Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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giovedì 17 gennaio 2013

Le basi del progetto Amèlie e l'autolavaggio del cervello


Amélie sente di essere in totale armonia con sè stessa.
In quell'istante tutto è perfetto.
La mitezza del giorno, quel profumo nell'aria, il rumore tranquillo della città.
Inspira profondamente e la vita le appare semplice e limpida.
(Il favoloso mondo di Amèlie)
Alla luce di alcune letture interessanti cui mi sono dedicata di recente ho deciso di aprire un autolavaggio ... del cervello, cioè trasformo i pensieri dannosi mentre mi infondo quasi di continuo quelli piacevoli come fossero messaggi subliminali, me li confeziono per bene con ciò che mi serve e vai col tango.
Le letture non suggerivano di fare precisamente così ma mi hanno fortemente ispirata.
Un libro che ho gradito particolarmente, almeno in parte, è stato "Programmazione mentale" di Eldon Taylor, il sottotitolo è dal lavaggio del cervello al libero pensiero e qui infatti volevo arrivare, a questo libero pensiero che molto spesso s'illude di esser tale ma alla fine è sempre asservito, anche se per alcuni casi lo è meno che in altri. Per esempio il pensiero di un maniaco della tv che segue i quiz del pre serale con Carlo Conti, i programmi mediaset e le telenovelas di rete 4 è sicuramente più schiavizzato del mio, quanto meno io gioco a sgama il tranello e mi diverto ad individuare cosa vogliono farti credere, pensare e infine farti diventare. Ora non dico che il mio pensiero sia campione assoluto di libertà, perchè in fondo ci sono quelle piccole cose cui non desidero rinunciare e che se continuano a condizionarmi non mi disturbano affatto, tuttavia sono piuttosto innocue, anche se a volte un po' dispendiose, ma credo di essere abbastanza equilibrata. Mi rendo conto che essere libera, incondizionata, profonda e spirituale con una Gucci in spalla e fresche di ceretta può non essere facile ma non vedo perchè non debba essere possibile.
Mi sa che questa frase l'ho già scritta, se è così due sono le cose: uno, ci credo profondamente e due, sono rimbambita.
Come si evince da questi frivoli pensieri c'è sempre qualcosa che sfugge alla mia sorveglianza, ma almeno ci lavoro su e mi diverto pure. Ho sempre pensato che usarsi per sperimentare il comportamento  umano sia una figata e per me così è la vita, in continua crescita. Sperimentare, studiare continuamente, fallire, ripartire, godersi le vittorie e se queste dovessero essere consistenti tirarsela pure un po'. Ogni tanto nel laboratorio salta per aria qualcosa ma tutto può essere utile per rivedere e migliorare la pozione, insomma non bisogna sperare di arrivare troppo presto ad un punto morto dove ti siedi e hai raggiunto tutti gli obiettivi. Da una parte sembra ovvio ma guardate che è pieno di gente che ragiona così, che aspetta la manna dal cielo e non muove un passo per dargli una scrollata a 'sto cielo che magari poi la manna viene giù.

Mi sto togliendo di nuovo le catene che mi metto da sola e in effetti basta un attimo e tutto si stravolge. Che poi lo sapevo pure ma spesso a mettere in pratica ce ne vuole, poi mettiamoci che io sono un po' di coccio e la faccenda si complica. L'importante è che queste catene si spezzino perchè una volta libera sarà difficile che qualcuno riesca a richiudere i lucchetti, volando più in alto i bruttoni rimangono fregati e incollati rasoterra nelle loro bassezze e pure lo stress, che spesso mi procuro senza motivo lo lascio volentieri laggiù.
Tra il volare più in alto, magari un tot di metri sopra il cielo, e i lucchetti, ciò che mi viene in mente ora è agghiacciante ma fate finta di niente, come non detto!

Ci saranno sempre gli alti e bassi ma più ci si rafforza più gli alti avranno la possibilità di ridersela alla faccia dei bassi.
Intanto la prima settimana di sperimentazione del progetto sta finendo, lo stress è diminuito, i vestiti e le scarpe grazie ai saldi sono aumentati e io sono pure meno svampita, molto meno direi.

Domani scriverò un semplice elenco per riepilogare le fasi del progetto Amèlie, ammesso che a qualcuno freghi qualcosa, ma vi assicuro che è grandioso e ne sono piuttosto infervorata, soprattutto perchè nel metterlo in atto non bisogna dar retta a nessuno se non a sè stessi.

Miranda (devil) Milian
mercoledì 16 gennaio 2013

Progetto Amèlie, il via alla sperimentazione


Sto attraversando una fase molto particolare e pensavo... ma quante se ne passano di fasi eh?!

Io ne ho passate, uh se ne ho passate, a volerle raccontare tutte, altro che blog dovrei scrivere.
Tranquilli non le racconterò e se un giorno dovessi farlo, insomma ...è il blog del buonumore, mi firmo Miranda incurante di quanto la mia stravaganza rasenti il comico, non mi dilungherò certo in tragedie greche, sebbene abbiano il loro fascino.

Come immagino sappiate, ultimamente ho subìto un bel po' di attacchi e inevitabilmente sono stata parecchio agitata. Ebbene, ora sto beneficiando del distacco che ho provocato tra me e le faccende/persone negative che mi giravano fin troppo attorno e sono davvero delle belle sensazioni quelle che sto provando.
Inoltre inizio a sentirmi come Amèlie Poulain, cioè tanto buona che alla fine tutto quel buono le si ritorce contro regalandole amore e altre cose belle.

Intendiamoci, io sono sempre sorridente e allegra ma anche un po' acidella e spocchiosetta mentre il progetto Amèlie prevede che sorriso e allegria si abbinino piuttosto a dolcezza e bontà, sempre (o quasi) e comunque. Molti mi dicono che sono buona e dolce ma...onestamente il dolce non capisco dove lo vedano, ma se lo vedono dovrà pur esserci da qualche parte, quindi ci voglio credere, il fatto è che lo vorrei vedere pure io. Il progetto Amèlie serve anche a questo scopo e in realtà è un po' più complesso perciò non mancherò di approfondire. Tuttavia posso già dirvi che di recente mi viene proprio spontaneo stamparmi in faccia quel sorriso alla Amèlie, quello di quando ha il cucchiaio in mano per capirci, cliccate qui se non ve lo ricordate, per poi regalarlo a tutti ma proprio tutti (il sorriso non il cucchiaio) e pensate che mi esce spontaneo pure quando mi raccontano delle malelingue su di me.
E si che sorrido, tanto c'ho ragione io!

Ma ci sarà pur qualcosa che non mi piace di questa francesina? Dunque...in effetti non amo le sue scarpe e nemmeno la gonnellona lunga, addosso a lei stanno d'incanto ma io non mi ci vedo, vorrei se possibile mantenere gli adorati leggings e le scarpe un po' più cool, mi riuscirebbe meglio il gironzolare sorridendo per la città. A proposito di look, in questi giorni in cui mi sento così angioletto etereo e sentimentale ho avuto modo di notare quanto essere così sia certamente appagante ma che ci crediate o no, è ancora più appagante se nel contempo si mantiene un certo entusiasmo per la scelta degli outfit dimostrando sempre e comunque dedizione per vestiti, scarpe e borse. Sempre sorridendo s'intende e manifestando gratitudine nei confronti del guardaroba, evitando la solita lamentela del "non ho niente da mettermi" perchè se i cassetti straripano qualcosa da indossare deve pur esserci. Piuttosto è vero che con la serenità nel cuore e il sorriso sulle labbra si compra con maggior attenzione, così ciò che entra a far parte del nostro guardaroba è davvero ciò che ci piace e di cui abbiamo bisogno. Inoltre sarà più facile decidere cosa indossare mentre si è in pace con sè stesse, pace questa da non confondere con quella dei sensi, che invece vanno tenuti belli svegli e piuttosto in subbuglio. Sennò...come dire....ci siamo capite.

In conclusione...




















... ecco, cercherò di evitare il vaso! 

Buona notte e sappiate che forse...parlerò ancora di Amèlie, al di là del progetto che porta il suo nome :)

Miranda (devil angel) Milian

domenica 13 gennaio 2013

Scarpette da sogno 2 ovvero la realizzazione del sogno!


Ti iscrivi a danza classica e già sogni quel giorno, sai che te lo dovrai sudare, che dovrai aspettare anni e dedicarti al massimo per arrivarci, ma quando quel momento è alle porte sei al settimo cielo.
La maestra ti ha spiegato come sceglierle e come cucire i nastrini ma soprattutto ti ha preparato a dovere perchè una volta indossate quelle scarpette, tu possa salirci e muovere i primi passi correttamente.
Sono davvero le scarpe più belle che ci siano. Adoro quelle fashion col tacco, colorate, nere, con fibbiette, cinturini, borchiette ma...il fascino emanato dalle scarpette da punta non ha pari.

Quando sono nuove sono lucidissime e luminose, quando sono consumate portano i segni di un lavoro duro ma bellissimo.
Diventano parte di te, non le senti più nonostante spesso e volentieri le vesciche che provocano sono dolorosissime. Capita di osservarle una volta tolte e vedendo quei segni lasciati dalle ferite non puoi credere che fino a poco fa ti ci destreggiavi abilmente.
Le ballerine classiche sembrano farfalle eppure devono sopportare faticosissimi sforzi senza darlo a vedere e spesso dietro i loro sorrisi ci sono le vesciche che pulsano, ma che come per incanto sotto i riflettori si anestetizzano.

Quando vedo le mie allieve della danza jazz venire alla lezione di classico con il sorriso sulle labbra e una gran voglia di sfidarsi sugli aspetti più complessi, credo che gran parte del mio scopo di maestra l'abbia raggiunto proprio lì, in quei volti talmente affascinati da un'arte così meravigliosa da non pensare minimamente alla fatica e al dolore.

Da bambina le scarpette da punta sono oggetto di fantasie emozionanti, da allieva un sogno divenuto realtà, man mano diventano sempre più uno strumento di lavoro e ancora più in là parte del tuo essere una danzatrice professionista.
Si consumano facilmente, devono essere sempre ammorbidite al punto giusto, ci vuole grande cura quindi  per quelle da usare in scena ma anche per preservare al massimo con strategie e accorgimenti, quelle per la lezione o le prove.

Ieri ho fatto il corriere espresso e così, dopo aver terminato il complicato acquisto di scarpette e accessori, mi sono fatta un giro per il quartiere consegnando il tutto alle mie ballerine e oggi siamo alla vigilia, quindi in bocca al lupo per domani e che l'emozione vinca sul dolore.
(Sarà sicuramente così!)

Maestrina Ballerina
lunedì 7 gennaio 2013

A Marco...


Le prime lezioni di danza modern-jazz non potrei dimenticarle mai.
Insicura e troppo ancorata al "classico", con una voglia incredibile di tuffarmi in quel mondo estroso e travolgente che vedevo prendere vita in quella sala, nell'ora delle sue lezioni.
Poi l'amica Gabriella, già esperta in quell'ambiente, mi incoraggiò a farmi avanti.
E così, terminata la formazione classica, grazie ad un meraviglioso Maestro ho iniziato a prendere confidenza con quello stile di danza così lontano da ciò che mi ero prefissata.
Giorno dopo giorno mi lasciai avvolgere e travolgere da quel sorriso, da quella gioia e da quella passione coinvolgente che aveva nel trasmettere la danza jazz e che da questa andava oltre.
Si dedicava ad ognuno di noi soffermandosi sulle debolezze da rafforzare ma anche sulle qualità da far emergere, lodava i progressi e ogni tanto ci regalava le lezioni, così quando dopo il riscaldamento si andava a pagare ci sorrideva e diceva: oggi regalo!
Senza mai che il suo viso si oscurasse, con disciplina, armonia e tanta gioia si perseguivano i risultati.
Non dimenticherò mai quel giorno in cui indossavo la "plastica" rosa pallido della mia amica Gabri, mi sentii particolarmente incoraggiata dal suo atteggiamento quando mi lasciai scivolare in una spaccata alla seconda perfetta, io, sempre inibita su questa dolente nota, nello stesso istante in cui mi sentii libera raggiunsi il mio obiettivo più ostico e da allora ancora me lo tengo stretto, come ben stretto mi tengo tutto ciò che il mio Maestro mi ha lasciato e che non si può descrivere in un misero post.
La ballerina che sono stata, quella che continuo ad essere, ma soprattutto la maestra che sono oggi.
Mi stava balenando da un po' l'idea di portargli le mie allieve, sarebbe stato emozionante, ma non l'ho potuto fare, non c'è stato tempo. Però, è come se loro facessero lezione sempre un po' con lui, attraverso ciò che ha lasciato in me e questo continuerà a vivere per molto tempo ancora così come in tantissimi altri vivrà la sua essenza.
Mi ha insegnato ad essere me stessa mentre ballo, a percepire le vibrazioni, a sentirmi un tutt'uno con la musica e la danza, ad amare ciò che già amavo con una passione capace di far esplodere l'anima e far in modo che questa si potesse manifestare concretamente ad ogni passo.
Lontano dagli schemi rigidi e omologati di un mondo amato con cui entravo spesso in conflitto, mi ha permesso di sentire la pura gioia che la danza sa donare insegnandomi quindi a lasciarmi andare e ad assaporare solo ciò che doveva essere.
Da un po' di giorni riflettevo su una cosa, su quanto nel costruire la mia scuola io abbia scartato accuratamente tutto ciò che inquina il mondo della danza e introdotto, seminando anno dopo anno, tutto quel che invece c'è di meraviglioso. Questo l'ho fatto grazie anche a lui e per me rappresenta quella che si può definire, come amava dire da un po', un'immensa meraviglia, quella che si percepiva oggi e che aleggiava nell'aria nonostante la tristezza e il dolore fossero altrettanto immensi.

Ciao Marco e...grazie





you are not alone...

Carla





sabato 5 gennaio 2013

Predatori da boutique, si saldi chi può


Post della buona notte molto terra terra vi avviso, più che altro nel finale quindi, se siete molto snob ed esigenti vi consiglio di lasciar stare e di navigare in altre acque, non so, magari sapere.it o immanuelkant.com potrebbero essere delle idee ma vi prego, se pensate di ripiegare su fabiovolo, allora restate qui e io ne sarò felice!

Ordunque (che parolone eh, serve per tirar su il livello del post) oggi sono iniziati i saldi, però dato che ho tanta roba e in questo periodo mi sento appagata sembrava non me ne fregasse niente...sembrava.

Così ho passato un pomeriggio piacevole con mia madre che mi ha cucinato le sue ottime polpette da portare a casa, ho rivisto un'amica carissima d'infanzia neo-genitrice che mi ha dimostrato tanto affetto, mi sono presa da casa di mamma il tutù del mio ultimo saggio che mi serve per fare una cosa, ho fatto lavare la macchina che quasi non la riconoscevo e ho goduto di un insolito traffico zero. Me ne stavo tornando tranquillamente a casa ad un'ora decente quando però, con la scusa degli ultimi impiccetti della befana, ho sentito la necessità impellente di andare a sbirciare nei miei negozietti preferiti al centro commerciale e non posso credere di aver visto dei guanti di semplice lana che costavano 48,00 Euro ribassati a 43,00, non c'è che dire, quel che si dice un affarone!
Guanti a parte mi sono subito pentita, col tutto che il diavolo mi sta simpatico, quel posto certe volte è davvero l'inferno e stava rischiando di rovinare il mio tranquillo pomeriggio, ma niente paura, ho rimediato subito acquistando l'ennesimo paio di leggings leopardati. Come se non bastasse stavolta la stampa animalier è impressa su righe multicolor. Me li sono subito immaginati addosso nell'atto di danzare selvaggiamente (ma con stile) un RNB con influenze reggae e li ho visti perfetti, così ho pensato di indossarli a danza lunedi che però è il giorno di classica, quindi semmai opterò per uno zebrato più soft.
Ma che mi avrà preso tra zebre e leopardi quest'anno? Inventerò la zoodance, tra tante minchiate potrebbe essere pure apprezzata chissà, meglio di quel buffone coreano credo proprio che potrei fare. Dato che mi piace mangiare potrei fare, che so, la gnam gnam style!
A proposito, ci credete che io quella canzone non l'ho mai, proprio mai sentita? E' bello starsene al di fuori, un po' come quando provi soddisfazione perchè non conosci i tizi del grande fratello e davanti ad un: "...ma come non sai chi è quello?"
Tu rimani indifferente perchè no, davvero non lo sai.
L'interlocutore si sente subito in difficoltà e si giustifica dicendo che ...ah lui lo guarda solo per farsi due risate e per vedere fin dove arrivano. Ma che cavolo ci sarà mai da ridere nel vedere il degrado del genere umano? E poi, dopo il sesso uso ombre cinesi in diretta (per finta ma la gente è allocca e ci crede) dove altro dovrebbero arrivare? A spararsi davanti alla telecamera?
Beh, magari!
Sto scherzando, non mi fate la paternale, please ;)

Ma torniamo all'ameno quadretto del centro commerciale stile week end, arricchito dall'additivo saldi che è risultato triste come mi aspettavo: famigliole che si trascinano, bambini piccoli straniti perciò ululanti, bambini più grandicelli che si devono sfogare e ti investono, sbucando da ogni dove correndo all'impazzata. E poi... ci sono loro, i vincitori assoluti del premio I love shopping in trash e cioè le atteggione vestite da lap dancers da una parte e, pari merito, quei mariti che, come ciocchi impalati, aspettano le rispettive consorti perennemente operative nei camerini prova.

Le prime camminano mano nella mano con i loro fidanzati, che seppure hanno l'aria tronfia, vista la sventola che si portano appresso, camminano sempre un passo indietro e sono sempre più bassi. Sicuramente anche per via dei trampoli da stripper su cui si pavoneggia l'amata, molto bora ma con una boria che non vi dico.

I secondi, non si reggono, e a tal proposito rinnovo il mio appello:
donne non portatevi i mariti quando fate shopping.
A loro non piace e si annoiano. Non vi illudete, perchè non si tratta di una dimostrazione d'amore nè di un atto dovuto e poi, è scientificamente provato che guardano il culo a tutte quelle che entrano nel negozio.
Lo fanno tutti e vi assicuro che non gliene sfugge uno, tra l'altro non hanno un briciolo di savoir faire e si rendono ridicoli all'occhio esperto (il mio) facendo i finti tonti. Per esempio, si massaggiano il collo e intanto si girano a guardare quella, oppure guardano l'orologio ma con la coda dell'occhio ammiccano su quell'altra. Poi ci sono quelli che invece vogliono farsi sgamare, non sia mai ci sfugga che uomini veri siano! Questi, dopo che hanno dato l'occhiata locale furtiva ti guardano in faccia con la stessa espressione di Alvaro Vitali quando sbircia dal buco della serratura nei film tipo "La liceale nella classe dei ripetenti" o "Pierino medico della Saub" il tutto con pupi in braccio, passeggini tra le mani, borse delle mogli in dotazione e carrelli della spesa al fianco. Perchè loro sono capaci di mostrare fieri il loro bambino che hanno fatto con quella santa donna che si sta provando le vesti nel camerino, ma allo stesso tempo, si sa, l'omo è cacciatore e deve caccià sennò va in depressione!
Signorecheridere.

Ora buona notte!

Miranda (devil) Milian che è felice di riempire ancora la calzetta e che i doni impacchetta fingendo di volar sulla scopetta!

venerdì 4 gennaio 2013

Che bella giornata

Libreria Settembrini - Roma


Stamattina mi sono svegliata interrompendo un sogno bellissimo: ero a Parigi e facevo shopping.
Istintivamente ho subito rosicato maledicendo il fatto che si trattava appunto solo di un sogno, poi ho realizzato che mi trovavo a Roma in un venerdi di vacanza caldo e soleggiato e che poco più tardi mi sarei incontrata a pranzo con un'amica, una di quelle vere, di quelle rare e ho compreso che tutto sommato ciò che mi attendeva era ben più che un giretto di shopping sur le Champs Élysée.

La mia amica, che non vedevo da un po' e con la quale ho condiviso gli anni alla sbarra a scuola di danza, mi ha portato in un posto incantevole: una piccola libreria-ristorante. Dopo aver ordinato squisiti e particolari piatti mi sono seduta a capotavola, mi volto e vedo che alla mia destra c'è un libro di Christopher Hitchens mentre alla mia sinistra ce n'è uno intitolato Ritratto del diavolo. Mi sono sentita subito in sintonia.

Più tardi ho avuto modo di passeggiare per le vie che frequentavo da ragazzina, il clima era gradevole e la compagnia perfetta.

Davvero una bella giornata!

Miranda (devil) Milian
mercoledì 2 gennaio 2013

Voglio essere Amélie Poulain


Mi manca scrivere e sfogarmi sul blog.
Fosse per me lo farei tutti i giorni.
"Fosse per me". Che stupidaggine! E per chi dovrebbe essere se sono io a scrivere?
Il fatto è che quando prenderei a sberle qualcuno la mia vena ironica va a farsi un giro non autorizzato e senza di lei non riesco proprio ad esprimermi.
Ora cercherò di dipanare la nebbia dovuta a questo stato d'animo e di raccontarvi qualcosa, prima che mi arrivino i cazziatoni amichevoli (ma non troppo) delle persone che mi usano (affettuosamente) come giullare di corte.
Per non sbagliare mi butterò su quel che in gergo si chiama post randomico e che io chiamo fricantò.
Dunque iniziamo.
Ah si, è iniziato il 2013!
E chi se lo aspettava?
No, no...non per la storia dei Maya, era solo una battuta scema.





Personalmente non ho mai troppo da recriminare sull'anno passato nè da chiedere a quello nuovo, sono di norma piuttosto soddisfatta. Ovvio, ci sono alti e bassi, situazioni brutte e trasformazioni positive, a volte queste ultime tardano ad arrivare allora mi preoccupo ma non smetto mai di nuotare vigorosamente contro corrente, l'importante è non essere dei falliti, perchè quello si che sarebbe un guaio.
Per abitudine dò sempre maggior peso alle cose belle affinchè illuminino quelle brutte, così facendo, il male della vita si prende una bella fregatura e perde un pochino i suoi poteri nei miei confronti.
Certo che a pensarci bene in questi ultimi tempi sono stata attaccata parecchio, e che ad attaccarmi siano state persone malvagie è comprensibile ma che lo abbiano fatto anche persone che credevo amiche benevole è stato un duro colpo.
Offesa e calpestata perchè ciò che ho fatto di bene non è stato apprezzato a discapito di aspettative che non erano affatto dovute. Sapete, non è stato per niente gradevole e anzi, mi ha urtato di brutto.
"Dare è anche un po' ricevere". Balle!
Ho già scritto qualcosa a riguardo e che le persone si approfittino di questo non mi piace per niente e se dare vuol dire ricevere bastonate è un'ingiustizia e basta.

Ieri sera ho rivisto il mio film preferito in assoluto "Le fabuleux destin d'Amélie Poulain" tradotto in "Il favoloso mondo di Amélie". Questa graziosa ragazza era destinata a rendere felice il prossimo compiendo gesti incredibilmente compassionevoli dettati dal cuore e rimanendo delicatamente nascosta nell'osservarne le bellissime conseguenze. Ciò rendeva certamente il suo mondo migliore.
Al termine di questo film mi capita sempre di voler essere come Amélie, inizio così ad escogitare piani cercando di capire come poter iniziare quest'attività di sorridente, silenziosa e serena benefattrice.
E già ci sarebbe da ridire perchè per quanto riguarda il "sorridente" ci siamo, per il "serena" mi posso impegnare, ma "silenziosa"...non ce la posso proprio fare!
Tutto sommato però potrei rimanere delusa, perchè quello è solo un film, del resto mi è capitato tante volte di essere buona con chi anzichè far tesoro dei miei gesti poi, mi ha solo dato addosso. Chissà, forse ho sbagliato qualcosa e comunque credo che avere lo stesso taglio di capelli di Amélie non basti.
Certo che no!
Non entro nel dettaglio ma veramente nel caso cui ho accennato prima ho dato davvero tanto ed il risultato è stato che ci si aspettava di più, come se non mi fossi spremuta fino all'inverosimile. Il fatto è che le persone che accettano il bene e sanno goderne nella giusta misura sono rare. Non parliamo di quanto siano rare quelle che sanno anche dimostrare un po' di gratitudine, malheureusement sono sempre di più quelle che si adagiano sulla tua generosità iniziando a pretendere. Magari inconsapevolmente e senza cattiveria, ma il risultato non cambia, quindi metto inconsapevoli e cattivi alla stessa stregua.
Ecco, forse nel 2013 mi aspetto di diventare più solerte nel capire di che pasta siano fatte certe persone, eviterò così di cadere nelle loro trappole, che poi non sono mai loro ma proprie, cioè mie. Eh si, perchè di avvisaglie ne avevo avute ma mi sono fidata, sperando in una crescita che non è avvenuta.
Diciamo che è un mio fallimento, lo ammetto. Spesso sono capace di prevedere gli sviluppi di una mia azione, altre volte accecata, pur capendo che potrei cadere e farmi male, imprudente mi butto.
E così è stato.
Amen!

Che altro potrei dirvi? Che mi manca molto il teatro per esempio. L'altra sera sono andata all'Opera a vedere il balletto e come al solito guardandomi intorno ho pensato che era bello quando potevo vedere quella meraviglia tutti i giorni, poi mi hanno sommersa di frasi gentili e complimenti che mi hanno commossa e avrei voluto abbracciare tutti ma proprio tutti, anche il direttore d'orchestra che mi ha fatto un sorriso galante e che forse aveva la bacchetta magica. Comunque, quando lo frequentavo (il teatro, non il direttore d'orchestra ;)  potevo constatare che anche lì ci stavano i cattivi, come quella tipa invidiosa che andava in giro a dire bugie tipo che avevo la cellulite.
Vorrei tanto rivederla per poterle regalare un barattolo di Somatoline e dirle: "Tieni nasona, spalmatela sul cervello"!
Ma ora non vorrei si sprogrammasse la modalità Amèlie sulla quale sono impostata da ieri sera, era tanto per dire che anche in un posto magico e meraviglioso ci sono le magagne e quella era pure all'acqua di rose. La mia fortuna non è stare o meno in un posto, ma averne goduto e poterne assaporare ancora l'essenza con la giusta dose di sensibilità. E questo è grandioso.
Beh, a questo punto ho partorito pensieri talmente poetici che faticherò a firmarmi Miranda, ma ormai se devo giocare alla scrittrice con tanto di pseudonimo lo farò fino in fondo. Del resto se Miranda era acida e stronzetta, lo era solo per trasmettere al meglio la disciplina e per infondere una dedizione assoluta per il lavoro, il tutto con lo scopo di creare persone di successo. Vabbè, è vero, era un tantinello esagerata e alla fine la sua adepta si licenzia pure per correre dal suo amore, ma non senza averle riservato un ultimo sguardo attento, quasi affettuoso e sicuramente pieno di gratitudine.
Stasera mi sa che rivedrò "Il diavolo veste Prada", così tra Serendipity, Amélie e le gesta di Miranda ho fatto l'en plein dei miei filmetti smielati da femminuccia e posso finire le vacanze contenta.
A proposito di vacanze, non ho ancora fatto i compiti e mi ritrovo all'ultimo momento a dover montare coreografie ed esercizi sulle nuove musiche. Domattina mi impongo un bel ritiro di clausura.
In cuffia perchè avrò casa affollata.







In conclusione, forse non sono così rozza e materiale come credo, ma a volte mi ci sento osservando cosa dicono e scrivono le altre donne, tuttavia sono convinta che non ci sia niente di male nell'essere moderatamente, ma che dico, anche sfrenatamente concrete: non potete capire quanto si possa essere sensibili e romantiche comunque e quanto non rinnegando certe pulsioni si possa vedere meglio e oltre, e qui mi viene in mente Buzz Lightyear con il suo Verso l'infinito e oltre!

Siii, voglio essere anche un po' come Buzz Lightyear che combatte i cattivi volando verso l'infinito e oltre.
Perdonatemi, ma commediole romantiche a parte, sono fresca della serie completa di Toy Story e poi vi avevo avvisato che si trattava di un fricantò. E del fricantò c'è davvero fin troppo: voglio essere Amélie, ma anche Buzz Lightyear e mi firmo Miranda.
AAA Psichiatra cercasi!
Ma pure qui ho da dire la mia e cito il noto motto che circola tra noi donne superficiali e frivole che volano verso l'infinito e oltre:

"Shopping is cheaper than a psychiatric"

Traduco, anche se credo basti un po' di inglese scolastico per capire cosa significhi e cioè che lo shopping è più economico dello psichiatra!

Ora vado a svegliare mia figlia perchè è arrivato un momento fondamentale per lei, quello che una tenera fanciulla aspetta da anni con trepidazione: andiamo a comprare le prime scarpette da punta!

Buon anno da...
Miranda (devil) Milian


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