Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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sabato 15 marzo 2014

Meglio sole...


"Tu sogna e spera fermamente, dimentica il presente e il sogno realtà diverrà". (Cenerentola)

Dedicato a C.

Poco fa chattando con una mia giovanissima allieva ho avuto ancora una volta l'occasione di riflettere sulla trasformazione che è avvenuta in me nel corso degli anni, a come partendo da una condizione di bambina timida ma determinata sono diventata più o meno la donna che volevo (capelli lisci compresi)!!!

Sentirsi sole in un'età critica perchè non uniformate, spesso porta alla sofferenza così accade che se da una parte si grida per far sentire la propria voce dall'altra si ricevono solo schiaffi. Da ragazzina non ricordo di aver ricevuto schiaffi, quelli sono stata brava a farmeli dare da grande ma sorvoliamo che è meglio.
Avevo talmente tanta passione per ciò che impegnava totalmente la mia vita che anche se i coetanei non mi capivano, sinceramente ora che ci penso, me ne fregavo abbastanza.
Nel periodo precedente e durante i primi anni del liceo invece ricordo di aver passato molto tempo da sola, amavo stare da sola, spesso la solitudine la ricercavo perchè se non trovavo gente che mi capiva, me la inventavo (ero già matta).
Mi chiudevo in cameretta e pensavo, riflettevo, inventavo, creavo, fantasticavo, sognavo.
Sola non mi sentivo poi tanto sola, sapersi fare compagnia è bellissimo mentre non saperlo fare può danneggiare sia noi sia chi ci sta vicino.
Sono d'accordo con la teoria che può sembrare ostica da mandar giù, secondo la quale non si può imparare a stare con gli altri se non si sa stare soli e non si può nemmeno amare qualcuno se non sappiamo stare da soli o amare noi stessi.
Vista così direi che la solitudine è una palestra per lo stare piacevolmente in compagnia.

Il fatto è che non possiamo credere di darci un valore solo attraverso l'altrui parere.
Lo scambio ci deve essere e può essere interessante ma non si dovrebbe dare necessariamente maggior rilievo a ciò che proviene dall'esterno.
E' bello sapere di poter contare su qualcuno ma questa cosa la si può apprezzare davvero nella meraviglia della sua essenza solo se sappiamo anche stare soli, se al contrario siamo troppo dipendenti è inevitabile crollare spesso e volentieri.

La solitudine non è triste, al contrario è una condizione dove si possono provare sensazioni profonde e fondamentali capaci di farci sperimentare la felicità.
L'isolamento è un'altra cosa e quello invece si che è triste e andrebbe combattuto.

Spesso in cameretta mi ci faceva stare mio padre per punizione, diceva che in questo modo avrei potuto riflettere sulle mie mancanze (l'educazione di una volta era così) in realtà riflettere sulle mie mancanze per me significava scrivere in quattro e quattr'otto una letterina dove mi ripromettevo di "fare la brava" e il resto del tempo lo passavo a fantasticare.
Mi piaceva moltissimo e ora che ci penso devo aver combinato qualche marachella appositamente per farmi dare la punizione e conquistarmi così un'oretta in santa pace chiusa in camera.
Come dicevo, quei momenti mi hanno insegnato molto perchè entravo profondamente in contatto con me stessa e poi mi hanno resa particolarmente creativa, cosa che attualmente è fondamentale per il mio lavoro.
Così oggi pur essendo una persona estremamente socievole amo ancora passare dei momenti in solitudine per approfondire il legame con me stessa e poi anche per sognare in libertà.
Sognare mi piace sempre e lo faccio esattamente come farebbe un bambino, credendo poi ciecamente che ciò che sogno si realizzerà.

Non è sbagliato sfidarsi e cercare il contatto anche in terreni difficili ma se proprio non si ottengono risposte per me meglio lasciar perdere per un po', forzare qualcuno pur di non stare soli non mi sembra una buona idea, perchè mendicare? A quel punto meglio una sana solitudine capace di far maturare qualcosa di buono.

Ho esordito ironicamente affermando di "essere diventata...la donna che volevo" e devo dire che mi sono fatta ridere da sola, come sempre del resto, ovviamente con ciò non voglio dire che mi sento perfetta ma che la base del mio essere è sicuramente qualcosa che avevo chiaro in mente ma che sento di aver conquistato a fatica. Una base su cui spesso poggiano dei casini terribili ma io sto sempre lì sotto, pronta ad intervenire, sarà per questo che la ragazza cui sto dedicando il post mi descrive come forte, coraggiosa e determinata, deve avere la capacità di sgamarmi quando sto nascosta e queste qualità mi sembrano invisibili.

Del resto una persona che si dedica totalmente fin da piccola a discipline come la danza o la musica non può che essere determinata e coraggiosa. Mi piace pensare che se sono diventata un carrarmato è grazie alla scuola accademica e alla sbarra quotidiana.
Noi sappiamo il perchè!

Un abbraccio a te C. e a tutti voi!

domenica 9 febbraio 2014

Keep calm and besciamella


Scrivere su un blog è proprio come tenere un diario.
Ogni tanto rileggo ciò che ho scritto tempo fa e mi accorgo di quanto ci si possa evolvere e anche in fretta, ci sono cose in effetti, che oggi sento in maniera decisamente diversa. Ad esempio prima mi arrabbiavo con chi mi faceva del male, avevo voglia di imprecare, di essere cattiva con chi a mio giudizio meritava tale trattamento, ora non più, il giudizio l'ho pian piano lasciato andare, ossia a volte ci riesco altre volte meno, cerco di metterlo in pratica solo per gioco soprattutto per non abbandonare la mia ironia senza la quale nella maggior parte dei casi non riuscirei ad esprimermi. A pensarci bene sono stata coerente eppure dico sempre di non essere capace a progettare nulla perchè le cose mi vengono spontanee senza pensarci troppo, invece ho perseguito l'obiettivo. Quando mi comportavo così ero irascibile, mi identificavo con il problema e con la rabbia che esso provocava in me, scrivevo anche di quanto questo atteggiamento fosse sbagliato: io non ero la rabbia che provavo e identificarmi con essa non faceva che alimentare il disagio. Ho provato con fatica ad abbandonarla e in effetti la mia condizione è andata migliorando se non all'istante, quasi. Certo per risolvere i problemi ci vuole tempo ma viverli con distacco è senza dubbio un buon inizio.

Era il progetto Amèlie!
Quel film mi delizia sempre e sarei capace di vederlo altre migliaia di volte tanto mi mette il buonumore. Lei così buona, serena e dedita agli altri, capace di attirare a sè l'amore che merita solo perchè ne dà senza riserve e senza aspettative. Ok è un personaggio e forse l'ho idealizzato troppo ma mi piace tanto e poi sono una sognatrice creativa, condizione che mi salva spesso e volentieri dalle intemperie della vita.
Bisognerebbe sognare tutti e di più.
Chi osa nei sogni a mio avviso si allena ad osare nella vita reale e poi per quanto mi riguarda, spesso sento che le due vite si compenetrano fino a confondersi e alla fine forse tutta questa differenza non c'è o comunque non è così marcata.

Ci sono momenti in cui nonostante le preoccupazioni e i problemi assalgano la mia mente mi ritrovo a sorridere immersa in uno stato di estrema serenità, in quei momenti, strano a dirsi, mi sento felice e forse è proprio in quegli istanti che percepisco che la felicità è un mezzo e non un fine.

Ieri per un istante ho provato questa sensazione e ho pensato a tutto questo mentre con fare maniacale rimestavo la besciamella, si, mi sono sentita come Amèlie quando prova soddisfazione infilando la mano nel sacco delle lenticchie, era una cosa che non capivo eppure mescolare e far cadere quella crema bianca dal cucchiaio al tegamino mi ha collocata in una dimensione diversa, strana, piacevole...datemi pure della pazza, non sarete i primi e nemmeno gli ultimi... spero!


Ora mi è venuta voglia di preparare un budino, forse solo per sentirmi appagata nell'osservare la consistenza del cioccolato fuso che cola dal cucchiaio al tegamino ripetutamente. Non mi piace la cucina e credo proprio si possa dire non rientrerà mai nei miei interessi ma ripensando anche a quando preparai un'ottima crema pasticcera andando perfettamente a tempo con il violino di Jean Luc Ponty...beh devo iniziare a pensare che è un'attività con degli aspetti positivi che non avevo mai preso in considerazione.

Sento a questo punto che devo tranquillizzarvi e forse anche tranquillizzarMi: la soddisfazione che provo comprando una borsa o un paio di scarpe difficilmente verrà abbattuta dalla besciamella o dal cioccolato, possono convivere entrambe dentro me e andare anche molto ma molto d'accordo!

Per concludere vi lascio al violino di Ponty ottimo per preparare creme sublimi, lui somiglia un po' a Chuck Norris ma non ci fate caso, aprite le orecchie e soprattutto l'anima...



Fantastico vero?
Sebbene abbia parecchio da trafficare con il mio fashion blog Maestrina Style, voglio tornare presto qui...aspettatemiii ciaoooo!



lunedì 4 novembre 2013

Peppa Pig e altri guai esistenziali


Ho una nostalgia pazzesca dei post randomici del lunedì, quelli che io chiamo "fricantò".
Che ne è stato della mia spontaneità e dell'assenza totale di vergogna nello sciorinare cose all'apparenza inutili ma che nascondono dei concetti profondi di vita vissuta e magari ancora da vivere?
Ebbene, diamoci sotto.

Sogni.
Dunque, che io faccia dei sogni strani ma strani forte è cosa nota, che Freud dopo avermi sottoposta ad una prima seduta avrebbe deciso di aprire un agriturismo pure, ma quello di stanotte si è conquistato un posto decisamente alto nella classifica della mia attività onirica. Insomma, ero in una palestra, precisamente in sala pesi a trafficare con dei macchinari cui sono davvero poco avvezza mentre in cuffia ascoltavo le storielle di...Peppa Pig!
Si, Peppa Pig.
Allucinante! Che poi da quando le figlie sono cresciute non ci capisco niente di questi nuovi personaggi, io sono rimasta alle Winxs e semmai alla Pimpa e di Peppa Pig vedo solo tre miliardi di oggetti nei negozi: astucci, zainetti e cacchiate varie mentre ho notato che Hello Kitty è sparito dalla circolazione soppiantato da questa stramba maialina...uhm...è una maialina? Ma qui allora penso che Freud si sarebbe lasciato andare a divertenti analisi...altroché...forse avrebbe rimandato il progetto riguardante l'agriturismo!

Fusa per il fuso orario.
Purtroppo subisco ancora l'effetto del jet leg, per motivi vari soffro d'insonnia e se per caso mi addormento, poi succede che subisco l'onta dei risvegli notturni, mi impasticco di melatonina la sera e di altra roba che di giorno non mi faccia essere preda del nervosismo dovuto alla mancanza di sonno, sono una casinara e sto benedetto mondo uniformato mi sta sempre più stretto...questo devo dire aiuta la mia testa a progettare sempre strategie per trovare ancora più facilmente la strada per il paese delle meraviglie che sarebbe quella dimensione dove io mi sento felice e a mio agio.
Come vedete il tema delle favole non mi abbandona ma non vi strazierò ulteriormente con la mia immedesimazione in Biancaneve, esplorerò nuovi personaggi, ovviamente rivisti e corretti come la mia Biancaneve assassina che ho amato tanto.
Ah, giuro che questi deliri non sono l'effetto di droghe, no, non mi drogo, non potrei mai, le sostanze che produco naturalmente bastano e avanzano e poi...ce l'ho aggratis, almeno quelle ;)

Ponte scassapalle.
Che altro dire di fortemente inutile? Che è appena passato un week end con annesso ponte, di quelli che mi mettono l'angoscia al solo pensiero ma sono contenta di averlo passato al meglio delle mie possibilità e cioè vivendo un susseguirsi di sensazioni che mi hanno presa, fatta volare libera nel paese delle meraviglie, poi sbattuta giù nei meandri del sentirsi perse per poi ridonarmi le ali per volare, insomma la diagnosi è chiara: schizofrenia acuta!

Abbasso il Natale, specie se prematuramente annunciato.
Ora mi viene incontro a grandi passi il prossimo ostacolo da superare: il periodo di quelle cavolo di festività natalizie. Dire che lo odio e lo temo è dire poco e questo è un bel guaio perché non amo che qualcosa abbia un potere su di me, di solito domino gli eventi ma in questo periodo sono vulnerabile quindi devo mettermi subito all'opera per sfangarla anche stavolta. L'altro giorno alla Coin ho visto ben due alberi di Natale addobbati e nei supermercati fanno capolino i primi panettoni, ben lontani per fortuna dal reparto rasoi e lamette sennò la tentazione di tagliarmi le vene trovava fin troppo facilmente il naturale appagamento...c'è da dire che le cose che mi mettono tristezza aumentano a dismisura e davvero non riesco a capire come la maggior parte delle persone si crogioli godendo tra tanta mestizia. Spesso queste persone sono quelle che decantano la bellezza delle gioie semplici...mah...mi sa che io sono allora troppo complicata e credo che di semplice non ci sia proprio niente al mondo anche se quando con tanta fatica e lavoro su sé stessi ti sei guadagnata quello che volevi e che ti fa stare bene, si, è vero, in quei momenti tutto appare davvero semplice...molto semplice.

"Amélie sente di essere in totale armonia con sè stessa.
In quell'istante tutto è perfetto.
La mitezza del giorno, quel profumo nell'aria, il rumore tranquillo della città.
Inspira profondamente e la vita le appare semplice e limpida".
(Il Favoloso Mondo di Amelie)
Conclusione personale: la semplicità è una bella cosa ma per arrivarci la strada è complicata, soffrire per soffrire non è meglio farlo avendo come fine un livello più alto nella sfera esistenziale? Allora forse non è nemmeno sofferenza se il suo scopo è liberarti, la sofferenza vera è quella in cui le persone rimangono incartate nelle proprie illusioni desiderando ciò che non andrebbe desiderato, che non otterranno mai e che forse nemmeno esiste.

Miranda (devil) Milian

lunedì 22 aprile 2013

Valzer d'Amelie


Bene, eccomi qui.
Vi sono mancata?
Beh non per vantarmi ma ad una persona credo proprio di si. Il fatto è che mi sto impegnando seriamente al fine di sperimentare una felicità assoluta che non dipenda da niente e da nessuno (una roba pressochè assurda ma auspicabile e soprattutto mi intriga) quindi questa persona mi perdonerà se non scrivendo per qualche giorno ho voluto che provasse un senso di felicità che non dipendesse dai miei post!
Angela, l'ho fatto per te.




Tuttavia ieri in tarda serata ho provato a scrivere ben tre post ma ero troppo stranita e confusa per via della SPM (sindrome strazio pre mestruale) quindi non ho pubblicato niente perchè pur avendo espresso aurei pensieri non mi sentivo pronta a condividerli alla faccia della spontaneità che credevo mi contraddistinguesse.

Mi sentivo proprio a pezzi quindi ho assunto il "minerale dei miracoli" vale a dire il magnesio supremo che mi serve per alleviare lo stress psico-fisico, in più ho letto in un articolo che avrebbe donato un effetto istantaneo nel combattere la SPM.
Certo che faccio le scoperte dell'acqua calda, da che mondo è mondo 'sta cosa si sa, ma credendo di avere i super poteri non assumo mai integratori e comunque è proprio in acqua calda che va sciolto: un'esperienza traumatizzante.
A conferma della sua validità però stamattina mi sono svegliata con un senso di leggerezza, le note del valzer d'Amelie in testa e quella sua espressione (di Amelie) tanto buona e serena quanto appagata, questa per intenderci che già pubblicai vista la mia adorazione per il personaggio. Solo che invece di avere accanto un tipo innamorato perso di me che rimane incantato a bocca aperta ogni volta che gli passo davanti ero abbarbicata ad un cuscino e al lenzuolo con le ballerine di Degas disegnate, quello morbidissimo che mi piace trastullare. Come si dice, meglio che un dito in un occhio! Ma sono talmente maldestra in questo periodo che ho rischiato anche quello.
Ho pensato che sarebbe stato bello recarmi in un mercato per infilare la mano in un sacco di legumi ma non sapendo dove poter praticare questa piacevole attività e avendo altro da fare ho scacciato via questo pensiero.
Ora che ci penso sotto casa mia c'è un piccolo mercato e c'è pure un signorotto che ha proprio un banco di legumi, quel signorotto che fa molta tenerezza a mia figlia tanto che vorrebbe sempre comprargli qualcosa anche se non serve. Una volta l'ho visto bere super alcoolici di mattina in canottiera intima in piena estate e inveire contro una che con la macchina era passata sfrecciando tra i banchi. Beh aveva ragione ma gliene ha dette certe da far impallidire er monnezza, quindi non so se mi fa tenerezza e poi il mercato di Amelie è più romantico, il mio non regge il confronto.

La felicità assoluta che non dipende da niente e da nessuno.
Magari eh!
Io ci credo che deve essere così e l'impegno ce lo metto ma non è enough (scusate ma adoro questa parola e cercavo un pretesto per usarla) per esempio ci sono un sacco di cose da cui dipendo.

Quelle frivole:
-i capelli lisci
-le borse
-le scarpe
-i leggings
-il gel sulle unghie
-i bikini nuovi ad ogni stagione
-la ceretta

Quelle profonde:
-alcuni libri
-il silenzio (che raramente mi circonda)
-la danza (ma è il mio lavoro e forse non conta)
-varie ed eventuali che non sto a dire.

Sono inoltre ostacolata dalle mie ossessioni maniacali pertanto ho bisogno, o meglio mi illudo di aver bisogno di un certo "ordine" per stare bene.
Vi porto un esempio citando parte di un pensiero che mi colpì, non ricordo di chi fosse, mi pare di una coreografa che non conosco, diceva che tutte le cose belle spettinano: fare l'amore spettina, ballare spettina, togliersi i vestiti spettina, volare spettina, tuffarsi in mare spettina, baciare una persona appassionatamente spettina.
La ragazza che citò questo pensiero aggiunse il suo, attraverso il quale espresse una certa determinazione a voler vivere spettinata.
Rimasi colpita perchè in un istante mi sono osservata e ho visto una maniaca del pettine. Io amo essere pettinata e mi sembra di odiare tutto ciò che destabilizza questa condizione, mi sistemo addirittura i capelli prima di addormentarmi. Riflettendoci bene mi sono accorta che invece è nei momenti in cui sono spettinata, ecco ...è proprio in quei momenti che mi sento veramente libera e felice.
Sarà una cretinata ma questa metafora tricologica mi ha fatto pensare e io amo riflettere partendo da ogni spunto, dal più banale a quello più elevato.

Si usa citare il mantra del giorno, io propongo la sfida del giorno.
Ecco la mia: cercare di non dipendere da un pettine.
Sono anche sfacciatamente fortunata perchè piove, c'è vento e devo ballare due ore in più del solito col mio ballerino preferito e si tratta pure di una coreografia piuttosto scatenata.
Non prometto niente perchè ho i capelli che difficilmente si scompongono ma giuro che impegnerò tutte le mie forze per sentirmi a mio agio anche con qualche ciuffo per aria.
Poi passerò al prossimo livello: essere fashionista ma felice.

Buon lunedì col valzer d'Amelie


Miranda (devil) Milian




domenica 7 aprile 2013

La bella addormentata...sullo scoglio


 "Ho dei gusti semplicissimi: mi accontento sempre del meglio" (Oscar Wilde)

Ho avuto il meglio e ce l'ho avuto molto presto, questo ha condizionato inevitabilmente la mia vita.
Poi è successo che nel corso dell'esistenza ne ho passate tante e mi si è disperso un po' tutto, anzi, decisamente tutto.
Tra ieri e oggi per un attimo ho avuto una visione chiara e limpida di me che impiego negli anni tutte le mie forze per riottenere ciò che non ero riuscita a tenermi, senza pensarci...così, l'ho fatto e basta dunque oggi me lo ritrovo. Il bello è che quindi ci sono riuscita e ora che è di nuovo con me mi viene quasi da piangere non so se per la gioia o per la sofferenza dovuta al timore di perdere di nuovo tutto.
Forse per tutt'e due.
In entrambi i casi secondo Anthony De Mello sono ancora bella che addormentata nonchè bella addormentata la cui vita, si sa, dipende totalmente dal bacio del principe.
La condizione secondo cui "felicità=non dipendere da niente" è davvero desiderabile ma mi sa che pur avendo compiuto dei passi in avanti sono lontana anni luce, attaccata come una cozza al mio scoglio pieno di cosette senza le quali non riuscirei a stare e soprattutto senza alcune mi pare proprio che non potrei vivere.
Certo che metafora, proprio una cozza dovevo andare a tirar fuori, per niente chic ma rende l'idea.
Mi sento come una ragazzina capricciosa che si è ripresa i suoi giocattoli e ora sa che deve averne cura ma non sa se ne sarà capace.
Che avventura la vita!

Continua...

Miranda (devil diavoletta) Milian
giovedì 8 novembre 2012

Brightness


Sono stata un po' giù in questi ultimi giorni.
Avrei voluto scrivere, tanto è terapeutico per me, ma non avrei saputo da dove iniziare.
Troppa confusione in testa, un continuo riordinare idee e pensieri finiti nello scompiglio totale.
Ho approfondito e riflettuto molto, come sempre, e mi sono sfidata a fare tutto al massimo anche se mi sentivo come Superman con la kryptonite al collo.

Ieri ho vinto su un mio punto debole che mi affliggeva da un po' e oggi avevo il desiderio di bissare l'esperienza, ho lottato molto contro la mia parte oscura e alla fine l'ho illuminata realizzando l'obiettivo. Come risposta, l'ambiente mi ha rimandato la luce riflessa regalandomi dei bonus inaspettati!

Sono molto contenta anche di aver permesso al linfonodo dolorante sul collo (laddove infatti c'era la kryptonite) di sgonfiarsi, concentrandomi sul fatto che così come me l'ero provocato mentalmente, così potevo farlo andar via. Mi sono concessa qualche ora in più di sonno e, anzichè andare dalla dottoressa, mi sono regalata una passeggiata in un bel posto con annesso shopping nel mio negozietto preferito.

Sono dell'idea che non ci sia niente di male ad essere una material girl se queste concessioni sono sfizi innocui e regali-premio, vista la costanza con cui mi impegno ad ottenere il meglio da me, per me ovviamente, ma anche per gli altri.

Per quanto siamo in grado di riconoscerle, le energie negative emanate da persone, situazioni e ambienti possono farci molto male, vanno combattute e a loro va assolutamente negata la facoltà di essere più potenti di quelle forze positive che possiamo generare con la nostra mente.
Sta a noi decidere chi far vincere.
La vittoria è immediata non appena la determinazione, anche solo per un attimo, prende il sopravvento, a volte non se ne assapora subito la gioia, ma è assicurata e prima o poi esploderà.

Mi piace molto ritrovarmi, anche se questo significa che devo prima perdermi.

Che frase fantastica mi è venuta fuori! Non trovate?
Quasi quasi mi metto a far concorrenza a Fabio Volo!




Miranda (devil) Milian













venerdì 13 aprile 2012

Dear Jane


Certe cose si sanno, ma poi leggi o ripensi ad un libro che descrive quella società, vedi un particolare film e si riaccende l'ira focosa.
Almeno la mia, verso questa di società e verso molte mie simili che la popolano e purtroppo la rappresentano.

Ai tempi di Jane Austen le donne ricamavano, cucinavano, erano dedite esclusivamente ad attività legate alla casa e alla famiglia. Se ne stavano lì ad aspettar proposte di cui, a parer delle famiglie, dovevano andar fiere, non potevano sposare chi amavano, lavorare era sconveniente e quasi peccaminoso, le più colte erano mal giudicate, tutto combinato, deciso a tavolino, gente che si arrogava il diritto di sapere cosa fosse meglio per loro, in nome del decoro le fanciulle da marito non potevano parlare da sole con un uomo che non fosse un familiare o un legittimo pretendente. Dalla donna, o meglio dal futuro marito, spesso non amato, dipendeva la serenità economica della sua famiglia, così, presa dai sensi di colpa il più delle volte era costretta a cedere e le madri, che avevano sofferto della stessa situazione, la imponevano alle figlie.
Era così e basta.
Però le giovinette si appassionavano alla lettura, coltivavano spesso desideri di emancipazione, soffrivano per le ingiustizie.
Oggi si appassionano alla tv spazzatura dove sono rappresentate miseramente, deteriorano le loro fresche menti, che andrebbero plasmate tramite ben altre attività, inibendole sui social network, subiscono ignare le ingiustizie e in molte sperano di far carriera dimostrando il niente e mostrando il tutto. Cosa questa, che mai come ora sta dimostrando i suoi frutti in termini economici.
E pensare che in questi tempi le donne avrebbero potuto finalmente far valere le loro qualità intellettive senza rinunciare ad una femminilità disinvolta ed emancipata.
Che peccato!

Ho notato un altro aspetto che riguarda il concetto secondo il quale sposarsi e avere quindi uno che ti abbia chiesto in moglie, sia auspicabile per essere considerate nella società. Condizione ancora ben radicata. Tuttora sono numerose le donne disposte a sacrificarsi una vita pur di avere un uomo accanto (o di farsi vedere con un uomo accanto) si sviliscono ma quasi mai se ne accorgono, e quante volte, troppe, il loro uomo si dimostra immeritevole così a sua volta insicuro e subdolo, trova la famosa America sposando una donna che non aspettava altro di diventare la sua ombra.
La cosa che proprio non mi piace è che frequentemente, per scarsa autostima e retaggio culturale, le donne accettano più facilmente un matrimonio poco convincente piuttosto che osare una vita indipendente, che in un futuro magari più lontano, comunque, non escluderebbe una relazione sentimentale anche seria e duratura.
E pensare che oggi ci stanno di nuovo togliendo tutto e noi dovremmo a gran voce  riconquistarci tutti i diritti  e acquisirne pure di nuovi, conducendo in prima fila una lotta senza pari.

Mi viene da dire che chi ha il pane non ha i denti, forse un po' ordinaria come conclusione, ma davanti alla saggezza dei vecchi proverbi e vista l'ora (00:40) mi ci congedo a cuor leggero.

Carla
lunedì 27 febbraio 2012

Intuizioni


Captare l'essenza della propria vita in un attimo, pensieri per cui ci si scervella spesso per lunghissimi momenti, a volte vengono riassunti alla perfezione in un solo istante in cui si svelano magiche e fulminee spiegazioni.

Stasera non è una felice sera, ma vivere dei momenti con sè stessi è sempre prezioso nel bene o nel male, e questo l'ho imparato già da tempo.

Stasera per un istante mi sono vista come in un film, ero distaccata, stavo guidando e mi guardavo mentre vivevo la mia vita calma e rilassata, era piena di particolari che non sto a dire anche perchè sarebbe difficilissimo riassumerli a quest'ora. L'importante è aver capito che ovunque mi trovi, qualsiasi cosa faccia potrò davvero essere così,
così come ho immaginato, quindi da domani basta stress, basta brutti pensieri, basta dannarsi l'anima per timore di non essere all'altezza delle proprie aspettative, basta col voler essere sempre perfetta e al massimo della forma, ci sono giorni in cui non sarà così e andrà bene comunque, se saprò accettarlo.
Soprattutto dovrò accettare che il massimo della forma non è sempre da intendersi secondo il mio metro.

Non è grave, le cose gravi sono altre.

La vita può cambiare da un momento all'altro, può farti un voltafaccia spaventoso, e quando capita di trovarsi in una situazione in cui questo ti sembra fin troppo a portata di mano credo sia naturale dare il giusto peso alle paure, alcune sono infondate e generate da una vita quotidiana che ci rapisce e ci sballa la scala di valori, altre sono motivate e hanno almeno il merito di rimettere a posto gli equilibri perduti.
Per lo meno a me succede questo.

E poi in ogni caso, la vita va goduta... totalmente.
Non serve a niente vivere di rinunce, evitare di divertirsi o limitarsi sempre per star  lì col timore del giudizio altrui, se non si commette niente di criminoso non c'è niente di male, ogni istante è prezioso, ogni lasciata è persa, vale la pena solo vivere al 100%.

Carla

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