Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

Image Slider

Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post
domenica 9 giugno 2013

Perchè oltre un fiore va l'amore

"Io vedo tutte quante le mie amiche son tranquille più di me ... ricevono regali e rose rosse per il loro compleanno, dicon sempre di si, non hanno mai problemi e son convinte che la vita è tutta lì. E invece no, invece no, la vita è quella che tu dai a me...sei grande grande grande come te sei grande solamente tu". (Grande grande grande - Mina)
Tanto per dimostrare che anche io sono romantica, come vi dissi pochi giorni fa e se siete stati attenti lo ricorderete, sto leggendo questo libro romanticone per sognatori e affini.

Dello stesso autore ho già letto Gli ingredienti segreti dell'amore. Carino, scorrevole, divertente non troppo banale, ottimo per intermediare tra una lettura impegnativa e l'altra.

La trama di Con te fino alla fine del mondo ruota attorno ad un tale che riceve una misteriosa lettera d'amore.

Ma voi l'avete mai ricevuta una lettera d'amore? Anonima o anche firmata?
Io no.
Sarà per questo che all'apparenza sembro un'acidona, fredda, antiromantica e solo ad una più attenta analisi da parte di menti sopraffine risulto una sentimentale, languida, passionale, poetica e tenerona?
(Ho esaurito la scorta di sinonimi).

Apprezzo la spontaneità, la schiettezza, non sopporto i giri di parole e le strategie che tanto vogliono andare a parare da una parte sola quindi tanto vale scoprire le carte senza scrupoli, però possibile che mai nemmeno da ragazzetta abbia ispirato auree parole degne di un poeta o anche gesti floreali che pure su quelli scarseggio assai? Scarseggio nel senso che nessuno mai mi ha regalato fiori, solo una volta mio marito ma non racconterò il motivo perchè mettermi a parlare di lavastoviglie e discussioni relative non mi pare il caso!

Il succo della canzone di Mina è questo: chi se ne frega dei fiori, c'è ben altro e se io ce l'ho e ce l'ho avuto va bene così. Tanto quei gesti plateali tipo farti pervenire i fiori davanti agli altri in qualche occasione sono solo per appagare il proprio ego mica per essere carini con l'amata, infatti quando si fa del bene spesso lo si fa per sè stessi, lo sapevate? Ebbene su questo concetto sono perfettamente d'accordo. Man mano che il libro di De Mello me lo rivelava mi rendevo conto che in effetti l'avevo sempre pensato...che fosse così...e anch'io spesso mi sentivo egoista nel fare del bene agli altri.
Ho lavorato sulla cosa così ho imparato a far del bene incondizionatamente e non solo a familiari e amici intimi, senza curarmi delle aspettative e senza pretendere nulla in cambio, perchè è bello e basta. Sembrerà stupido ma tutto è partito da quando ho desiderato profondamente essere Amèlie Poulain!

Ta-dàn!
Era un po' che nominavo la mia beniamina francesina carina carina!

Ci credete se vi dico che da quando quest'idea si è radicata in me in maniera pura e sincera ha iniziato immediatamente a dare i suoi frutti? La differenza sta nel fatto che li ho voluti vedere togliendo il velo dagli occhi ma dovrei dire dall'anima, quindi forse più che visti li ho sentiti.
Davvero non capisco come fanno certe persone a vivere perennemente in conflitto con sè stessi e quindi con gli altri diventando cattivi anzi perfidi con tutti e non si accorgono di quanto tutto ciò dipenda dalla loro insoddisfazione. Ci vanno avanti loro, ci crescono i figli...mah...che brutta cosa, poi però osannano le parole di misericordia del papa e affermano che i figli sono l'unica ragione di vita. Beh, bella ragione di vita: impappinargli il cervello di frottole e luoghi comuni che li condizioneranno per tutta la vita.
Spero solo un domani siano abili nel riprendersi la loro vita in mano, 'sti poveri figli.

Per ora è tutto, prima di lasciarvi vi ricordo che se volete spedire fiori vi sarà utile sapere che mi piacciono: le rose, le gerbere e i tulipani mentre non mi piacciono i lilium che macchiano i vestiti (non sia mai) e i crisantemi che sanno di mortuorio ma tanto non è periodo.
Tuttavia preferirei no fiori ma opere di bene (tanto per rimanere in tema di mortuorio) e queste opere di bene non rivolgetele solo verso enti di beneficenza tramite denaro ma tramite il vostro cuore, quindi con amore sincero, a tutti coloro che vi ritroverete davanti al momento opportuno.

Per quanto riguarda le lettere sappiate che il portiere impiccione è andato in pensione quindi via libera, posso inoltre fornire in privato l'indirizzo di casa e targa/modello della mia macchina qualora vogliate lasciarmi una romantica missiva anonima sul tergicristallo, che se non vi rimane in mano nello scostarlo dal parabrezza dovrebbe essere di effetto!
  
 Ed ora signore e signori: MINA!



Miranda (devil) Milian 

PS: Col titolo mi sono superata, lo so!


venerdì 4 gennaio 2013

Che bella giornata

Libreria Settembrini - Roma


Stamattina mi sono svegliata interrompendo un sogno bellissimo: ero a Parigi e facevo shopping.
Istintivamente ho subito rosicato maledicendo il fatto che si trattava appunto solo di un sogno, poi ho realizzato che mi trovavo a Roma in un venerdi di vacanza caldo e soleggiato e che poco più tardi mi sarei incontrata a pranzo con un'amica, una di quelle vere, di quelle rare e ho compreso che tutto sommato ciò che mi attendeva era ben più che un giretto di shopping sur le Champs Élysée.

La mia amica, che non vedevo da un po' e con la quale ho condiviso gli anni alla sbarra a scuola di danza, mi ha portato in un posto incantevole: una piccola libreria-ristorante. Dopo aver ordinato squisiti e particolari piatti mi sono seduta a capotavola, mi volto e vedo che alla mia destra c'è un libro di Christopher Hitchens mentre alla mia sinistra ce n'è uno intitolato Ritratto del diavolo. Mi sono sentita subito in sintonia.

Più tardi ho avuto modo di passeggiare per le vie che frequentavo da ragazzina, il clima era gradevole e la compagnia perfetta.

Davvero una bella giornata!

Miranda (devil) Milian
domenica 26 febbraio 2012

Brevi riflessioni in libreria

Sono sempre più determinata a scrivere sul mio blog dopo che in libreria ho di nuovo provato una certa avversione nell'osservare le copie dei libri di Barbara D'Urso, Antonella Clerici, Alba Parietti, Patrizia D'Addario, Emanuele Filiberto e ovvio, pure quelli del re dei plastici, alias Bruno Vespa.

Intendiamoci non perchè vorrei che pubblicassero qualcosa a me, non ho quest'ambizione, anche se nell'immaginario ...sarebbe fico...ma perchè considero i libri una cosa troppo seria e non è giusto che li possa scrivere chiunque, trovando pure consenso di pubblicazione solo perchè l'autore è personaggio noto per altri motivi.

In molti casi, riguardo i divi televisivi che diventano scrittori, sicuramente è il manager stesso che decide a tavolino: ora sull'onda del successo della tale trasmissione pubblicherai un libro dove parlerai di questo o di quello e blablabla blablabla...insomma un libro dovrebbe nascere da un animo appassionato che ha cura di scrivere ogni parola con amore e di veder crescere la sua opera giorno dopo giorno come fosse un figlio.
Che un libro nasca dal business che ruota intorno ad un personaggio no, uffa, non è giusto e mi fa arrabbiare ecco!

Quindi viva i blog, i blogger e i lettori dei blog! E tanta stima per gli scrittori, quelli che veramente lo sono per vocazione e che spesso la pubblicazione, quando avviene, se la devono sudare e/o autofinanziare.

Ma poi nel caso della D'Addario, che diamine prima a fare la mign... ehm...cioè la escort guai se veniva fuori, c'era da vergognarsi, pareva brutto, ora addirittura il racconto del notturno misfatto in un libro!

Il libro di Emanuele Filiberto invece si intitola C'era una volta un principe ...e infatti, ora ci sta tutto fuorchè un principe: c'è uno che balla con le stelle, uno che canta a Sanremo, uno che conduce, che intrattiene, uno che scrive libri, uno che fa l'attore, uno che fa politica e pure uno, non so se lo ricordate, che faceva la pubblicità delle olive!

Ah Ah Ah!

Mi sembra chiaro che non rimane molto tempo per fare il principe, la realtà è che questo è un mondo impietoso e pure lui si deve dar da fare per portare la pagnotta al castello!

Carla
martedì 17 gennaio 2012

Amoricidi di Chiara Cassanelli in arte Chiara Tuna


Un applauso ad una mia ex ballerina storica approdata alla pubblicazione del suo primo libro!

Una raccolta di racconti molto vicini al genere noir ma che l'autrice preferisce definire fantareale.

Riuscirò a dormire, soprattutto senza agghiaccianti incubi, dopo aver letto di bizzarri serial killer, di amori morbosi e quant'altro di cruento partorito dalla testolina di questa ragazza fantasiosa e originale?
Eh eh eh ...spero di si, altrimenti cara Chiaretta dovrai scrivere il racconto della Maestrina Assassina!

Che bello essere citata alla fine, nemmeno avevo capito che quella Carla fossi io, tipico atteggiamento da Tuna: e iooo?
Leggo sempre i ringraziamenti a termine di ogni libro immaginando come e quanto quelle persone nominate possano essere state vicine all'autore...beh ora so come si sentono!
Del resto uno si da tanta pena ad incoraggiare fino allo sfinimento per quello scopo preciso: vedere il proprio nome scritto su di un libro!

Ah Ah Ah! :)

Tempo fa, ti ricordi? Finii pure nei ringraziamenti nella tesi di laurea in Ingegneria Biomedica di quella geniaccia di Ary.
Pensa un po' io con gli svolazzamenti farfallosi e con l' animo di ballerina che pulsa in tutto il mio essere* dove posso arrivare!
E' bello toccare tante vite interessanti e arricchirsi reciprocamente, molto bello.

Grazie.

Ti ho definita ex ballerina, perchè di fatto non balli attualmente ma ... di ex non hai nulla, tranquilla, e comunque sappi che essere mia ex è un ruolo ambito...eh già! Pensa che diversi tizi asseriscono di essere stati con me, pur non essendo il fatto avvenuto.
Uno addirittura è pure convinto di avermi lasciata, tant'è che una volta mi disse:
"Ti chiedo scusa, devo averti fatta soffrire parecchio!"
Coosa??? Ti giuro che non ebbi il coraggio di controbattere in maniera significativa tanto lo stupore....solo che poi una conoscente che avevamo in comune mi scrisse: "Ma sei Carla la ballerina, l'ex di Caio?" (Ho usato un nome di fantasia)!
E no, a questo punto ho dovuto mettere le cose in chiaro, qui o soffro di amnesie acute o la gente sta fuori di brutto. Il top è stato quando quello che, saputa l'età di mia figlia, si disse per un attimo dubbioso del fatto che potesse essere sua!
Ma brutto scemo, come ti permetti? Questo è troppo!
Poi precisiamo:  non credo allo spirito santo pertanto non penso possa avere alcun potere e se proprio vogliamo fargliela passare per buona, quella volta famosa, beh è stata l'unica in cui abbia agito e sia ben chiaro non in mio (s)favore!
Sebbene adori Madonna e il mio secondo nome è Maria!

Ma torniamo al prezioso libro ancora caldo di stampa...
ti auguro che Amoricidi sia solo il primo di una lunga serie di pubblicazioni!
I fans non ti mancano e ti abbiamo tutti sinceramente e affettuosamente incoraggiata quindi...
in bocca al lupo Chiara!

La "Ticcer"
Carla

* "...l'animo del ballerino pulsa in tutto il suo essere".
(K Gibran - La Danzatrice)
lunedì 7 novembre 2011

Diversamente, ugualmente madre

"Mother and child" (A.M. Oborn)

La prima volta che ho letto la poesia I figli di Gibran non l'ho capita o non l'ho voluta capire, ero madre da poco, la vita mi aveva regalato due splendide figlie che pur non avendo partorito sentivo e sento mie più che mai, le desideravo sempre attaccate a me e non volevo nemmeno lontanamente immaginare che un giorno, una volta cresciute, si sarebbero naturalmente staccate e io avrei dovuto gioire vedendole camminare senza di me. Pian piano ho imparato ad accettare questa realtà e a beneficiare della diversità che un rapporto madre-figlia adolescente o madre-figlia ragazza adulta può regalare. 
Mi manca molto comprare bambole e altri giocattoli, ma c'è sicuramente dell'altro da fare.

Per la mia esperienza diversa, davanti alla quale molte amiche e conoscenti rimanevano affascinate e incuriosite, ho riflettuto spesso su quanto ogni madre si compiaccia davanti alla somiglianza con il figlio: occhi, naso, bocca, questo è mio, questo è del padre. 
Come ho reagito io davanti a quest'inevitabile mancanza? 
L'Amore è amore, il senso materno non ha a che fare con tratti somatici, quella è una questione di geni, è congenita, fisica come vogliamo dire, ma l'amore guardandosi negli occhi prescinde da tutto e va meravigliosamente oltre. 
Decidendo di adottare, se si dovesse visitare un orfanotrofio per esempio, guardando quei volti indifesi e bisognosi d'amore, in quel momento quanto vale un occhio o un naso uguale al nostro?

Ieri sera leggendo un libro Cose da salvare in caso d'incendio, precisamente mentre si narrava la storia di una bambina russa dall'infanzia tormentata, emigrata negli states, pluri abbandonata ma adottata a nove anni da una donna più che volenterosa di aiutarla, mentre leggevo tutti gli sforzi di questa madre che anzichè rassegnarsi accettando un destino senza figli si è presa questo arduo compito di rieducare da zero una bambina straniera e difficile, ho avuto una piccola illuminazione sul verso di Gibran che non mi andava giù, quello che dice:

I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
e sebbene siano con voi non vi appartengono.


Ogni figlio ha bisogno di una madre, a volte la brama di partorire, che non nego sarà pure una gioia indescrivibile e il dover constatare davanti ad amici e parenti quanto abbia preso dall'uno o dall'altro genitore, passa sopra il vero significato dell'amore e della maternità, almeno all'apparenza.
E' vero, i figli sono figli dell'universalità della vita, di qualcosa di più grande del piccolo nucleo familiare il quale ha il compito di educarli e crescerli facendo si che un domani diventino persone realizzate che possano contribuire ad un mondo migliore.
Il parto è un atto naturale attaverso il quale vengono al mondo ma a volte non basta, a volte di mamma non ce n'è una sola.

L'amore è talmente grande che riesce ad unire al di là della familiarità dei geni ed è l'unica cosa che conta.

Quando guardo le mie figlie e vedo occhi azzurri che non sono i miei, occhi verdi che non sono i miei, capelli biondi che non sono i miei, non posso che ammirarli per la loro bellezza mentre assaporo quanto da me abbiano comunque preso: non occhi, non labbra, nè capelli, nè altro di fisico ma molto e di pari importanza capace di dare ugualmente emozione. Anzi...

Chi cresce dei figli è una madre, su questo non ci sono dubbi.

Le matrigne esistono solo nelle favole e sono cattive, se sono donne amorevoli sono madri.punto.

Talvolta il senso di possessività rovina tutto in ogni diversa sfera di rapporti sociali, non è facile forgiarsi come individui talmente sicuri da potersi sentire liberi nonostante gli indiscutibili legami che s'intersecano tra noi, forse non ci si arriva mai a questa condizione ma prenderla in considerazione e provare a raggiungerla non può farci che bene. Ci renderebbe senza dubbio più forti e ci allontanerebbe da quell'abilità umana con la quale proiettiamo sempre sugli altri le cause delle nostre sofferenze o che spesso ci illude facendoci sentire autori dei successi altrui.

Carla

I Figli
(Kahlil Gibran)

E una donna che reggeva un bimbo al seno disse, Parlaci dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
e sebbene siano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri.
Poiché hanno pensieri loro propri.
Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
giacchè le loro anime albergano nella casa di domani,
che voi non potete visitare neppure in sogno.
Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli
come voi siete.
Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli ,
viventi frecce,
sono scoccati innanzi.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
e vi tende con la sua potenza affinchè le sue frecce possano
andare veloci e lontano.
Sia gioioso il vostro tendervi nella mano dell’Arciere;
poiché se ama il dardo sfrecciante,
così ama l’arco che saldo rimane.


*Cose da salvare in caso di incendio (Haley Tanner)
Titolo originale Vaclav e Lena


martedì 20 settembre 2011

Amori fuoricorso di Stefania Montorsi

Che abilità! Descrivere una donna in maniera così intelligente, acuta, azzeccata, così vera!
Vera è l'aggettivo migliore per me si, senza dubbio.

Geniale nella sua semplicità, nel suo raccontare tante ma tante verità, continuamente individuavo molto di me in Sandra, la protagonista, ma riconoscevo anche luoghi, situazioni, sentimenti, sensazioni, emozioni...

Raro leggere e riconoscersi così tante volte senza cadere nell'ovvio: originalità, simpatia, intelligenza e coraggio formano il cocktail vincente che mi ha fatto innamorare di questo libro, era un po' come ritrovare me stessa ogni volta che lo aprivo.

Divertente e intrigante l'aspettativa con cui mi accingevo ad ammettere di condividere desideri e atteggiamenti di Sandra...e non solo suoi!

Seppur finito di leggere da un po', continuo a sfogliarlo alla ricerca di frasi che mi hanno regalato attimi intensi.

Certo Sandra è coraggiosa...mamma mia se lo è...ma non voglio dire altro per non rovinare il piacere della scoperta a chi vorrà leggerlo!

Carla

Custom Post Signature

Custom Post  Signature