Il blog che le amiche dicevano di leggere al mattino col caffè (chissà se lo faranno ancora)

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giovedì 9 agosto 2012

Saran belli gli occhi neri, saran belli gli occhi blu, ma le scarpe...


Post frivolo.
Lettore avvisato mezzo salvato!
Ma il frivolo per me è parte del serio, i due elementi devono compenetrarsi per generare una vita quanto più gratificante possibile.
Fine delle scuse per giustificare il fatto che sto per parlare di scarpe.

A nove giorni dal rientro vacanziero ho passato la mattinata al centro commerciale con la scusa della spesa, tipo, arrivo al centro commerciale ore 10.03 (come testimonia il cartellino), inizio spesa al supermercato ore 13.00 circa.

In quelle tre ore di vuoto sono stata rapita dagli alieni che mi hanno catapultata in giro per vetrine. Io non volevo ma non potevo mica opporre resistenza, gli alieni quando si straniscono sono capaci di tutto, anche di farti comprare scarpe, vestiti, borse e accessori vari contro la tua volontà.
Sono terribili, tu non vuoi, dici che ne hai già tanti e che sarebbe una spesa superflua ma loro insistono e ti minacciano e tu, terrorizzata, ti ritrovi a cedere.
Tuo malgrado.

Non mi era mai capitato di pagare cinque euro per il parcheggio. Ho annullato subito l'operazione credendo si trattasse di un errore, poi ho letto per bene il regolamento e ho scoperto che invece aveva ragione quella macchinetta infernale, l'unica funzionante di tutto il centro, quella a due km dal mio posteggio: tre ore e mezza o frazione fanno cinque euro!

Urca!

Beh però c'è da dire che non mi hanno fatto pagare le ulteriori tre ore spese per raggiungere l'unica cassa automatica funzionante, mentre nel mio portabagagli i surgelati erano messi a dura prova dai quaranta gradi di temperatura africana di passaggio per l'ennesima volta qui a Roma.

Vabbè, tutta colpa di quelle maledette scarpe che ho guardato e riguardato e poi ho fatto altre cose ma dopo aver posato delle buste in macchina, tanto per sentirmi più leggera e più agile per la prova, sono tornata da loro e le ho riguardate: tutte firmate, a metà prezzo e tutte del mio numero, il 36.
Per l'occasione mi stava bene pure il 35 così avevo pure una certa scelta a disposizione.
(Non sono una nana ma ho i piedi piccoli).
Scarpe immettibili per la vita di tutti i giorni ovviamente, a meno che non hai occasione di fare la superfiga 24h su 24.
Tacchi vertiginosi, colori eccentrici e plateau altissimo, scarpe fantastiche, di quelle che bisogna averle, così, non tanto per metterle, ma sapere di possederle ti fa sentire meglio.
Più sicura.
Più figa.
Più tosta.
Più una che osa e non come quelle che si provano scialbi sandaletti bassi e pratici, molto simpatici, davvero spiritosi, e così via con tutta un'altra serie di aggettivi adatti a giustificare lo scarso senso del fashion che emanano.
A tal proposito c'è una frase di un filmetto comico anni '60 che mi fece troppo ridere, diceva:
Gonna lunga e tacchi bassi non ispiran grandi spassi!

Ah Ah Ah!
Come dargli torto!

Insomma, tra una puntatina e l'altra nel reparto calzature, sono salita al piano superiore per distrarmi e dopo aver comprato una borsa della stessa marca delle scarpe e sempre a metà prezzo, mi è andato l'occhio su una vetrina, al centro della quale troneggiava un manichino con indosso una maglietta che riportava una scritta rosa fluo la qual diceva:

 (Cenerentola è la prova che un nuovo paio di scarpe possono cambiare la tua vita)

Sarà un segno degli dei?
Mi sono detta.

Qualcuno mi sta forse dicendo: Va' e compra quelle scarpe, sciocca di una donna, ancora non hai capito? Sono a metà prezzo, del tuo numero, dei tuoi colori preferiti, cosa fai ancora quassù ...scendi ordunque ai piani inferiori, laddove alberga il diavolo, e prendile: sono lì per te! 

Ho anche immaginato una specie di Zeus lanciafulmini mentre materializzava scarpe luminescenti direttamente dall'Olimpo, fissandomi con i suoi occhi dannatamente magnetici e nel contempo provocatori.

(Finirà 'sto caldo prima o poi, portandosi via relativi deliri e allucinazioni, si, finirà, voglio crederci).

Che bello però, a Cenerentola le nuove scarpe l'hanno cambiata davvero la vita, eccome!
Certo, sempre che ti piaccia sfracassarti di noia dentro un castello a fare niente, tant'è che in Cenerentola 2, in pochi lo sanno, si veste male come quando lavava per terra comandata a bacchetta dalla matrigna cattiva, va a fare la spesa al mercato, sta simpatica ai poveracci e fa pure pace con le sorellastre.
Magnanima, umile e in ciabatte, quindi ... no, dio delle scarpe non mi freghi, non le comprerò, ma dato che un'altra visitina in quel reparto non costa niente, dopo cinque minuti eccomi di nuovo lì, davanti a quegli attrezzi infernali.
Precisamente questi:

Ma perchè questo tentennare?
Questo prova e riprova, sali e scendi?
Diciamo che un po' fa parte del gioco, crea suspence, rende l'atto dello shopping più trasgressivo.
Lo faccio o non lo faccio?
Insomma fa proibito, quindi, desiderabile.
E questa è la spiegazione che rende più affascinante il mio indugiare, la realtà però è anche un'altra, quella poco avvincente e decisamente terra terra, cioè che a metà prezzo di un prezzo alto sono comunque costose, poi inizi a pensare che vuoi essere saggia e se sai che non le metterai quasi mai è come se costassero di più, poi non è tanto il potersele permettere o meno, il fatto è che poi comunque non potrei permettermi l'autista che mi ci scarrozzi in giro.

Maledettissime!
Non erano nemmeno tanto scomode, anzi, ma un conto è alzarsi dalla poltroncina del reparto scarpe e raggiungere  lo specchio posto a un paio di metri e un conto è camminarci nel senso proprio di... camminarci.

Ah, quello specchio!
Deve averne viste delle belle.
Se ne sta lì zitto zitto mentre tu ti ci piazzi subito davanti, se ti va bene, sennò devi aspettare che qualcuna prima di te si tolga presto dalle scatole e appena sei in pole position, in una frazione di secondo -paf- ti riflette con le scarpe delle meraviglie ai piedi mentre immagini la prima volta che le indosserai.
Fugace momento questo, in cui ti si paleseranno dinanzi una o più delle seguenti situazioni-opzioni:

1-qualcuno che te le guarderà con invidia (spesso trattasi di donne facenti parte della categoria vorrei ma non posso).

2-Qualcuno che le guarderà maliziosamente (uomini che pensano a una cosa sola, cioè nè più nè meno a quello cui stai pensando tu che l'hai indossate col chiaro intento di suscitare tal pensiero).

3-Lo sguardo di tua figlia che prima ancora che pronunci la frase: "Belle! Me le presti?" verrà fulminata dalla tua di frase, che suonerà più o meno così: "Scordatelo!"

4-Poi c'è  l'amica complice che approverà, ti sosterrà e ti elogerà nemmeno avessi deciso di partire con i tuoi risparmi alla volta di nobili cause tipo tutti uniti contro l'abbattimento delle sequoie, salva un albero, salva una vita!

5-Infine vedrai anche tuo marito nell'atto di scuotere la testa pronunciando, con gli occhi al cielo, la seguente affermanzione: "Quelle scarpe sono sbagliate e ti rovineranno la schiena!"

Uffa il solito guastafeste.
Ma non potevi appannarti specchio del cavolo?

Non dimentichiamoci però che a tutto c'è rimedio quindi, basta immaginare le situzioni-opzioni in un ordine diverso, facile no?
Diciamo che è bene partire dal punto 5, ovviamente, e lasciare per ultimi il punto 1 che fa molto stronza che guarda beffarda dall'alto e il punto 2 in cui la stronza dimostra di sapere il fatto suo e di avere gli uomini in pugno.
Non dispiacetevi per le altre, il cuore di stronza sta tutto lì: ce l'ho solo io. punto.
La compassione non è contemplata.

Ora non so come sia passata a dare consigli non richiesti ma dato che ci siamo, se non vi ci sentite, così stronze (scusate l'ennesima parola esplicita, vi avverto ne seguiranno altre) ricordatevi che c'è sempre chi pensa a voi, come ad esempio gli autori di questi preziosi libri:

Forte eh!
E' pure la versione aggiornata, che non lo sapevate che le stronze si evolvono?
Se bisogna diventare stronze, e sia.
Ma attenzione, purchè aggiornate alla versione più recente, sennò si sballa il sistema operativo e va tutto a puttane!
Ma tanto è proprio là che vogliono andare a parare, o no?

Lo ammetto, quel libro in foto è mio, l'ho comprato tempo fa, così per ridere, voglio vedere di che tratta precisamente, scoprire se l'autrice la pensa come me e soprattutto verificare alla fine chi tra le due sia più aggiornata.


Ma c'è anche questo:

e poi torniamo a quel che dicevo pure io, e cioè che:

Vabbè, ora che abbiamo tutti gli strumenti per diventare delle irresistibili dominatrici, giungo alle conclusioni.
Stamattina è andata a finire che dopo aver rimirato le scarpe più belle che potessi vedere senza acquistarle, ho comprato una camicia per mio marito mentre per me, borsa a parte, un libro di Cecelia Ahern, uno smalto rosa-lilla da Kiko a € 2,50 e queste:


poi la sfigata sarebbe Cenerentola!

Miranda (Devil) Milian
mercoledì 8 agosto 2012

Fa caldo, sono fuori allenamento e ballo la dancehall: chiamate un esorcista!


Dico io se con tutti gli anni di studio di tutto e di più mi dovevo ammattire con 'sti stili nuovi, ma mi piacciono troppo, sono molto cool e se vuoi usare certe musiche beh...lo stile giusto è quello.
C'è poco da fare!

Insomma lo scopo del mese, che è diventato quello della settimana è affinare la tecnica della dancehall, magari tralasciando quelle parti acrobatiche che nemmeno mi piacciono e rendono tutto pure abbastanza volgarotto.
Come sempre i miei miti coreografi americani come Hi-Hat e Tanisha Scott nelle loro coreogafie per i video e i concerti delle star hip hop e R&B adottano questo stile ma facendolo diventare la naturale evoluzione delle streets dance come l' hip hop che ormai comprende anche queste cose.
E che balletti riescono a tirar fuori...spettacolari!
Così tra movimenti conosciuti, spesso derivanti addirittura dal vecchio funky e qualche pas de bourrè ci scappano questi passetti sfiziosissimi che rendono tutto più figo.

Non sia mai che io non insegua i miei miti, quindi, prima di metterci del mio, la base la devo apprendere dalla fonte e deve essere precisamente quella...assolutamente, sennò che maestrina aMMericana sarei?

Dunque che cos'è la dancehall?
Potrei postare un video e chi s'è visto s'è visto!
Ma no!
Troppo facile.

Proverò a spiegarlo.
Mmm...dunque, prendiamo un grosso frullatore o meglio un gigantesco shaker e mettiamoci dentro una lapdancer (senza scarpe magari, che poi nel mescolare il tutto con veemenza mi va a ferire a morte qualcuno con quelle zeppone tacco 15), una danzatrice del ventre, una ballerina afro, una hip-hopper e spruzziamoci dentro una bella dose di reggae jam.

Ora shakeriamo il tutto molto ma molto bene perchè i rischi sono i seguenti:
-che esca una tipa prevalentemente lapdancer e allora non va bene, dopo anni di studio e la tiritera sulle tecniche nuove mi vai a sminuire con le sinuose movenze da spogliarellista, con tutto il rispetto (magari a saperle fa) ma è riduttivo;
-che esca qualcosa troppo hip hop old style, e non va bene neppure questo, sembrerà la solita solfa e il nuovo va a farsi benedire in un attimo;
-che si crei una figura troppo tecnica e allora poi sembri una che si vuole emancipare ma non sa stare lontana da Matt Mattox e dal suo all that jazz, ok la base, ma a volte bisogna come si dice imparare l'arte e metterla da parte.

Insomma in questi casi, va ributtato tutto dentro e bisogna continuare a shakerare per bene finchè il composto non sarà omogeneo e avrà dato forma a questo stile che ha un po' di tutto ma in una veste totalmente diversa ed entusiasmante, insomma molto yeah, ovvero la dancehall.
Interessante proprio come esperienza fisica, credetemi.

Ieri ho preso il borsone, lo shaker, le mie nuove scarpe che spaccano,
eccole qui:
sono andata in sala, ho interpretato la parte di tutti gli ingredienti e ho iniziato a shakerare, quando mi sentivo pronta e sbattuta al punto giusto e quindi credevo di vedere finalmente una coreografa very cool in perfetto stile dancehall...ahimè...tutto quello che mi sembrava di aver appreso è evaporato allo specchio.
Non è uscita nè una lapdancer (che poteva pure avere dei punti a favore), nè una hip-hopper old style tantomeno nessuna delle altre ibride figure elencate sopra ma si è materializzato un essere che non avevo contemplato nei miei progetti e cioè una nevrotica indemoniata bisognosa di esorcista.

Vi assicuro che ondeggiare il bacino in perfetta sincronia col gioco di piedi che serve a compiere il movimento ruotando su se stesse, mentre fai rotazione dell'anca e apro e chiudo con le ginocchia abbinando una corretta attività del busto e delle braccia è una cosa allucinante, per forza ne esce una diavoleria e le diavolerie sono di competenza dell'esorcista.
Tutto fila quindi.
Ah ovviamente bisogna inserire questi passi e passettini nei tempi musicali giusti vincendo il mal di schiena e l'acido lattico dovuto alla mancanza di allenamento, limiti questi che anche se non si vede ti fanno arrancare correndo appresso alle note e facendoti sembrare quella musica sempre più veloce e dispettosa.

Alla fine ho capito tutto quello che c'era da capire ma vi risparmio il filmato che documenterebbe a meraviglia il mio folle pomeriggio, tra oggi e domani completo l'opera e...chissà...

Intanto ora che mi sono sforzata di spiegare con la parola scritta, che è ciò che caratterizza un blog, un video fico ve lo lascio pure.
Anzi due!
Prima "Where have you been" official che merita, ma poi anche quello del making of, dove vedere che anche Rihanna c'ha i capelli bruttarelli e arruffati in sala prove...come dire, non cambia niente e lei rimane una strafiga pazzesca, ma un po' rincuora!

"Where have you been"
official video

"Where have you been"
Reharse
Beh in effetti...sembrano un po' indemoniati pure loro eh?! Da notare la coreografa col cappellino dell'Italia!!!   Con uno di questi ballerini c'ho fatto lezione, attingere alla fonte diretta è fondamentale per me! 
Per approfondire e chiarire giusto un pochettino: la dancehall non è propriamente una novità, è una derivazione del reggae e nasce in Jamaica alla fine degli anni '70, tuttavia molte star come Rihanna, Black Eyed Peas e Sean Paul, per citarne alcuni, l' hanno portata a livelli internazionali sulla scia del successo che riscuotono in tutto il mondo con le loro canzoni e i loro shows.  Da qui le derivazioni degli stili di danza e le contaminazioni con l'hip hop.    Carla 
martedì 7 agosto 2012

Insomnia



Ultimamente ho realizzato diversi sogni nel cassetto, a volte mi verrebbe quasi da dire che li abbia più o meno realizzati tutti.
Poi ci ripenso e no, troppi ne ho e troppi ne voglio avere per molto tempo ancora.
Avere sogni da realizzare è importantissimo e se un giorno dovessero finire sarebbe un bel guaio.
Vorrebbe dire che sono depressa o addirittura morta, per carità.
No, no e no!

Ma un sogno che non mi riesce di soddisfare e che ci smanio dietro di brutto da anni, anzi da annissimi, è il seguente: avere sonno la sera quando il giorno ho ballato, cioè sempre, tranne quando sto in vacanza.

Allora, se sono nella mia cittá cioé a Roma ma non lavoro perchè è estate, sono super rilassata ma la sera crollo quindi dormo, se sto fuori in vacanza al mare idem. Quando mi capita di uscire la sera durante la villeggiatura vedo la gente tutta arzilla che se ne va in giro acchittata per locali, lungomari e bancarelle mentre io faccio fatica addirittura a tenere gli occhi aperti, che diamine, ma possibile?
Non ho fatto niente tutto il giorno e poi basta con la storiella che il mare stanca, e per quelli non vale allora?
Ci sformo pure, mi sembrano tutti fichissimi e adatti a fare baldoria e io al contrario non vedo l'ora di mettermi il pigiamino di Calimero e di togliermi quel po' di trucco che mi sono messa per darmi un tono da sveglia.

Non parliamo poi se devo guidare: mi attacco al volante e lo stringo forte, mi sporgo in avanti sgranando gli occhi tipo Mister Magoo e prego il dio delle atee peccatrici che mi tenga sveglia fino a destinazione proteggendo me e i miei passeggeri da imprevisti e ubriaconi al volante.
Non potete capire che frustrazione si prova in quel frangente, cioè durante le passeggiate serali, guardando madri di famiglia che spingono passeggini su tacchi vertiginosi o altrettante signore truccatissime che se la ridono mentre tu non riesci a fare nemmeno tre passi senza sbandare, giuro, nel vero senso della parola SBAN-DA-RE.
Con le scarpe da ginnastica, per giunta.

In questi casi tra me e me intrattengo dei monologhi utili per l'autostima in cui mi piace ricordare che vita eccitante ho io!
("Che ne sapete?!" dico beffarda ai nottambuli allegrotti, sempre s'intende tra me e me).
Ah Ah Ah!
Altro che tacchi sul lungomare, che ne possono sapere loro delle luci della ribalta e dei miei tacchi stile Broadway!

Ma torniamo al paradosso che qui come al solito chissà dove sono finita, insomma se invece lavoro per ore, e non vi sto a dire mentalmente e fisicamente a che tipo di distruzione si possa arrivare facendo il mio mestiere, la sera si, sono stanca ma del sonno nemmeno l'ombra. E gli occhi non sono aperti ma spalancati e guardano virtualmente verso nuovi eccitanti orizzonti creativi che potrebbero magari trovare sfogo di mattina.
Perchè no?
No di mattina invece sono una sottospecie di zombie, ritardata pure.

Ho capito che sarà per via dell'adrenalina ma che pizza però.
Vorrei semplicemente avere sonno, mettermi a letto e addormentarmi.
E che avrò chiesto mai?

Oggi ho avuto la brillante idea di farmi tre orette di riassetto danzereccio e coreografico dopo quasi due mesi di niente e ora ...ovviamente non si dorme. Così ho finito un libro, ho spento lo smartphone, ho spento la luce, ho provato a dormire, non ci sono riuscita, ho riacceso la luce e anche lo smartphone dal quale sto bloggando, ho mangiato latte e biscotti, mi sono rilavata i denti finalmente liberi da gabbie metalliche che ancora ci godo e ho preso un nuovo libro che inizierò adesso.

Che sia una buona notte!

La speranza è l'ultima a morire.
O delude sempre?
Come dice Turandot.

Carla

sabato 4 agosto 2012

Giovani routard a cinque stelle


Mi stavo chiedendo dove siano finiti quei giovani squattrinati (e non) che se ne andavano in vacanza sorridenti, con lo zaino in spalla e tanto spirito d'avventura in cerca di un campeggio.

Vero che non ce ne stanno più in giro?

Io ero schizzinosa, avevo paura degli insetti e l'idea di bagni e docce in comune mi terrorizzava quindi non l'ho mai fatto. Se non avevo abbastanza soldi  rinunciavo alla vacanza e amen. Anche perchè i miei non mi hanno fatto mancare nulla, con loro ho visitato sempre luoghi magnifici ma non mi hanno mai messo i soldi in mano spedendomi in Sardegna.

La situazione dei giovani oggi, è inutile che lo sto a ripetere io, è davvero preoccupante, ovvio che sto dalla loro parte, ma possibile che proprio in un periodo come questo fanno a gara a chi fa la vacanza più esotica?
E la sfoggiano pure, sentendosi realizzati!

Sono molto dura lo so, il mio punto di vista può non essere condiviso ma i giovani rivoluzionari li preferisco a quelli che si concedono il passo più lungo della gamba e che pur cercando lavoro prenotano con largo anticipo una vacanza costosa e non rimborsabile.
Ma non vanno in conflitto le due cose?

Li sento rammaricarsi, lamentarsi, li vedo affaticarsi alla ricerca di uno straccio di lavoro che quando lo trovano è precario e sottopagato, li vedo rinunciare a normalissime cose per via degli scarsi guadagni, quando non nulli, e poi... vanno in vacanza in hotel, nei resort e spesso anche in inverno si concedono i week end nelle spa. Io se a vent'anni fossi incappata in posti del genere trovandomi immersa nella brodaglia umana di terme e piscinazze varie sarei caduta in depressione, altro che relax.
Poi mi toccava fare gli straordinari per pagarmi lo psichiatra.
Eppure non ne ho risentito, credo, o forse sono nevrotica proprio per questa remota carenza?
Va  a sapere :)

Forse è tutto collegato: degrado socio-culturale, personalità basate sull'importanza dell'apparenza, famiglie incasinate, mancanza di lavoro, quindi di soldi, e così la naturale conseguenza che potrebbe essere una gran voglia di lotta e di rivalsa spesso si riduce ad una gran confusione di valori.

Ma se piangi perchè non hai soldi, come fai ad avere l'iPhone e a fare una vacanza in categoria extra lusso?
Come fai a rallegrarti affermando soddisfatto che la Apple è seria e ti cambia il telefono se si rompe, quando dovresti essere incazzato nero perchè produce un aggeggio da quasi 1000 euro, tu fai i sacrifici per comprarlo e poi con molta probabilità ti si rompe e devi sobbarcarti pure la scocciatura di andarlo a cambiare.
Ma se per quella cifra mi dai un telefono difettoso come minimo vieni tu a casa mia quando fa comodo a me e mi porti quello nuovo e funzionante su un vassoio d'argento.
Anche silverplate al limite può andare!
Il vassoio.

Così spesso senti frasi del genere:
Che fico hai visto... me l'hanno cambiato!
E te credo, vedi un po'.
Ah ma l'ho preso a rate con l'abbonamento! 
Il che non equivale ad averlo preso gratis ma anzi a pagarlo di più e come se non bastasse sei pure vincolato ad un operatore che non puoi cambiare finchè non hai finito di pagare, cioè quando già è uscito il modello successivo e il tuo non ha più mercato.

Non mi piace generalizzare e nemmeno fare la facilona, ma ne vedo intorno a me di atteggiamenti simili, in sostanza, noto tanti giovani che preferiscono giocare ai ricchi con la complicità dei genitori anzichè imparare ad alzare la testa con dignità e senza vergogna, davanti alle difficoltà che incontrano, e sforzarsi di tirare fuori più grinta possibile per diventare loro un bel martello e schiacciare a livello di incudine chi l'ha ridotti così.
 
Carla
giovedì 2 agosto 2012

Medaglia d'oro al valore della Donna


Poco fa sono uscita un attimo per comprare la frutta,
era l'ora più calda,
sento una vocetta,
mi volto e vedo la postina,
molto probabilmente precaria e in sostituzione del solito addetto che gira nel quartiere.
Era seduta all'ombra, sul muretto con un fascio di lettere in mano e un carrello con altrettante buste di lettere, parlava al telefono e implorava i figli chiedendo di non litigare, con voce dolcissima e parole delicate diceva di non litigare altrimenti lei non sarebbe riuscita a lavorare serena.

Io questa tipa non la conosco ma lì per lì ho percepito tante cose tra cui l'amore, la dedizione, il sacrificio, la fortuna di avere un lavoro.
Magari non c'entra niente fare paragoni ma senza nulla togliere a chi ricopre un ruolo di spicco nella società (in maniera onesta) queste donne sono veramente "eroine" o "regine" (per usare un termine tanto in voga) anche se fanno solo ciò che sentono giusto. Non atlete divette e spocchione, non prostitute parlamentari e starlette televisive che guadagnano troppo a scapito di queste altre donne comuni, queste donne vere che pagano con enormi sacrifici anche per i loro lussi.

Su quelle riviste cretine tipo Chi, Verissimo e compagnia bella perchè non parlano anche di queste Donne invece di raccontarci con chi va a letto Balotelli, che la Gregoraci è incinta o che Belen insulta la cameriera ...sarebbe sicuramente più "verissimo".

Grazie al cielo, spesso, le donne sono molto diverse da quelle proposte dalle suddette riviste, e non solo fisicamente, questo dovrebbero capire le tante che si dannano davanti alle immagini di corpi perfetti in bikini adagiati su costosi natanti di imprenditori o calciatori. 

Ma poi che tiratura avrebbe un giornale simile in un popolo di lobotomizzati? Lontano dall'inutilissimo e deleterio gossip ma vicino alle donne che si ammazzano per dare ai figli un futuro migliore?

Meglio sognare con le vite patinate degli evasori fiscali e delle belle impossibili (in realtà possibilissime in base al reddito, rigorosamente stellare del viscido di turno) che dipingere un quadro reale per capire a fondo e fare qualcosa quindi in piena consapevolezza.

Per usare una metafora in linea col periodo, che medaglia d'oro meritano queste donne? Le donne che ringraziano il cielo di essere state chiamate per un lavoretto, anche se temporaneo, e che nel contempo hanno il cuore stritolato per via dei figli piccoli a casa da gestire a distanza.

Le medaglie d'oro sportive vanno ai migliori nella loro disciplina. Punto.
Chi fa meglio la vince (errori di giuria  a parte). Nella vita di tutti i giorni spesso invece chi fa meglio la perde continuamente contribuendo a farla vincere sempre agli stessi che non fanno niente, se non fregarti, per conquistarla.

Anche le madri comuni, non famose, non plurimedagliate quando non lavorano (ma anche quando lavorano) sono le mamme dei loro figli e magari preparano qualcosa di meglio di un kinder per merenda!

Carla
sabato 7 luglio 2012

Diamanti e papere


In vacanza faccio delle scoperte sensazionali. Il più delle volte leggendo titoli di riviste esposte in spiaggia in quei pannelli adibiti a edicole. Lo ammetto, a volte ne compro alcune, quelle che mi sembrano le meno peggio e che spero non facciano parte dell'impero berlusconi.
Dunque, grazie a questi acquisti  sono venuta a conoscenza di diversi fatti. Per esempio che Emma Watson (lo so che non sapete chi è quindi ve lo dico io, è la Hermione di Harry Potter) ha fatto tingere il cagnolino di rosa (roba che nemmeno Paris Hilton sarebbe mai arrivata a tanto) o che Ibraimovich si è comprato un'isoletta svedese per andare a sparare a cinghiali e cervi (ma povere bestie).
Poi ho avuto la triste conferma che tra Johnny Depp e Vanessa Paradis è davvero finita e ora dovranno combattere con la spartizione dei beni.
E che sará mai?
Che ci vuole a dividersi pezzi di isole alle Bahamas e annesse spiagge chiamate con i nomi dei figli?
Che ne so, lui potrebbe prendersi la spiaggia col nome del maschio e lei quella della femmina o viceversa.
Insomma una soluzione si trova.

E che dire della coppia Briatore-Gregoraci?
Come ho visto la rivista con loro due in copertina ho pensato:
buone notizie da casa Briatore?
Evvai, vuoi vedere che hanno iniziato a pagare le tasse?
No, mi sbagliavo.
Ebbene, aspettano il secondo bebè, lui condurrá un talent show per aspiranti imprenditori inoltre pare non abbia nessuna intenzione di lasciare il Billionaire!
Beh...se non sono buone notizie queste!
In tempi di crisi è bello sapere che un padre di famiglia ha il lavoro garantito.
Mi auguro che al nascituro non accada la disgrazia che ha dovuto subire il primogenito. Dio solo sa quanto ha sofferto (così disse la mamma) quando al padre gli sequestrarono lo yacht.
Pare che non abbia dormito per giorni, lontano dal suo lettino galleggiante.
A proposito, ma se il primo figlio si chiama Nathan Falco, il secondo che nome avrà?
Non so, Douglas Corvo o John Aquila Reale?

Ma è dopo quest'iniezione di informazioni interessantissime, quando ero ormai esausta, che è arrivata la ciliegina sulla torta:
Jennifer Lopez, notoriamente dotata di un lato B extra lusso, se l'è assicurato per 27 milioni di dollari!
Ora, una ballerina si assicura le gambe che si possono rompere così come un pianista si assicura le mani ma a un sedere cosa può succedere?
Dunque, vediamo, ci sono: magari al mare si siede su uno scoglio e -tracchete- sbuca un granchio che glielo pizzica. Oppure si potrebbe riempire di bolle dopo aver usato una nuova crema anti qualcosa.
Ma anche se fosse?
Bene, il notizione deve ancora arrivare però.
Questo lato B delle meraviglie oltre ad essere assicurato per una cifra astronomica vanta un accessorio che la sua padrona porta sempre con sé durante il tour: un copriwater con pietre preziose incastonate tra cui, pare, anche un diamante.
Praticamente questa va al bagno e si siede sui brillanti.
Diamonds are a girl's best friends cantava Marylin.
I diamanti sono i migliori amici delle ragazze.
E che amici!
Molto intimi direi.
Beh, sempre meglio essere amici del lato B di J. Lo che di Maria De Filippi tutta intera!
E io che credevo di essere molto glamour avendo trovato una tavoletta per il bagno trasparente con le paperelle gialle.


Miranda Devil Milian
mercoledì 4 luglio 2012

Holiday

La vacanza è appena iniziata e siamo alle solite:
nonostante non veda l'ora di passare del tempo nella mia dimensione ideale, vestita solo di bikini, pareo e ciabattine, a leggere libri su libri, ad avere il mare sempre davanti agli occhi così da poterlo guardare per ore, mi prende la sensazione di non volermi staccare dalle mie abitudini e dalle mie cose e così:
soffro perchè penso che mi mancherà casa mia, perchè si divide la sacra famiglia (che poi non è sacra ma di fatto, ma non per questo meno sacra), addirittura penso che mi mancherà la tartarughina di mia figlia che non me la sono filata mai più di tanto, poi sono molto gelosa della lavatrice e della cucina e...morale della favola l'idea di perdere lo scettro di regina della casa e lasciarlo in mano a chi resta mi rende un pochino suscettibile.
Del resto so già che nelle quattro settimane marinare accadrà quanto segue:
Prima settimana: sono esaltata, euforica, non mi sento a mio agio ma fingo di esserlo, talvolta mi capita di non vedere l'ora di tornare a casa mia, faccio continuamente progetti ad alta voce per disgrazia di quella mia figlia che passerà con me tutto il tempo, se c'è qualcosa che non dovesse andare ripeterò fino alla morte come ho intenzione di agire per stravolgere la situazione in positivo mentre quando tutto filerà liscio mi lascerò andare in centinaia di esclamazioni per esprimere quanto si stia d'incanto. A riguardo, sono capace di usare una serie infinita di sinonimi pur di dire dieci miliardi di volte la stessa cosa senza dare nell'occhio, ma puntualmente l'occhio di chi mi sta accanto se ne accorge e l'orecchio pure. Voglio essere sincera, spesso non mi preoccupo dei sinonimi e ripeto tranquillamente la stessa frase con le stesse identiche parole. Poi lascio cadere l'argomento per non essere troppo assillante e quando chi è con me crede di poter cantare vittoria, eccola lì che ricomincio!
Seconda settimana: mi sono ambientata, ho abbandonato gli attaccamenti cittadini, mi destreggio ovunque come fossi a casa mia: mi sento finalmente in vacanza ed è a questo punto che tanto perchè non m'illuda di spassarmela troppo mi verrà il ciclo!
Terza settimana: mi sembra di aver vissuto sempre lì, non me ne frega più niente della lavatrice tantomeno della cucina, sto una pacchia e vorrei che non finisse mai. Faccio progetti su come poter vivere  in città con le stesse modalità e lo stesso spirito della villeggiatura.
Puntualmente ci credo, che ciò possa accadere, ma puntualmente al rientro gli atteggiamenti smentiscono il tutto lasciandomi sola davanti alla triste e cruda realtà: è finita!
(E a Roma non puoi uscire in ciabatte perchè ció che al mare è cool in città è da caciottare).
Quarta settimana: passo tutti i giorni a cercare di non pensare di pensare che è l'ultima e quando arriva l'ultimo giorno mi sento la morte nel cuore e continuo a ripetermi che ...tanto lo sapevo ... il tempo sarebbe volato e così come è iniziata ora è finita.
Pensiero questo, di una tristezza infinita.
Me ne faccio una ragione e sogno una bacchetta magica che disfi le valigie, ne lavi il contenuto e lo riponga negli appositi armadi o cassetti così da alleviare ogni sofferenza, ma poi riutilizzare la mia amata lavatrice e i miei fili per stendere mentre ammiro la vista panoramica della città più bella del mondo mi fa pensare: daje su che va bene!
Si fa per dire e tanto per dare un lieto fine!
Carla

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