Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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giovedì 8 novembre 2012

Brightness


Sono stata un po' giù in questi ultimi giorni.
Avrei voluto scrivere, tanto è terapeutico per me, ma non avrei saputo da dove iniziare.
Troppa confusione in testa, un continuo riordinare idee e pensieri finiti nello scompiglio totale.
Ho approfondito e riflettuto molto, come sempre, e mi sono sfidata a fare tutto al massimo anche se mi sentivo come Superman con la kryptonite al collo.

Ieri ho vinto su un mio punto debole che mi affliggeva da un po' e oggi avevo il desiderio di bissare l'esperienza, ho lottato molto contro la mia parte oscura e alla fine l'ho illuminata realizzando l'obiettivo. Come risposta, l'ambiente mi ha rimandato la luce riflessa regalandomi dei bonus inaspettati!

Sono molto contenta anche di aver permesso al linfonodo dolorante sul collo (laddove infatti c'era la kryptonite) di sgonfiarsi, concentrandomi sul fatto che così come me l'ero provocato mentalmente, così potevo farlo andar via. Mi sono concessa qualche ora in più di sonno e, anzichè andare dalla dottoressa, mi sono regalata una passeggiata in un bel posto con annesso shopping nel mio negozietto preferito.

Sono dell'idea che non ci sia niente di male ad essere una material girl se queste concessioni sono sfizi innocui e regali-premio, vista la costanza con cui mi impegno ad ottenere il meglio da me, per me ovviamente, ma anche per gli altri.

Per quanto siamo in grado di riconoscerle, le energie negative emanate da persone, situazioni e ambienti possono farci molto male, vanno combattute e a loro va assolutamente negata la facoltà di essere più potenti di quelle forze positive che possiamo generare con la nostra mente.
Sta a noi decidere chi far vincere.
La vittoria è immediata non appena la determinazione, anche solo per un attimo, prende il sopravvento, a volte non se ne assapora subito la gioia, ma è assicurata e prima o poi esploderà.

Mi piace molto ritrovarmi, anche se questo significa che devo prima perdermi.

Che frase fantastica mi è venuta fuori! Non trovate?
Quasi quasi mi metto a far concorrenza a Fabio Volo!




Miranda (devil) Milian













lunedì 29 ottobre 2012

Pensare a Gene Kelly e altre cose da fare in caso di pioggia!



Ho bisogno di fronteggiare l'arrivo della stagione fredda, quindi elencherò una serie di cose che posso fare oggi per allietare il grigio pomeriggio arrivato all'improvviso il quale mi farà iniziare pure a lavorare col buio dell'ora solare.
Sono anche colta da problemi femminili che non sto a dire, ma colgo l'occasione per ricordarvi di documentarvi sulla Mooncup che, se vi decidete a darmi retta, vi farà vivere quei giorni smadonnando molto ma molto meno.

Dunque oggi potrei...

-Preparare una cena invernale di quelle da famiglia della pubblicità, di quelle che fai presto ma sono tutti contenti e tu poi hai la coscienza non a posto, di più.

-Fare anche il budino al cioccolato.

-Andare a prendere mia figlia a scuola e approfittare nell'oretta precedente di fare un salto in qualche negozietto carino e anche un po' di spesa coi buoni pasto che mi danno quella piacevole sensazione di non spendere niente. (Che ovviamente non è vero).

-Truccarmi adesso e di rosa, perchè dopo non mi andrà.

-Aspettare che spiova e tirare giù dallo stanzino gli Emu e gli altri stivaletti impellicciati con le borchiette. Convincermi del fatto che anche se il suddetto stanzino è in terrazza, quindi impolverato, non morirò di tetano, lebbra o simili. Inoltre non pensare a mio marito quando riporrò malamente le scatole per non stranirmi più del dovuto immaginando la sua reazione.

-SMETTERLA SUBITO DI MORDERMI LE LABBRA.

-Sforzarmi di sentirmi sempre e solo Wonder Woman in azione e sempre meno Superman con la criptonite al collo.

-Immaginare Gene Kelly sotto la pioggia guardando dalla finestra sia di casa che della sala danza se dovessero persistere le precipitazioni. Tipo mantra: Gene Kelly, Gene Kelly, Gene Kelly...

-Indossare a danza i nuovi scaldapiedi imbottiti, le calze sotto i leggings, il pantaloncino nero scaldatutto sopra i leggings e poi un bel maglioncino fashion sul body o top.

-Dare alle allieve, che frequentano pure il corso di classico, la sconvolgente notizia che le porterà a toccare il cielo con un dito.
Si, lo farò oggi, tanto ho deciso: sono pronte! Così la buia, fredda giornata diverrà luminosa irradiata dal loro entusiasmo.

Credo che possa bastare.

Buon lunedì da...

Miranda (devil) Milian



Rovine


Ieri è accaduto un fatto che mi ha sconvolta.
Decanto spesso la bellezza del Parco degli Acquedotti di Roma, vicino l'Appia Antica. Ogni volta che ci vado e accade spesso, pur non avendo visto il mondo intero penso che per forza quello deve essere uno dei posti più belli in senso assoluto. Passeggiare, correre, fermarsi a leggere o semplicemente guardarsi intorno, qualsiasi cosa si voglia fare lì diventa bellissima, certo qualsiasi cosa è un modo di dire e tra queste escluderei di sicuro un omicidio.
Quello che è avvenuto ieri in pieno giorno lì, in quel posto meraviglioso.

Ero andata al parco verso le tre per una passeggiata con mia figlia e appena oltrepassato il primo arco ho avvertito già un'atmosfera strana. C'era poca gente, man mano che ci avventuravamo verso l'interno sentivo che forse era il caso di tornare indietro, a un certo punto ho provato addirittura spavento nel guardare oltre un muretto, mi sembrava proprio un luogo tetro che ispirava brutti presagi, pur nella sua solita bellezza, pure se solo il giorno prima ci avevo visto una coppia di sposi farsi le foto in abito da cerimonia, alle quattro meno venti ho pensato che era meglio andare via.

Tornata a casa e acceso il computer, ho trovato l'articolo che informava circa il ritrovamento di un cadavere nel parco degli acquedotti alle quattro e mezza, proprio lì dove avevo guardato l'orologio una mezzoretta prima e dove avevo avvertito forte l'istinto di andarmene.
Mi si è gelato il sangue.
La vittima era un nordafricano, ucciso con colpi d'arma da fuoco e pare che tra assassino e complici ci siano di mezzo tre uomini di cui un padre e un figlio minorenne.

Al di là del mio presagio, che mi pare di capire dai miei approfondimenti è spiegabilissimo nel senso che siamo noi a dare un limite alla nostra facoltà di percepire il mondo, ma in realtà siamo capaci di andare ben oltre anche se non ce ne accorgiamo, è veramente terribile non poter fare una passeggiata in pieno giorno in un luogo del genere perchè si rischia di trovarsi in mezzo ad una sparatoria e per noi donne c'è sempre quell'altro rischio dietro l'angolo, quello che più mi faceva venir voglia di scappare ieri da lì.

A me già stavano disturbando le scritte sulle rovine dell'Acquedotto e mi chiedevo come si possa fare per salvaguardare i nostri beni archeologici che tutto il mondo ammira e ci invidia dagli atti vandalici che li deturpano, come si può fare per prevenire i frequenti crolli, poi, sei quasi testimone di un fatto cruento che avviene proprio lì accanto.
Rovine su rovine. Preziose le prime quanto ignobili le seconde e di fronte ad un omicidio ovviamente decade tutta l'indignazione per le sgradevoli scritte con la vernice spray.

La sicurezza a Roma non esiste, siamo sempre più sottoposti a pericoli di ogni genere, mentre nelle sedi opportune i delinquenti al governo discutono su come proteggersi dai processi e continuare a beneficiare di assurdi privilegi. Inoltre qui vantiamo un sindaco con precedenti per atti violenti che si è fatto pure otto mesi di carcere ma che ha conquistato il Campidoglio grazie ad una vittoria facile contro un candidato concorrente troppo improbabile.
Bel quadretto.

Carla




giovedì 25 ottobre 2012

Si fa presto a dire Danza

"Apollon Musagete"

Danza è una parola importante. Non usatela per definire ciò che nemmeno lontanamente può essere paragonato ad essa.

Mi spiego meglio:
la zumba NON è danza,
un ballo di gruppo NON è danza,
la ginnastica artistica NON è danza,
qualsiasi innovazione del fitness che tende ad imitare movenze ballate NON è danza.

Così come l'Hip Hop invece è una forma di danza e non è fitness.

La danza artistica non esiste mentre il termine contraddittorio "danza sportiva" mi fa venire l'allergia.

La Danza non è uno sport, non è un'attività che si fa per dimagrire, per sfidare qualcuno in gara, per stare in forma, svagarsi o bruciare calorie divertendosi.

La Danza è Arte. Una suprema Arte.

Sicuramente può far dimagrire, modella il fisico, fa stare bene (che è dire poco, visto che ti fa star bene anche con i piedi incerottati e i muscoli a pezzi). Il lavoro è finalizzato alla perfezione e all'eleganza del gesto, deve fornire la tecnica adeguata e il potenziamento, necessario per eseguire passi ed evoluzioni che richiedono molta energia, il tutto da eseguire perfettamente in sincronia con la musica.
Un ballerino deve necessariamente diventare una cosa sola con la musica, deve dipingerla con la sua danza.

Coreografia (koreia=danza, graphia=descrizione) un'altra parola grossa relativa alla danza.
...e 5, 6, 7 e 8, tum tum cha...mettici dentro dei passi e hai fatto!
Fatto cosa?
Una coreografia no di certo, mi dispiace ma non è così facile.
Continuate pure a chiamarla coreografia, come chiamereste disegno uno scarabocchio ma sappiate che non lo è. (Nemmeno se lo scarabocchio è carino).

Per costruire una coreografia (scusate la ripetizione ma lo voglio dire ancora: coreografia, coreografia, coreografia ecco!...tornate ora all'inizio della frase se la parentesi vi ha fatto perdere il filo del discorso) ci vuole tempo, tanto tempo.
Certo dipende se si sta coreografando un balletto in tre atti o una canzone di cinque minuti, comunque sia, necessita tempo e dedizione. Vanno formate figure, sviluppate idee, creati giochi di simmetrie o asimmetrie, contrasti e altro ancora.
E come si arriva a quel momento in cui ci si mette d'impegno e sfornare una coreografia?
Col talento e la predisposizione sicuramente, ma anche e soprattutto con anni di danza (e te credo), studio della musica (e non solo il 4/4), disciplina ferrea e poi pure un po' di cultura non sarebbe male, sia in generale sia specifica, per sapere in cosa ci si sta cimentando (sembra strano ma molti, in effetti, non sanno quello che stanno facendo).
Spesso non lo so nemmeno io, s'intende, allora vado a studiare.
Umiltà quindi, che mica si nasce imparati e pure che da mo' che sei nato, c'è sempre da imparare.
Con un po' di cultura in merito insomma, si eviterebbe di incorrere in un errore grossolano: quello di definirsi un coreografo solo perchè, per esempio, ci si dimena un paio d'ore in una palestra in preda all'esaltazione.

Intendiamoci, non ce l'ho con chi svolge tali attività, ci mancherebbe, ma le parole per me hanno un valore e allora mi piace chiamare le cose con il loro nome.
C'è da dire però, che spesso un nome 'ste cose non ce l'hanno, allora basta un po' di creatività: inventiamolo!
Si, ho deciso: aiutiamo le persone che fanno cose senza nome a coniare termini adeguati, così da renderli soddisfatti ed evitare che rubino appellativi altrui.
Da oggi quindi ci saranno:
-Gli zumbografi, che creano le zumbografie per zumberini o zumbatori.

- I kuduri summer style, quelli che si destreggiano in spiaggia nei balli di gruppo.

-I 100% kuduri, sono la specie evoluta rispetto ai summer style perchè proseguono l'attività anche d'inverno nelle palestre, cercando di acquisire senso del ritmo e coordinazione, così l'anno prossimo potranno ambire alla prima fila sul bagnasciuga, subito dietro gli animatori, che probabilmente li coinvolgeranno pure nel cabaret del sabato sera! ...a proposito di animatori, ecco, sono animatori. Punto. Un nome ce l'hanno quindi non sono coreografi, scenografi, insegnanti, attori o registi, chiaro?
Quanto al cabaret è da preferirsi quello della domenica, ovviamente ricolmo di pastarelle!

-Infine ci saranno le colite, che a furia di muovere la colita asì asì como gusta a las mujeres, la colite, se la faranno venire veramente e la faranno venire pure a chi le guarda, sempre che questi malaugurati spettatori abbiano buon senso...del ritmo, se non altro.

In conclusione: divertitevi quanto volete, ma prima di tirare in ballo la Danza contate almeno fino a otto e ...desistete.
Grazie!

Miranda (devil) Milian


lunedì 22 ottobre 2012

L'albero di Sofia e altre belle storie


Che meraviglia oggi essere accolta così a scuola:
Allieva Alyssa (correndomi incontro): Carlaaa oggi avrai una sorpresa!
Mamma di Alyssa (esultante): Ecco sta arrivando la sorpresa!
(Avevo già capito di cosa si trattasse ma stavo al gioco).
Mi volto e infatti non sbagliavo, vedo scendere dalla macchina Viola con i genitori.
Un'altra bimba che mi segue da 6 anni, quest'anno non sarebbe tornata e invece...nostalgia della danza, abbraccio interminabile e due lezioni di danza col sorriso smagliante, anche alla sbarra.

L'altro giorno Sofia invece mi ha portato quel disegno postato qui sopra, l'ha fatto a scuola, doveva disegnare un albero che la rappresentasse ed ecco il risultato: un albero con le radici come due gambe di ballerina e la fronda come un tutù.

Un'altra allieva grandicella ha scritto parole meravigliose sul suo blog per descrivere ciò che la danza le ha insegnato, se volete potete leggere qui.

Chiara e Sara mi chiedono continuamente curiosità e approfondimenti sulla danza e...ce ne sarebbero tante altre da dire.

Ci sono poi tutti quei visi pieni di aspettativa e quell'impegno che vedo quotidianamente in ogni mio allievo.

La scuola di Danza è anche questo, far nascere in ognuno la scintilla della passione, accrescere la sensibilità, quella sensibilità che permette poi di capire sempre più quanto vasto sia questo mondo e quanto impegno ci vuole per ottenere anche il minimo risultato.
E' un viaggio bellissimo fatto di tappe entusiasmanti, ogni volta c'è una meta ma è il viaggio ad essere sempre emozionante e così lezione dopo lezione, prova dopo prova, è giusto pensare all'emozione del palcoscenico che arriverà, ma si brilla comunque e sempre, tutti i giorni anche con i piedi doloranti e i muscoli sotto sforzo.
Chi vuole facili risultati e usa la danza come passatempo divertente, dico la verità, è meglio che si dedichi ad altre attività meno impegnative, il divertimento di sicuro nella danza c'è, ma non è inteso come svago e la disciplina è necessaria semplicemente perchè è l'unica arma per ottenere quella forza d'animo che ci rende capaci di superare qualsiasi avversità, e ogni ballerino incontra le sue, questo è certo.

Perciò sono grata a tutti coloro che insieme a me condividono ciò e se è vero che ringraziano me è anche vero che io ringrazio loro perchè mi danno modo, giorno dopo giorno, anno dopo anno, di approfondire e continuare a sperimentare questo mio splendido lavoro che non è l'unica attività possibile per un ex ballerino ma un'opportunità grandiosa per continuare ad essere un ballerino...con una marcia in più!

Maestrina Ballerina

domenica 21 ottobre 2012

TG: la fiction più seguita


Non sopporto più i telegiornali, veramente è da un po' che non li sopporto.
Più o meno tutti.
Non sopporto il modo di fare informazione che poi informazione non è.
Non sopporto questa frase, una tra tante: "...l'omicida a detta dei vicini è un ragazzo tranquillo che ama il basket, ma ieri è impazzito e ha scaricato la sua furia uccidendo la povera ragazza colpendola a morte e lasciandola in una pozza di sangue".

Spesso aggiungono che non si conoscono i motivi del gesto, non si conosce l'entità del disturbo di cui soffre il violento, sempre che un disturbo in particolare ce l'abbia e a volte magari ce l'ha pure.
Era tranquillo, normale, amabile, buono ma poi...boh ...è impazzito...
Perchè non diciamo però che la società è malata, che i ragazzi (futuri adulti non ce lo scordiamo) sono vittime di un sistema che li manipola da quando sono nati, che li rende automi, che li rende insicuri e violenti all'occorrenza, è molto logica questa conseguenza, non è così strano che s'impazzisca, non è strano per niente.

Non tutte le famiglie sono in grado di compensare con il loro operato a questa piaga sociale della manipolazione, non giudico ma è così, vittime sono i morti uccisi e anche chi uccide perchè non ha imparato l'arte di vivere pertanto non dà valore alla vita, nemmeno alla sua.

Non esistono "ex gelosi", semmai esistono ragazzi con una scala di valori completamente sballata, ragazzi diseducati e addestrati per non credere in sè stessi al punto da annientare vite, qualora l'altrui comportamento alimenti le loro insicurezze e i loro punti deboli.

Le interviste ai vicini, ai parenti che piangono ai funerali, l'enfasi nel descrivere la pozza di sangue.
E' stata colpita a morte, non basta? No, la pozza di sangue fa audience, i pianti disperati pure.
Il sangue alimenta la naturale morbosità e lasciatemelo dire piace a molti, il gusto del macabro, la notizia pompata (come se ci fosse bisogno di pompare una morte), qualche malato che poi si eccita e imita.
Che schifo.
E hanno il coraggio di chiamarla informazione quando non è che un modo come un altro per contribuire pesantemente alla diseducazione, necessaria per la continua formazione di automi programmati.
E non parliamo degli special su noti reati, presentati con trailer degni di una pellicola hollywoodiana.
Lì si tocca davvero il fondo.

Le parole stanno perdendo sempre più il loro significato quindi la lingua, identità di un paese, è sconosciuta a molti, si usano vocaboli in maniera impropria e si offre un prodotto, per esempio l'informazione in una maniera che lo trasforma invece nel suo esatto contrario.
La confusione è totale, la conseguenza è una grave alterazione delle relazioni tra individui, responsabili a questo punto dell'imbarbarimento della società.
Mi pare che, purtroppo, ciò sia evidente.

Carla
sabato 20 ottobre 2012

Sabato sera


Il mio sabato sera.
Ghiaccio sul ginocchio per l'infiammazione che non deve assolutamente degenerare, libro, blog e attesa.
Attesa che passino tre ore per andare a prendere mia figlia a una festa.
Tre ore!
Per una che ha già sonno, è veramente un bel po' di tempo.
Si perchè per il momento pare che la solita insonnia mi abbia abbandonata, quindi potrei addormentarmi tranquillamente.

Eppure, questo sabato sera è davvero migliore di quelli da uscita forzata, quelli che perchè è sabato bisogna uscire, bisogna divertirsi, bisogna fare baldoria, ma dove sta scritto?
E ammesso che sia scritto da qualche parte, chi l'ha scritto?
E ammesso che qualcuno l'abbia scritto, bisogna dargli retta per forza?

Ecco, tra le cose che non farei mai ci sta proprio questa: uscire il sabato sera!
Uscire inteso come andare al ristorante, al cinema, in un locale e via dicendo.

Il divertimento non è uscire e andare da qualche parte ma la conseguenza di una condizione interiore, quindi una volta che ce l'hai ti puoi divertire pure dentro casa, a lavoro, in metropolitana o addirittura alla cassa del supermercato.
Ora potrei dire una serie infinita di cattiverie sul sabato sera e soprattutto sulle mandrie del divertimento forzato, ma ve le risparmio.

Tirando le somme, il ginocchio dolorante è una rottura di scatole ma per il resto il libro che sto leggendo è molto più intrigante di ciò che si può fare in centomila locali... ah no, tranquilli non è quello delle 50 sfumature, si tratta di un libro sulla programmazione mentale e il libero pensiero.

Cosa c'è di più avvincente dell'avventurarsi nei meandri della mente?
A me l'argomento interessa moltissimo, talmente tanto che anni fa per analizzare in particolare il mio su base scientifica e risolvere anche qualcosina mi iscrissi a psicologia e detti sette esami, con la media del 30.
Poi capii quel che m'interessava e dovendo continuare a ballare, lasciai.
Diciamo che lo studio ufficiale mi permise di iniziare a percorrere delle strade per poi continuare da sola.
Certo, chi vuole capirci qualcosa o risolvere va in analisi, io invece, tanto per distinguermi mi sono iscritta alla facoltà per autoanalizzarmi... e anche per fare qualcosa di elettrizzante da sostituire agli incontri con un fidanzato che stava diventando noioso, molto noioso.

Per quanto riguarda le uscite serali, sappiate che non mi sono fatta mancare niente a tempo debito, a uscire uscivo ma c'è da dire che col lavoro che ho fatto, la sera, dovevo uscire per forza e come mi piaceva dopo lo spettacolo o le prove andarmi a fare quattro risate con amici e colleghi, quanto si rideva, se capitavano feste improvvisate ci si andava con pezzi di costume di scena o abbigliamento da danza perchè non si era partiti attrezzati da casa.
Ricordo ancora quando al rientro a casa infilavo la chiave nella serratura piano piano, quasi senza respirare con la speranza che i miei dormissero non accorgendosi così di che ora fosse.
Ricordo le risate quando mi ritrovavo dentro il letto alle 5 del mattino a mangiare le lasagne che mi lasciava mamma, l'adrenalina che ci metteva un bel po' di tempo a scaricarsi, quella sensazione sempre di essere un po' troppo esuberante e che volevo cambiare ma che ho ancora e mi sta bene così.

Certo la tentazione di uscire stasera e andare a vivere è alta, qui vicino a me c'è l'interminabile Oktoberfest nostrano a base di balli di gruppo fino alle due di notte.
Doveva finire il 7 ottobre invece è prolungato fino a domani, il minimo, visto il successo.
Il fatto è più che comprensibile: quanti rientrati al lavoro o comunque alla vita normale da un mesetto ormai, sono alle prese con la terribile nostalgia delle vacanze? Presto trovata la soluzione, infatti alla festa della birra ti danno l'occasione di rivivere la villeggiatura, ripercorrerendo i momenti dedicati ai balli di gruppo!
Dio che divertimento, e non solo di sabato ma anche di giovedì o venerdì.
A questo punto mi chiedo: in quest'Italia logora chi di giovedì sera se ne va a sculettare danza Kuduro fino alle due di notte? Uno che ha la fortuna di dover andare a lavorare la mattina dopo o un disoccupato?
Allora ti dicono che mica perchè in Italia non c'è lavoro non ci si va più a divertire!
E così torniamo al concetto di divertimento completamente distorto.
Comunque dato che non si riusciva a dormire, sere fa ho chiamato i vigili, mi hanno detto che posso fare un esposto, così dopo 40 giorni potrebbero fare un controllo per constatare che i crucchi di Roma Capannelle si siano attenuti al livello di decibel consentito!

Questa in effetti è molto divertente, peccato che non sia una barzelletta ma la realtà.

Beh si è fatta l'ora, devo andare e stavolta vi lascio a un sabato sera speciale, un sabato sera televisivo di classe, quello con Teatro 10 e il balletto di apertura con mio papà Franco!




Miranda (devil) Milian

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