Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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venerdì 8 marzo 2013

Libera e bella




Nonostante il titolo scemo che mi è venuto di getto e che richiama ad un vecchio spot pubblicitario della lacca per capelli, questo è un post serio.
Perdonatemi perchè devo andare a lavoro e non ho tempo di pensare a qualcosa di meglio.

A tutte le donne auguro oggi come ogni giorno di avere sempre la forza di lottare e di impegnarsi per conquistare sempre maggiori diritti partendo da sé stesse. E il primo diritto dovrebbe essere quello di sentirsi libera di raggiungere la sua vera identità. 

In tanti paesi le donne sono ancora considerate esseri inferiori rispetto all’uomo, vengono condannate a morte per futili motivi e le colpe relative non vengono nemmeno verificate, in più molte subiscono da piccole l’atrocità della mutilazione ai genitali. Qui si potrebbe stare meglio perché qualche straccio di diritto lo abbiamo ottenuto e in confronto a quegli orrori ci sembra di stare bene, invece siamo ancora ben lontani dalla figura di una donna libera e rispettata. Luoghi comuni, annullamento del sé, bassa autostima, vivere all’ombra dell’uomo e della famiglia, compiacere gli altri, tutto ciò spesso caratterizza la vita delle donne illudendole che sia giusto così e poco si può fare. Detto questo, mi auguro veramente di cuore che tutte noi possiamo invece riflettere su chi siamo veramente, su ciò che vogliamo, su cosa sia giusto per noi sulla base di una consapevolezza ben lontana dagli stereotipi che la società ci ha incollato addosso. E per stereotipo non intendo solo la donna magra, bella e spogliata che tanto preoccupa ma anche standard altrettanto capaci di affondare l’immagine femminile come quello della donna insicura e compiacente che annulla il suo vero sé a favore degli altri, quello che le attribuisce punti in più solo se vive un rapporto di coppia concedendo così all’uomo il potere di donarle valore, quello che la fa sentire in dovere nei confronti della società di adeguarsi a comportamenti che non le sono congeniali, quello della donna che non si ama e che permette ad un uomo di maltrattarla, quella donna cioè convinta di non meritare di meglio e anche quella che crede di essere una brava mamma perché non pensa mai a sé stessa per star dietro ai figli. Quest'ultima poi la trovo una grossa scusa per giustificare trascuratezze varie. 

Noi e solo noi abbiamo il potere di darci il valore che gli altri potranno solo riconoscere ma nulla potranno fare per rafforzarlo tantomeno per togliercelo. Tutto parte da noi, una società basata su una donna sicura ed emancipata sul serio, di sicuro non combatterebbe quotidianamente con un fenomeno come il femminicidio o quello della vergogna a denunciare violenze. E se è ovvio che il violento va condannato è altrettanto ovvio che va condannato un sistema che continua a relegarci nell'angoletto con l'appellativo di "sesso debole".
Femministe in rivolta nude per strada non servono, servono donne che ogni giorno lottano per diventare sicure e consapevoli.

Mi auguro che le donne riflettano sempre più su quanto ognuna possa fare per sé stessa e di conseguenza per la società, che abbandonino la paura capace di rinchiuderle in una gabbia sicura che invece di sicuro non ha proprio nulla, perchè vivere una vita da illuse e morire senza mai essersi conosciute è una cosa che va evitata assolutamente. Noi siamo molto più di quello che vogliono farci credere e dobbiamo sviluppare il coraggio per superare questa paura e andare oltre.

Mi auguro quindi ancora che tutte noi donne ci assumiamo la responsabilità d'ora in avanti di sviluppare il coraggio necessario per toglierci la maschera e svelare al mondo chi siamo, vale la pena faticare e stare anche male pur di essere noi stesse piuttosto che faticare comunque e stare male uguale a forza di essere chi non siamo. 
La fatica da sopportare sta tutta nel togliersi le sovrastrutture che nostro malgrado ci ritroviamo addosso pesanti come blocchi di marmo e che continuiamo a tollerare per ereditarietà, non le abbiamo volute,  non le abbiamo chieste ma sono lì, se ce le scolliamo di dosso però ad attenderci c'è una leggerezza talmente bella e desiderabile tanto da incoraggiare il cammino, passo dopo passo, verso la vera libertà.
Ci si preoccupa tanto dei chili superflui ma mai di queste tonnellate opprimenti e anch'esse del tutto superflue.

Mica lo so quanto sono pronta a tutto questo e non so nemmeno se ne sarò capace, ma ora che ho visto oltre sento che devo andare...come minimo, dopo tutto ciò che ho appena scritto!

A proposito di 8 marzo, mi pare di non aver visto in giro pubblicità di feste sceme, ma niente niente ce le siamo levate di mezzo?
Beh allora si che c'è da festeggiare!

Miranda (devil) Milian
giovedì 8 marzo 2012

Viaggio spazio temporale


A causa di un viaggio spazio-temporale mi trovo a New York, è l'8 marzo del 1908, sono una di quelle operaie che per ottenere uno straccio di diritto e per dire basta allo sfruttamento e quindi alle pessime condizioni in cui mi fanno lavorare, occupo la fabbrica in cui presto servizio.
Mentre appiccano il fuoco, dopo avermi barricata dentro con le mie colleghe americane e straniere accade un fatto strano, ho una visione...vedo il futuro...oddio ma cosa sto vedendo?
Nooooo, non può essere: orde di donne che si preparano per uscire a festeggiare, dicono che si divertiranno, che quella sera nessuno le fermerà, vedo donne in stanze illuminate da bizzarre lampade dai mille colori che osservano ridendo e battendo le mani aitanti giovanotti in mutande, ma cosa stanno facendo?
Ah...festeggiano!
E' l'8 marzo anche lì nel futuro negli anni 2000 e oltre.... e non capisco come possa essere possibile ma i due avvenimenti pare siano collegati: la mia morte nell'incendio doloso con il conseguente annullamento dei miei sacrosanti diritti e il suo divertimento trasgressivo da consumare in quel preciso giorno, che sia a base di giovanotti in mutande o meno.

A fine viaggio, dal momento che alcune signore per giustificare la loro ora d'aria ottomarzesca, hanno detto giustamente che "tutti i giorni siamo donne" quindi tanto vale divertirsi, vorrei solo fare una precisazione: non è che in questo giorno bisogna ricordarsi a che sesso apparteniamo, si tratta di una commemorazione della donna strettamente legata al riconoscimento dei suoi diritti e di solito in questi casi si stabilisce una data simbolica.

Gli ebrei sono ebrei tutti i giorni, quindi tanto vale che il 27 gennaio escano per divertirsi? Lo so, risuona come una bestemmia vero?

Io festeggerei ogni qualvolta una donna vincesse una battaglia individuale o collettiva mentre l'8 marzo non alimenterei il forte equivoco che in qualche modo si è creato nel tempo.

Carla
venerdì 24 febbraio 2012

Ci risiamo: 8 marzo alle porte...che poco è più morte!


Iniziano a proliferare manifesti e locandine in vista della "Festa della donna" e in misura direttamente proporzionale si sviluppa ed accresce il mio urto di nervi.
Raffigurano perlopiù bellimbusti tartarugati che ammiccano infilandosi le mani nei jeans sbottonati. Viene offerta la cena, lo spogliarello, la musica disco, tutto compreso nel prezzo.
Si, perchè ci sono donne disposte a pagare una cifra, alta o bassa non importa ma comunque una cifra, per andare ad autocelebrare il proprio degrado composto da una dose significativa di arretratezza mentale e anche di ignoranza.

Ma quale festa?
Non è una festa una data istituita in memoria di una tragedia divenuta simbolica per ricordare la figura della donna e la tutela dei suoi diritti.
La parola festa con un'altra accezione potrebbe pure andare, purchè ben diversa da quella usata per descrivere gli eventi dei locali di strip maschile. Quelli dedicati al gentil sesso, come qualcuno scrive nella pubblicità. Per quanto mi riguarda glielo farei vedere io quanto siamo gentili se ci dovessimo inca..are una volta per tutte e come si deve, ma in effetti visto e considerato in quante aderiscono a tali inziative,
beh si,
loro,
queste donne sono davvero troppo gentili,
in questo caso l'aggettivo gentile è azzeccato!

Poi a vedere gli spogliarelli ci si può andare in qualsiasi altro giorno perchè invece ci si comporta da automi e ci si sottomette al regno del business che in questo caso, in questa ricorrenza è decisamente fuori luogo? Non è proprio come vestirsi da strega ad Halloween o regalare una rosa a San Valentino.

Veramente non ho parole e non capisco a che serva avere un cervello se l'unico uso che se ne fa è quello passivo di metterlo nelle mani di chi lo deve poi manipolare per guadagnarci.
Terribilissimo :(

In un'epoca dove ancora siamo considerate come delle bambole-schiave buone per qualcosa solo se mettiamo in mostra la merce e la offriamo, mi chiedo chi è quella donna che trascorre la serata dell'8 marzo in un locale a sbevazzare e a starnazzare davanti ai macho men di turno.
Sentendosi pure emancipata.

Sono impietosa lo so.

Donna svegliati! 
Questa non è emancipazione bensì un'offesa alla nostra evoluzione.

Una donna libera ed emancipata è una donna che si impone nella società, che almeno ci prova, che dimostra il suo valore, che s'indigna, che sa dire NO a certe proposte, che è convinta che più siamo a farlo e più abbiamo la possibilità di uscire da questo sistema mignottocratico praticato sempre più alla luce del sole e sempre meglio radicato in tutti i settori.
Per non parlare poi del fatto che la donna essendo per natura anche madre o aspirante tale, incontra i suoi ostacoli pure per questo, e non sono affatto pochi.

Una donna libera può anche mettersi in bella mostra o divertirsi quanto e come le pare ma per il suo puro piacere e non per ottenere qualcosa in cambio o per compiacere.

Una donna libera se ha voglia, va a vedere lo spogliarello in qualsiasi giorno dell'anno, non l'8 marzo per festeggiare una falsa libertà che invece è un ulteriore incatenamento deciso da  una società che la vuole non pensante.

Poi libera non è sinonimo di single, questo è un altro concetto che dovrebbe essere ben chiaro.

In molti paesi le donne sono ancora considerate esseri inferiori, a parte i diritti negati come quello allo studio per esempio, vengono addirittura lapidate o impiccate per futili motivi e spesso le condannate sono anche innocenti perchè non si ha nemmeno la cura di verificarli questi motivi.

Qui nella società "evoluta" potremmo godere di maggiori diritti e libertà, visto che qualcuno in passato si è dato molto da fare anche per noi, e invece che si fa?
Si va a letto con qualcuno che conta per ottenere un posto di lavoro, dall'impiego più umile fino alle poltrone in Parlamento, le più miserabili lo fanno anche per molto meno di un posto di lavoro, basta una borsa firmata, una cena in un locale magari di lusso o un giro in una macchina figa,
si entra in depressione se non si è belle come le starlette televisive,
ci si fa la plastica al seno sin da giovanissime solo per cambiare aspetto e aderire meglio agli standard imposti da qualcuno,
si va a vedere lo spogliarello l'8 marzo,
in poche parole si cede a tutto quello che ci svilisce ...
è veramente avvilente, molto avvilente.

Non aspettiamoci che qualcuno cambi il corso degli eventi, dobbiamo farlo noi per prime, qualcuno ha detto giustamente se non ora quando. Non pensiamo che è colpa di certi uomini perchè se certi uomini si comportano così è perchè certe donne glielo permettono ostacolando anche il cammino di chi non desidera in alcun modo cedere a compromessi.

La cosa triste è che spesso le donne sono fragili, per sentirsi amate o per piacere scendono a compromessi di bassissimo livello con persone di altrettanto infimo livello.
Sarebbe molto bello invece se le donne alzassero la testa e imparassero a sentirsi libere e sicure da sole perchè nessuno può farci sentire in un modo, siamo noi a decidere, costi quel che costi, ne sono convinta.

Tutte alla ricerca dell'uomo perfetto, che le faccia sentire così o che le faccia sentire cosà.
Non è l'uomo che ci fa sentire in un modo, siamo noi che ci mettiamo in una condizione e possiamo fare in modo che questa sia anche la migliore possibile.
Non sto dicendo che è un lavoro facile ma che andrebbe fatto, che bisognerebbe provarci, lo dobbiamo a noi stesse.

Certo una persona accanto che ci ami e ci apprezzi è bello averla, chi dice di no, ma l'autocommiserazione è penosa e deleteria e comunque un uomo che accanto vuole una tipa bisognosa di continue conferme, a mio avviso è un insicuro che ama la donna debole per sentirsi forte quindi è pronto a prendere il sopravvento,  allora...
in questo caso...
come si dice:
dio ce ne scampi e liberi!

Questa è una società sbagliata e perversa che accusa di perversione tutto ciò che è bello, che rende liberi e felici e propina come buono e giusto tutto quello che ci chiude in un ambiente malsano dove regnano luoghi comuni, pregiudizi e ipocrisia, spesso purtroppo anche violenza e le donne sono quelle che pagano di più.

Carla
 
giovedì 19 gennaio 2012

Pane, amore e gelosia: donne italiane alla fiera dell'Est!

Svetlana Zakharova

Sono sempre la prima a schierarmi contro certe donne, le nuove schiave, quelle che alla faccia delle lotte di chi ci ha precedute, ancora si vendono per ottenere ruoli e potere, le più squallide anche per molto meno ma non tollero la generalizzazione.

Sentire una donna, sostenuta caldamente da altre, che offende col peggior turpiloquio e insulta "tutte" le donne di un intero paese è veramente triste, segno di una società per niente evoluta come invece pensiamo di essere.

"Tutte" le donne dell'Est Europa sarebbero donne di malaffare, tutte, non se ne salva una e guai a controbattere perchè ti danno della perbenista.

Colpevoli di essere povere, retrograde, di non avere tradizioni, di non avere "schemi", ma quali schemi? Un paese non è una formazione su di un campo da calcio, ma ahimè, l'Italia mi sa che lo è. (Tristezza infinita).
E' con questi dati in mano che allora si decreta il seguente verdetto: sono tutte puttane da offendere e insultare!

Parliamo noi poi, che abbiamo avuto fino a poco fa il ministro Carfagna, il ministro Gelmini, il consigliere Minetti, quest'ultima pagata (coi soldi nostri) per smistare delle idiote, decerebrate aspiranti al titolo di puttanella di corte.
E sono solo pochissimi esempi.

Credo che molte donne insicure che si mettono con uomini pronti a voltarsi ad ogni gonnella dell'Est che gli svolazza davanti, dovrebbero dare il giusto peso alle cose e riflettere magari su chi hanno accanto invece di dare della z.....la a tutte le rappresentanti del genere femminile di quella parte del continente.

Ma loro si giustificano dicendo che parlano per esperienza, beh anche io parlo per esperienza e quindi rispondo dicendo che ho conosciuto tante donne di quei paesi: artiste danzatrici, musiciste, dottoresse con specializzazioni varie, umili lavoratrici o semplicemente mamme e mogli.

Ho anche una cugina acquisita, una ragazza dell'Est come la chiamerebbe quell'idiota di gran donna esemplare che le ha appellate tutte poco di buono,  quel poco di buono che inizia con la "z".
E' una bellissima ragazza (si di quelle da far girare la testa, forse è questo il problema?) ha sposato mio cugino, sono innamorati e ora hanno un bambino meraviglioso.

L'anno scorso invece ho conosciuto una ragazza, aveva l'amarezza e la rabbia dipinte sul volto, costretta ad abortire per non farsi cacciare dal posto di lavoro, faceva le pulizie, il bambino sarebbe stato un legittimo figlio nato da una relazione col fidanzato. Una donna negata del diritto di essere madre proprio a causa della povertà in cui versa il suo paese e dell'inciviltà che ha trovato qui, in quest'altro di paese, che si vanta d'esser progredito.

E le italiane? Non ce ne stanno di italiane dedite alla vendita dei beni naturali? A parte quelle citate prima, purtroppo ce ne sono tante altre che proprio perchè vivono in un paese meno arretrato e quindi meglio organizzato di altri, dovrebbero far leva su valori ben diversi e impegnarsi in direzioni più dignitose. Se questo dovesse riuscire difficile, almeno potrebbero lottare al fine di essere riconosciute per quello che valgono per non alimentare questo sistema che ci considera schiave.
Perchè di schiavitù si tratta.

Una conoscente tempo fa mi disse che odia le donne di colore perchè il fidanzato la tradì con una ragazza africana. Poi ha affermato che già era razzista, figuriamoci ora!
Beh complimenti, veramente complimenti per l'elevato livello di ragionamento.
Si può fare una battuta suggerita dalla rabbia per un fatto appena accaduto, ma il razzismo direi che un' altra cosa, e di quello si trattava.

Insicure, invidiose, bigotte, gelose, incapaci di  reagire questo è il problema. 

Non voglio giustificare nessuno ma dietro gli atteggiamenti di certe donne di alcuni territori, sicuramente ci sono dei motivi storici e culturali e se ancora non hanno sviluppato la conoscenza e le possibilità per combattere l'ignoranza e la miseria, non crederemo mica di poter sconfiggere il fenomeno puntando il dito e urlando: siete tutte delle mignotte!

Se qualcuna da adito ad essere mal giudicata, allora parliamo del caso, perchè appunto generalizzare e infierire con inaudita cattiveria?

Qui, in questo paese civile e progredito ci sono donne che quotidianamente lottano contro lo specchio e stravolgono il loro corpo per somigliare alle starlette televisive, donne che la domenica vanno a messa, che portano i figli a catechismo e poi guardano lo straniero pensando: è uno sporco ladro! Se è un uomo, e se è una donna: è una puttana!
Magari i tizi in questione non hanno fatto niente, ma il solo fatto di essere romeni o marocchini li rende colpevoli.
E ringraziamo pure quello schifo di pseudopartito chiamato lega e il governo recentissimo che abbiamo dovuto subire, per come hanno alimentato atteggiamenti del genere.

Gli stranieri con le loro donne, le puttane, a morire sui barconi al largo delle nostre coste contro ogni principio di umanità e legalità ...ma le nostre di puttane teniamocele belle strette e mandiamole pure a scaldare le poltrone su cui dovrebbero sedere persone preparate, investite di ideali e competenza.

Davvero deprimente e scandaloso.

L'anno scorso a Pisa rimasi scioccata nel vedere un cretino italiano che offendeva una donna africana, le urlava male parole, possiamo immaginare quali, io l'ho difesa e lei  seppur palesemente grata nei miei confronti poi, continuava a ripetermi di stare tranquilla che quel tale tanto stava solo scherzando.
Era spaventata, debole, fermamente convinta che il suo destino non potesse essere che quello di subire.

Le donne devono alzarsi in piedi e urlare i propri diritti.
Diritti che abbiamo conquistato a fatica e che sono ancora molto pochi.
Purtroppo invece si è a tutt'oggi troppo fragili, insicure e sottomesse.

Valorose figure femminili che un tempo si sono battute, per cosa e per chi? Per queste piccole donne che oggi si sentono forti per essersi conquistate un marito, per aver partorito dei figli, per essersi coltivate il loro piccolo orticello, tutto loro, guai chi glielo tocca e poi magari una ragazza dell'Est fa gli occhi dolci al consorte e diventano delle tigri.
Quindi via libera al ben noto "far di tutta l'erba un fascio", non sapendo fare altro evidentemente.
Ma tirate fuori la grinta per qualcosa per cui valga la pena davvero combattere per piacere.

Lottiamo insieme contro chi ci sfrutta e demolisce la nostra immagine invece di fare chiacchiere da pianerottolo dandosi man forte l'una con l'altra, cosa vogliamo insegnare ai nostri ragazzi in questo modo? E soprattutto cosa pensiamo di risolvere?

Carla

PS: Mi scuso per le parole esplicite ma i sinonimi non avrebbero reso l'idea!
lunedì 14 novembre 2011

Berlusconi, come lui nessuno mai


Incredibile che ancora non abbia scritto niente su quanto accaduto il 12 novembre scorso, quanto ho atteso questo momento e ora che è arrivato non sono affatto euforica come pensavo ma solo sollevata, alleggerita. Come quando una si sveglia il giorno dopo che si è sposata e le pare di aver sognato, poi si gira vede il marito e realizza di essere sposata per davvero oppure quando finalmente il tipo che le piace da morire da una vita le chiede di uscire, insomma quel sogno che pareva impossibile si è avverato e tu ancora non ci credi. Ogni tanto penso: Ehi berlusconi si è dimesso! Ma è vero? Si si non l'ho sognato è tutto vero. Mi dò pure un pizzicotto sul braccio per verificare che non stia dormendo.

Non ho fatto nulla di quello che avevo immaginato di fare, così niente urla, feste o brindisi (beh un goccetto si lo ammetto). La preoccupazione per ciò che resta ha preso il sopravvento, lui se n'è andato almeno da lì ma gli italiani incantati dalla grande farsa restano. Bisogna continuare a rimboccarsi le maniche e di brutto, i nostri ragazzini che se per strada incontrano i granfratellisti rischiano l'infarto e ci si scattano foto sono ancora tutti lì a chiedersi cosa ci sia di male. La videocracy tanto per capirsi non evapora in cinque minuti con la dipartita politica del peggior presidente del consiglio della storia d'Italia.

Aver visto sprofondare il proprio paese in questo disastro culturale ed economico è stato terribile, al primo scandalo, alla prima avvisaglia mi sono illusa sperando in un risveglio collettivo che non solo non è avvenuto ma ha contribuito al proliferare della categoria dei qualunquisti o di quelli che ignorando i fatti hanno deciso di schierarsi contro i cattivi perseguitatori.

Una bella fetta di popolazione non si è indignata davanti alla proposta di trasmissioni o giornali che umiliano l'essere umano, molte donne di tutte le età non si sono ribellate nel vedere come la mercificazione dei loro corpi avesse preso esageratamente il sopravvento, a questo punto c'è chi mi dirà che questo è sempre avvenuto ma almeno prima si cercava di nascondere, se veniva fuori scoppiava lo scandalo e finivano i giochi, no, ora chi delinque, chi paga prostitute è un figo, mentre prima era una brutta persona da condannare nel primo caso e sicuramente uno sfigato nel secondo. La donna invece che raggiunge fama e ricchezza perchè si è venduta alla persona "giusta" è diventata un modello da seguire...che tristezza quei provini per veline, che fallimento umano. Mi ricordano ahimè il periodo in cui iniziai ad insegnare danza, c'erano sempre meno audizioni serie per ballerine e spesso nel comunicato era sottolineato: presentarsi in bikini e scarpe col tacco a spillo. Premetto: io non sono una bigotta e so che per un certo tipo di mestiere è richiesto un certo tipo di fisico, una ballerina comunque non andrebbe ad un provino con una tonaca, indosserebbe qualcosa di talmente idoneo da mostrare come è fatta sicuramente, ma anche e soprattutto cosa sa fare. Si sa poi com'è andata a finire: addio corpo di ballo e benvenuto corpo (anche se solo alcune parti) che tutto fa ma non balla.

Insomma che impresa sarà ricostruire questo paese, chissà quante ne vedremo ancora, ma a tutti quelli che sottoscrivono la nota frase tanto sono tutti uguali voglio dire no, inutile ora devastati da berlusconi e dal berlusconismo ipotizzare come sarebbe andata male con altri, perchè come lui nessuno mai: corrotto, corruttore, indagato per reati mafiosi, prostituzione minorile, uso di stupefacenti durante le feste a corte, frode, truffa, evasione fiscale, impegnato solo per difendersi ed evitarsi la galera a danno dei veri problemi dei cittadini  e quanto altro ancora...il tutto a spese del contribuente il quale rischia anche un licenziamento facile da manovra bastarda perchè a furia di usare i soldi così...guarda un po' finiscono! 

Certo questa situazione ha fatto sì che chiunque parlasse a gran voce contro tutto ciò divenisse troppo facilmente un mito, un' alternativa ideale, ci siamo dovuti attaccare a personaggi che non avremmo mai seguito ma che almeno hanno fatto sentire qua e là la propria e la nostra voce, mah...non mi illudo, ma da qualche parte si dovrà iniziare e un bel calcio nel sedere a quell'essere indegno mi pare un buon inizio. Mi piacerebbe se diventassimo un popolo di fronte al quale chi sale al governo sa che certe cose non le può fare mentre altre le deve fare e questo si costruisce con la resistenza non certo con la rassegnazione. Quindi da parte mia si continuerà a dire, a parlare, a lottare per le cose giuste...sempre.

Personalmente come donna continuo a coltivare un sogno, quello di unirmi a tante altre donne, di mettermi in fila davanti a lui e di dargliele di santa ragione a più non posso. Ah come sarebbe liberatorio!
Però se tutto questo dovesse finire presto mi va bene lo stesso anche senza menar le mani, si che mi va bene, e possibilmente vorrei non sentirlo più, nè lui nè quello schifo di gente al suo seguito, sono nauseata da anni di discorsi vergognosi ai quali sono seguiti purtroppo anche i fatti.
Basta! Riprendiamoci la dignità, il lavoro, l'istruzione, la cultura e l'informazione, in una parola: la Democrazia.

Carla
martedì 8 marzo 2011

Woman - Carla Di Toro

Ho espresso in questo video realizzato da me quello che sento, ho iniziato chiedendo collaborazione a 4 o 5 amiche e conoscenti,poi l'ho chiesta a più di 20 e tutte mi hanno detto si!
Questa è la mia risposta a quello che vedo, che vivo, che non mi piace, che spero s'illumini di un futuro migliore...perchè ciò avvenga c'è bisogno di donne vere che si mettano in prima linea a pretendere rispetto e dignità.
 
 



GRAZIE di CUORE a

Agnese (Violinista)
Anna Maria (Infermiera) 
Arianna (Ingegnere biomedico)
Barbara (Danzatrice)
Beatrice (Studente) 
Bruna (Mamma lavoratrice)
Chiara (Scrittrice, Assistente al doppiaggio)
Claudia (Studentessa)
Cristiana (Mediatore del credito)
Emy (Studentessa, Modella)
Gabriella (Insegnante di danza)
Giorgia B. (Studentessa)
Giorgia C. (Studentessa)
Giulia (Studentessa)
Licia (Educatrice asili nido) 
Marinella (Segretaria, neo mamma) 
Micaela (Insegnante)
Moira (Allenatrice nazionale Ginnastica Artistica)
Paola (Studentessa, neo laureata)
Ramona (Capitano Aeronautica Militare)
Roberta (Studentessa)
Romi (Studentessa)
Veronica (Mamma a tempo pieno)
Sandra Renzi, pittrice, per la concessione delle sue opere"Dolls" e "Hope"
Carla

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