con cui passare il sabato sera nel localino con i soliti amici. Sempre per decantare l'amore vero, le cose semplici e blàblàblà e blàblàblà...
Davvero non capisco perchè l'amore vero non possa conciliarsi con le cose fashion e soprattutto con la realizzazione del sè. Ok, Andy alla fine va a fare proprio il lavoro che desiderava ma quando se ne andava in giro per la city in Oscar de la Renta o Chanel con le Jimmy Choo ai piedi era strepitosa, questo va detto!
E quegli amici accolloni che criticavano ogni sua mossa? Però come se li cuccavano i gadget griffati dall'amica addentrata nel mondo della moda.

E poi, come dice Miranda è inutile fare i proletari anti moda a tutti i costi comprando nel cesto delle occasioni maglioncini semi acrilici, perchè anche il solo fatto che quei maglioncini sono di un preciso colore dipende sempre dalle decisioni di quelli lì, i direttori di Vogue e affini.
Allora se 'sta moda alla fine va comunque seguita, seguiamola come si deve, no?
Una cosa poi è la moda e una lo stile ma lascerò al mio blog fashion questi dettagli!
(Ci sto a crede)!

Fermo restando che guai chi mi tocca questo film che va bene così come è, io ho il mio finale no politically correct:
Andy non va a chiedere scusa al fidanzato ma è il fidanzato che chiede scusa a lei per essere stato pressante, per essersi comportato da insicuro bisognoso di attenzioni e soprattutto per averle detto che la amava anche con i vestiti di prima, vale a dire felpacce over size e gonne che manco mia nonna.

A presto...
Miranda (devil) Milian

venerdì 7 giugno 2013

I love shopping col diavolo


Lista di cose che vorrei fare nel week end:

1) Comprare un biglietto aereo per Parigi.
2) Salire a bordo dell'aereo relativo al biglietto acquistato.
3) Atterrare al Charles De Gaulle (ma anche l'altro aeroporto va bene, non ricordo come si chiama però).
4) Fare due giorni di maratona-shopping.
5) Prendere una lezioncina di danza allo Studio Harmonic, tanto per avere la coscienza a posto.
6) Rientrare a Roma con la valigia piena di cose fichissime, di quelle che quando ti dicono: bello dove l'hai comprato? Tu rispondi con aria un po' annoiata: Uhm...non ricordo...ah si a Parigi!

Che bel programmino, se non mi riesce per il prossimo we (ed è ovvio che non mi riesce) io ci spero per quelli futuri, chissà...

Dunque, ora veniamo alla cazzarata del secolo: voglio aprire un blog fashion! Ah, mi sa che già ve l'avevo detto in tal caso perdonate la ridondanza. Allora mi chiedo, possibile che se una vuole aprire un sito socialmente utile come quello che si occuperà di dare consigli a quelle (ma anche a quelli) che come dico io si vestono solo per coprirsi senza un briciolo di stile non possa essere sostenuta finanziariamente da qualcuno che capisce quanto sia importante una roba del genere per la salvezza del genere umano? Ci risiamo, non sapevo dove mettere le virgole e vi ho fatto arrivare al punto interrogativo senza respiro.
Scusate!

La difficoltà è che non so da dove iniziare e nemmeno come progettare il tutto, sinceramente poi la cosa di mettermi a fare video e foto, per quanto mi piaccia temo mi porterebbe via troppo tempo, però vedremo.
Come dicevo poco fa nel periodo senza virgole, sarebbe anche opportuno qualche finanziamento affinchè io possa comprare per me tutto quel che serve tra accessori e vestiti e questo per avere più materiale con lo scopo di offrire  un servizio migliore, perchè ripeto che si tratta di un servizio socialmente utile: aiutare gli altri è il concetto alla base del mio progetto quindi la mia generosità in qualche modo dovrebbe essere ripagata.
Più in là quando la cosa avrà preso la piega che merita potrei gestire i finanziamenti progettando anche qualche viaggio, perchè vuoi mettere un video girato a Parigi, uno a Londra, uno a New York, uno a Miamiiiii???
Ho l'acquolina in bocca al sol pensiero e se non mi vogliono aiutare ecco ...non capiscono niente.

Quando poi avrò raggiunto l'apice del successo e i guadagni aumenteranno notevolmente potrò acquistare capi e accessori sempre più griffati e così gente come Manolo, Jimmy Choo, Vera Wang, Stella McCartney e Christian Louboutin si faranno la guerra per avere l'esclusiva sul mio blog che a questo punto non solo sarà diventato di fama mondiale ma avrà ispirato l'apertura di negozi sparsi per tutto il globo. Si, proprio di quelli che ti danno la busta con scritto PARIS, TOKIO, LONDON, MILAN, DUBAI.

Ora il rischio è quello di essere a disposizione solo dei pochi che potranno permettersi questi marchi ma è a questo punto che dimostrerò di essere umile e risolutiva, così con lo stile che mi contraddistingue suddividerò il lavoro in due categorie: la deluxe e la C&C che starebbe per cool and cheap. Ovviamente non lo starò troppo a spiegare per non far sentire dei poveracci i seguaci della C&C  e qui subentra la strategia che consiste nel messaggio semisubliminale perchè la doppia C di Chanel sarà un richiamo irresistibile.

In conclusione, il caschetto più noto del mondo del fashion, quello dorato di Anna Wintour se la dovrà vedere con quello dai riflessi cioccolato fondente della sottoscritta e il diavolo che veste Prada sarà costretto a cambiare strada.
(Si salvi chi può).
Sarà per me un onore andare ospite al Late Show e sorseggiare il caffè dalla tazzona di rito raccontando aneddoti sui capricci stilosi delle star a quel simpaticone di David. Sarò da lui precisamente quando verrà inaugurato il negozio a New York.

Al saggio (di cui vi parlavo prima che il delirio prendesse il sopravvento) è venuta una mia amica che faceva danza con me quando eravamo ragazzine, non la vedevo da moltissimo tempo, ha portato con sè il figlio di 8 anni il quale ha commentato lo spettacolo dicendo che io...ho davvero molta fantasia.
Come dargli torto?

Miranda (devil) Milian

domenica 20 gennaio 2013

Sexybag e altre storie. Eclettica Noemi!


Un reggiseno è un reggiseno, un giocattolo è un giocattolo, un disco è un disco.
Alt! Troppo facile, e chi l'ha detto poi?
Niente è quel che sembra per Noemi Intino, una giovanissima stilista con una grinta pazzesca e una creatività fuori dal comune. Tutto quel che vede lo trasforma: un reggiseno? Diventa una borsa. Un vinile? Ve lo piazza fra i capelli, mentre gli accessori di Barbie diventano orecchini e collane.
Proprio come me, sente le sue creazioni come creature da mettere al mondo, amare e far amare. 
Ed ecco la Sexybag.












E' una borsetta fighissima fatta con un reggiseno. Ce ne sono di tantissimi tipi: piccoline tipo portatrucco o uso pochette, più capienti a colori tenui dal fascino retro, a tinte forti ornate da pizzi neri a ricordare l'atmosfera burlesque, coloratissime con i pupazzetti dei super eroi. Poi ci sono quelle ancora più grandi fatte direttamente con i corpetti oppure con la decima, si la decima, non l'avevo mai vista una taglia simile e difatti si tratta di un borsone quasi da viaggio!
Ben otto taglie più della mia Beh, solo qualche taglia in più della mia che ho la versione portatrucco, coppa C però eh, che già un lucidalabbra in più ce lo metti tranquillamente e si chiude pure la zip.
Sono modelli esclusivi, brevettati e coperti da copyright.

Con questo collage ho vinto il contest fotografico per il give away aggiudicandomene una, gentilmente offerta da Noemi. Così ne ho una bianca e una nera.
Ci tengo a dire che non ero raccomandata quindi non malignate. Il tema dell'immagine rispecchia la mia fissazione per lo stravolgimento delle storie romantiche. In quel periodo stavo infatti lavorando a Rude&Black il mio Tchaikovskj feat. Rihanna dove le ragazze-cigno bianche diventano ragazze-cigno nere e sexy e finiscono col desiderare un rude boy anzichè un noioso principe. Ogni santo giorno pregavo affinchè l'amato compositore russo, mio idolo da quando ero piccolina, non si rivoltasse nella tomba e che perdonasse la mia fusione della sua musica con la voce di Rihanna la super gnocca. Anche quest'anno mi sto dilettando in stravolgimenti vari, iniziando da Biancaneve che balla con intenzioni omicide un RNB dalle influenze reggae e una strega sexy che...vabbè non mi va di dire troppo, insomma c'è sempre o quasi l'elemento ricorrente che diventa tutto sexy e cruento. Sarà colpa della musica del diavolo, credete che non lo sappia? Roba dei soliti messaggi nascosti e compagnia bella, così zan-zan, son caduta nella trappola. Forse nel mio piccolo influenzo pure io, finirò su youtube analizzata al dettaglio dagli smascheratori di sette segrete: "Maestrina Ballerina e gli Illuminati" come Lady GaGa, Beyoncè e tutte le altre pop star del momento. Wow! Mi sentirei molto cool e trasgressiva: la Madonna dei poveri, volgarmente detta sora Ciccone come mi chiamavano anni fa. "Dei poveri", non per mancanza di stile s'intende ma per l'enorme differenza di introiti.

La Sora Ciccone ventitreenne
Ma basta parlare di me e delle mie deviazioni mentali, vado ad illustrarvi la prossima creazione e cioè il cerchietto vinile del quale si è appropriata anche Rihanna a Torino. Durante il concerto l'ha preso dalle mani di un'amica di Noemi che stava quasi sul palco e si è fatta tutto un pezzo tenendoselo in testa.
La mattina dopo sul treno sbirciando su facebook, mi accorsi della provenienza di quel cerchietto così ne ordinai subito due. Non sia mai.
Rihanna col cerchietto di Noemi - Loud Tour Torino 2011

I cerchietti per le mie dancers
E passiamo ora al mondo di Barbie.
Quando vedo la vetrina mi torna una voglia di giocare con Barbie che non ne avete idea, veramente una goduria rivedere tutte quelle cosine come le borsette, le stampelline, le scarpette da ballerina, i pettinini, i pattini, la tazzina, il biberon della figlia, che veramente non sapevo nemmeno esistesse, quando ci giocavo io ancora non aveva partorito e soprattutto non si capiva se stesse con Big Jim o con Ken. A riguardo c'è sempre stata una certa confusione e in cuor mio ho sempre saputo che in fondo ci doveva essere qualche tresca sospetta, anche perchè nel gioco La reginetta del ballo spuntarono fuori addirittura altri due tizi di cui uno con dei baffoni scuri dall'aria piuttosto ambigua. Non mi comprarono mai la casa di Barbie, tantomeno la macchina, figuriamoci il camper, scanso equivoci, dio solo sa cosa sarebbe accaduto lì dentro, meglio giocare senza tetti sopra la testa, senza letti, senza sedili reclinabili, a porte aperte e soprattutto alla luce del sole.

Orecchini e collanine realizzati con gli accessori di Barbie. Quella che gioca con le bolle di sapone è Noemi!


E questi sono miei:

Insomma Noemi mi piace, è coinvolgente, determinata, creativa, simpatica e piena di passione, la potete trovare spesso al Vintage Market la domenica al Circolo degli Artisti di Roma ma partecipa anche a tanti altri eventi, se volete sbirciare nel suo sito cliccate pure qui, perchè ovviamente fa molto altro tra cui disegnare e realizzare abiti e costumi di scena, inoltre ci sono negozi in Europa che vendono i suoi modelli esclusivi.

Non mi ha pagato per parlarne e anzi nemmeno sa che sto scrivendo di lei. Speriamo che il fatto di avere una fan strampalata nonchè esaltata per non dire scema come me, non la faccia sfigurare.

Miranda (devil) Milian 

domenica 16 settembre 2012

Inguainate o inguaiate? Le 10 cose da evitare per essere fashion


Purtroppo è da quando andavo a scuola che osservo i look.
Dico "purtroppo" perchè poi critico e non sta bene.

Sarei potuta diventare una stilista, una consulente di moda, una personal shopper, una look manager ma ballare mi ha preso tutto il tempo e quindi non ho potuto dedicarmi a queste interessantissime attività.

Non a caso quel programma terrificante sull'argomento è condotto da un certo Enzo e da una mia omonima.
Enzo e Carla in "Ma come ti vesti?"
Io vorrei chiederglielo a loro ma come vi vestite? Dato che non si possono guardare e poi spesso quelli che vanno a farsi consigliare escono peggio di come sono entrati.

Dunque, ho pensato che potrei sfogarmi un po' qui nel mio blog per aver visto troppi strafalcioni in giro e aver tollerato in silenzio. Potrei addirittura fornire gratuitamente (nel senso che non mi è stato richiesto) un elenco delle dieci cose da evitare per essere fashion.

La vita a volte è molto dura, perchè dunque trascurarsi?

Quindi, eccovi qui:

Le 10 cose da evitare per il proprio e l'altrui bene.

1-Borse taroccate.
Difficilmente saranno ben abbinate al resto degli accessori e all'abbigliamento, perciò verranno irrimediabilmente sgamate. Ne consegue un terribile effetto Louis Guitton. Una guittata insomma.

2-Indossare modelli solo perchè vanno di moda senza badare a come ci stanno.
La moda dettata può piacere, ok, ma ognuno dovrebbe capire cosa può indossare e cosa no.
Ci sono cose che possono valorizzare e altre che ammazzano. Le seconde andrebbero evitate.

3-Costumi da bagno con lo slip troppo alto sui fianchi.
Copre troppo e scopre comunque, meglio a questo punto un modello più sfizioso.

4-Gambaletti.
Con la scusa che tanto sotto i pantaloni non si vedono e pensando che col marito/fidanzato ormai ci si possa permettere di tutto, si dà il colpo di grazia alla femminilità e non solo a quella. Anche la circolazione ne risente abbastanza. Utile ricordare quanto quel segno rosso sul polpaccio abbia bisogno di molto tempo prima di scomparire.

5-Mutanda sotto pantaloni/gonne aderenti.
Si vede il segno e, quando c'è, anche la fantasia in trasparenza: fanno tanto sciatta. Meglio indossare perizoma o culotte in microfibra, no Pompea per carità.

6-Pantaloni larghi con tasconi sulle cosce e culisse alle caviglie abbinati a scarpe col tacco alto.
E' un pessimo abbinamento e se lo può permettere solo Rihanna, che magari il giorno dopo sta a un gala in abito da sera Stella Mc Cartney super scollato sia davanti che dietro sfoggiando la sua indiscutibile bellezza.
Per chi il giorno dopo sta dove stava il giorno prima (coi jeans o in tuta) non c'è chance.

7-Pizzo e tacchi a spillo fuori luogo.
Non si va a fare la spesa nè al centro commerciale, nè all'Ikea, nè a un pic nic, nè ad una passeggiata nel parco ma nemmeno a prendere i bambini a scuola con abiti che non c'entrano niente tipo magliette nere sintetiche aderenti guarnite con parti in pizzo, scarpe con tacchi a spillo in metallo, calze a rete e altri accessori da  lapdancers. E' di cattivo gusto e ogni occasione dovrebbe rispettare l'abbigliamento adeguato. Quest'ultimo in particolare avrà modo di trovare sfogo altrove.
Spero per voi.
Anche l'abuso di paillettes sarebbe da condannare, a meno che non si vada in discoteca.

8-Tuta sempre e comunque.
Va bene essere pratici e stare comodi ma la tuta va bene per andare a correre e basta. Al limite per stare a casa...da soli.

9-Pantaloni larghi infilati dentro gli UGG.
Se per caso avete visto sulle riviste di gossip le foto di Madonna o di Cameron Diaz in tuta e UGG, sappiate che il paparazzi le ha beccate mentre andavano a buttare la spazzatura nel giorno libero del maggiordomo, quindi non vestitevi così affermando fiere che è il look urbano delle star. 

10-Le scarpe MBT.
Migliorano la deambulazione? Sono anatomiche e fanno fare ginnastica mentre si cammina? Rassodano i glutei?
Ma non si potrebbe andare in palestra o a fare jogging e poi uscire con un paio di scarpe decenti che non ti facciano sembrare una donna a dondolo?

E ora che ho finito, vorrei aggiungere come bonus, se mi permettete, un punto 11, un omaggio perchè vi siete impegnati a leggere questo ennesimo post frivolo.
Eccolo qua:

11-Jeggings push-up e guaine modellanti.
Oggi questi indumenti sono protagonisti in moltissime vetrine di intimo e abbigliamento femminile.
La modella nell'immagine ha sempre un fisico perfetto, è terribilmente sexy nonostante la guaina color carne che si appoggia sulle forme senza contenere un bel niente, inoltre il linguaggio del corpo e l'espressione fanno trapelare tutto, tranne l'insicurezza di una donna intenta a nascondere i propri difetti.
La presa in giro è evidente.
Si sa infatti che la donna vuole apparire in un certo modo per attirare l'attenzione dell'uomo e concluderci qualcosa. Questo qualcosa ad un certo punto, come ben sappiamo, esclude totalmente la possibilità di indossare indumenti, tanto più se inguainano e avvolgono il tutto rendendolo inaccessibile, uso cintura di castità. Allora ecco che, se in qualche modo si riesce a toglierli e ad uscire dal sottovuoto, ci sarà la sorpresa così tutto quello che era su, inevitabilmente riandrà a finire giù.
Il doppio senso non l'ho cercato perciò vi prego fate finta di niente e poi, se la usa Beyoncè, direi che siamo tutte autorizzate.
Inguainiamoci!



Miranda (devil) Milian
venerdì 10 agosto 2012

All'alba vincerò!


Le cose semplici della vita sono le più belle.

Tornare a casa, ammirare il cielo al tramonto quando calde tonalità esplodono tra i rami degli alberi incendiando gli archi dell'acquedotto romano di sfumature arancio, rosso e violetto fino a spegnersi nella frescura del verde parco: che spettacolo suggestivo, direi unico!

Emozionante questo mix di storia e paesaggio, esaltante rendersi conto di cosa sia capace la natura, questa meravigliosa natura di cui noi siamo parte!

Ehi, ma che ci avete creduto?

Beh lo ammetto, stavo rientrando a casa al tramonto e si, tutto quel che ho descritto qui sopra c'era davvero, ma la cosa sensazionale, che rendeva tutto più bello, stava nel portabagagli, si, finalmente loro erano lì dentro!

Come loro chi?
Le scarpe delle meraviglie!
Quelle di cui vi ho parlato con infinito amore e tanta enfasi qui.  

Non sono proprio quelle immortalate nelle foto del post di ieri però, quelle le vado a prendere domani, sempre per via del fatto che indugiare, creare aspettativa e aumentare la suspence sono fattori che rendono più eccitante il momento fatidico dell'appagamento del desiderio.

Quindi NO al tutto e subito ma assolutamente SI al tutto un po' per volta, che poi con 'sto sistema ci scappa sempre qualcosa in più.
Fidatevi!






Addirittura può risultare oltremodo intrigante l'atto di portare furtivamente in casa l'oggetto della discordia. Pertanto mi capita di rientrare con fare piuttosto guardingo e una volta constatato che nessuno mi ha notata, di iniziare cautamente la manovra: mi accuccio e apro pian pianino il cassettone all'ingresso, cercando sempre di non fare troppo rumore con le buste e a quel punto (rullo di tamburi) ci spalmo dentro il nuovo paio di scarpe.
Nel vederle scomparire al suo interno mi capita di sussurrare frasi strampalate del tipo: ciao belle! Tranquille che più tardi in un attimo di calma vengo a trovarvi, così, tanto per prendere coscienza del fatto che siete mie.

Oggi dunque, mi sono decisa.
Dopo il fallimento di ieri, dovevo darmi una mossa, così, dopo aver passato un paio d'ore dal parrucchiere con l'amichetta che non vedevo da quasi due mesi, quella con cui praticamente convivo, mentre l'operazione di taglio del mio caschetto era terminata, nell'attesa che lo shatush sulla testa di lei facesse presa (è una specie di tinta progressiva che va di moda ora) tra una chiacchiera e l'altra, il pensiero correva sempre da quelle scarpette maledette. Allora ho pensato che una volta fuori di lì avrei potuto farci di nuovo un salto, ma non prima di aver dato una sbirciatina in un altro negozietto che non frequento da un po'.
E così ho fatto, lì ho provato un paio di scarpe favolose, turchesi, sempre con plateau e tacco altissimo mentre alla radio Vasco cantava "...non metti mai niente di particolare, solo per farti guardare..."
beh, se non mi guardano con queste c'è di che preoccuparsi.
Comunque niente da fare, pure con quelle ai piedi, il pensiero volava dalle altre, nell'altro centro commerciale, che guarda caso era di strada, quindi, tanto valeva.
Andarci.
E di corsa pure!

Come una forsennata corro al parcheggio, stavolta gratis, per partire verso l'unica meta possibile.
La brama mi ha distratto al punto che una volta entrata in macchina, anzichè azionare l'aria condizionata ho acceso i fari e poi anche fisiologicamente iniziavo ad avere delle strane alterazioni, quali senso di soffocamento e accelerazione della deglutizione, forse anche il cuore batteva più forte.

Arrivata a destinazione quasi di corsa, anzi senza il quasi, di corsa e basta, man mano che mi avvicinavo alla preda rallentavo, quasi a non voler mostrare quell'esagerato e ardente desiderio che mi stava consumando, non sia mai che davanti alle altre clienti-maniache mi manifestassi per...
si diciamolo pure: per quella che sono.
Cioè una come loro, anzi, una peggio di loro.
Infatti non ho visto nessuna fotografarsi i piedi con aria sognante, per non dire da ebete, e scommetto che nessuna, a notte inoltrata, stia documentando con ardore il misfatto su un blog. 
In quel momento ero solo una che senza ritegno si sarebbe, di lì a poco, avventata su quelle scatole magiche con impeto vergognoso e senza un minimo di decoroso controllo.

Eccole lì dunque, schierate, a dire il vero un po' sottosopra visto l'orario di chiusura, i numeri 35/36 da una parte e poi i 40/41 dall'altra.
Come è noto gli ultimi saldi sono a beneficio esclusivo di sole due categorie di donne:
cenerentole con piedi poco sviluppati 















e anastasie fettone!














Due modelli, tra i più belli in assoluto mi hanno irretita, così un paio sono già nel mio cassettone, l'altro come vi dicevo prima, vi giungerà domani.
Se tutto va secondo i miei piani.
E cosi sarà.

Certo, un'altra agguerrita 36 potrebbe fare prima di me, innamorarsene e portarmele via ma io cercherò di batterla sul tempo, mi alzerò presto, prenderò il mio coupon-sconto ottenuto oggi e...
domani
all'alba...
vincerò!

Miranda (Devil) Milian
giovedì 9 agosto 2012

Saran belli gli occhi neri, saran belli gli occhi blu, ma le scarpe...


Post frivolo.
Lettore avvisato mezzo salvato!
Ma il frivolo per me è parte del serio, i due elementi devono compenetrarsi per generare una vita quanto più gratificante possibile.
Fine delle scuse per giustificare il fatto che sto per parlare di scarpe.

A nove giorni dal rientro vacanziero ho passato la mattinata al centro commerciale con la scusa della spesa, tipo, arrivo al centro commerciale ore 10.03 (come testimonia il cartellino), inizio spesa al supermercato ore 13.00 circa.

In quelle tre ore di vuoto sono stata rapita dagli alieni che mi hanno catapultata in giro per vetrine. Io non volevo ma non potevo mica opporre resistenza, gli alieni quando si straniscono sono capaci di tutto, anche di farti comprare scarpe, vestiti, borse e accessori vari contro la tua volontà.
Sono terribili, tu non vuoi, dici che ne hai già tanti e che sarebbe una spesa superflua ma loro insistono e ti minacciano e tu, terrorizzata, ti ritrovi a cedere.
Tuo malgrado.

Non mi era mai capitato di pagare cinque euro per il parcheggio. Ho annullato subito l'operazione credendo si trattasse di un errore, poi ho letto per bene il regolamento e ho scoperto che invece aveva ragione quella macchinetta infernale, l'unica funzionante di tutto il centro, quella a due km dal mio posteggio: tre ore e mezza o frazione fanno cinque euro!

Urca!

Beh però c'è da dire che non mi hanno fatto pagare le ulteriori tre ore spese per raggiungere l'unica cassa automatica funzionante, mentre nel mio portabagagli i surgelati erano messi a dura prova dai quaranta gradi di temperatura africana di passaggio per l'ennesima volta qui a Roma.

Vabbè, tutta colpa di quelle maledette scarpe che ho guardato e riguardato e poi ho fatto altre cose ma dopo aver posato delle buste in macchina, tanto per sentirmi più leggera e più agile per la prova, sono tornata da loro e le ho riguardate: tutte firmate, a metà prezzo e tutte del mio numero, il 36.
Per l'occasione mi stava bene pure il 35 così avevo pure una certa scelta a disposizione.
(Non sono una nana ma ho i piedi piccoli).
Scarpe immettibili per la vita di tutti i giorni ovviamente, a meno che non hai occasione di fare la superfiga 24h su 24.
Tacchi vertiginosi, colori eccentrici e plateau altissimo, scarpe fantastiche, di quelle che bisogna averle, così, non tanto per metterle, ma sapere di possederle ti fa sentire meglio.
Più sicura.
Più figa.
Più tosta.
Più una che osa e non come quelle che si provano scialbi sandaletti bassi e pratici, molto simpatici, davvero spiritosi, e così via con tutta un'altra serie di aggettivi adatti a giustificare lo scarso senso del fashion che emanano.
A tal proposito c'è una frase di un filmetto comico anni '60 che mi fece troppo ridere, diceva:
Gonna lunga e tacchi bassi non ispiran grandi spassi!

Ah Ah Ah!
Come dargli torto!

Insomma, tra una puntatina e l'altra nel reparto calzature, sono salita al piano superiore per distrarmi e dopo aver comprato una borsa della stessa marca delle scarpe e sempre a metà prezzo, mi è andato l'occhio su una vetrina, al centro della quale troneggiava un manichino con indosso una maglietta che riportava una scritta rosa fluo la qual diceva:

 (Cenerentola è la prova che un nuovo paio di scarpe possono cambiare la tua vita)

Sarà un segno degli dei?
Mi sono detta.

Qualcuno mi sta forse dicendo: Va' e compra quelle scarpe, sciocca di una donna, ancora non hai capito? Sono a metà prezzo, del tuo numero, dei tuoi colori preferiti, cosa fai ancora quassù ...scendi ordunque ai piani inferiori, laddove alberga il diavolo, e prendile: sono lì per te! 

Ho anche immaginato una specie di Zeus lanciafulmini mentre materializzava scarpe luminescenti direttamente dall'Olimpo, fissandomi con i suoi occhi dannatamente magnetici e nel contempo provocatori.

(Finirà 'sto caldo prima o poi, portandosi via relativi deliri e allucinazioni, si, finirà, voglio crederci).

Che bello però, a Cenerentola le nuove scarpe l'hanno cambiata davvero la vita, eccome!
Certo, sempre che ti piaccia sfracassarti di noia dentro un castello a fare niente, tant'è che in Cenerentola 2, in pochi lo sanno, si veste male come quando lavava per terra comandata a bacchetta dalla matrigna cattiva, va a fare la spesa al mercato, sta simpatica ai poveracci e fa pure pace con le sorellastre.
Magnanima, umile e in ciabatte, quindi ... no, dio delle scarpe non mi freghi, non le comprerò, ma dato che un'altra visitina in quel reparto non costa niente, dopo cinque minuti eccomi di nuovo lì, davanti a quegli attrezzi infernali.
Precisamente questi:

Ma perchè questo tentennare?
Questo prova e riprova, sali e scendi?
Diciamo che un po' fa parte del gioco, crea suspence, rende l'atto dello shopping più trasgressivo.
Lo faccio o non lo faccio?
Insomma fa proibito, quindi, desiderabile.
E questa è la spiegazione che rende più affascinante il mio indugiare, la realtà però è anche un'altra, quella poco avvincente e decisamente terra terra, cioè che a metà prezzo di un prezzo alto sono comunque costose, poi inizi a pensare che vuoi essere saggia e se sai che non le metterai quasi mai è come se costassero di più, poi non è tanto il potersele permettere o meno, il fatto è che poi comunque non potrei permettermi l'autista che mi ci scarrozzi in giro.

Maledettissime!
Non erano nemmeno tanto scomode, anzi, ma un conto è alzarsi dalla poltroncina del reparto scarpe e raggiungere  lo specchio posto a un paio di metri e un conto è camminarci nel senso proprio di... camminarci.

Ah, quello specchio!
Deve averne viste delle belle.
Se ne sta lì zitto zitto mentre tu ti ci piazzi subito davanti, se ti va bene, sennò devi aspettare che qualcuna prima di te si tolga presto dalle scatole e appena sei in pole position, in una frazione di secondo -paf- ti riflette con le scarpe delle meraviglie ai piedi mentre immagini la prima volta che le indosserai.
Fugace momento questo, in cui ti si paleseranno dinanzi una o più delle seguenti situazioni-opzioni:

1-qualcuno che te le guarderà con invidia (spesso trattasi di donne facenti parte della categoria vorrei ma non posso).

2-Qualcuno che le guarderà maliziosamente (uomini che pensano a una cosa sola, cioè nè più nè meno a quello cui stai pensando tu che l'hai indossate col chiaro intento di suscitare tal pensiero).

3-Lo sguardo di tua figlia che prima ancora che pronunci la frase: "Belle! Me le presti?" verrà fulminata dalla tua di frase, che suonerà più o meno così: "Scordatelo!"

4-Poi c'è  l'amica complice che approverà, ti sosterrà e ti elogerà nemmeno avessi deciso di partire con i tuoi risparmi alla volta di nobili cause tipo tutti uniti contro l'abbattimento delle sequoie, salva un albero, salva una vita!

5-Infine vedrai anche tuo marito nell'atto di scuotere la testa pronunciando, con gli occhi al cielo, la seguente affermanzione: "Quelle scarpe sono sbagliate e ti rovineranno la schiena!"

Uffa il solito guastafeste.
Ma non potevi appannarti specchio del cavolo?

Non dimentichiamoci però che a tutto c'è rimedio quindi, basta immaginare le situzioni-opzioni in un ordine diverso, facile no?
Diciamo che è bene partire dal punto 5, ovviamente, e lasciare per ultimi il punto 1 che fa molto stronza che guarda beffarda dall'alto e il punto 2 in cui la stronza dimostra di sapere il fatto suo e di avere gli uomini in pugno.
Non dispiacetevi per le altre, il cuore di stronza sta tutto lì: ce l'ho solo io. punto.
La compassione non è contemplata.

Ora non so come sia passata a dare consigli non richiesti ma dato che ci siamo, se non vi ci sentite, così stronze (scusate l'ennesima parola esplicita, vi avverto ne seguiranno altre) ricordatevi che c'è sempre chi pensa a voi, come ad esempio gli autori di questi preziosi libri:

Forte eh!
E' pure la versione aggiornata, che non lo sapevate che le stronze si evolvono?
Se bisogna diventare stronze, e sia.
Ma attenzione, purchè aggiornate alla versione più recente, sennò si sballa il sistema operativo e va tutto a puttane!
Ma tanto è proprio là che vogliono andare a parare, o no?

Lo ammetto, quel libro in foto è mio, l'ho comprato tempo fa, così per ridere, voglio vedere di che tratta precisamente, scoprire se l'autrice la pensa come me e soprattutto verificare alla fine chi tra le due sia più aggiornata.


Ma c'è anche questo:

e poi torniamo a quel che dicevo pure io, e cioè che:

Vabbè, ora che abbiamo tutti gli strumenti per diventare delle irresistibili dominatrici, giungo alle conclusioni.
Stamattina è andata a finire che dopo aver rimirato le scarpe più belle che potessi vedere senza acquistarle, ho comprato una camicia per mio marito mentre per me, borsa a parte, un libro di Cecelia Ahern, uno smalto rosa-lilla da Kiko a € 2,50 e queste:


poi la sfigata sarebbe Cenerentola!

Miranda (Devil) Milian

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